Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Gli antimercanti dello spazio [The Merchants' War - it]
Gli antimercanti dello spazio [The Merchants' War - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Gli antimercanti dello spazio [The Merchants' War - it]

Электронная книга - «Gli antimercanti dello spazio [The Merchants' War - it]». Краткое содержание книги:

Sono passati trent’anni da quando Frederik Pohl inventò quei Mercanti dello spazio che Kingsiey Amis nelle sue Mappe dell’inferno mise al disopra dello stesso 1984 di Orwell. Fu allora che dagli uffici di Madison Avenue le grandi compagnie pubblicitarie assunsero il controllo della Terra, ma fecero lo sbaglio di mandare un’astronave sul pianeta Venere. Oggi Venere è il rifugio dei refrattari e dei ribelli, il simbolo dell’anti-pubblicità, la bandiera dei nemici della produzione e del consumo. I rapporti tra i due pianeti si fanno ogni giorno più difficili. La situazione insomma è così tesa, che Frederik Pohl ha sentito la necessità di scrivere un nuovo romanzo sullo scottante argomento. E l’ha scritto.
1 ... 17 18 19 20 21 22 23 24 25 ... 57
Перейти на страницу:

Sono stata chiamata fuori; perché non vieni direttamente da me? Ti aspetto per le otto.

Quando tornai a casa per darmi una ripulita, Nelson Rockwell mi venne subito da torno. — Tenny, se potessi prestarmi qualche dollaro fino alla paga…

— Niente da fare, Nelson! Devi vedertela da solo con la zecca di San Jacinto.

— Zecca? Chi ha parlato di zecca? — chiese lui. — Questa è una cosa completamente nuova… dà un’occhiata! — Tirò fuori dalla tasca una figurina incorniciata in plastica da quattro soldi. — È la Serie Litografica di Ritratti dei Ministri del Tesoro, Incorniciabili, su Carta tipo Banconota! — dichiarò orgoglioso. — Sono oro puro, e mi basta un centone per avviare l’abbonamento. Con duecento posso avere a prezzo speciale anche la Serie di Riproduzione dei Famosi Ponti Sospesi Americani, Interamente in Metallo, da Esposizione… — Lo lasciai che parlava ancora, e mi diressi verso il bagno per farmi elegante. Tikli-Tak sul mento, Lav-Mi sotto le ascelle… Era passato molto tempo da quando ero uscito con una ragazza. Pensai che dovevo portare qualcosa, così per strada mi fermai a comprare un paio di confezioni di Mokie-Koke. Naturalmente il supermercato era pieno. Naturalmente le file alle casse erano interminabili. Mi misi in coda a quella più corta che riuscii a trovare, ma non si muoveva. Allungai il collo per guardare oltre la matrona che avevo davanti, con il carrello pieno, e vidi che la cassiera era impegnatissima a compilare un’infinità di buoni sconto, offerte speciali, tagliandi omaggio, biglietti della lotteria, eccetera, e cosa ancora peggiore, la cicciona davanti a me ne aveva almeno il doppio stretti nella mano grassoccia. Emisi un grugnito e lei si voltò a guardarmi con simpatia. — Queste file sono proprio insopportabili! È per questo che io non vado più agli Ultimaximark. — Indicò orgogliosamente il cartello sulla cassa: Servizio veloce! Cassa Ultrarapida! Facciamo di tutto per rendervi la spesa un piacere!

— Il fatto è — dissi, — che ho un appuntamento. — Oh — disse lei con comprensione, — avete fretta, certo. Sentite una cosa: aiutatemi a mettere in ordine questi tagliandi, così alla cassa me la sbrigo subito. Il fatto è che ho questo buono sconto di trenta centesimi sulle Kelpy Krisp, ma è valido solo se compro un tubetto da 300 grammi di Dentifricio Analgesico Dentibelli a Doppio Effetto, ma avevano solo la confezione da 450 grammi. Dite che me l’accetteranno? — Naturalmente no. Era una campagna di propaganda della T.G.&S., e sapevo che non avremmo mai emesso quei buoni se le confezioni da 300 grammi non fossero state soppresse. Ma non ebbi l’occasione di dirglielo. Una luce rossa cominciò a lampeggiare, suonò una sirena, una sbarra calò di fronte a lei, e si accese un cartellone luminoso:

Ci scusiamo con la clientela, ma questa Cassa Ultrarapida Servizio Veloce è chiusa. Vi preghiamo di portare i vostri acquisti ad un’altra cassa, dove riceverete la pronta attenzione delle nostre gentili cassiere.

— Oh, accidenti! — grugnii, fissando incredulo l’annuncio. Fu un errore. Persi il momento favorevole.

