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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Che fosse folgorato! Questo non era come il primo posto che aveva visitato, con le sue spire ritorte e le porte circolari, ma non era nemmeno come il secondo, con le stanze a forma di stella e le linee di luce gialla! Dov’era? In cosa si era cacciato? Si voltò attorno, nervoso.

Thom barcollò attraverso la porta, sbattendo le palpebre confuso. Mat lasciò cadere il suo zaino e prese il menestrello per un braccio. Poi venne Noal. L’uomo ossuto mantenne l’equilibrio, ma era evidentemente accecato, la sua lanterna tenuta davanti in modo protettivo.

Gli altri due sbatterono le palpebre, con lacrime che sgorgavano dagli occhi di Noal, ma alla fine riacquistarono l’orientamento e si guardarono attorno. La stanza, come i corridoi che si estendevano in tutte e quattro le direzioni, era vuota.

«Questo non assomiglia a ciò che hai descritto, Mat» disse Thom. La sua voce riecheggiava vagamente, anche se i suoni sembravano distorti in modo sinistro. Quasi come sussurri rifranti di nuovo verso di loro. Tutto questo fece rizzare i peli sulla nuca a Mat.

«Lo so» disse, tirando fuori una torcia dal suo zaino. «Questo posto non ha alcun senso. Almeno su quello le storie concordano. Ecco, accendi questa, Noal.»

Anche Thom tirò fuori una torcia ed entrambi la accesero dalla lanterna di Noal. Avevano dei bastoncini di fuoco di Aludra, ma Mat voleva tenerli da parte. Aveva quasi avuto paura che nella torre le fiamme si sarebbero estinte ma volta accese. Ma le luci bruciavano bene e costanti. Questo in qualche modo lo rincuorò.

«Allora dove sono?» chiese Thom, percorrendo il perimetro della stanza nera.

«Non sono mai qui quando entri» disse Mat, sollevando la sua torcia ed esaminando una parete. Era una scritta quella intagliata nella non-pietra? Quei segni non familiari erano così sottili e delicati che lui riusciva a vederli a malapena. «Ma fate attenzione. Possono apparire dietro di voi, più veloci di un locandiere che ha sentito le monete tintinnare nella vostra tasca.»

Noal esaminò l’apertura triangolare da cui erano entrati. «Credi che possiamo usare questa per tornare indietro?» Assomigliava al ter’angreal di pietra in cui Mat era passato in precedenza. Solo con una forma diversa.

«Spero di sì» disse Mat.

«Forse dovremmo provare» disse Noal.

Mat annuì. Non gli piaceva che si separassero, ma dovevano sapere se questa era una via d’uscita o no. Noal parve determinato e la varcò. Scomparve.

Mat trattenne il fiato per un lungo momento, ma l’uomo anziano non tornò. Era un trucco? Questa porta era stata messa qui per...

Noal tornò barcollando nella stanza attraverso l’apertura. Thom posò la sua torcia sul pavimento e si precipitò ad aiutarlo. Noal si riebbe più rapidamente stavolta, scacciando la cecità sbattendo le palpebre. «Mi ha sigillato fuori» spiegò. «Ho dovuto disegnare un altro triangolo per rientrare.»

«Almeno sappiamo che abbiamo una via di fuga» disse Thom.

Sempre che quei dannati Aelfinn o Eelfinn non la spostino, pensò Mat, ricordandosi la sua visita precedente, quella che era terminata con la sua impiccagione. Quella volta le stanze e i corridoi si erano spostati misteriosamente, in aperta sfida a quello che era giusto.

«Vuoi dare un’occhiata a questo?» disse Thom.

Mat abbassò la sua lancia e in un attimo Noal ebbe in mano una spada corta di ferro. Thom stava indicando verso la sua torcia, che stava ardendo a singhiozzo dal punto del pavimento dove l’aveva posata accanto a uno degli sbocchi di vapore lucente.

Il vapore bianco si ritraeva dalle fiamme, come se fosse soffiato da una brezza. Solo che nessuna brezza aveva mai fatto muovere il vapore in maniera così innaturale. Curvava attorno al fuoco in un anello. Thom si avvicinò e raccolse la torcia. La mosse verso la colonna di vapore e questo si incurvò lontano da essa. Thom conficcò la torcia dritto nel percorso del vapore e quello si divise, andando attorno alla fiamma e fondendosi di nuovo assieme in un unico flusso sopra.

