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Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]

Электронная книга - «Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]». Краткое содержание книги:

Presentazione tratta dai Classici Urania:
Quali mutamenti possono attendere il mondo della cultura nel prossimo secolo? Fritz Leiber ce ne offre un assaggio nel suo romanzo più caustico e divertente. Agli scrittori toccherà firmare soltanto le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole, e recitare in pubblico i ruoli scelti per loro dalle controcopertine. Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo, fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggono tutti i mulini-a-parole, per dover poi affrontare una grave crisi di creatività. Solo presso l’Editrice Razzi nessuno sembra scaldarsi molto; forse perché qui si custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. In una nursery segreta, infatti, vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe scuotere il mondo intero… per il bene di tutti i lettori.
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— No, è la Festa del Lavoro, per voi — disse la ragazza a Gaspard. — Prendete questo. — E indicò l’ovoide. — Stateci molto attento. È pesante ma molto fragile.

Gaspard annuì e la guardò con un po’ di rispetto, mentre prendeva il pacco. Quella ragazza doveva essere più robusta di quanto sembrava, se era riuscita a reggerlo con un braccio solo.

— Immagino — disse — che questo sia il “cervello” chiesto da Flaxman.

La ragazza annuì.

— Attenzione, non lo scuotete!

— Sentite, se è un meccanismo così delicato — disse Gaspard — faremmo meglio a non portarlo all’Editrice Razzi adesso. Un gruppo di scrittori ha inscenato un’altra aggressione là. Ho appena ricevuto una telefonata.

La ragazza corrugò la fronte per un attimo, poi scosse il capo.

— No, andremo immediatamente e lo porteremo con noi. Scommetto che un cervello sarà utile all’Editrice Razzi. Ho fatto molta fatica a preparare tutto per questa gita e non accetto contrordini. Inoltre, gli ho promesso che poteva venire.

Gaspard deglutì e si dondolò lievemente.

— Ehi — disse — non vorrete dirmi che questa cosa che ho in braccio è viva!

— Non lo scuotete! E smettetela di fare domande stupide. Dite al vostro amico di metallo di prendere l’altro pacco. È l’attrezzatura necessaria al cervello.

— Guarda un po’, Gaspard — disse eccitato Zane in quel momento, balzando in avanti e spingendo il libro nero verso la faccia di Gaspard. — Robot ebrei! I Golem sono robot ebrei… fatti di argilla e attivati dalla magia… ma robot, nonostante tutto! Per san Capek, non avevo mai saputo che la nostra storia risalisse… — Si accorse che la situazione era cambiata mentre lui era rimasto assorto nella lettura, restò immobile per due secondi mentre riascoltava la conversazione dell’ultimo minuto registrata dai suoi circuiti, poi prese il pacco rosso e verde dalle mani della ragazza, dicendo: — Vi prego di scusarmi signorina. Ai vostri ordini. — E quella a cosa serve? — chiese Gaspard.

Quella era una minuscola pistola di acciaio verdastro che la ragazza aveva portato sotto al secondo pacco. — Oh, capisco… voi sarete la nostra guardia del corpo. — No, no — disse in fretta la ragazza sollevando la piccola arma dall’aspetto minaccioso. — Io camminerò dietro di voi, signor mio, e se lascerete cadere quell’uovo di Pasqua, magari perché qualcuno starà cercando di tagliarvi la gola, io vi sparerò alla nuca, proprio in mezzo al midollo allungato. Non vi innervosite, comunque, non sentirete niente.

— Oh, d’accordo, d’accordo — brontolò Gaspard, cominciando a muoversi. — Ma dov’è la signorina Bishop?

— Questo — disse la ragazza — è ciò che dovrete scoprire, per progressione logica, mentre starete attento alle bucce di banana.

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Le corde sono oggetti antichi, ma eternamente utili. Ora due di esse, in incroci pittoreschi, tenevano legati alle loro sedie i soci Flaxman e Cullingham, dietro la doppia scrivania ad arco di Cupido, in mezzo ai fogli sparsi provenienti dagli scaffali saccheggiati e ai mucchi ribollenti di schiuma da estintore.

Gaspard, che aveva appena varcato la soglia, smise di osservare lo spettacolo e spostò delicatamente il suo fardello, che ora gli sembrava di piombo massiccio, da un braccio dolorante all’altro. Durante il tragitto si era convinto che la sua unica funzione, nella vita, era coccolare quell’ovoide avvolto in oro e porpora. La ragazza non gli aveva ancora sparato, ma una volta, quando lui aveva incespicato un po’, gli aveva bruciacchiato il suolo vicino ai piedi.

