Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Il fabbricante di universi
Il fabbricante di universi - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il fabbricante di universi

Электронная книга - «Il fabbricante di universi». Краткое содержание книги:

Il romanzo racconta la storia di Robert Wolff, insegnante universitario in pensione, che seguendo il rumore di uno squillo di tromba apre la porta del ripostiglio e si ritrova in un mondo fantastico, chiamato Mondo dei Livelli.
Il Mondo dei Livelli è una specie di gigantesca torre, i cui piani sono abitati da diverse civiltà. Nei piani inferiori vivono le più primitive mentre salendo diventano via via più progredite. In cima alla torre vive una specie di semidei, esseri umani in grado di fabbricare interi universi.
Wolff, con l’aiuto di un indigeno di nome Kickaha scopre di essere il creatore di quel mondo, e si trova a dover intraprendere una lotta per scacciare gli usurpatori e riprendere il proprio rango.
1 ... 22 23 24 25 26 27 28 29 30 ... 52
Перейти на страницу:

Inoltre, lo stomaco del tronco umano avrebbe bloccato ogni rifornimento di cibo al grosso corpo sottostante. Oppure, se il piccolo stomaco era collegato agli organi digestivi più grossi della parte equina, il problema alimentare, non sarebbe stato risolto neppure in questo caso. I denti umani si sarebbero rapidamente consumati, a causa del logorio provocato dall’erba.

Così le creature ibride che galoppavano così minacciosamente e rapidamente verso gli uomini non somigliavano molto alle mitiche creature che erano servite da modelli per la loro creazione. La bocca e il collo erano più grossi in proporzione, per permettere l’assorbimento di ossigeno sufficiente. Al posto dei polmoni umani c’era un organo simile a un mantice, che inspirava l’aria attraverso un’apertura simile a una gola, e poi l’immetteva nei polmoni sviluppatissimi del corpo equino. Questi polmoni erano più grandi di quelli equini, perché la parte verticale aumentava il fabbisogno di ossigeno. Lo spazio richiesto dai polmoni più grandi era stato ottenuto eliminando il grosso organo digerente da erbivoro, il quale era stato sostituito da uno da carnivoro, più piccolo e funzionale. I centauri mangiavano la carne, compresa quella delle loro vittime amerinde.

La parte equina era grossa come un pony indiano della Terra. Il pelo era rosso, nero, bianco, grigio e pezzato. Il pelo ricopriva tutto il corpo, all’infuori del volto. Questo era il doppio di un normale volto umano ed era largo, dagli zigomi alti e dal naso enorme. Erano, su scala maggiore, i lineamenti degli indiani delle pianure della Terra, i volti di Toro Seduto, Cavallo Pazzo e Nuvola Nera. I volti erano coperti di disegni di guerra, e la testa era coperta da piume o da elmetti di pelle di bisonte, con grosse corna sporgenti.

Le loro armi erano le stesse degli Hrowakas, tranne che in un particolare: le piccole bolas. Due sassi rotondi, ciascuno fermato al termine di una corda. Mentre Wolff si chiedeva quello che avrebbe dovuto fare, se gli avessero lanciata contro le bolas, le vide in azione. Coltello Ricurvo e Orso Ubriaco e Troppe Mogli si erano uniti, e stavano galoppando con circa venti metri di vantaggio sui loro inseguitori. Orso Ubriaco si voltò, e lanciò una freccia. La freccia affondò nel grosso mantice sotto la cassa toracica umana di un Mezzo Cavallo. Il Mezzo Cavallo cadde e rotolò a terra e poi giacque immobile. Il torso umano era piegato con un’angolazione possibile solo con la spina dorsale spezzata. Questo malgrado la estrema flessibilità del torso dei centauri, dovuta alla loro particolare natura.

Orso Ubriaco gridò e agitò l’arco. Aveva fatto la sua prima vittima, e la sua impresa sarebbe stata cantata per molti anni nella Sala del Consiglio degli Hrowakas.

Se qualcuno fosse rimasto per raccontarla, pensò Wolff.

Una pioggia di bolas, fatte girare vorticosamente, tanto da rendere indistinguibili le due pietre, fu lanciata. Girando sempre vorticosamente su se stesse, le bolas sibilarono nell’aria. La pietra di una colpì alla nuca Orso Ubriaco, disarcionandolo, interrompendo a metà il suo canto di vittoria. Un’altra bola si attorcigliò intorno alla zampa posteriore sinistra del suo cavallo, facendolo rovinare a terra.

Wolff, unitamente agli altri Hrowakas, lanciò una freccia. Non seppe mai se avesse colpito il bersaglio, perché era difficile prendere la mira in quella posizione e alla velocità con cui il suo cavallo galoppava. Ma quattro frecce colpirono il bersaglio, e quattro Mezzi Cavalli caddero. Wolff prese subito un’altra freccia, notando nello stesso tempo che Troppe Mogli giaceva a terra con una freccia infilata nella schiena.

Ormai, Coltello Ricurvo era sopraffatto. Invece di travolgerlo, i Mezzi Cavalli si divisero per prenderlo in mezzo.

