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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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«Bisogna agire con cautela» aggiunse Ferane. «La divisione dev’essere sanata.»

«La ribellione era contro Elaida» disse Adelorna. «Se lei non è più Amyrlin, cosa rimane contro cui ribellarsi?»

«Allora la abbandoniamo?» chiese Jesse.

«Se lo merita» disse Adelorna. «Ha detto più e più volte che i Seanchan non erano una minaccia. Be’, ora sta pagando in prima persona per la sua stupidità.»

«Elaida non può più essere salvata» aggiunse Ferane. «Il Consiglio ne ha già discusso. L’Amyrlin è sepolta da qualche parte in una massa di prigionieri Seanchan, e non abbiamo ne le risorse ne le informazioni per un salvataggio.»

Per non parlare del fatto che non ne abbiamo minimamente voglia, aggiunse Jesse fra se. Molte delle Adunanti che avevano sollevato tali obiezioni di fronte al Consiglio erano quelle a cui Elaida aveva assegnato penitenze. Jesse non era una di loro, ma era d’accordo che Elaida si fosse guadagnata la sua ricompensa, anche solo per il modo in cui aveva condotto le Ajah l’una alla gola dell’altra.

«Allora ci serve un rimpiazzo» disse Serancha. «Ma chi?»

«Dev’essere una persona forte» disse Suana. «Ma cauta, a differenza di Elaida. Qualcuna attorno a cui le Sorelle possano radunarsi.»

«Che ne dite di Saerin Asnobar?» chiese Jesse. «Ha dato prova di saggezza prodigiosa di recente, ed è apprezzata.»

«È ovvio che tu sceglieresti una Marrone» disse Adelorna.

«E perché no?» disse Jesse, sconcertata. «Avete sentito tutte, ritengo, con quale efficacia ha assunto il comando durante l’attacco la scorsa notte.»

«Seaine Herimon ha guidato la propria sacca di resistenza» disse Ferane. «Penserei che sia questo il momento perché a guidare sia una donna dal temperamento impassibile. Qualcuno che può offrire una guida razionale.»

«Sciocchezze» disse Suana. «Le Bianche sono troppo prive di emozioni; non vogliamo alienarci le Sorelle, vogliamo riunirle assieme. Guarirle! Insomma, una Gialla…»

«State tutte dimenticando qualcosa» si inserì Serancha. «Cosa serve ora? Una riconciliazione. L’Ajah Grigia è stata quella che ha passato secoli a esercitare l’arte della negoziazione. Chi meglio di una Grigia potrebbe occuparsi di una Torre divisa e del Drago Rinato in persona?»

Adelorna strinse i braccioli della sedia e raddrizzò la schiena. Anche le altre si stavano agitando. Quando Adelorna aprì la bocca per parlare, Jesse la interruppe.

«Basta!» esclamò. «Abbiamo intenzione di bisticciare come ha fatto il Consiglio tutta mattina? Con ogni Ajah che presenta i propri membri e le altre che li rifiutano sommariamente?»

Il silenzio calò di nuovo sulla stanza. Era vero; il Consiglio era stato in seduta per ore e si era preso solo una breve pausa. Nessuna Ajah era vicina a ottenere sostegno sufficiente per uno dei suoi candidati. Le Adunanti non avrebbero appoggiato nessuna di un’Ajah diversa dalla loro; c’era troppa animosità. Luce, questo era un vero pasticcio!

«Idealmente, dovrebbe essere una di noi cinque» disse Ferane. «Questo ha senso.»

Le cinque si guardarono tra loro, e Jesse pote leggere le risposte a quella proposta nei loro occhi. Erano i capi delle Ajah, le donne più potenti al mondo. In questo momento, il loro potere era bilanciato, e mentre fra loro si fidavano più di molte altre, non c’era modo che una permettesse l’elezione del capo di un’altra Ajah ad Amyrlin Seat. Avrebbe dato a quella donna fin troppo potere. Dopo il fallimento del loro piano, la fiducia si stava assottigliando molto.

«Se non decidiamo presto,» fece notare Suana «il Consiglio potrebbe privarci della decisione.»

«Bah.» Adelorna agitò una mano. «Sono così divise che non riescono ad accordarsi su quale colore abbia il cielo. Le Adunanti non hanno idea di cosa stanno facendo.»

«Almeno alcune di noi non hanno scelto Adunanti troppo giovani per occupare un seggio nel Consiglio» disse Ferane.

«Eh?» disse Adelorna. «E tu come l’hai evitato, Ferane? Scegliendo te stessa come Adunante?»

Ferane sgranò gli occhi dalla rabbia. Non era una buona idea suscitare la collera di quella donna.

