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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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Rand si sporse in avanti sulla sella. «Hanno fatto come ho chiesto? Hanno portato non più di duecento uomini, non più di quattro Aes Sedai?»

«Sì, Rand al’Thor» disse uno degli esploratori. «Si sono attenuti alle tue richieste in modo ammirevole. Hanno grande onore.»

Nynaeve riconobbe lo strano tono di umorismo aiel nella risposta dell’uomo.

«Cosa c’è?» chiese Rand.

«Un uomo, Rand al’Thor» disse l’esploratore Aiel. «Questo è tutto ciò in cui consiste la loro delegazione. Ed è basso, come uomo, anche se pare che sappia come danzare le lance. Il crocevia è oltre questa collina.»

Nynaeve guardò avanti. In effetti, ora che sapeva dove guardare, poteva vedere un’altra strada che correva su da sud, probabilmente incontrandosi con la loro appena oltre la collina.

«Che genere di trappola è mai questa?» chiese Naeff, accostando il suo cavallo a Rand; il suo scarno volto da guerriero era preoccupato. «Un’imboscata?»

Rand sollevò una mano per zittirlo. Spronò il suo stallone in avanti e gli esploratori tennero il passo senza la minima lamentela. Nynaeve fu quasi lasciata indietro; Moonlight era un animale molto più placido di quello che lei avrebbe scelto da se. Avrebbe scambiato due paroline col capo stalliere una volta tornata a Tear.

Aggirarono il fianco della collina, trovando un polveroso riquadro di terreno, segnato da vecchie buche per il fuoco dove le carovane si erano fermate per la notte. Una strada più piccola di quella che stavano usando serpeggiava su verso nord e giù verso sud. Uno Shienarese solitario se ne stava al centro, dove le vie si incontravano, osservando la processione in arrivo. I suoi capelli grigi lunghi fino alle spalle pendevano sciolti attorno a un volto magro che ben si adattava alla sua corporatura segaligna. Il suo volto tondo era delineato dai segni dell’età ; i suoi occhi erano piccoli e pareva che li stesse stringendo. Hurin?, pensò lei sorpresa. Nynaeve non vedeva il cacciatore di ladri da quando aveva accompagnato lei e un gruppo di altri fino alla Torre Bianca dopo gli eventi di Falme.

Rand arrestò il suo cavallo, permettendo a Nynaeve e agli Asha’man di raggiungerlo. Gli Aiel si disposero a ventaglio come foglie sospinte da una raffica di vento, assumendo posizioni guardinghe attorno al crocevia. Lei era piuttosto certa che entrambi gli Asha’man avessero afferrato la Fonte, e probabilmente anche Rand.

Hurin si mosse a disagio. Pareva molto simile a come Nynaeve se lo ricordava. I suoi capelli erano un po’ più grigi, ma indossava lo stesso semplice abbigliamento marrone, con un rompispada e una spada corta in vita. Aveva legato un cavallo a un tronco caduto lì vicino. Gli Aiel lo guardavano con sospetto, come altri avrebbero potuto osservare un branco di cani da guardia.

«Tu guarda, lord Rand!» chiamò Hurin, la voce irregolare. «Sei proprio tu! Be’, di sicuro hai fatto strada nel mondo, devo dire. E bello…»

Si interruppe quando venne sollevato da terra. Emise un ‘ugh’ di sorpresa, rigirato da invisibili flussi di Aria. Nynaeve represse un fremito. Vedere uomini incanalare avrebbe mai smesso di turbarla?

«Chi diede la caccia a te e me, Hurin,» disse a gran voce Rand «quella volta in cui rimanemmo intrappolati in quella distante terra d’ombra? Di che nazionalità erano gli uomini che abbattei con l’arco?»

«Uomini?» chiese Hurin, la voce quasi un roco stridio. «Lord Rand, non c’erano uomini in quel luogo! Nessuno che abbiamo incontrato, a parte lady Selene, cioe’. Tutto quello che ricordo sono quelle bestie-rana, le stesse che, stando ai racconti della gente, cavalcano quei Seanchan!»

Rand rigirò Hurin in aria, squadrandolo con occhi freddi. Poi spronò il suo destriero più vicino. Anche Nynaeve e gli Asha’man lo fecero.

«Tu non credi che sia io, lord Rand?» chiese Hurin mentre era sospeso in aria.

«Credo a molto poco di quello che mi viene presentato, di questi tempi» disse Rand.

«Suppongo che gli uomini delle Marche di Confine ti abbiano mandato per via del fatto che ci conosciamo.»

