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Universo senza luce [Dark Universe]

Электронная книга - «Universo senza luce [Dark Universe]». Краткое содержание книги:

Anche pubblicato come “Percezione infinita”, tradutto da Antonietta Mazarino.

Dopo una guerra nucleare che ha devastato e reso inabitabile la superficie del pianeta, l’umanità è costretta a vivere in caverne sotterranee dove non arriva nessuna luce: sono generazioni ormai che nessuno l’ha più vista, tanto che su di essa si è formata una vera religione, una leggenda. Solo l’eccezionale sviluppo del senso dell’udito e del tatto permette ai pochi superstiti di sopravvivere ai gravi pericoli che minacciano la loro precaria esistenza e i pochi beni loro rimasti: pipistrelli giganti e altri mostri delle tenebre, i Veggenti, esseri misteriosi dotati di poteri sovrumani, e soprattutto la mancanza d’acqua, l’esaurimento dei pozzi. Iared, uno dei superstiti, non si lascerà tuttavia intimorire e, sfidando i mostri notturni, i demoni della Radioattività, le credenze della comunità e le accuse di blasfemia, si addentrerà nelle regioni ignote che si trovano al di là della Barriera, alla ricerca del mitico e remoto Mondo Originario.

Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1962.
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Si sentiva il suono fermo ed elastico dei muscoli della coscia e del polpaccio che lavoravano contemporaneamente mentre la ragazza passeggiava — inquieta, da quanto poteva capire dai suoi movimenti irregolari — avanti e indietro verso la tendina.

Poi, all’improvviso, si avvicinò veloce al giaciglio dove Jared stava riposando e lo scosse disperatamente. — Jared, svegliati!

Dal tono eccitato della sua voce, il giovane comprese che stava tentando di destarlo già da qualche tempo.

— Sono sveglio.

— Oh, grazie alla Luce! — Una ciocca di capelli era fuoriuscita dalla fascia che li teneva stretti all’indietro in un’onda che le scendeva giù per le spalle, e adesso le ricadeva sul viso. Quando lei scostò i capelli, Jared ricevette un’impressione più chiara dei suoi lineamenti aggraziati e dolci, ora tesi per la preoccupazione.

— Devi andartene di qui! — continuò in un sussurro forzato. — Il consigliere ha convinto lo zio Noris che sei un Veggente! Stanno per…

All’esterno, si udì il brusio di una conversazione, e Jared sentì una leggera brezza volteggiare intorno al viso di Della mentre sollevava il capo di scatto verso la tendina, e poi tornava a voltarlo di nuovo verso di lui.

— Stanno arrivando! — l’avverti. — Forse possiamo scivolare fuori prima che giungano qui!

Il giovane cercò di alzarsi in piedi, ma ricadde, debole e perplesso, essendosi improvvisamente reso conto che la ragazza, a differenza degli altri, non chinava gli orecchi in direzione di un suono interessante. Teneva invece la faccia sempre rivolta verso l’oggetto che aveva attirato la sua attenzione. Il che significava che non percepiva con gli orecchi! Ma, allora, con cosa percepiva?

Le voci all’esterno della grotta giungevano adesso più nitide attraverso la tendina.

Il consigliere diceva: — Certo che sono assolutamente sicuro che è un Veggente! Ottimo tiratore com’è, non è riuscito a colpire un semplice bersaglio fermo nel frutteto della manna. E tu sai bene quanto me che i Veggenti sono confusi dall’eccessivo calore.

E la Ruota Anselm: — Sembra proprio una prova incriminante.

Consigliere: — E cosa dire di Aubrey? L’abbiamo mandato a ricoprire quel suono silenzioso che il mostro aveva lasciato sulla parete all’esterno. Sono passati due periodi, e non è ancora tornato. Chi è stato l’ultimo a parlargli?

Ruota, tossendo rocamente: — Byron dice che, quando è tornato indietro di corsa nel mondo, Fenton era ancora là fuori con Aubrey.

Consigliere, sternutendo: — Proprio così! E se avessi bisogno di qualche altra prova che Fenton è un Veggente in combutta con i mostri, basta solo ricordarsi di una delle nostre credenze basilari.

Ruota: — Quella che afferma che qualsiasi Sopravvissuto che si associa con Cobalto o con Stronzio diventa subito mortalmente malato.

Si avviarono con passi decisi verso l’ingresso della grotta.

Ruota, con un profondo respiro: — Che cosa faremo di lui?

Consigliere: — Basterà il Pozzo, per il momento. — Un altro sternuto. — Essendo un Veggente, varrà senza dubbio qualcosa come ostaggio.

Quando scostarono le tendine, Jared sentì che numerosi Protettori armati prendevano posto all’esterno della caverna.

La Ruota Anselm entrò e si mise a fianco del giovane, spostando Della con una spinta. — Ha dato segno di stare per svegliarsi?

