Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]
- Автор: Лейбер Фриц Ройтер
- Год: 1964
- Язык: итальянский
- Год: Casa Editrice La Tribuna
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]». Краткое содержание книги:
Quali mutamenti possono attendere il mondo della cultura nel prossimo secolo? Fritz Leiber ce ne offre un assaggio nel suo romanzo più caustico e divertente. Agli scrittori toccherà firmare soltanto le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole, e recitare in pubblico i ruoli scelti per loro dalle controcopertine. Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo, fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggono tutti i mulini-a-parole, per dover poi affrontare una grave crisi di creatività. Solo presso l’Editrice Razzi nessuno sembra scaldarsi molto; forse perché qui si custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. In una nursery segreta, infatti, vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe scuotere il mondo intero… per il bene di tutti i lettori.
— Vi credo sulla parola — disse Flaxman. — Ma sentite, Joe, quando l’adoperate cosa succede ai… diciamo ai giocatori della nostra squadra?
Joe la Guardia sorrise astutamente.
— Qui sta il bello — disse. — È questo che fa della mia fidata pistola-puzzola l’arma perfetta. Nell’ultima guerra, il mio primo nervo craniale è stato tagliato. E da allora non sento nessun odore.
16
Joe la Guardia si era messo pensosamente al lavoro agli orli della confusione di celluloide dopo aver controllato due volte, per rassicurare Flaxman che la sicura della pistola-puzzola fosse saldamente a posto.
La signorina Blushes stava tagliando un pezzo di filo sotto la direzione della signorina Bishop, la quale faceva osservazioni lusinghiere sui vantaggi che presentava l’avere unghie che potevano servire anche come pinze da elettricista.
Flaxman, distogliendo risolutamente lo sguardo dalla porta e dalla sua inutile serratura elettrica, riprese il suo racconto.
— Quando Zukie morì, il pandemonio generale peggiorò, naturalmente. La visione dell’immortabilità perduta causò all’umanità una tensione troppo grande. Il mondo si avviò verso qualcosa che non era mai capitato prima e che non capitò mai più, ma che qualche sociologo e qualche psichiatra chiamarono sindrome di ostruzione universale.
“Per fortuna, i principali interessati alla faccenda, avvocati, medici, esponenti governativi, erano intelligenti, realisti e leali. Ricucinarono la storia, la voltarono e la rivoltarono, e finalmente riuscirono a convincere tutti che l’operazione DPS non serviva a nulla, che ogni cervello asportato si riduceva a una tormentata idiozia finale dopo un breve periodo, che le teste d’uovo non erano più vive dei pezzetti di cuore di pollo o di minuscoli marziani che tutti gli scienziati mantengono pulsanti per decenni nelle provette, o dello sperma e degli ovuli umani nella Banca del Disastro. In realtà il tessuto cerebrale non moriva, ma non poteva neppure funzionare.
“Per salvarsi dal furore popolare, tutte le teste d’uovo confermarono la versione, dicendo sciocchezze interminabili davanti agli avvocati, ai giudici e al pubblico della televisione. Fra parentesi, questo servì anche a controbattere la voce allarmistica secondo la quale i cervelli in scatola, accumulando perversamente il sapere attraverso i secoli, sarebbero diventati inevitabilmente tiranni del mondo.
“Conclusa la crisi, rimaneva un problema: che fare delle trenta teste d’uovo? Se la maggioranza dei responsabili del colossale inganno avesse potuto fare a modo loro, senza dubbio sarebbero state liquidate senza far chiasso: ma non subito, in ogni, caso, perché questo avrebbe destato sospetti. Piuttosto, si sarebbe detto che erano morti, uno o due per volta, nel corso di una ventina di anni. Ma anche quelle morti distanziate nel tempo avrebbero tenuto vivo l’interesse, e l’obiettivo era quello di lasciare che l’intera faccenda svanisse nell’oblio.
“Anche allora le teste d’uovo, sebbene impotenti come altrettanti uomini paralizzati, avrebbero lottato per sopravvivere con i loro cervelli acutissimi, procurandosi degli alleati fra i più ambiziosi e meno importanti dei loro custodi, e riaprendo clamorosamente il caso, se necessario. Inoltre, fra i dirigenti c’era un gruppo notevole di persone che avevano sempre considerato l’immortalità delle teste d’uovo come un semplice sogno di Zukie, nonché del popolo e della stampa: e quindi credevano che i cervelli sarebbero morti presto, inevitabilmente, per imprevedibili difetti tecnologici nel loro processo di conservazione, per trascuratezza delle loro infermiere… o che sarebbero comunque impazziti a causa della loro innaturale condizione di disincarnati.
