Presagi di tempesta
- Автор: Джордан Роберт, Сандерсон Брендон
- Серия: La Ruota del Tempo #12
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:
Аннотация
I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
Diede un energico strattone alla sua treccia. I braccialetti e gli anelli ingioiellati sulla sua mano scintillarono nella fioca luce solare; il cielo era nuvoloso, naturalmente, proprio come era stato per settimane. Ognuno cercava di ignorare quanto era innaturale, ma Nynaeve poteva ancora sentire quella tempesta che si ammassava al nord.
Rimaneva così poco tempo prima che Lan raggiungesse la breccia! Volesse la Luce che venisse rallentato dai Malkierani che erano venuti a sostenerlo nella sua cavalcata. Volesse la Luce che non fosse da solo. Pensare a lui, che cavalcava nella Macchia, affrontando l’esercito di Progenie dell’Ombra che infestava la sua patria…
«Dobbiamo attaccare lì» disse Nynaeve. «Ituralde dice che la Macchia brulica di Trolloc. Il Tenebroso sta radunando le sue forze. Puoi scommettere che il grosso di loro sarà alla breccia, dove è più facile passare e colpire l’Andor e Cairhien!»
«Questo è proprio il motivo per cui non attaccheremo alla breccia, Nynaeve» disse Rand, con voce fredda e impassibile. «Non possiamo lasciare che sia il nemico a imporci il campo di battaglia. L’ultima cosa che vogliamo è combattere dove loro vogliono o dove si aspettano che combattiamo.» Guardò verso nord. «Sì, lascia che si radunino. Cercano me, e io non mi consegnerò a loro. Perche combattere alla breccia di Tarwin? La cosa più sensata è far balzare la maggior parte delle nostre armate direttamente a Shayol Ghul.»
«Rand» disse lei, cercando di suonare ragionevole. Non riusciva a capire che lei era ragionevole? «Non c’è modo in cui Lan possa radunare una forza abbastanza cospicua da resistere a un assalto in massa dei Trolloc, in particolare non con la maggior parte degli eserciti delle Marche di Confine che stanno facendo la Luce solo sa cosa laggiu’. Verrà sopraffatto, e i Trolloc invaderanno!»
Sentir menzionare gli uomini delle Marche di Confine fece tendere il volto di Rand; si stavano dirigendo a incontrare uno dei loro messaggeri. «I Trolloc invaderanno» ripete Rand.
«Sì!»
«Bene» disse Rand. «Li terrà occupati mentre io faccio quello che va fatto.»
«E Lan?» chiese Nynaeve.
«Il suo attacco sarà provvidenziale.» Rand annuì. «Attirerà l’attenzione dei miei nemici su Malkier e sulla breccia, e farà pensar loro che mi trovo lì. La Progenie dell’Ombra non può muoversi attraverso i passaggi, perciò non possono spostarsi rapidamente quanto me. Per quando avranno ingaggiato Lan, io li avrò superati e starò attaccando direttamente al cuore del Tenebroso.
«Non intendo abbandonare le terre meridionali, niente affatto. Quando i Trolloc si saranno fatti strada attraverso la breccia, si suddivideranno in manipoli per invaderli. Sarà allora che le mie forze li colpiranno, guidate da Bashere, Viaggiando attraverso passaggi per colpire ogni gruppo di Trolloc dai fianchi e da dietro. In quel modo, possiamo scegliere i campi di battaglia migliori, più adatti alle nostre esigenze.»
«Rand» disse Nynaeve, e la sua rabbia lasciava spazio all’orrore. «Lan morirà !»
«E chi sono io per impedirglielo?» disse Rand. «Tutti meritiamo l’opportunità di trovare la pace.»
Nynaeve si ritrovò a bocca spalancata. Lui ci credeva davvero! Oppure si stava convincendo a crederci, almeno.
«Il mio compito è uccidere il Tenebroso» disse Rand, come a se stesso. «Lo ucciderò, poi morirò. Tutto qua.»
«Ma…»
«Basta così, Nynaeve.» Rand parlò in modo sommesso con quella sua voce pericolosa. Non avrebbe tollerato ulteriori insistenze.
Nynaeve si fece indietro sulla sella, fumante di rabbia, cercando di decidere come incalzarlo su quell’argomento. Luce! Avrebbe lasciato gli abitanti delle Marche di Confine a soffrire e morire nelle invasioni dei Trolloc? Alla gente lì non sarebbe importato se il Tenebroso fosse stato sconfitto: sarebbe stata cucinata nei pentoloni. Questo avrebbe lasciato Lan e i Malkierani a combattere da soli, una forza molto piccola per resistere alla potenza di ogni mostro che la Macchia poteva sputare fuori.