Thom lanciò un’occhiata agli altri.

«Non chiedere a me» disse Mat accigliato. «Io ho detto che questo posto non ha alcun senso. Se questa sarà la cosa più strana che vedremo qui, io sarò un paio di baffi murandiani. Andiamo.»

Mat scelse uno dei corridoi e iniziò a percorrerlo. Gli altri due si affrettarono a stargli dietro. Il vapore brillava sul soffitto, inondando il corridoio nero della sua luce lattea. Il pavimento era fatto di piastrelle triangolari incastrate che, ancora una volta, assomigliavano fastidiosamente a delle scaglie. Il corridoio era ampio e lungo, l’altra estremità lontana e buia.

«E pensare» disse Noal tenendo in alto la sua lanterna «che tutto questo è nascosto in quell’unica torre.»

«Dubito che siamo ancora nella torre» disse Mat. Più avanti poteva vedere una fenditura sul lato della parete, una sorta di finestra. Era messa un po’ troppo in alto per sembrare naturale.

«Allora dove...» Noal si interruppe quando raggiunsero la finestra, che era un quadrato sghembo. Attraverso di essa, poterono guardar fuori verso un paesaggio innaturale. Erano in alto di diversi piani in qualche sorta di guglia, ma di sicuro quello di fuori non era l’Andor.

La finestra dava su una volta di densa vegetazione troppo gialla. Mat riconobbe gli alberi esili con un cascante ombrello di rami in cima, anche se prima li aveva visti da sotto. Anche le piante simili a felci con i loro ampi ventagli di foglie erano familiari, anche se da queste pendevano frutti color nero intenso. I grossi frutti facevano incurvare le foglie.

«Pietà del Setacciatore» sussurrò Noal, una frase che Mat non aveva mai sentito prima.

Noal aveva motivo di essere stupito; Mat ricordava quando aveva guardato fuori verso quella foresta la prima volta, rendendosi conto che il portale contorto non lo aveva portato in un altro posto, ma proprio in un altro mondo.

Mat guardò da un lato. Riusciva a vedere le tre guglie che aveva notato durante la sua prima visita? Non sembravano nei paraggi, anche se in questo posto la finestra successiva di fronte a cui fossero passati avrebbe potuto mostrare una scena diversa. Potevano...

Si fermò, poi lanciò un’occhiata improvvisa attraverso la finestra. Riusciva a distinguere una guglia sulla sinistra. E poi seppe. Lui era in una delle guglie che aveva visto in lontananza durante la sua prima visita.

Represse un brivido e si voltò dalla finestra. Almeno sapeva per certo di essere nello stesso posto. Questo voleva forse dire che i mondi degli Aelfinn e degli Eelfinn erano lo stesso? Sperava di sì. Moiraine era caduta attraverso il secondo dei contorti portali rossi, il che voleva dire che con tutta probabilità era stata presa dagli Eelfinn, le volpi.

Erano quelli che avevano impiccato Mat; i serpenti, almeno, lo avevano solo scaraventato via dal loro regno senza nessuna risposta utile. Provava rancore verso di loro, ma le volpi... loro si erano rifiutate di rispondere alle sue domande e invece gli avevano dato quei maledetti ricordi!

Mat e gli altri continuarono lungo il corridoio, i loro passi che riecheggiavano contro il pavimento. Presto Mat iniziò ad avere la sensazione di essere osservato. L’aveva avuta prima, durante le altre sue visite. Si voltò da un lato e colse una rapida occhiata di vago movimento molto dietro.

Si girò, preparandosi a gettare da parte la sua torcia e a combattere con l’ashandarei, ma non vide nulla. Gli altri due si immobilizzarono, guardandosi attorno con apprensione. Mat proseguì imbarazzato, anche se questo fu mitigato quando Thom fece la stessa cosa poco tempo dopo. Thom arrivò addirittura a lanciare un coltello a una chiazza più scura sulla parete.

L’arma di ferro risuonò contro la superficie. Quel rumore squillante riecheggiò troppo a lungo nel corridoio.

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