“E a questo punto entra in scena un’altra figura sbalorditiva: non un genio universale, ma un uomo straordinario sotto molti punti di vista, un editore di science fiction nella scia della grande tradizione di Hugo Gernsback. Si trattava di Hobart Flaxman mio antenato e fondatore della Editrice Razzi. Era stato intimo amico di Zukertort, e l’aveva sostenuto con il suo entusiasmo e il suo danaro. Zukie, a sua volta, l’aveva messo a capo del Trust dei Cervelli. A questo punto si fece avanti e reclamò i propri diritti: pretese la custodia dei cervelli. Poiché era conosciuto come un uomo molto solido, quella sembrò la migliore soluzione. Il Trust dei Cervelli divenne la Saggezza delle Età, un nome scelto per il suo suono falso, e tranquillamente si avviò verso un educato oblio.
“Non tutti i discendenti furono all’altezza del vecchio Hobart, ma per lo meno siamo riusciti a mantenere in vita il Trust. I cervelli hanno ricevuto cure tenere e affettuose, una dieta costante di notizie da tutto il mondo e di tutte le informazioni richieste… in un certo senso, come un vocabolario di un mulino-a-parole che viene costantemente aggiornato, adesso che ci penso. Nei primi anni, vi furono parecchie occasioni in cui si presentò la minaccia di veder finire di nuovo i cervelli sulle prime pagine dei giornali, ma ogni volta la crisi fu superata. Oggi, mentre si fanno scoperte che prolungano la durata della vita umana, i cervelli non rappresentano più una minaccia per la sicurezza pubblica, ma noi abbiamo mantenuto la nostra politica di segretezza… soprattutto per inerzia. Il mio caro papà, per esempio, non era quello che si può definire un uomo intraprendente. E io… ecco, questo esorbita dall’argomento.
“Ora, qualcuno di voi mi chiederà… — (Gaspard si accorse, con un sussulto, che Flaxman gli stava puntando contro un dito) — … perché il Vecchio Hobart, essendo un editore dotato di immaginazione, non intuì le potenziali capacità narrative dei cervelli e non li incoraggiò a scrivere e poi a pubblicare le loro opere, naturalmente sotto falsi nomi e con tutte le precauzioni. Ecco, la risposta principale è questa: erano appena venuti di moda i mulini-a-parole, i lettori erano stanchi di scrittori dotati di individualità così come lo erano i direttori editoriali: la gente amava l’oppio della produzione dei mulini, gli editori non avevano tempo né voglia di pensare ad altro.
“Ma ora… — (le sopracciglia di Flaxman si alzarono allegramente) — … non vi sono più mulini-a-parole, non vi sono neppure scrittori, e i trenta cervelli hanno il campo libero. Pensatecti! — E tese le mani in un gesto di appello. — Trenta scrittori che hanno avuto quasi duecento anni a disposizione per accumulare materiale e per maturare i loro punti di vista, che sono in grado di lavorare costantemente un giorno dopo l’altro, senza distrazioni… niente problemi sessuali o familiari, niente dolori di stomaco, niente di niente!
“Trenta scrittori provenienti da cento anni fa… di per se stesso questo è un poderoso richiamo pubblicitario, la gente va sempre pazza per l’Antico Narratore. Adesso non ho qui un elenco e non l’ho controllato da molti anni (in confidenza, una volta avevo una leggera avversione per la Saggezza delle Età… l’idea di un cervello in scatola mi fece venire un po’ i brividi, quando papà me ne parlò per la prima volta, e io allora ero un ragazzino) ma vi rendete conto che fra quei cervelli può esservi Theodore Sturgeon, o Xavier Hammerberg, o addirittura Jean Cocteau o Bertrand Russell? Questi ultimi due hanno vissuto abbastanza per potersi sottoporre al DPS, credo.
“Vedete, i primi scrittori che si sottoposero al DPS dovettero farlo nella massima segretezza. Fingevano di morire e lasciavano che i loro corpi, privati del cervello, venissero sepolti o cremati per ingannare il mondo… così come lo stesso Zukie fece per molti anni, inducendo il mondo a crederlo un semplice chirurgo del cervello che aveva l’hobby dell’elettronica. Era una operazione raccapricciante, in undici fasi, di cui si sa ben poco. Prima venivano tolti il viso e la parte anteriore del cranio, poi venivano instaurate le connessioni di nervi che presiedono alla vista, all’udito e alla parola, poi c’era il cambiamento, dal cuore alla pompa a isotopi, e finalmente tutte le altre connessioni nervose con il resto del corpo venivano bloccate e recise, una ad una…”.