Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it]
- Автор: Мередит Ричард К.
- Год: 1970
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Bianca Russo
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it]». Краткое содержание книги:
Nel grigiore informe, dove, a differenza del continuum delle dimensioni umane, nessuna stella brillava, i due colossi si affrontarono, scatenando forze capaci di ridurre in cenere una dozzina di Terre.
Più di una nave ribelle era già stata annientata dal fuoco della “Salamina”, quando un fuoco di sbarramento dei cannoni a energia del nemico riuscì a penetrare il campo di forza dell’unità terrestre. I missili nucleari puntarono dritto contro il poderoso incrociatore da battaglia, ma, prontamente bloccati dai cannoni a energia, esplosero a dieci chilometri dal bersaglio. La “Salamina” rispose al fuoco nemico con i proprio pezzi e missili. Un’altra unità ribelle fu inghiottita nella vampata atomica, ma un istante dopo una salva di cannoni a energia centrò lo scafo della “Salamina” che, in quel momento, era privo di difese.
Un raggio a energia colpì la nave a prua e, attraverso lo squarcio, si insinuò nell’interno, mentre grosse nuvole biancastre di aria si allargavano nello spazio, simili a vapore che sfugge da una conduttura rotta. Sprazzi accecanti di energia avvolsero lo scafo della nave e raggiunsero la plancia. I ponti sparirono in una nuvola di vapore, gli strumenti, uno dopo l’altro, cessarono di esistere. Il comandante e gli altri ufficiali in plancia persero tutti la vita.
La “Salamina”, al comando dei secondi ufficiali, continuò la lotta combattendo furiosamente, come un animale ferito. Appena lo schermo di protezione si ricostituì, essa si lanciò in mezzo alla flotta nemica, scatenando attorno a sé un inferno di missili e di salve di energia, mirando a coloro che erano venuti a minacciare la Terra. Le altre navi della Confederazione la seguirono.
Un missile nemico esplose nell’attimo preciso in cui gli schermi di protezione della “Salamina” erano abbassati per consentire ai pezzi di bordo di fare fuoco. L’esplosione nucleare si verificò a una certa distanza dalla “Salamina”, ma abbastanza vicino per aprire un altro squarcio nello scafo, che determinò nuove perdite di aria e seminò la morte tra il resto dell’equipaggio. I pochi ufficiali superstiti del ponte ausiliario morirono al loro posto, avvolti dal fuoco atomico, tenendo testa, fino all’ultimo, alla furia del nemico.
Per un istante, la “Salamina” fu una cosa morta, un relitto vuoto e fluttuante nello spazio, destinato a cadere in mano al nemico. Ma non rimase a lungo in quello stato. I progettisti della “Salamina” avevano fatto le cose a dovere, e la nave era dura a morire.
Nella parte più protetta dello scafo, il computer principale della nave era ancora in attività. Il calcolatore continuava a chiamare, imperturbabile, le varie stazioni di comando, senza più ottenere risposta. Per qualche secondo il cervello elettronico indugiò a leggere gli ordini, poi scattò sull’autoprogrammazione. Ora la “Salamina” era viva, forse più viva che mai, ed era come un animale ferito, un animale meccanico, ma fornito di intelligenza. Con rinnovato ardore, la “Salamina” si lanciò nella mischia.
11
Ritornando verso Central, Robert Janas non perdeva d’occhio il bagliore metallico che aveva visto dietro di sé nella luce del mattino. Non sapeva se era lo stesso apparecchio che, quel pomeriggio, lo aveva seguito a San Francisco, né, del resto, gli importava molto saperlo. In ogni caso l’obiettivo non poteva essere che uno: tenere d’occhio ogni sua mossa. Janas non sapeva neppure con certezza a che fazione appartenesse l’individuo che lo pedinava, ma anche questo non aveva molta importanza. Due persone soltanto potevano essere interessate a ciò che faceva: Altho Franken della CNS e il presidente della Confederazione Jonal Herrera. Poco importava sapere chi dei due gli avesse messo alle calcagna quell’uomo, o quegli uomini, perché, per Janas, Franken era sullo stesso piano di Herrera, ora che i due erano dalla stessa parte.
Planando lungo i fianchi dei monti, Janas scese col grav-car sulla piattaforma d’atterraggio in cima alla Residenza Ufficiali della CNS. Dopo aver riconsegnato il mezzo all’addetto, Janas andò nel suo appartamento, si rase la barba, fece il bagno, poi scese alla tavola calda per un rapido spuntino. Finalmente ritornò in camera, si svesti, spense la luce e si sdraiò sul letto.
