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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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«Mi servirebbe, mia signora» rispose Norry senza nemmeno soffermarsi a pensare. Un sorriso soddisfatto toccò le sue labbra sottili ed Elayne si rese conto di cosa aveva fatto. Gli aveva dato uno strumento per invadere il territorio di comare Harfor. Ma ormai non poteva tornare indietro.

«Il lavoro non sarà remunerativo come la tua precedente ‘professione’, mastro Hark, ma non ti farà finire impiccato.»

«Non così cosa, mia signora?» disse Hark grattandosi la testa.

«Non pagherà così bene. Cosa ne dici? Baerlon, dove di sicuro ruberai un borsellino o fuggirai, e verrai impiccato per uno qualunque di questi motivi, oppure Caemlyn, dove avrai un lavoro stabile e nessuna paura del boia? A meno che tu non riprenda a tagliare borse.»

Hark ondeggiò sui piedi, sfregandosi la bocca col dorso della mano. «Ho bisogno di bere qualcosa, davvero» borbottò con voce roca. Molto probabilmente credeva che il Tracciatore le avrebbe consentito di scoprirlo anche se avesse tagliato una borsa. In tal caso lei non aveva alcuna intenzione di disilluderlo.

Mastro Norry si accigliò, ma quando aprì la bocca, lei disse: «C’è del vino nel salotto piccolo. Fa’ in modo che ne abbia una coppa, poi unitevi a me nel soggiorno grande.»

Il soggiorno grande era buio quando lei vi entrò, ma incanalò per accendere le lampade su sostegni provviste di specchi contro le pareti a pannelli scuri e per attizzare il fuoco ben disposto nei caminetti di fronte. Poi si accomodò in una delle sedie dal basso schienale attorno al tavolo col bordo a volute e lasciò andare di nuovo saidar. Dopo il suo esperimento di trattenere il Potere tutto il giorno, non l’aveva trattenuto più del necessario. Il suo umore passò da una gioiosa eccitazione a una preoccupazione tetra e viceversa. Da un lato aveva finito di dover tollerare Mellar, e presto avrebbe messo le mani sulle due Sorelle Nere. Interrogarle l’avrebbe potuta portare al resto o almeno a rivelare i loro piani. E anche se non fosse stato così, Shiaine avrebbe avuto i suoi segreti. Chiunque stava ‘lavorando’ con due Sorelle che erano Amici delle Tenebre avrebbe avuto dei segreti che valeva la pena apprendere. D’altro canto cosa avrebbe fatto Duhara per cercare di costringerla ad accettarla come consigliera? Duhara avrebbe cercato di immischiarsi in qualche modo, ma non riusciva a capire come. Che fosse folgorata, non le servivano altri ostacoli fra lei e il trono. Con un po’ di fortuna quella notte non solo avrebbe intrappolato due Sorelle Nere, ma avrebbe potuto scoprirne una terza, e una pluriomicida per di più. Andò avanti e indietro, da Falion e Marillin a Duhara, perfino dopo che mastro Norry e Hark si furono uniti a lei.

Hark, con una coppa d’argento in mano, cercò di accomodarsi al tavolo, ma mastro Norry gli picchiettò sulla spalla e con un cenno della testa lo indirizzò verso un angolo. Imbronciato, Hark andò dove indicato. Doveva aver iniziato a bere non appena la coppa era stata riempita, poiché la svuotò in una lunga sorsata poi rimase a rigirarla fra le mani e a fissarla. All’improvviso ebbe un sussulto e le rivolse un sorriso per ingraziarsela. Qualunque cosa Hark vide sulla sua faccia, lo fece trasalire. Precipitandosi verso il lungo tavolo contro il muro, vi appoggiò la coppa con attenzione esagerata, poi tornò in tutta fretta al suo angolo.

Birgitte fu la prima ad arrivare, il legame pieno di esausto malcontento. «Una cavalcata?» disse, e quando Elayne spiegò, iniziò a sollevare obiezioni. Be’, alcune erano obiezioni, il resto semplici insulti.

«Di quale piano astruso e sconclusionato stai parlando, Birgitte?» disse Vandene nell’entrare nella stanza. Indossava un abito per cavalcare che pendeva floscio su di lei. Uno di quelli di sua sorella, le sarebbe calzato a pennello mentre Adeleas era in vita, ma la donna dai capelli bianchi aveva perso peso. Il suo Jaem, rugoso e segaligno, diede un’occhiata ad Hark e si andò a mettere dove poteva osservarlo. Hark azzardò un sorriso, ma svanì quando l’espressione di Jaem rimase dura come ferro. I capelli brizzolati del Custode erano radi, ma non c’era nulla di morbido in lui.