— Non è un Veggente! — pregò la ragazza. — Lasciatelo stare!

Jared sentì che il volto di Della si volgeva direttamente verso la Ruota. E, ancora una volta, ebbe la fugace impressione della sua mano che si scostava i capelli dalla fronte, anzi dagli occhi, in effetti.

E adesso ricordava che, proprio prima di porgergli l’oggetto tubolare che i mostri si erano lasciati dietro, l’aveva sollevato all’altezza del volto.

Dunque era con gli occhi che percepiva!

Anselm l’afferrò per un braccio e lo scosse rudemente. — Su, in piedi! Alzati da quel giaciglio! Possiamo sentire benissimo che sei sveglio!

Debole e intontito, Jared lottò per tenersi ritto. Lorenz l’afferrò per l’altro braccio, ma il giovane si liberò dalla stretta.

— Protettori! — chiamò ansioso il consigliere.

E le guardie arrivarono di corsa.

CAPITOLO OTTAVO

Benché non l’avesse ritenuto possibile, il Pozzo delle Punizioni del Livello Superiore era ancora peggiore di quello del mondo a cui apparteneva Jared. Gli venne in mente che sarebbe stato difficile immaginare una pena peggiore per i misfatti. Come luogo di detenzione, era a prova di fuga. Il breve ripiano su cui era disteso si trovava almeno a due lunghezze d’uomo al disotto dell’imboccatura. Ed era molto più stretto delle sue spalle, in modo che un braccio e una gamba dovevano per forza penzolare sull’abisso.

Dopo che l’ebbero calato con una corda, vi era rimasto steso per centinaia di battiti di cuore, fin quando le membra gli si erano intorpidite. Poi, con cautela estrema, aveva lasciato cadere nel vuoto una delle sue pietruzze. Era caduta… caduta… caduta. E molti respiri più tardi, quando aveva quasi perso la speranza di sentire il tonfo, c’era stato il plunk più debole che avesse mai sentito.

Da distanze remote venivano i rumori delle attività della fine del periodo: bambini che giocavano dopo aver terminato la loro sessione di Familiarizzazione, gusci di manna che raschiavano i lastroni durante la cena, e una sequenza ben distinta di colpi di tosse.

Alla fine, il generatore di echi venne spento per il periodo del sonno e, ancor più tardi, arrivò Della.

Con una corda, gli calò un guscio pieno di cibo. Poi si stese a terra e sporse la testa sull’imboccatura del Pozzo.

— Ero quasi riuscita a convincere lo zio Noris che non potevi essere un Veggente — mormorò con aria delusa, — ma poi quest’epidemia l’ha spinto a tornare sui suoi passi.

— Tutti quegli sternuti e colpi di tosse?

La voce della ragazza perse la sicurezza e divenne tremula mentre lei annuiva col capo. — Dovrebbero prendere anche loro gli infusi medicinali, come abbiamo fatto noi. Ma Lorenz sostiene che non servono contro la nausea da radiazioni.

Della rimase in silenzio, e Jared lasciò che il guscio di manna urtasse e risonasse contro la parete del Pozzo. Intercettando gli echi secchi e precisi, riuscì rapidamente ad avere un’impressione dei lineamenti della ragazza. E, ancor più di prima, gli piacque ciò che sentì.

La configurazione generale era dolce e sicura. I capelli, allontanati dalla fronte, avevano un suono piacevole e davano al volto un equilibrio tonale delicato ed aggraziato. In un certo qual modo, l’impressione totale aveva molto in comune con la pensierosa melodia che la ragazza aveva ricavato dalle stalattiti. E Jared sentiva pienamente, adesso, quanto fosse desiderabile un Connubio con lei.

Portò alla bocca un altro gambero con ancora il guscio, ma poi si fermò quando si rese conto che, anche in quel momento, Della stava «percependo». Lasciò andare di nuovo il recipiente in modo che colpisse la roccia e producesse altri potenti echi. E sentì che il viso di Della era costantemente rivolto verso di lui. Poteva quasi sentire l’intensa fissità dei suoi occhi.

Non era certo quello il momento più adatto, però, per ascoltare ciò che accadeva alle cose che la circondavano quando si metteva a «percepire». Se c’era una diminuzione di qualcosa, lui non era sicuramente in grado di distinguerla, sospeso in equilibrio precario su quel ripiano roccioso.

Ciononostante, la sua mente si bloccò su un fatto che, proprio adesso, era diventato chiaro e certo: giacché sia la Luce che il Buio erano probabilmente connessi con gli occhi, e forse in particolare modo con gli occhi dei Veggenti, allora la diminuzione che stava cercando disperatamente di ascoltare avrebbe avuto senza alcun dubbio un effetto misurabile proprio sugli occhi.

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