I Seanchan avrebbero portato la loro guerra verso sud e ovest. I Trolloc avrebbero attaccato da nord e da est. I due si sarebbero incontrati, prima o poi. L’Andor e gli altri regni sarebbero stati trasformati in uno sconfinato campo di battaglia e i loro abitanti — brava gente, come quella dei Fiumi Gemelli — non avrebbero avuto alcuna possibilità contro una guerra simile. Sarebbero stati schiacciati.
Allora cosa poteva fare lei per cambiarlo? Doveva escogitare una nuova strategia per influenza re Rand. Il suo cuore puntava a proteggere Lan a ogni costo. Doveva procurargli aiuto!
Il gruppo cavalcò attraverso la prateria aperta, punteggiata di tanto in tanto da fattorie. Ne superarono una sulla destra, una casa colonica solitaria non molto diversa da molte di quelle nei Fiumi Gemelli. Eppure, nei Fiumi Gemelli, non aveva mai visto un contadino osservare dei viaggiatori con ostilità tanto manifesta. L’uomo dalla barba rossa con i pantaloni sporchi e le maniche arrotolate quasi fino alle spalle era appoggiato contro un recinto quasi terminato, la sua ascia posata con disinvoltura —, ma in modo molto visibile — sui tronchi accanto a lui.
Il suo campo aveva visto anni migliori; anche se il suolo era stato ben arato ed erpicato, dai solchi erano cresciuti solo dei piccolissimi germogli. Il campo era punteggiato di chiazze dove i semi si erano inspiegabilmente rifiutati di mettere radici, e le piante che stavano crescendo avevano un aspetto giallastro.
Un gruppo di uomini più giovani stava togliendo un ceppo da un campo confinante, tuttavia, all’occhio esperto di Nynaeve, non stavano precisamente cercando di portare a termine un lavoro. Non avevano i finimenti legati al bue e non avevano allentato il ceppo nella terra scavandovi attorno. Quei pezzi di legno stesi fra l’erba erano troppo robusti e levigati per essere impugnature di attrezzi. Bastoni da guerra. Era quasi un’esibizione divertente — considerando il fatto che Rand aveva duecento Aiel con se —, ma significava qualcosa. Questi uomini si aspettavano guai ed erano preparati ad affrontarli. Senza dubbio anche loro potevano percepire la tempesta.
Questa zona, vicina alle vie commerciali e a poca distanza da Tear, era relativamente al sicuro dai banditi. Era anche a nord quanto bastava per evitare di essere coinvolta in schermaglie fra Illian e Tear. Questo sarebbe dovuto essere un luogo dove per i contadini non sarebbe stato necessario convertire del buon legno in bastoni da guerra ne osservare dei forestieri con occhi che si aspettavano un attacco.
Quella cautela avrebbe fatto loro comodo quando i Trolloc li avessero raggiunti… sempre che per allora i Seanchan non li avessero conquistati e cooptati nelle loro truppe. Nynaeve strattonò di nuovo la sua treccia.
La sua mente tornò a Lan. Doveva fare qualcosa! Ma Rand non voleva sentire ragioni. Questo lasciava solo il misterioso piano di Cadsuane. Sciocca donna, che si rifiutava di spiegarlo. Nynaeve aveva fatto il primo passo, offrendole lealtà , e come aveva reagito Cadsuane? Con presuntuosa arroganza, naturalmente. Come osava accogliere Nynaeve nel suo gruppetto di Aes Sedai come una bambina che si fosse persa nel bosco?
In che modo il compito di Nynaeve — scoprire dove si trovava Perrin — avrebbe aiutato Lan? Nel corso della passata settimana, Nynaeve aveva incalzato Cadsuane per ottenere maggiori informazioni, ma aveva fallito. «Porta a termine per bene questo compito, bambina,» aveva detto Cadsuane «e forse ti daremo più responsabilità in futuro. Ti sei dimostrata testarda, a volte, ed è qualcosa che non possiamo permettere.»
Nynaeve sospirò. Scopri re dove si trovava Perrin. Come poteva farlo? La gente dei Fiumi Gemelli era stata di poca utilità. Molti dei loro uomini stavano viaggiando con Perrin, ma era da un po’ di tempo che non lo vedevano. Erano da qualche parte nel Sud, in Altara o a Ghealdan, probabilmente. Ma questo lasciava una vasta area in cui cercare.
Nynaeve avrebbe dovuto sapere che i Fiumi Gemelli non avrebbero offerto una risposta semplice. Era ovvio che Cadsuane stessa aveva già provato a raggiungere Perrin e doveva aver fallito. Allora perché aveva affidato quel compito a Nynaeve? Rand aveva forse mandato Perrin in qualche missione segreta?