«No!» gridò Wolff. «Bisogna impedirlo!»

Coltello Ricurvo, comunque, non aveva guadagnato immeritatamente il suo nome. Se i Mezzi Cavalli avessero trascurato la possibilità di ucciderlo per prenderlo vivo onde torturarlo, avrebbero dovuto pagare il prezzo del loro errore. Coltello Ricurvo lanciò il suo coltello contro il Mezzo Cavallo più vicino. Questi si impennò e cadde. Coltello ricurvo estrasse un altro coltello e, mentre il suo cavallo veniva colpito da un colpo di lancia, si gettò sul centauro che aveva vibrato il colpo.

Wolff riuscì a scorgerlo, in una massa di corpi. Era atterrato sulla schiena del centauro, che era quasi caduto sotto il suo peso, ma era riuscito a riprendersi. Coltello Ricurvo affondò il suo coltello nella schiena umana del centauro. Lampeggiarono degli zoccoli; la coda del centauro si sollevò al di sopra della massa dei suoi compagni, seguita dagli zoccoli posteriori.

Wolff pensò che per Coltello Ricurvo fosse arrivata la fine. Ma no, era ancora in piedi, miracolosamente, e poi, di colpo, sul dorso equino di un altro centauro. Questa volta, Coltello Ricurvo tenne la lama della sua arma sulla gola del nemico. A quanto sembrava, stava minacciando di tagliare al centauro la vena iugulare, se questi non lo avesse portato via dall’orda dei suoi compagni.

Ma una lancia, proveniente da dietro, affondò la sua punta nella schiena di Coltello Ricurvo. Non, comunque, prima che egli avesse messo in atto il suo proposito, squarciando il collo del Mezzo Cavallo su cui si trovava.

«L’ho visto!» gridò Kickaha. «Che uomo, quel Coltello Ricurvo! Dopo quello che ha fatto, neppure i selvaggi Mezzi Cavalli avranno il coraggio di mutilarlo! Essi onorano il nemico che si è battuto da eroe contro di loro, anche se, naturalmente, lo mangiano lo stesso!»

Ormai, i Khing-GatawriT erano vicini alla coda della colonna degli Hrowakas. Si divisero e aumentarono l’andatura, per accerchiare gli indiani. Kickaha disse a Wolff che i Mezzi Cavalli non avrebbero attaccato subito in maniera massiccia gli Hrowakas. Avrebbero cercato di divertirsi coi loro nemici, dando nel contempo ai loro più giovani guerrieri, non ancora messi alla prova in combattimento, la possibilità di dimostrare la loro perizia e il loro ardimento.

Un Mezzo Cavallo a chiazze bianche e nere, che portava una singola penna di falco sul capo, si staccò dal grosso del gruppo che veniva da sinistra. Agitando una bola nella mano destra, stringendo nella sinistra una lancia adorna di piume, cercò di stringere su Kickaha. Le pietre della bola vorticarono fino a diventare indistinguibili, poi l’arma partì, verso il basso: evidentemente il centauro mirava alle zampe del cavallo.

Kickaha abilmente mirò con la punta della sua lancia in direzione della bola in arrivo. La punta era stata manovrata così destramente che prese in pieno la corda della bola. Kickaha sollevò la lancia, e la bola si arrotolò intorno a essa, poi si chiuse. Buona parte della forza della bola era stata assorbita dalla lunghezza della lancia. Comunque, la lancia si impennò, descrivendo un arco a destra di Kickaha, e quasi colpì Wolff, che fu costretto a piegarsi. Kickaha fu quasi costretto a mollare la lancia, perché gli fu quasi strappata di mano, a causa della violenza dell’impatto. Ma egli conservò la stretta e scosse la lancia, con la bola arrotolata in cima.

Il Mezzo Cavallo, deluso, agitò furioso il pugno, e volle caricare Kickaha con la sua lancia. Un ruggito di acclamazione e ammirazione si sollevò dalle due colonne di centauri. Un capo uscì dalla colonna, per fermare il giovane. Gli disse alcune parole, che lo fecero ritornare, vergognoso, nel gruppo dei suoi simili. Il capo era un grande roano adorno di molte penne.

«Leone Furioso!» gridò Kickaha, in inglese. «Mi giudica meritevole della sua attenzione!»

Gridò qualcosa, nella lingua del capo, e poi scoppiò in una fragorosa risata, mentre la pelle scura del centauro diventava più scura. Leone Furioso gridò qualcosa, e galoppò in avanti, per affiancarsi a colui che lo aveva insultato. La lancia che impugnava con la destra fu scagliata contro Kickaha, che parò con la sua. Le due armi cozzarono insieme. Kickaha staccò immediatamente dal braccio sinistro il suo piccolo scudo di pelle di mammut. Parò un altro colpo di lancia con la sua; poi lanciò lo scudo come un disco. Lo scudo partì e colpì la zampa anteriore destra di Leone Furioso.

1 ... 22 23 24 25 26 27 28 29 30 ... 52
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)