Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it]
- Автор: Мередит Ричард К.
- Год: 1970
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Bianca Russo
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it]». Краткое содержание книги:
In quegli anni, la Compagnia di Navigazione Solare si era costantemente tenuta al di fuori di ogni contesa politica. Entrambe le fazioni la criticavano, perché la CNS commerciava indifferentemente con gli uni e con gli altri, ma entrambe le parti la trattavano con riguardo perché era troppo potente per sfidarla. La Compagnia, sorta all’epoca delle città-stato terrestri, conservava qualcosa dell’ethos di una nazione, e coloro che ne facevano parte avevano finito per considerarsi esclusivamente cittadini della CNS. E la CNS, fiera delle sue antiche origini, fiera della sua indipendenza, tutta tesa a realizzare le sue mete private, si riteneva al di fuori, per non dire al di sopra, della competizione politica. Come la Svizzera dei tempi antichi, la CNS proseguiva per la sua strada, ignorando le opinioni mutevoli del resto dell’umanità.
Nel 919 dell’Era della Confederazione, la Lega, fiduciosa nelle sue forze nuove, era scesa nuovamente in campo e, con le flotte ancora vergini aveva mosso contro la Terra, uscendo dalla Cintura per puntare sulla capitale della Confederazione. Le flotte terrestri si erano levate per affrontarla, sicure della propria superiorità, ma stavolta la Confederazione, pur essendo riuscita a contenere le forze ribelli, non aveva riportato, come la volta precedente, una vittoria schiacciante sul nemico.
Scossi dall’esito della battaglia, e forse anche preoccupati, il presidente e i suoi consiglieri si erano resi conto che una lunga guerra attendeva l’umanità, un conflitto destinato a protrarsi nel tempo e a sconvolgere l’intera Spirale; e, naturalmente, si erano preparati ad affrontarlo.
Si potrebbero scrivere volumi sulla seconda fase della Grande Rivolta, sulla prima e sulla seconda battaglia della Nebulosa, sugli scontri della Nebula, sulla mischia di Deneb, e la difesa di Rama: in quei settantacinque anni la Confederazione si era fatta sempre più vulnerabile, mentre si rafforzava la Lega dei ribelli e il momento inevitabile dello scontro conclusivo si avvicinava.
Il presidente della Confederazione, Jonal Constantine Herrera, rendendosi conto che il tempo giocava a favore dei ribelli, aveva deciso di non arrischiare più le forze della Confederazione in scontri che non fossero decisivi. Era tempo, ormai, di sbaragliare le forze ribelli e di spezzare ogni velleità di resistenza. “Spazzateli via dall’universo” aveva ordinato Herrera ai comandanti delle sue navi. “Servitevi di qualunque mezzo a vostra disposizione, non arretrate di fronte a nulla!”
E i comandanti avevano capito perfettamente che cosa significavano quelle parole: “Massacrate, bombardate città e paesi, devastate, se necessario, tutti i pianeti, ma tornate con la vittoria in pugno!”
Uno dei generali più dotati e più quotati della Confederazione si era rifiutato di condurre una guerra basata sul genocidio e sulle atrocità di massa. Il Grande Ammiraglio Henri Kantralas aveva dato le dimissioni dalle Forze spaziali della Confederazione: arrestato all’istante, era stato processato per alto tradimento. Liberato dai simpatizzanti dei ribelli, e trasbordato nella Cintura, Kantralas era divenuto l’uomo su cui convergevano le speranze della Lega.
I ribelli, animati da un nuovo slancio e guidati da un uomo che prima avevano rispettato come nemico e ora idolatravano, si erano preparati a affrontare il peggio. E il peggio era arrivato.
I soldati della Confederazione, agli ordini di Abli Juliene, il nuovo Grande Ammiraglio della CT, si erano sparsi per la Nebulosa ed erano calati su Odino, il centro culturale più importante della Galassia, dove avevano imposto la legge marziale e scatenato rappresaglie contro gli abitanti. Per le strade di Odino, donne e ragazze erano state brutalmente violentate; i giovani erano stati torturati a morte, per strappare loro delle informazioni che spesso quei poveretti non conoscevano neppure; i bambini erano stati massacrati sotto gli occhi dei genitori, i padri e le madri trucidati nelle loro case. Il terrore e la follia si erano abbattuti su Odino.
