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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Fece scivolare qualche coltello nella sua cintura e su per le sue maniche comunque. Fuori, uno stalliere le aveva portato Daylight. Montò in sella; le mancava Rondine, che era stata uccisa dagli Shaido. Perfino il suo abito migliore aveva gonne divise per cavalcare; lei non avrebbe indossato nient’altro per strada. Sua madre le aveva insegnato che nulla distruggeva la credibilità di una donna con i soldati più rapidamente che cavalcare sulla sella di lato. E se fosse accaduto l’impensabile e Perrin fosse caduto, Faile poteva aver bisogno di prendere il comando delle loro armate.

Trottò fino al fronte dell’esercito che si radunava. Perrin era sulla sua sella lì. Come osava sembrare così paziente!

Faile non lasciò trasparire la sua irritazione. C’era un momento per essere una tempesta e un momento per essere una lieve brezza. Lei aveva già fatto sapere a Perrin, in termini inequivocabili, quello che pensava di questo processo. Per il momento, doveva essere vista appoggiarlo.

Cavalcò accanto a Perrin mentre le Aes Sedai si radunavano dietro, camminando come le Sapienti. Niente Fanciulle. Dov’erano? Doveva trattarsi di qualcosa di importante per non farle essere presenti al processo. Per Sulin e le altre, proteggere Perrin era un compito assegnato dal loro Car’a’carn, e se lui fosse morto ciò sarebbe stato una grave questione di toh.

Esaminando il campo, Faile notò due gai’shain in vesti bianche con cappuccio che si precipitavano verso il davanti della linea. Gaul, che stava accanto al cavallo di Perrin, si accigliò. Una delle figure si inchinò a lui, protendendo un gruppo di lance avvolte in stoffa. «Appena appuntite» disse Chiad.

«E frecce con l’impennaggio nuovo» aggiunse Bain.

«Ho già lance e frecce» disse Gaul.

«Sì» dissero le donne, inginocchiandosi di fronte a lui e ancora tenendo in mano le loro offerte.

«Cosa?» domandò lui.

«Eravamo semplicemente preoccupate per la tua sicurezza» disse Bain. «Tu stesso hai preparato queste armi, dopotutto.» Lo disse in tono serio, senza accenni di scherno o falsità. Eppure le parole stesse erano prossime alla condiscendenza.

Gaul iniziò a ridere. Prese le armi offerte e diede alle donne le proprie. Malgrado i guai della giornata, Faile si ritrovò a sorridere. C’era una contorta complessità nelle interazioni degli Aiel. Quello che avrebbe dovuto compiacere Gaul riguardo le sue gai’shain spesso pareva frustrarlo, eppure quello che sarebbe dovuto essere un insulto veniva accolto con divertimento.

Mentre Bain e Chiad si ritiravano, Faile passò in rassegna l’esercito che si radunava. Stavano venendo tutti, non solo capitani o forze simboliche. Parecchi non sarebbero stati in grado di assistere al processo, ma c’era bisogno che fossero qui. Per ogni evenienza.

Faile si fermò accanto a suo marito. «Qualcosa mi preoccupa» gli disse.

«Il mondo sta trattenendo il fiato, Faile» disse lui.

«Cosa intendi?»

Perrin scosse il capo. «L’Ultima Caccia è qui. Rand è in pericolo. In pericolo più di chiunque tra noi. E io non posso andare da lui. Non ancora.»

«Perrin, quello che dici non ha senso. Come puoi sapere che Rand è in pericolo?»

«Posso vederlo. Ogni volta che menziono il suo nome o penso a lui, una visione di Rand mi appare davanti agli occhi.»

Faile sbatté le palpebre.

Perrin si voltò verso di lei, i suoi occhi gialli pensierosi. «Sono connesso a lui. Lui... mi tira, vedi. Comunque, mi sono detto che sarei stato schietto con te su cose come questa.» Perrin esitò. «I miei eserciti qui vengono radunati, Faile. Come pecore condotte al macello.»

All’improvviso Perrin si ricordò la sua visione dal sogno del lupo. Pecore che correvano davanti ai lupi. Lui aveva pensato di essere uno dei lupi. Ma poteva essersi sbagliato?

