Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
- Автор: Вазари Джорджо
- Язык: итальянский
- Жанр: Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги
Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:
Ma senza dubbio, come che molte siano e molto stimate tutte l'opere di costui, quella di tutte l'altre è migliore e certo stupendissima, dove ritrasse, guardandosi in una spera, se stesso di naturale, con alcune pelli di camello intorno a certi ciuffi di capegli tanto vivamente che non si può meglio immaginare; perciò che poté tanto lo spirito del Palma in questa cosa particolare, che egli la fece miracolosissima e fuor di modo bella, come afferma ognuno, vedendosi ella quasi ogni anno nella mostra dell'Ascensione. Et invero ella merita di essere celebrata per disegno, per artificio e per colorito, et insomma per essere di tutta perfezzione, più che qual si voglia altra opera che da pittore viniziano fusse stata insino a quel tempo lavorata; perché, oltre all'altre cose, vi si vede dentro un girar d'occhi sì fatto che Lionardo da Vinci e Michelagnolo Buonarroti non averebbono altrimenti operato. Ma è meglio tacere la grazia, la gravità e l'altre parti che in questo ritratto si veggono, perché non si può tanto dire della sua perfezzione, che più non meriti. E se la sorte avessi voluto che il Palma, dopo quest'opera, si fusse morto, egli solo portava il vanto d'aver passato tutti coloro che noi celebriamo per ingegni rari e divini; là dove la vita, che durando lo fece operare, fu cagione che non mantenendo il principio che avea preso, venne a diminuire tutto quello che infiniti pensarono che dovesse accrescere. Finalmente, bastandogli che una o due opere perfette gli levassero il biasimo in parte che gli averebbono l'altre acquistato, si morì d'anni quarantotto in Vinezia.
Fu compagno et amico del Palma, Lorenzo Lotto pittor vineziano, il quale avendo imitato un tempo la maniera de' Bellini, s'appiccò poi a quella di Giorgione, come ne dimostrano molti quadri e ritratti che in Vinezia sono per le case de' gentiluomini. In casa d'Andrea Odoni è il suo ritratto di mano di Lorenzo, che è molto bello. Et in casa Tommaso da Empoli fiorentino è un quadro d'una Natività di Cristo, finta in una notte, che è bellissimo, massimamente perché vi si vede che lo splendore di Cristo con bella maniera illumina quella pittura, dove è la Madonna ginocchioni, et in una figura intera, che adora Cristo, ritratto Messer Marco Loredano. Ne' frati carmelitani fece il medesimo in una tavola San Niccolò sospeso in aria et in abito pontificale con tre Angeli, et a piedi Santa Lucia e San Giovanni, in alto certe nuvole et abbasso un paese bellissimo con molte figurette et animali in varii luoghi. Da un lato è San Giorgio a cavallo che amazza il serpente, e poco lontana la donzella, con una città appresso et un pezzo di mare. In San Giovanni e Paulo, alla capella di Santo Antonio arcivescovo di Firenze, fece Lorenzo in una tavola esso Santo a sedere con due ministri preti, e da basso molta gente.
Essendo anco questo pittore giovane et imitando parte la maniera de' Bellini e parte quella di Giorgione, fece in San Domenico di Ricanati la tavola dell'altar maggiore partita in sei quadri. In quello del mezzo è la Nostra Donna col Figliuolo in braccio che mette, per le mani d'un Angelo, l'abito a San Domenico, il quale sta ginocchioni dinanzi alla Vergine. Et in questo sono anche due putti che suonano uno un liuto e l'altro un ribechino. In un altro quadro è San Gregorio e Santo Urbano papi, e nel terzo San Tommaso d'Aquino et un altro Santo, che fu vescovo di Ricanati. Sopra questi sono gl'altri tre quadri: nel mezzo, sopra, la Madonna e Cristo morto sostenuto da un Angelo, e la madre che gli bacia un braccio, e Santa Madalena; sopra quello di San Gregorio è Santa Maria Madalena e San Vincenzio; e nell'altro, cioè sopra San Tommaso d'Aquino, è San Gismondo e Santa Caterina da Siena. Nella predella, che è di figure piccole e cosa rara, è nel mezzo quando Santa Maria di Loreto fu portata dagl'Angeli dalle parti di Schiavonia, là dove ora è posta. Delle due storie, che la mettono in mezzo, in una è San Domenico che predica, con le più graziose figurine del mondo, e nell'altra papa Onorio che conferma a San Domenico la Regola. È di mano del medesimo in mezzo a questa chiesa un San Vincenzio frate lavorato a fresco. Et una tavola a olio è nella chiesa di Santa Maria di Castelnuovo con una Trasfigurazione di Cristo e con tre storie di figure piccole nella predella: quando Cristo mena gl'Apostoli al Monte Tabor, quando ora nell'orto, e quando ascende in cielo. Dopo queste opere, andando Lorenzo in Ancona quando a punto Mariano da Perugia avea fatto in Santo Agostino la tavola dell'altar maggiore con un ornamento grande, la quale non sodisfece molto, gli fu fatto fare, per la medesima chiesa, in una tavola che è posta a mezzo, la Nostra Donna col Figliuolo in grembo e due Angeli in aria che scortando le figure incoronano la Vergine.