Hurin annuì, coperto di sudore. Nynaeve provò una punta di pietà per l’uomo. Era del tutto devoto a Rand. Avevano passato parecchio tempo assieme, a dare la caccia a Fain e al Corno di Valere. Nel viaggio di ritorno a Tar Valon, lei era stata a malapena in grado di farlo smettere di chiacchierare su questa o quella grande impresa che Rand aveva compiuto. Probabilmente era piuttosto sconcertante per il magro cacciatore di ladri essere trattato a questo modo dall’uomo che idolatrava.

«Perche solo te?» chiese Rand piano.

«Be’» disse Hurin con un sospiro. «Ti hanno detto…» Esitò, apparentemente distratto da qualcosa. Tirò su col naso udibilmente. «Questo… questo sì che è strano. Non ho mai fiutato nulla di simile prima.»

«Cosa?» chiese Rand.

«Non lo so» rispose Hurin. «L’aria… puzza come parecchia morte, parecchia violenza, solo che non si tratta di questo. È qualcosa di più cupo. Di più terribile.»

Rabbrividì visibilmente. La capacità di Hurin di fiutare la violenza era una di quelle stranezze che la Torre non riusciva a spiegare. Non era qualcosa di connesso al Potere, tuttavia era ovvio che non si trattava nemmeno di qualcosa di naturale.

A Rand non parve importare cosa odorava Hurin. «Dimmi perché hanno mandato solo te, Hurin.»

«Lo stavo dicendo, lord Rand. Vedi, siamo qui per discutere i termini.»

«Termini su come le vostre armate tornino al loro posto» replicò Rand.

«No, lord Rand» disse Hurin a disagio. «Termini per fissare un vero incontro con loro. Quella parte nella loro lettera era piuttosto vaga, suppongo. Hanno detto che ti saresti potuto arrabbiare qui avresti trovato solo me.»

«Avevano torto» disse Rand, parlando più piano. Nynaeve si ritrovò a sforzarsi per sentirlo, sporgendosi in avanti.

«Non provo più rabbia, Hurin» disse Rand. «La rabbia non mi serve a nulla. Perche dovremmo aver bisogno di ‘termini’ per incontrarci? Presumevo che la mia offerta di portare solo una piccola forza sarebbe stata accettabile.»

«Be’, lord Rand,» disse Hurin «vedi, loro vogliono davvero incontrarsi con te. Intendo dire, siamo arrivati fin qui, marciando attraverso il maledetto inverno stesso… le mie scuse, Aes Sedai. Ma era il maledetto inverno. E anche rigido, pure se gli è occorso molto tempo per raggiungerci. Comunque, l’abbiamo fatto per venire da te, lord Rand. Perciò vedi, loro vogliono incontrarsi con te. Lo vogliono con tutte le forze.»

«Ma?»

«Ma, be’, l’ultima volta che eri a Far Madding c’era…»

Rand sollevò un dito. Hurin si azzitti e tutto tacque. Perfino i cavalli parvero trattenere il fiato.

«Gli uomini delle Marche di Confine sono a Far Madding?» chiese Rand.

«Sì, lord Rand.»

«Vogliono incontrarsi con me lì?»

«Sì, lord Rand. Dovrai entrare sotto la protezione del Guardiano, vedi, e…»

Rand fece un brusco gesto con la mano, interrompendo Hurin. Un passaggio si aprì immediatamente. Non pareva condurre a Far Madding, pero’; portava solo a poca distanza dietro di loro, verso la strada dove Rand e gli altri avevano cavalcato solo poco tempo prima. Rand lasciò andare Hurin, fece cenno agli Aiel di permettere che l’uomo montasse a cavallo, poi fece avanzare Tai’daishar attraverso il passaggio. Cosa stava succedendo? Tutti gli altri lo seguirono. Una volta dall’altra parte, Rand creò un altro passaggio, che si apriva su una piccola radura. A Nynaeve parve di riconoscerla; era il luogo dove si erano accampati dopo la loro visita a Far Madding con Cadsuane.

Perche il primo passaggio?, pensò Nynaeve confusa. E poi comprese. Nouera necessario apprendere una zona per Viaggiare a poca distanza da essa… e Viaggiare verso un luogo insegnava quella locazione a qualcuno abbastanza bene da creare passaggi da lì.

Perciò, Viaggiando prima per un breve balzo, Rand memorizzava il luogo abbastanza bene da creare passaggi ovunque voleva, evitando simultaneamente il tempo necessario per apprendere la zona! Era scaltro, e Nynaeve si sentì arrossire per non aver capito prima quella possibilità. Da quanto Rand conosceva questo trucco? Il ricordo di esso gli era venuto da quella… voce nella sua testa?

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