Luce! Lui si era sbagliato su quello. Sapeva quello che voleva dire, ora. «Posso percepirlo nel vento» disse, «Il problema con i passaggi è collegato a qualcosa che sta succedendo nel sogno del lupo. Qualcuno vuole che siamo incapaci di fuggire da questo posto.»

Una brezza fredda, strana nel calore di mezzogiorno, li investì. «Ne sei certo?» chiese Faile.

«Sì» disse Perrin. «Stranamente, lo sono.»

«È lì che sono le Fanciulle? A esplorare?»

«Qualcuno vuole intrappolarci e attaccare. La cosa più sensata è lasciarci scontrare con i Manti Bianchi, poi uccidere chi sopravvive. Ma questo richiederebbe un esercito, di cui non c’è alcun segno. Solo noi e i Manti Bianchi. Ho incaricato Elyas di cercare segni di una Porta delle Vie nella zona, ma non ha ancora trovato nulla. Perciò forse non c’è niente e io mi sto facendo spaventare dalle ombre.»

«Di recente, marito, è diventato possibile che quelle ombre mordano. Mi fido dei tuoi istinti.»

Lui la guardò, poi le rivolse un sorriso intenso. «Grazie.»

«Allora cosa facciamo?»

«Ci rechiamo a questo processo» disse Perrin. «E facciamo tutto quello che possiamo per impedire di andare in battaglia con i Manti Bianchi. Poi stanotte vedrò se riesco a fermare la cosa che sta impedendo i passaggi. Non possiamo cavalcare abbastanza lontano da sfuggirle: la cosa può essere mossa. Io l’ho vista in due luoghi. Dovrò distruggerla, in qualche modo. Dopodiché, scapperemo.»

Lei annuì e Perrin diede l’ordine di mettersi in marcia. Anche se l’armata dietro di lui sembrava ancora caotica — come una corda che era stata ingarbugliata — l’esercito iniziò a muoversi. I vari gruppi si sistemarono, dipanandosi.

Percorsero la breve distanza lungo la strada di Jehannah, avvicinandosi al campo con il padiglione. I Manti Bianchi erano già arrivati; erano in formazione. Pareva che anche loro avessero portato il loro intero esercito.

Sarebbe stato un pomeriggio teso.

Gaul correva accanto al cavallo di Perrin e non sembrava preoccupato, né aveva il volto velato. Faile sapeva che lui riteneva onorevole per Perrin sottoporsi al processo. Perrin doveva difendersi, oppure ammettere toh e accettare la sentenza. Degli Aiel avevano camminato da liberi fino alle loro stesse esecuzioni per assolvere toh.

Cavalcarono giù verso il padiglione. Era stata posta una sedia su una bassa piattaforma all’estremità settentrionale, con lo schienale rivolto alla distante foresta di ericacee. Morgase sedeva su quella sedia rialzata, avendo fino in fondo l’aspetto di una regina, indossando un abito rosso e oro che Galad doveva aver trovato per lei. Come aveva mai fatto Faile a scambiare questa donna per la semplice cameriera di un’aristocratica?

Delle sedie erano state poste di fronte a Morgase, e Manti Bianchi riempivano metà di esse. Galad era in piedi accanto all’improvvisato trono del giudizio di Morgase. Ogni ciocca dei suoi capelli era a posto, l’uniforme senza macchia, il mantello che cadeva dietro di lui.

Faile lanciò un’occhiata di lato e colse Berelain che fissava Galad e arrossiva, sembrando quasi affamata. Lei non aveva abbandonato i suoi tentativi di persuadere Perrin a lasciarla andare a far pace con i Manti Bianchi.

«Galad Damodred» chiamò Perrin, smontando davanti al padiglione. Anche Faile smontò e camminò accanto a lui. «Voglio che tu mi prometta qualcosa prima che questo abbia inizio.»

«E cosa sarebbe?» gridò il giovane comandante dalla tenda con i lati aperti.

«Giura di non lasciare che questo si trasformi in una battaglia» disse Perrin.

«Potrei prometterlo» disse Galad. «Ma, ovviamente, tu dovresti promettere a me che non fuggirai se la sentenza sarà contro di te.»

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