Uno degli slogan che avevo incontrato nel settore religioso, era «l’ultimo sarà il primo». In questo caso, la mia esitazione ne fu una riprova. La fila alle mie spalle si era già dispersa, mentre io rimanevo lì a guardare. Questa è una delle occasioni in cui viene messa alla prova l’abilità di consumatore, sviluppata nel corso di un’intera vita. prendere la decisione in una frazione di secondo, senza preavviso: quale fila scegliere? Ci sono una dozzina di variabili indipendenti da prendere in considerazione, e non tutte ovvie: il numero delle persone in ciascuna fila, il numero delle confezioni per ciascuna persona, il numero dei buoni per ciascun acquisto… Sono cose che si imparano quando si è ancora attaccati alla mano della mamma, con il pollice in bocca e il sacchetto di caramelle per cui ci si è sgolati, stretto nella manina grassoccia. Poi dovete imparare a decifrare il singolo consumatore: quello che contrae nervosamente le dita potrebbe avere il conto scoperto, e così tutta la fila si bloccherà, mentre le guardie vengono a portarlo via; oppure c’è quell’altro che è riuscito a far passare una penna magnetica attraverso i detector per cercare di alterare i prezzi delle offerte speciali. Uno deve imparare ad assegnare un valore ad ognuno di questi fattori, e a integrarli. Poi c’è il lavoro puramente fisico: fare una finta verso la fila sbagliata, far finta di non accorgersi di un carrello lasciato lì per tenere il posto, usare i gomiti… Tutto questo fa parte delle normali tecniche di sopravvivenza, ma gli anni passati su Venere mi avevano arrugginito. Finii alla fine di una fila più lunga che mai, e anche Miss 450 Grammi era in vantaggio su di me.

Dovevo fare qualcosa.

Sbirciai ancora una volta sopra le sue spalle, studiai i carrelli e preparai un piano. — Porca miseria — dissi come fra me, ma a voce abbastanza alta perché tutti mi sentissero, — mi sono dimenticato il Vita-Smax. — Nessuno ce l’aveva. Non era possibile. La produzione era stata sospesa ancor prima che partissi per Venere… qualche guaio per avvelenamento da metalli pesanti. Tre passi davanti a me un vecchietto con un carrello stracolmo mi guardò, abboccando all’amo.

Gli sorrisi, dicendo: — Ricordate la vecchia pubblicità del Vita-Smax? «Il formaggio tuttoamericano: miele e crusca per l’uomo sano.»

Miss 450 Grammi alzò gli occhi dal suo frenetico inventario di buoni. — «Vi mantiene in forma… Vi stimola la lingua… Salute, salute, salute ad ogni morso!» — citò a memoria. — Caspita! È un sacco di tempo che non lo mangio. Noi lo chiamavamo cereale latte e miele. — A parte i metalli pesanti, il surrogato di latte causava danni al fegato, e lo sciroppo di saccarosio cariava i denti, ma naturalmente nessuno si sarebbe ricordato di una cosa del genere.

— Mia mamma me lo dava ogni mattina — disse un’altra donna con aria sognante.

Li avevo m mano. — Anche la mia. Mi prenderei a calci per averlo dimenticato. Ce n’era una pila intera al Reparto Gastronomia.

Varie teste si voltarono. — Non ho visto nessun Vita-Smax là — disse il vecchietto con voce querula.

— Come no? Ce n’era una pila alta così, sotto il cartello «Compri due paghi uno» — Un tremito corse lungo la fila. — Con il Doppio Buono Speciale per il Secondo Acquisto — aggiunsi. Fu il colpo decisivo. Si sparpagliarono. Tutti, fino all’ultimo, spostarono i carrelli e si misero a correre verso la Sezione Gastronomia. Di colpo mi trovai faccia a faccia con la cassiera. Anche lei aveva ascoltato, e dovetti pregarla di prendere i soldi, prima che si mettesse a correre dietro agli altri.

Comunque, arrivai lo stesso in ritardo. Quasi mi misi a correre negli ultimi due isolati prima della casa di Mitzi. Lo smog e la corsa mi lasciarono ansimante e sudato… Addio Lav-Mi.

Quando superai la porta, rimasi stupito vedendo che razza di posto aveva Mitzi. Non voglio dire che era lussuoso… me lo sarei aspettato, considerando il suo conto in banca. Al contrario, quello che mi colpì quando Mitzi mi fece entrare, fu la sua nudità.

Certamente non era la povertà a renderlo così. Non si può avere un appartamento di quaranta metri quadri, in un edificio sorvegliato ventiquattrore su ventiquattro da guardie con riflessi condizionati all’attacco, senza pagarlo salato… Questo l’avrei capito anche se non avessi saputo del risarcimento danni venusiano. La cosa sorprendente era che lo sfoggio finiva con l’appartamento stesso. Nessun RotaBagno. Niente acquario con pesci tropicali. Non aveva neppure i patetici busti e i medaglioni di Nelson Rockwell. Qualche mobile, una piccola Omni-V in un angolo… e basta. Anche le pareti erano strane: tutte dipinte a rossi brillanti e gialli, e su una c’era un grande quadro statico (neppure a cristalli liquidi), che mi lasciò perplesso per un momento. Poi riconobbi la scena: era un famoso evento della storia venusiana: la costruzione del primo tubo di Hilsch sulla cima della montagna più alta, nella catena dei Freysa, per soffiare i gas nocivi in orbita e cominciare a rendere l’atmosfera respirabile.

1 ... 17 18 19 20 21 22 23 24 25 ... 57
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)