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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Raggiunsero i picchetti dei cavalli, dove un paio di stallieri nervosi consegnarono loro i destrieri. Galad abbassò il suo scudo, sentendosi terribilmente scoperto mentre volteggiava in groppa a Robusto. Fece voltare il cavallo e alzò di nuovo lo scudo. Poteva sentire lo schiocco familiare degli archi, distante, l’impatto delle frecce mentre piovevano giù.

Nessuna cadde vicino a lui.

Esitò. Le luci sospese nell’aria rendevano la notte chiara come se ci fosse la luna piena, forse più.

«Cosa sta succedendo?» disse Bornhald, il suo cavallo che danzava nervosamente sotto di lui. «Hanno mancato? Quelle frecce stanno cadendo molto fuori dal campo.»

«Trolloc!» Un urlo dall’accampamento. «Ce ne sono a migliaia che stanno arrivando lungo la strada!»

«Mostri!» gridò un Amadiciano terrorizzato. «Mostri dell’Ombra! Luce, sono reali?»

Galad lanciò un’occhiata a Bornhald. Fecero galoppare i loro cavalli fino al bordo del campo, i mantelli bianchi che svolazzavano dietro di loro, e alzarono lo sguardo sulla strada.

Verso un massacro.

Raffiche di frecce cadevano dalle alture, andando a conficcarsi nella massa di Progenie dell’Ombra. Le creature ululavano e stridevano, alcune che cercavano di correre verso il campo di Galad, altri che tentavano di arrampicarsi verso gli arcieri. All’improvviso i Trolloc vennero sbalzati in aria, il terreno che si gonfiava sotto di loro e il fuoco che cadeva da sopra. Gli incanalatori di Aybara si erano uniti allo scontro.

Galad reagì alla situazione. «Fanteria, formate un muro di scudi su questo lato del campo» tuonò.

«Balestrieri, verso quelle rovine laggiù. Dividete le legioni in otto compagnie di cavalleria e preparatevi a una sortita! Arcieri, pronti!» I Figli erano essenzialmente una forza di cavalleria. I suoi uomini avrebbero cavalcato fuori, colpito i Trolloc a ondate, una compagnia alla volta, poi si sarebbero ritirati dietro il muro di scudi difensivo della fanteria. Balestrieri per indebolire le linee dei Trolloc prima che la cavalleria pesante li colpisse con lance, arcieri per dare loro copertura mentre tornavano dietro le loro difese.

Gli ordini vennero trasmessi rapidamente, con i Figli che si muovevano con maggiore efficienza rispetto agli Amadiciani. Bornhald annuì. Questo era un assetto principalmente difensivo, ma era quello che aveva più senso, almeno finché Galad non fosse riuscito a capire cosa stava succedendo.

Un rumore di zoccoli annunciò Byar che giungeva al galoppo. Fece impennare il suo cavallo, poi si girò, gli occhi sgranati. «Trolloc? Come... È Aybara. Ha portato un esercito di Progenie dell’Ombra!»

«Se l’ha fatto,» disse Galad «li sta offrendo al massacro.»

Byar si avvicinò ancora di più. «È esattamente come nei Fiumi Gemelli. Dain, ricordi cosa fece? I Trolloc attaccano, Aybara raduna una difesa e così guadagna appoggio.»

«E quale sarebbe lo scopo?»

«Ingannarci.»

«Uccidendo altrettanti Trolloc quanti sono i seguaci che ottiene?» Bornhald si accigliò. «Non... non ha senso. Se Aybara può comandare migliaia di Trolloc, perché avrebbe bisogno di noi?»

«La sua mente è malata, contorta» disse Byar. «Se non aveva nulla a che fare con la comparsa dei Trolloc, come hanno fatto ad apparire entrambi ora, allo stesso tempo?»

Be’, c’era un briciolo di verità in quello, Galad doveva ammetterlo. «Per ora,» disse «ci procurerà il tempo di cui abbiamo bisogno per metterci in formazione. Bornhald, Byar, aiutate a trasmettere i miei ordini. Voglio che i cavalieri siano pronti a una sortita non appena i balestrieri avranno finito.» Esitò. «Ma fate sapere agli uomini che non dobbiamo esporre i nostri fianchi ad Aybara. Tenete alcuni fanti con picche alla base di quelle alture. Per ogni evenienza.»