Finalmente, essendo Lorenzo vecchio et avendo quasi perduta la voce, dopo aver fatto alcune altre opere di non molta importanza in Ancona, se n'andò alla Madonna di Loreto, dove già avea fatto una favola a olio, che è in una capella a man ritta entrando in chiesa, e quivi, risoluto di voler finire la vita in servigio della Madonna et abitare quella santa casa, mise mano a fare istorie di figure alte un braccio e minori intorno al coro sopra le sedie de' sacerdoti. Fecevi il Nascere di Gesù Cristo in una storia, e quando i Magi l'adorano in un'altra; il presentarlo a Simeone seguitava, e, dopo questa, quando è batezzato da Giovanni nel Giordano. Eravi la adultera condotta inanzi a Cristo, condotte con grazia. Così vi fece dua altre storie copiose di figure: una era Davit quando faceva sagrificare, et in l'altra San Michele Arcangelo che combatte con Lucifero avendolo cacciato di cielo. E quelle finite, non passò molto che, come era vivuto costumatamente e buon cristiano, così morì, rendendo l'anima al Signore Dio. I quali ultimi anni della sua vita provò egli felicissimi e pieni di tranquillità d'animo e, che è più, gli fecero, per quello che si crede, far acquisto dei beni di vita eterna. Il che non gli sarebbe forse avenuto se fusse stato, nel fine della sua vita, oltre modo inviluppato nelle cose del mondo, le quali, come troppo gravi a chi pone in loro il suo fine, non lasciano mai levar la mente ai veri beni dell'altra vita et alla somma beatitudine e felicità.
Fiorì in questo tempo, ancora in Romagna, il Rondinello pittore eccellente, del quale nella vita di Giovan Bellino, per essere stato suo discepolo e servitosene assai nell'opere sue, ne facemmo un poco di memoria. Costui dopo che si partì da Giovan Bellino si affaticò nell'arte di maniera che, per esser diligentissimo, fé molte opere degne di lode, come in Furlì nel Duomo fa fede la tavola dello altar maggiore, che egli vi dipinse di suo mano, dove Cristo comunica gli Apostoli, che è molto ben condotta. Fecevi sopra, nel mezzo tondo di quella, un Cristo morto, e nella predella alcune storie di figure piccole coi fatti di Santa Elena, madre di Gostantino imperadore, quando ella ritruova la croce, condotte con gran diligenza. Fecevi ancora un San Bastiano che è molto bella figura, sola in un quadro, nella chiesa medesima. Nel Duomo di Ravenna, allo altar di Santa Maria Madalena, dipinse una tavola a olio dentrovi la figura sola di quella Santa, e sotto vi fece di figure piccole, in una predella, molto graziose, tre storie: Cristo che appare a Maria Madalena in forma d'ortolano; et in un'altra quando San Pietro uscendo di nave camina sopra l'acque verso Cristo; e nel mezz'a queste el battesimo di Gesù Cristo, molto belle. Fece in San Giovanni Evangelista nella medesima città dua tavole: in una è San Giovanni quando consacra la chiesa, nell'altra è tre martiri dentro, San Cancio e San Conciano e Santa Cancionila bellissime figure. In Santo Appollinare nella medesima città duo quadri con due figure, in ciascuno la sua, San Giovanni Batista e San Bastiano, molto lodate. Nella chiesa dello Spirito Santo è una tavola, pur di sua mano, dentrovi la Nostra Donna in mezzo con Santa Caterina vergine e martire e San Ieronimo. Dipinse parimente in San Francesco dua tavole: in una è Santa Caterina e San Francesco, e nell'altra dipinse la Nostra Donna con molte figure e San Iacopo Apostolo e S. Francesco. Du' altre tavole fé medesimamente in San Domenico, che n'è una a man manca dello altar maggiore, dentrovi la Nostra Donna con molte figure, e l'altra è in una facciata della chiesa, assai bella. Nella chiesa di San Niccolò, convento de' frati di Santo Agostino, dipinse un'altra tavola con San Lorenzo e San Francesco; che ne fu commendato tanto di quest'opere, che mentre che visse fu tenuto non solo in Ravenna, ma per tutta la Romagna in gran conto. Visse Rondinello fino alla età di 60 anni e fu sepolto in San Francesco di Ravenna.