«Tutte abbiamo commesso errori» si affrettò a dire Jesse. «Molte Sorelle che abbiamo scelto erano strane. Volevamo donne che avrebbero fatto esattamente come dicevamo, ma invece abbiamo ottenuto un gruppo di monelle bisticcianti troppo piene di se e troppo immature per farsi influenzare da menti più misurate.»

Adelorna e Ferane evitavano di guardarsi di proposito.

«Questo ci lascia ancora con un problema» disse Siuan. «Ci serve una Amyrlin. La Guarigione deve iniziare rapidamente, a qualunque costo.»

Serancha scosse il capo. «Sinceramente, non riesco a pensare a una singola donna che sarebbe sostenuta da un numero sufficiente di Adunanti.»

«Io sì» disse Adelorna piano. «È stata menzionata nel Consiglio diverse volte oggi. Sapete di chi parlo. È giovane, e le sue circostanze sono insolite, ma tutto è insolito al momento.»

«Non so» disse Suana accigliandosi. «E stata menzionata, sì, ma da coloro delle cui motivazioni non mi fido.»

«Saerin sembra piuttosto affascinata da lei» ammise Jesse.

«È troppo giovane» obiettò Serancha. «Non ci stavamo rimproverando appena poco fa per aver scelto delle Adunanti prive dell’esperienza necessaria?»

«È giovane, sì,» commentò Ferane «ma dovete ammettere che in lei c’è un certo… acume. Non riesco a pensare a nessuna nella Torre che si sia opposta a Elaida con tanta efficacia quanto lei. E nella posizione in cui era, nientemeno!»

«Avete sentito i rapporti delle sue azioni durante l’attacco» disse Adelorna. «Posso confermare che sono veri, io sono stata lì con lei per la maggior parte del tempo.»

Jesse sussultò a queste parole. Non si era resa conto che Adelorna si trovava al ventiduesimo piano durante il combattimento. «Di certo qualcosa di quello che è stato detto è un’esagerazione.»

Adelorna scosse il capo con aria torva. «No. Non lo è. Suona incredibile… ma… be’, è successo. Tutto quanto.»

«Le novizie praticamente la adorano» disse Ferane. «Se le Adunanti non vogliono sostenere qualcuno di un’altra Ajah, perché non una donna che un’Ajah non l’ha mai scelta? Una donna dotata di qualche esperienza — per quanto ingiustificata — nel detenere la stessa posizione di cui stiamo discutendo?»

Jesse si ritrovò ad annuire. Ma come aveva fatto quella giovane ribelle a ottenere un tale rispetto da Ferane e Adelorna?

«Sono incerta» disse Suana. «Sembra un’altra decisione avventata.»

«Non hai detto tu stessa che dovevamo guarire la Torre, a qualunque costo?» chiese Adelorna. «In tutta sincerità , riesci a pensare a un modo migliore per riportare le ribelli da noi?» Si voltò verso Serancha. «Qual è il modo migliore per placare una parte offesa? Non è forse darle un po’ di ragione, riconoscere quello che ha fatto di giusto?»

«Ha ragione» ammise Suana. Fece una smorfia, poi tracannò quello che restava del suo te in un sorso solo. «Luce, ha proprio ragione, Serancha. Dobbiamo farlo.»

La Grigia guardò ciascuna di loro a turno. «Non siete tanto sciocche da ritenere che questa donna si farà prendere per il naso, vero? Non accetterò se stiamo semplicemente cercando di creare un altro fantoccio. Quel piano è fallito. È fallito miseramente.»

«Dubito che ci troveremo di nuovo in quella situazione» disse Ferane con un debole sorriso.

«Questa… non è tipo da farsi tiranneggiare. Guardate come ha affrontato le restrizioni di Elaida.»

«Sì» si ritrovò a dire Jesse, con sua stessa sorpresa. «Sorelle, se conveniamo su questo, il nostro sogno di governare dalle ombre avrà termine. Per il bene o per il male, faremo eleggere una Amyrlin forte.»

«Io, per esempio,» disse Adelorna «la ritengo una splendida idea. È passato troppo tempo.»

A una a una, le altre assentirono.

Siuan era in piedi, immobile, sotto i rami di una piccola quercia. L’albero era stato inglobato nell’accampamento e la sua ombra era diventata un luogo che Ammesse e novizie impiegavano per andare a mangiare. Non ce n’era nessuna che lo stava facendo in questo momento; le Sorelle, mostrando un giudizio notevolmente assennato in quest’occasione, avevano assegnato loro dei compiti per impedirgli di raggrupparsi attorno alla tenda dove il Consiglio si stava riunendo.

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