«Intende cercare di catturare due Sorelle Nere stanotte» replicò Birgitte, scoccando un’occhiata severa a Elayne.

«Due Sorelle Nere?» esclamò Sareitha varcando la soglia. Raccolse il suo mantello scuro attorno a sé come se quelle parole le avessero dato un brivido. «Chi?» Il suo Custode, Ned, un giovane allo e dalle spalle larghe con i capelli biondi, scrutò Hark e toccò l’elsa della sua spada. Anche lui scelse un punto in cui poteva osservare quell’uomo. Hark si mosse a disagio. Forse stava pensando di provare a scappare.

«Falion Bhoda e Marillin Gemalphin» disse Elayne. La bocca di Sareitha si indurì.

«Che stai dicendo su Falion e Marillin?» chiese Coreane infilandosi nella stanza. I suoi Custodi erano uomini molto diversi, un Tarenese alto e dinoccolato, un Saldeano sottile come una lama e un Cairhienese dalle spalle ampie. Si scambiarono occhiate e Tavan, il Cairhienese, si appoggiò contro la parete osservando Hark mentre Cieryl e Venr rimasero sulla soglia. La bocca di Hark si increspò in una smorfia malaticcia.

Non c’era nulla da fare tranne spiegare tutto da capo. Cosa che Elayne fece con crescente impazienza che non aveva nulla a che vedere con i suoi umori altalenanti. Più tempo ci mettevano, maggiori erano le possibilità che Falion e Marillin fossero scomparse una volta che avessero raggiunto la casa su Via della Luna Piena. Lei le voleva. Intendeva averle. Avrebbe dovuto far aspettare Birgitte finché tutte non si fossero radunate.

«Un buon piano, ritengo» disse Vandene quando Elayne ebbe terminato. «Sì, funzionerà a dovere.» Le altre non furono così d’accordo.

«Non è un piano, è una dannata follia!» disse Birgitte in tono brusco. Con le braccia conserte, guardò torvo Elayne, col legame che era un tale tumulto di emozioni che lei riusciva a malapena a distinguerle. «Voi quattro entrate nella casa da sole. Da sole! Questo non è un piano. E una stramaledetta follia! Si suppone che i Custodi servano a guardare le spalle alle Aes Sedai. Facci venire con voi.» Gli altri Custodi si dissero d’accordo con enfasi, ma perlomeno Birgitte non cercava più di fermare l’intero piano.

«Siamo in quattro» le disse Elayne. «Possiamo guardarci le spalle a vicenda. E le Sorelle non chiedono ai loro Custodì di affrontare altre Sorelle.» Il volto di Birgitte si rabbuiò. «Se avrò bisogno di le, urlerò così forte che sarai in grado di sentirmi anche se fossi di nuovo qui a palazzo. I Custodi rimarranno fuori!» aggiunse quando Birgitte aprì bocca. Il legame si riempì di frustrazione, ma la mascella di Birgitte sì serrò con uno schiocco.

«Forse ci si può fidare di quest’uomo,» disse Sareitha, lanciando un’occhiata ad Hark senza un minimo di fiducia «ma perfino se ha sentito correttamente, nulla dice che ci siano solo due Sorelle nella casa. O nessuna. Se sono andate via non c’è pericolo, ma se altri si fossero uniti a loro, potremmo mettere il collo in un cappio ed essere noi a far scattare la trappola.»

Careane incrociò le sue braccia robuste e annuì. «Il pericolo è troppo grande. Tu stessa ci hai detto che quando sono fuggite dalla Torre, hanno rubato un gran numero di ter’angreal, alcuni dei quali molto pericolosi. Non sono mai stata definita una codarda, ma non mi piace cercare di assalire di nascosto qualcuno che potrebbe avere una verga che può creare del fuoco malefico.»

«È improbabile che abbia udito male qualcosa di così semplice come ‘ci sono solo due di noi’» replicò Elayne con fermezza. «E parlavano come se non aspettassero nessun altro.» Che fosse folgorata, considerando il suo rango rispetto a loro, quelle avrebbero dovuto sbrigarsi a obbedire senza discutere. «A ogni modo, questa non è una discussione.» Un peccato che entrambe avessero obiettato. Se l’avesse fatto una sola, sarebbe potuto essere un indizio. Ameno che fossero entrambe dell’Ajah Nera. Un pensiero raggelante, quello, eppure il suo piano teneva conto di quella eventualità. «Falion e Marillin non sapranno che stiamo arrivando finché non sarà troppo tardi. Se non saranno più lì, arresteremo Shiaine, ma noi andremo.»

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