Si svegliò nel tardo pomeriggio e chiamò Emmett, confermandogli che quella sera sarebbe andato da lui. Dopo di che si vesti, scese per la cena, e ordinò un overcab per andare da Emmett. Arrivò da Jarl poco prima delle otto.
Nel grande soggiorno di Emmett erano riunite più di ventiquattro persone. Janas conosceva soltanto qualcuno dei presenti. Tra questi notò Hal Danser, Juan Kai e Paul D’Lugan. Emmett stava parlando con una signora magra, dai capelli scuri, di un mezzo secolo più vecchia di Janas.
«Bob» lo chiamò Emmett. «Vieni qui. C’è qualcuno che vuole conoscerti.»
Janas si avvicinò ai due.
«La cittadina Syble Dian» disse Emmett «il nostro legale. Bob Janas.»
«Lieto di conoscervi» disse Janas, stringendo la mano alla donna.
«Dunque, siete voi il famoso Robert Janas» disse Syble Dian.
«Credo proprio di sì» rispose Janas, con un sorriso.
«Molto lieta. Riuscirete a trovare il modo per uscire da questo guaio? Ho il sospetto che il settore legale possa fare ben poco.» Lanciò un’occhiata a Paul D’Lugan, quasi volesse significare che quell’uomo era la sua antitesi, in quanto partigiano dell’illegalità.
«Non lo so» disse Janas. «Lo spero.»
Alle otto e un quarto, Emmett, su suggerimento di Janas, richiamò l’attenzione dei presenti.
«Prima di tutto» cominciò Emmett «voglio essere sicuro che nessuno di noi abbia su di sé degli apparecchi spia. C’è chi si diverte un mondo a appiccicare addosso a noi e ai nostri amici delle riceventi in miniatura.»
Tacque un secondo, per aspettare che le sue parole facessero effetto.
«Perciò» prosegui «vi prego di uscire a due a due, di svestirvi e di controllare con estrema attenzione i vostri indumenti e quelli del vostro collega. Tirate fuori tutti gli oggetti piccoli e di forma regolare, che si trovano dove non dovrebbero essere. Se non sapete che cosa sono, distruggeteli senz’altro. Potete andare a svestirvi in camera da letto. Miriam vi farà strada.»
Dopo un breve mormorio stupito, i presenti accettarono l’invito di Emmett. I controlli cominciarono e durarono una buona mezz’ora.
«Grazie» disse Emmett quando tutti furono ritornati nel salone. «Adesso mi sento meglio.»
Janas notò che Emmett non aveva accennato alla mezza dozzina di noiser sistemati in vari punti della stanza. Effettivamente, se tra loro c’era una spia, era meglio che non fosse al corrente della presenza degli apparecchi anti-ascolto.
«Siamo arrivati, ormai, a un punto critico» continuò Emmett. «Sappiamo tutti ciò che ha fatto Altho Franken e a quale rischio ha esposto la Compagnia di Navigazione Solare. Abbiamo con noi stasera un uomo che conosce meglio di ogni altro quei pericoli.»
Fece una pausa, si voltò verso Janas, poi tornò a rivolgersi agli altri presenti.
«Bob Janas è stato il primo a rendersi conto di ciò che sarebbe capitato se la Lega fosse diventata più forte. Ha passato buona parte della sua vita sui mondi stellari e ha capito presto che non era possibile tacitare i ribelli limitandosi semplicemente a ritirare le forze della Confederazione. I ribelli ormai sono decisi a venire sul nostro pianeta, per obbligare la Confederazione a riconoscere i loro diritti. Bob si è reso conto che, prima o poi, la CNS sarebbe stata implicata nel conflitto e, da allora, ha fatto tutto il possibile perché la neutralità della Compagnia fosse salvaguardata. Non voglio addentrarmi in particolari, voglio dirvi solo questo: Bob ha speso un patrimonio e ha messo a repentaglio la propria vita per procurarsi questi rapporti che potrebbero salvare la CNS dalla distruzione. Noi dobbiamo adoperarci, con tutti i mezzi a nostra disposizione, perché questi rapporti siano resi operanti, se non vogliamo che Altho Franken, o quel pazzo assetato di potere che è Jonal Herrera, provochino la distruzione completa dell’intera Spirale.»