A decine di anni-luce dallo sventurato pianeta, Antigone, che formalmente era neutrale, inorridito per la brutalità della Confederazione, si era dichiarato a favore della Lega. Anche stavolta le navi federali erano arrivate sul posto; spazzate via le poche difese improvvisate dei ribelli, avevano avvolto Antigone nel fuoco nucleare, lasciando, a dimostrazione della collera di Herrera, solo che uno scheletro annerito e carbonizzato.
I ribelli avevano risposto con pari atrocità, perché ormai la lunga guerra aveva degradato entrambe le parti a qualcosa di meno umano. Il generale ribelle Carman Dubourg, dopo aver attaccato e sbaragliato su Cassandra le forze della Confederazione, aveva ricambiato eccidio con eccidio, violenza con violenza, scovando mezzi nuovi e più ingegnosi per torturare e uccidere i nemici della Lega. Il “macellaio” Dubourg si era guadagnato un posto nella storia, dove il suo nome poteva degnamente figurare accanto a quelli di Attila e Hitler, tristemente noti per le loro nefande atrocità e barbarie.
La Grande Rivolta, ormai, era entrata nella terza fase, quella decisiva e più sanguinosa. Il primo periodo della terza fase era stato caratterizzato da tre grandi battaglie, di cui la più importante era stata la Terza Battaglia della Nebulosa Centrale.
Le flotte della Confederazione e della Lega si erano affrontate tra le stelle. Non fu mai possibile stabilire chi avesse vinto, perché, alla fine dello scontro immane, le flotte superstiti erano rientrare alle rispettive basi, le navi della Confederazione nel sistema solare e i ribelli nella Cintura, per medicarsi le ferite e prepararsi al prossimo urto, che sarebbe stato il più violento di tutti e quello decisivo.
Nell’ottobre 979 CT, il conflitto era a questo punto, quando la millenaria neutralità della Compagnia di Navigazione Solare fini, e le grandi flotte mossero l’una contro l’altra, nell’Anti-spazio, a una distanza di sette anni-luce e mezzo dalla Terra.
9
Janas accettò l’offerta di Franken. Se c’era un posto sulla Terra in cui si sentiva a suo agio, era proprio la Residenza Ufficiali della sede centrale CNS.
Dopo l’inutile colloquio con Franken, Janas riportò l’overcar di Emmett in rimessa, ritirò il bagaglio e chiamò un taxi per ritornare a Central.
Appena sistemato nel nuovo appartamento, chiamò Jarl Emmett per informarlo della sistemazione.
«Avrei preferito che non avessi accettato» disse Emmett.
«Non volevo disturbarvi oltre» rispose Janas.
«Non era il caso di preoccuparti» insistette Emmett. «Miriam era contenta di averti con noi.»
«Ho bisogno di rimanere un po’ solo» disse Janas. «E Miriam ha già abbastanza da fare, senza che debba pensare anche a me.»
«Fa come vuoi, allora» disse Emmett, con un sorriso. Ma subito si rabbuiò: «Gli hai parlato?»
«Sì» disse Janas. «Avevate ragione voi. Non vuole sentire ragione.»
«Hai qualche altra soluzione?»
«Per il momento, no.»
Emmett rimase in silenzio per qualche secondo.
«Senti» disse alla fine «cercherò di riunire tutti quelli che posso. Troviamoci da me, domani sera, verso le otto.»
Janas accettò e posò il ricevitore.
Si fermò per un po’ davanti alla finestra, incerto sul da farsi. Al di là del sottile foglio di paraglas, si allargava una parte di Central CNS, in una serie fantastica di edifici in tutti gli stili architettonici fioriti negli ultimi milleduecento anni e che, da soli, costituivano la storia della CNS. A sud incombeva il Monte Union, che si levava a duemila metri di altezza nel limpido cielo meridionale. Anche adesso, a millequattrocento anni di distanza, la sua cima appariva liscia e tonda come se fosse di vetro. Il Monte Union superava di parecchio i duemila metri prima dell’esplosione della bomba atomica che, destinata a Phoenix, aveva invece centrato la cima del monte, carbonizzando l’intera vallata sottostante.