Cullingham, che aveva le guance pallide striate di rosso, sorrideva con un paziente sorriso da martire, a labbra strette. Anche Flaxman taceva, ma era chiaro che taceva soltanto perché la signorina Blushes, ritta dietro di lui, gli teneva fermamente contro la bocca la parte piatta d’una chela rosea.

La robicchia della censura stava recitando con voce mielata: — Possa una potenza superiore consegnare all’eterno tormento tutti gli scribacchini che commisero incesto con la madre. Essi abusarono perversamente dei loro odorosi tegumenti. Cancellato, cancellato, cancellato, cancellato. Ecco, così va molto meglio, signor Flaxman. E, almeno per quel tanto che ho potuto riformulare, è anche molto più espressivo.

La signorina Bishop fece scomparire sotto la gonna la piccola, terribile pistola verde, estrasse da chissà dove un paio di pinze da elettricista e cominciò a tagliare i legami di Flaxman.

Zane Gort depose con cautela il suo pacco verde e rosso sul pavimento, poi attirò in disparte la signorina Blushes e disse: — Dovete scusare questa robicchia, signor Flaxman, se ha interferito con la vostra libertà di parola. La passione dominante, la censura nel suo caso, è molto forte in noi gente di metallo. Le tempeste elettroniche, come quella che ha subito la sua mente, valgono solo a intensificarla. Suvvia, suvvia, signorina B., non sto cercando di toccare le sue prese o di aprirle gli sportelli!

— Gaspard! Chi cancellato-cancellato è mai Nodo Scorsoio? — domandò Flaxman, dopo avere mosso un paio di volte le labbra e dopo aver deglutito. — Chi o cosa sono i Vendicatori dei mulini-a-parole? Quella strega della Ibsen stava per ordinare ai suoi scagnozzi di spaccarmi la testa, quando io non glielo ho saputo dire.

— Oh! — osservò Gaspard. — È qualcosa che ho inventato sul momento per aiutare voi e per spaventare la Ibsen. È una specie di mafia degli editori.

— Gli scrittori non devono avere capacità di immaginazione! — ruggì Flaxman. — Per poco non ci avete fatti uccidere! Gli scagnozzi di quella donna giocano pesante… due autori di serie B con i maglioni a strisce, che sembravano due scrittori del genere “le confessioni d’un criminale”.

— E Homer Hemingway? — chiese Gaspard.

— C’era anche lui, ma si comportava come se fosse confuso. Vestiva la sua famosa divisa da capitano, come se andasse a farsi fotografare per la copertina di una avventura marinaresca, ma aveva il didietro stranamente gonfio. Strano, dovrebbe essere un diavolo per tenersi in allenamento… Immagino che stia andando tutto a rotoli. Quando la Ibsen ha ordinato di usare le brutte maniere, è sembrato che questo lo sconvolgesse. Ma si è divertito a legarci e ha fatto la sua parte nel mettere a soqquadro l’ufficio… per fortuna che in questi scaffali non tengo nessuna informazione importante.

— Avreste dovuto insistere con quella mia frottola sui Vendicatori — disse Gaspard. — Avreste potuto aumentare la paura.

— La paura di chi? Mi avrebbero spaccato la testa. Sentite, de la Nuit, la Ibsen dice che da anni voi siete una spia degli editori. Ora, non me ne importa se vi siete vantato con quella donna di essere un tirapiedi…

— Non mi sono mai vantato… Non sono mai stato…

— Non fate vibrare quell’uovo! — latrò la signorina Bishop rivolta a Gaspard, mentre liberava Cullingham. — Avete una voce raschiante!

— … Voglio farvi capire che non vi sarà alcun compenso retroattivo per la vostra attività di tirapiedi, specialmente per uno spionaggio immaginario nel Sindacato Scrittori!

— Ascoltatemi bene, Flaxman, io non ho mai…

— Non lo fate vibrare, ho detto! Qua, datelo a me, mostro!

65

— Prendetevelo e grazie mille! — le disse Gaspard. — Che cosa voleva Heloise, comunque, signor Flaxman?

— Ha continuato ad accusarci di avere il mezzo di produrre opere di narrativa senza i mulini-a-parole, ma dopo aver parlato con voi al telefono, ha cominciato a chiedere “Chi è Nodo Scorsoio?”. Gaspard, non mi inventate più altre mafie. Sono pericolose. La Ibsen mi avrebbe conciato veramente male se non avesse preferito rivolgere la sua attenzione al povero Cully, qui.

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