Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Abissi d’acciaio [The Caves of Steel - it]
Abissi d’acciaio [The Caves of Steel - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Abissi d’acciaio [The Caves of Steel - it]

Электронная книга - «Abissi d’acciaio [The Caves of Steel - it]». Краткое содержание книги:

New York è irriconoscibile: niente più torri e grattacieli, ma un’immensa metropoli «coperta» che non viene mai a contatto con l’aria, dove decine di milioni di uomini e donne brulicano come formiche sulle strade mobili. Dove il lusso di un bagno privato è inammissibile. Dove, soprattutto, i robot stanno soffiando i posti di lavoro agli uomini a un ritmo sempre più preoccupante. E alle porte di New York si stende come una sfida Spacetown, la città degli Spaziali dove tutto è lusso e ariosità, superbia e ostentazione. C’è da meravigliarsi che uno dei tanti terrestri scontenti ammazzi uno Spaziale nella sua aristocratica dimora di Spacetown? E c’è da meravigliarsi se il caso rischia di diventare un incidente interplanetario? Per risolverlo bisogna ricorrere al miglior poliziotto della City, Lije Baley, e affidargli come compagno il miglior poliziotto di Spacetown, R. Daneel Olivaw. Il guaio è che quella «R.» significa robot : sta per cominciare una sfida implacabile tra l’intelligenza umana e quella artificiale per risolvere l’omicidio più esplosivo che la Terra ricordi; e, per il lettore, una delle letture più appassionanti nel campo della fantascienza «pura». Nuova traduzione integrale e introduzione di Giuseppe Lippi
1 ... 19 20 21 22 23 24 25 26 27 ... 56
Перейти на страницу:

«Signor Baley, lei ci attribuisce intenzioni abbastanza contorte. Se volessimo occupare la Terra, potremmo farlo in maniera molto più semplice.»

«Forse no, dottor Fastolfe. Il suo cosiddetto automa mi ha spiegato che l’atteggiamento dei Mondi Esterni verso la Terra non è affatto omogeneo. Credo che in quel momento dicesse la verità. Forse una occupazione immotivata del nostro pianeta verrebbe condannata dall’opinione pubblica dei Mondi, o almeno da una parte di essa. Forse un incidente è necessario. Un incidente clamoroso, che scuota le coscienze.»

«Come un omicidio, eh? Voleva arrivare a questo? Deve ammettere che la cosa più conveniente sarebbe un omicidio simulato, perché non avrebbe senso sacrificare la vita di uno di noi.»

«Avete costruito un robot identico al dottor Sarton, gli avete sparato e poi avete mostrato i resti al questore Enderby.»

«E poi» continuò il dottor Fastolfe «avendo usato R. Daneel per impersonare il dottor Sarton nel falso delitto, avremmo usato il dottor Sarton per impersonare R. Daneel nelle false indagini.»

«Esatto. Le sto dicendo questo in presenza di un testimone che non può essere eliminato perché non si trova qui fisicamente; un testimone importante, che verrà ascoltato dal governo della Città e dalla stessa Washington. Siamo pronti ad affrontarvi perché conosciamo i vostri piani. Se necessario il nostro governo riferirà direttamente al vostro popolo, esponendo la situazione per quella che è. Dubito che un inganno interplanetario come quello che state preparando venga tollerato.»

Fastolfe scosse la testa: «La prego, signor Baley, lei si sta comportando in modo irragionevole. Ciò che dice è del tutto campato in aria. Supponga, per un solo momento, che R. Daneel sia ciò che dice di essere: un robot. Non ne seguirebbe che il corpo esaminato dal questore Enderby sia effettivamente quello di Sarton? Sarebbe ragionevole supporre che fosse un robot anche quello: il questore ha assistito alla fabbricazione di R. Daneel e sa che ce n’è uno solo».

«Se siamo a questo punto» disse Baley, cocciuto «il questore non è un esperto di robotica. Potreste averne a dozzine, di automi del genere, e mantenere tutti all’oscuro.»

«Si attenga al problema, signor Baley: che cosa succederebbe se R. Daneel fosse veramente R. Daneel? Non cadrebbe a pezzi tutto il suo ragionamento? Su che basi fonderebbe il melodrammatico, implausibile complotto che ha immaginato?»

«Se fosse R. Daneel, ma è proprio questo che nego. Per me è un uomo.»

«Eppure lei non ha esaminato la questione a fondo, signor Baley» disse Fastolfe. «Per distinguere un robot, anche umanoide, da un essere umano, non è necessario fare complicate e traballanti deduzioni da episodi insignificanti. Mi spiego meglio: hai mai tentato di pungere R. Daneel con uno spillo?»

«Cosa?» Baley spalancò la bocca.

«È un esperimento semplice. Ce ne sono altri non altrettanto facili, come guardare la sua pelle e i suoi capelli al microscopio, oppure osservare il modo in cui "respira": sembra che lo faccia proprio come noi, specie quando si serve dell’aria per parlare, ma ha mai notato che passano minuti senza che respiri affatto? E del resto si potrebbe raccogliere un campione dell’aria da lui espirata e misurare il contenuto di anidride carbonica; o prendergli un campione di sangue, o cercare di sentirgli il polso, o il battito cardiaco sotto la camicia. Capisce che cosa voglio dire, signor Baley?»

