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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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«Rand?» disse lei.

Lui stava borbottando fra se.

Nynaeve rabbrividì. «Rand» disse con voce più brusca.

Lui smise di bofonchiare, poi le scoccò un’occhiata. A Nynaeve parve di poter vedere la rabbia celata in profondità dentro di lui, un lampo di irritazione verso di lei per averlo interrotto. Poi scomparve, rimpiazzata da quel controllo spaventosamente freddo. «Sì?» chiese lui.

«Tu… sai dov’è Perrin?»

«Ha i suoi compiti da portare a termine e li esegue» disse Rand voltandosi. «Perche vuoi saperlo?»

Meglio non menzionare Cadsuane. «Sono ancora preoccupata per lui. E per Mat.»

«Ah» disse Rand. «Non sei particolarmente abituata a mentire, vero, Nynaeve?»

Lei sentì il proprio volto arrossire dall’imbarazzo. Dove aveva imparato Rand a comprendere le persone così bene? «Io sono preoccupata per lui, Rand al’Thor» disse. «Ha una natura pacifica e modesta… e ha sempre lasciato che fossero i suoi amici a dirgli cosa fare… troppo.»

Ecco. Che Rand pensasse a questo.

«Modesto» disse Rand pensieroso. «Sì, suppongo che lo sia ancora. Ma pacifico? Perrin non è più troppo… pacifico.»

Allora era stato in contatto con Perrin di recente. Luce! Come aveva fatto Cadsuane a saperlo, e come era possibile che a Nynaeve fossero sfuggite quelle comunicazioni? «Rand, se hai ordinato a Perrin di lavorare su qualcosa per te, allora perché l’hai mantenuto segreto? Merito di…»

«Non mi sono incontrato con lui, Nynaeve» disse Rand. «Calmati. Ci sono semplicemente cose che so. Siamo connessi, Perrin, io e Mat.»

«Come? Cosa vuoi…»

«Questo è tutto ciò che dirò sulla faccenda, Nynaeve» la interruppe Rand, inserendosi nella sua frase con parole sommesse.

Nynaeve si fece di nuovo indietro, digrignando i denti. Le altre Aes Sedai dicevano di avere il controllo sulle proprie emozioni, ma era ovvio che non dovevano avere a che fare con Rand al’Thor. Anche Nynaeve avrebbe potuto conservare la calma, se non le fosse toccato trattare con l’uomo più sciocco e testone che avesse mai indossato un paio di stivali.

Cavalcarono in silenzio per un po’, col cielo coperto che incombeva sopra di loro come un campo distante di torba muschiogrigio. Il luogo d’incontro con la gente delle Marche di Confine era a un vicino crocevia. Avrebbero potuto Viaggiare direttamente li, ma le Fanciulle avevano convinto Rand ad arrivare a poca distanza e ad avvicinarsi con maggior cautela. Viaggiare era estremamente comodo, ma poteva anche rivelarsi pericoloso. Se i tuoi nemici sapevano dove saresti apparso, potevi aprire un passaggio e ritrovarti in un’imboscata sotto il tiro di una fila di arcieri. Perfino mandare prima degli esploratori attraverso il passaggio non era così sicuro come Viaggiare fino a un punto dove nessuno ti stava aspettando.

Gli Aiel imparavano e si adattavano in fretta. Era sorprendente, in effetti, li Deserto era terribilmente uniforme: ogni parte sembrava uguale. Naturalmente, le era capitato di sentire alcune guardie Aiel dire qualcosa di simile sulle terre bagnate.

Questo incrocio in particolare non era importante da anni. Se Verin o una delle altre Sorelle Marroni fosse stata qui, probabilmente avrebbe potuto spiegare esattamente il perché. Tutto ciò che Nynaeve sapeva era che il regno a cui una volta apparteneva questa terra era caduto molto tempo fa, e l’unica cosa che ne rimaneva era la città indipendente di Far Madding. La Ruota del Tempo girava. I regni più magnifici cadevano, si coprivano di ruggine e infine si tramutavano in campi oziosi, governati da contadini determinati a far crescere un raccolto di orzo particolarmente buono. lira accaduto al Manetheren, ed era accaduto qui. Grandi arterie che un tempo avevano trasportato legioni ora si erano ridotte a oscure stradine di campagna che avevano bisogno di manutenzione.

