Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
- Автор: Вазари Джорджо
- Язык: итальянский
- Жанр: Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги
Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:
Fece Gentile dopo il suo ritorno poche opere; finalmente, essendo già vicino all'età d'ottant'anni, dopo aver fatte queste e molte altre opere, passò all'altra vita, e da Giovanni suo fratello gli fu dato onorato sepolcro in S. Giovanni e Paulo, l'anno MDI. Rimaso Giovanni vedovo di Gentile, il quale aveva sempre amato tenerissimamente, andò, ancor che fusse vecchio, lavorando qualche cosa, e passandosi tempo. E perché si era dato a far ritratti di naturale, introdusse usanza in quella città, che chi era in qualche grado si faceva o da lui o da altri ritrarre, onde in tutte le case di Vinezia sono molti ritratti et in molte de' gentiluomini si veggiono gl'avi e' padri loro insino in quarta generazione, et in alcune più nobili molte più oltre; usanza certo che è stata sempre lodevolissima eziandio appresso gl'antichi. E chi non sente infinito piacere e contento, oltre l'orrevolezza et ornamento che fanno, in vedere l'imagini de' suoi maggiori? E massimamente se per i governi delle republiche, per opere egregi fatte in guerra et in pace, se per lettere o per altra notabile e segnalata virtù, sono stati chiari et illustri? Et a che altro fine, come si è detto in altro luogo, ponevano gl'antichi le imagini degl'uomini grandi ne' luoghi publici, con onorate inscrizzioni, che per accendere gl'animi di coloro che venivano alla virtù et alla gloria? Giovanni dunque ritrasse a Messer Pietro Bembo prima che andasse a star con papa Leone Decimo, una sua inamorata, così vivamente che meritò esser da lui, sì come fu Simon Sanese dal primo Petrarca fiorentino, da questo secondo viniziano, celebrato nelle sue rime, come in quel sonetto:
O imagine mia celeste e pura,
dove nel principio del secondo quadernario dice:
Credo che 'l mio Bellin con la figura,
e quello che seguita; e che maggior premio possono gl'artefici nostri disiderare delle lor fatiche, che essere dalle penne de' poeti illustri celebrati? Sì com'è anco stato l'eccellentissimo Tiziano dal dottissimo Messer Giovanni della Casa, in quel sonetto che comincia:
Ben veggio, Tiziano, in forme nuove,
et in quell'altro
Son queste, Amor, le vaghe treccie bionde.
Non fu il medesimo Bellino dal famosissimo Ariosto nel principio del XXXIII canto d'Orlando Furioso, fra i migliori pittori della sua età annoverato?
Ma per tornare all'opere di Giovanni, cioè alle principali, perché troppo sarei lungo s'io volessi far menzione de' quadri e de' ritratti che sono per le case de' gentiluomini di Vinezia et in altri luoghi di quello stato, dico che fece in Arimino al signor Sigismondo Malatesti, in un quadro grande, una Pietà con due puttini che la reggono, la quale è oggi in S. Francesco di quella città; fece anco fra gl'altri il ritratto di Bartolomeo da Liviano capitano de' viniziani.
Ebbe Giovanni molti discepoli, perché a tutti con amorevolezza insegnava, fra i quali fu già, sessanta anni sono, Iacopo da Montagna, che imitò molto la sua maniera, per quanto mostrano l'opere sue che si veggiono in Padova et in Vinezia. Ma più di tutti l'imitò e gli fece onore Rondinello da Ravenna, del quale si servì molto Giovanni in tutte le sue opere. Costui fece in S. Domenico di Ravenna una tavola, e nel Duomo un'altra che è tenuta molto bella di quella maniera. Ma quella che passò tutte l'altre opere sue, fu quella che fece nella chiesa di S. Giovanni Battista nella medesima città, dove stanno frati carmelitani, nella quale oltre la Nostra Donna, fece nella figura d'un S. Alberto, loro frate, una testa bellissima e tutta la figura lodata molto. Stette con esso lui ancora, se ben non fece molto frutto, Benedetto Coda da Ferrara, che abitò in Arimini dove fece molte pitture; lasciando dopo sé Bartolomeo suo figliuolo che fece il medesimo. Dicesi che anco Giorgione da Castel Franco attese all'arte con Giovanni ne' suoi primi principii; e così molti altri e del Trevisano e Lombardi, de' quali non accade far memoria.