I Trolloc cadevano urlando sotto le frecce. Altri ancora continuavano ad apparire e molte delle bestie non cadevano finché non erano trafitte da più strali. La Progenie dell’Ombra si stava preparando per una carica su per il pendio verso le forze di Perrin. In tal caso, lui avrebbe messo la fanteria a trattenere i Trolloc, poi l’avrebbe fatta arretrare per mandare la cavalleria a spazzare di fronte a loro.

«Come lo sapevi?» chiese Faile piano.

Lui le lanciò un’occhiata. «E il momento che voi tre vi ritiriate dietro la retroguardia.» Poi guardò Berelain, pallida sul suo cavallo, come se vedere i Trolloc l’avesse sconvolta. Ma Perrin sapeva che lei era più tenace di così. Perché odorava così tanto di preoccupazione?

«Andrò» disse Faile. «Ma devo sapere.»

«Aveva senso» disse Perrin. «Quella cupola era fatta per impedirci di fuggire tramite passaggio. Ma era anche per incoraggiarci a procedere lungo la strada, per evitare che Viaggiassimo direttamente nell’Andor. Ci è parso strano che mastro Gill abbia fatto dietrofront lungo la strada, disobbedendo agli ordini... ma è successo perché è stato convinto dalla gente che veniva da nord che la strada era impraticabile. Sospetto che fossero infiltrati dei nostri nemici, per attirarci in questa direzione.

«Siamo stati indirizzati fin dall’inizio. Non stavano aspettando che noi ingaggiassimo i Manti Bianchi. Stavano aspettando che ci dirigessimo a Lugard più veloce che potevamo. Se avessimo tentato di attraversare la campagna, scommetto che ci sarebbe capitato qualcosa per farci tornare indietro. Volevano disperatamente che finissimo nella loro imboscata. Probabilmente l’esercito di Galad non faceva parte di tutto questo: è stato un riccio che è finito sotto la loro sella.»

«Ma i Trolloc. Dove...»

«Penso che debba esserci una Pietra Portale» disse Perrin. «Sapevo che qualche tipo di attacco sarebbe giunto qui. Non sapevo come. Avevo una mezza idea che si sarebbe trattato di Draghkar dal cielo o una Porta delle Vie che ci è sfuggita. Ma quelle rovine che Arganda ha indicato sembrano poter essere un buon posto per una Pietra Portale. Dev’essere sepolta, essendo caduta sotto il fiume quando cambiò il suo corso. I Trolloc non stanno venendo fuori dal terreno: penso che stiano apparendo dalla pietra.

«Questa era la trappola. Probabilmente ci avrebbero attaccato molto prima, ma i Manti Bianchi si sono messi in mezzo. Dovevano aspettare che ci occupassimo di loro. E poi ce ne siamo andati. Così...»

«Così hanno attaccato Damodred e i suoi uomini» disse Faile. «Dopo aver predisposto la trappola, volevano almeno fare qualche danno a quelli che avrebbero potuto combattere in seguito.»

«Sospetto che dietro questo ci sia uno dei Reietti» disse Perrin, voltandosi verso Grady.

«Uno dei Reietti?» disse Alliandre, alzando la voce. «Non possiamo combattere uno dei Reietti!»

Perrin le lanciò un’occhiata. «A cosa pensavi di andare incontro, Alliandre, quando ti sei unita a me? Tu combatti per il Drago Rinato in Tarmon Gai’don stesso. Dovremo affrontare i Reietti, presto o tardi.»

Lei impallidì, ma le andò riconosciuto che annuì.

«Grady!» Perrin chiamò l’Asha’man, che stava scagliando vampate di fuoco contro i Trolloc. «Percepisci ancora qualcuno che sta incanalando?»

«Solo di tanto in tanto, mio signore» gli gridò Grady di rimando. «Chiunque sia, è forte, ma non estremamente. E non si sta unendo alla battaglia. Penso che stia facendo qualcosa per portare i Trolloc, balzando qui con manipoli di essi e poi balzando di nuovo via immediatamente per prenderne altri.»

«Controllalo» disse Perrin. «Vedi se riesci ad abbatterlo.»

«Sì, mio signore» disse Grady, rivolgendogli il saluto.

Dunque non era uno dei Reietti a portare i Trolloc direttamente. Ciò non voleva dire che questa non fosse opera di uno di loro, solo che non avevano deciso di impegnarsi personalmente. «Tornando a voi tre» disse Perrin a Faile, Berelain e Alliandre, soppesando il suo martello. I Trolloc avevano iniziato a caricare su per il pendio, molti che cadevano vittima delle frecce, ma ce n’erano così tanti che presto qualcuno avrebbe raggiunto la cima. Era tempo di combattere.

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