Mentre continuavano, Nynaeve lasciò che Moonlight rimanesse indietro rispetto a Rand. Questo la portò a cavalcare vicino a Narishma, con la sua scura chioma intrecciata e i campanelli che tintinnavano alle estremità. Vestiva di nero, come la maggior parte degli Asha’man, e la Spada e il Drago scintillavano sul suo colletto. Era cambiato nei mesi da quando era stato legato come Custode. Lei non poteva più guardarlo e vedere un ragazzo. Questo era un uomo, con la grazia di un soldato, gli occhi cauti di un Custode. Un uomo che aveva visto la morte e aveva combattuto i Reietti.

«Tu sei un uomo delle Marche di Confine, Narishma» disse Nynaeve. «Hai qualche idea del perché gli altri abbiano lasciato le loro postazioni?»

Lui scosse il capo, esaminando il paesaggio. «Ero il figlio di un ciabattino, Nynaeve Sedai. Non conosco le usanze dei nobili.» Esitò. «Inoltre, non sono più un uomo delle Marche di Confine.» L’implicazione era chiara. Avrebbe protetto Rand, e non aveva importanza quali altre fedeltà lo strattonassero. Un modo di pensare da vero Custode.

Nynaeve annuì lentamente. «Hai qualche idea su quello in cui ci stiamo andando a cacciare?»

«Manterranno la parola» disse Narishma. «Un uomo delle Ma rene di Confine morirebbe, piuttosto che venir meno alla parola data. Hanno promesso di mandare una delegazione per incontrare il lord Drago. Questo è ciò che faranno. Vorrei che ci fosse stato permesso di portare le nostre Aes Sedai, però.»

Stando ai rapporti, l’esercito delle Marche di Confine comprendeva tredici Aes Sedai. Un numero pericoloso: il numero necessario per quietare una donna o domare un uomo. Tredici donne in un circolo potevano schermare gli incanalatori più potenti. Rand aveva insistito che la delegazione venuta a incontrarlo non includesse più di quattro di quelle tredici Aes Sedai; in cambio, aveva promesso di portare non più di quattro incanalatori. Due Asha’man — Narishma e Naeff —, Nynaeve e Rand stesso.

Merise e le altre avevano reagito con l’equivalente da Aes Sedai di un attacco di rabbia — comprendeva un broncio e domande come: ‘Sei certo di volerlo fare?’ — quando Rand aveva proibito loro di venire.

Nynaeve notò la postura tesa di Narishma. «Non sembri fidarti di loro.»

«Il posto di un uomo delle Marche di Confine è a sorvegliare il Confine» disse Narishma. «Io ero il figlio di un ciabattino, eppure ero addestrato con spada, lancia, arco, ascia e fionda. Perfino prima di unirmi agli Asha’man, potevo aver ragione di quattro soldati meridionali addestrati su cinque in un duello. Noi viviamo per difendere. Tuttavia loro se ne sono andati. E proprio ora. Con tredici Aes Sedai.» Le lanciò un’occhiata con quei suoi occhi scuri. «Io voglio fidarmi di loro. So che sono brava gente. Ma la brava gente può fare la cosa sbagliata. In particolare quando sono coinvolti uomini in grado di incanalare.»

Nynaeve tacque. Le parole di Narishma erano fondate, anche se quale motivo avrebbero avuto gli uomini delle Marche di Confine per far del male a Rand ? Avevano combattuto la diffusione della Macchia e della sua Progenie dell’Ombra per secoli, e la lotta contro il Tenebroso era impressa nelle loro stesse anime. Non si sarebbero rivoltati contro il Drago Rinato.

Gli uomini delle Marche di Confine avevano uno speciale onore in loro. Poteva essere frustrante, vero, ma erano fatti così. La venerazione di Lan per la sua patria — in particolare quando molti altri Malkierani avevano abbandonato le loro identità — era parte di quello che Nynaeve amava in lui. Oh, Lan. Troverò qualcuno per aiutarli. Non ti lascerò cavalcare da solo nelle fauci dell’Ombra.

Mentre si avvicinavano a una piccola collina verdeggiante, alcuni Aiel tornarono dalla loro esplorazione. Rand fece fermare il gruppo, attendendo che quei ricognitori che portavano il cadin’sor giungessero da lui. Diversi di loro indossavano le fasce da testa rosse contrassegnate con l’antico simbolo degli Aes Sedai. Gli esploratori non erano senza fiato, malgrado avessero corso fino al luogo dell’incontro per poi tornare indietro.

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