«Sono solo parole» disse Baley, a disagio. «Non mi lascerò incantare. È vero, non ho tentato nessuno di questi esperimenti: ma crede che il suo cosiddetto robot mi avrebbe permesso di fargli un’ipodermica o auscultarlo con lo stetoscopio?»

«Naturalmente, capisco ciò che vuol dire.» Fastolfe guardò R. Daneel e fece un piccolo gesto.

R. Daneel si toccò il polsino della camicia e la cucitura diamagnetica cedette, mettendo il braccio a nudo. Era liscio, realistico e totalmente umano. I peli corti e color del bronzo erano esattamente identici a quelli di un uomo, sia per quantità che per distribuzione.

Baley disse: «E allora?».

R. Daneel strinse il polpastrello del medio della mano destra con il pollice e l’indice della sinistra; la breve manipolazione che seguì non fu del tutto chiara, ma proprio come il tessuto della camicia aveva ceduto quando il campo diamagnetico della cucitura era stato interrotto, così ora si aprì il braccio.

Sotto lo strato di materiale simile a pelle c’era il grigio azzurrino dei cavi, lacci e giunture d’acciaio.

«Vuole esaminare l’interno di Daneel più da vicino?» chiese il dottor Fastolfe, gentilmente.

Baley riuscì a stento a sentire la domanda, perché il pulsare del sangue nelle orecchie l’aveva quasi assordato. Il pulsare del sangue e l’improvvisa, isterica risata del questore.

IX

Spiegazioni di uno Spaziale

I minuti passavano e il ronzìo nelle orecchie diventava sempre più forte. Anche la risata svanì. La cupola e tutto ciò che vi era contenuto ondeggiava; i sensi di Baley vacillarono.

Finalmente si ritrovò seduto nella solita poltrona, ma con la sensazione di aver perso molto, moltissimo tempo. Il questore era scomparso, ma il ricevitore tridimensionale era opaco e lattescente; R. Daneel gli sedeva accanto e pizzicava delicatamente l’avambraccio di Baley messo a nudo. Baley poteva vedere, sotto la pelle, il piccolo punto scuro di una scheggia ipodermica. Mentre guardava sparì e s’immerse nel fluido intercellulare, da cui si sarebbe diffusa nel fluido sanguigno e nelle cellule vicine, per poi raggiungere tutti gli angoli del suo corpo.

La sua presa sulla realtà aumentò.

«Ti senti meglio, collega Elijah?» chiese R. Daneel.

Baley si sentiva molto meglio. Tirò il braccio verso di sé e il robot lasciò fare. Mentre tirava giù la manica della camicia, Baley vide che il dottor Fastolfe sedeva al solito posto e un lieve sorriso ne addolciva i lineamenti familiari.

Baley chiese: «Sono svenuto?».

«In un certo senso, sì» rispose il dottor Fastolfe. «Temo che abbia avuto un forte shock.»

Baley ricordava tutto, adesso. Afferrò il braccio di R. Daneel, gli tirò su il polsino e tastò il polso: era morbido, ma sotto si sentiva la durezza di qualcosa che non era osso.

R. Daneel si lasciò esaminare dall’agente. Baley continuò a guardarlo, pizzicando la pelle sulla linea mediana. C’era una piccola cucitura?

Era logico che ci fosse. Un robot, coperto di pelle sintetica e fatto in modo da sembrare un uomo, non poteva essere riparato nel modo tradizionale. Non poteva avere uno sportello sul petto che il meccanico toglieva quando era necessario, o una testa che si svitava. Le varie parti del corpo meccanico, quindi, erano tenute insieme da una linea di campi micromagnetici. Un braccio, la testa, il corpo dovevano aprirsi in due al comando appropriato e rimettersi insieme facendo il movimento opposto.

Baley borbottò, rosso di vergogna: «Dov’è il questore?».

«Preso da affari urgenti» rispose il dottor Fastolfe. «L’ho incoraggiato io a chiudere il collegamento, assicurandogli che ci saremmo presi cura di lei.»

«Vi siete già presi cura abbastanza» disse Baley, pupo. «Vi ringrazio, ma credo che per il momento qui ho finito.»

Si mise in piedi e sentì dolori in tutte le giunture. Si sentiva improvvisamente vecchio, troppo vecchio per ricominciare da zero. E non ci voleva la chiaroveggenza per capire che il suo futuro era quello di un declassato.

Il questore doveva essere per metà spaventato e per metà furioso. Avrebbe affrontato Baley con la faccia bianca, tirata, e si sarebbe tolti gli occhiali ogni quindici secondi. Con voce serena (Julius Enderby non urlava quasi mai) gli avrebbe spiegato che gli Spaziali erano mortalmente offesi.

"Non puoi parlare in quel modo a uno Spaziale, Lije. Non lo sopportano." (Baley aveva l’impressione di sentire la voce di Enderby (vicina e realistica fin nella minima intonazione). "Ti avevo avvertito. Non serve dire che hai combinato un terribile pasticcio. Non che non veda il tuo punto, capiscimi, mi rendo conto di ciò che hai tentato di fare. Se fossero terrestri, tutto s’aggiusterebbe. Ti direi: dacci sotto, prova coi tuoi metodi. Fumateli. Ma gli Spaziali! Avresti dovuto avvertirmi, Lije. Consultarti con me. Io li conosco, so capirli dentro e fuori."

1 ... 19 20 21 22 23 24 25 26 27 ... 56
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)