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L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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Tutti sembravano sollevati, o forse era soltanto il rilassamento del pomeriggio natalizio e la reazione al fatto di essere in piedi dalla mattina del giorno precedente. Nessuno accennò a sparecchiare i tavoli, che erano ancora coperti da vassoi sporchi e dai piatti di portata pieni a metà, ed Eliwys si lasciò cadere sull'alto seggio con le braccia penzoloni lungo i fianchi, contemplando il tavolo davanti a sé senza interesse. Dopo qualche momento chiamò Maisry, e quando la serva non rispose non fece un altro tentativo; invece appoggiò la testa contro lo schienale intagliato del seggio e chiuse gli occhi.

Rosemund salì in solaio per sdraiarsi un poco e Agnes sedette accanto a Kivrin, posandole la testa in grembo e giocherellando distrattamente con la sua campanella.

Soltanto Lady Imeyne rifiutò di cedere al languore pomeridiano.

— Voglio che il mio nuovo cappellano preghi con me — dichiarò, e salì la scala per bussare alla porta.

Eliwys protestò pigramente, con gli occhi ancora chiusi, avvertendola che l'inviato del vescovo aveva raccomandato di non disturbare il segretario, ma Imeyne bussò lo stesso parecchie volte e con forza, senza però ottenere risultati. Dopo aver atteso qualche momento bussò ancora e infine scese di nuovo i gradini, inginocchiandosi in fondo ad essi per leggere il suo Libro delle Ore e per tenere d'occhio la porta in modo da poter bloccare il segretario non appena ne fosse emerso.

Agnes continuò a tamburellare con un dito contro la sua campanella, sbadigliando vistosamente.

— Perché non sali in solaio e ti sdrai con tua sorella? — suggerì Kivrin.

— Non sono stanca — dichiarò la bambina, sollevandosi a sedere. — Dimmi cosa è successo alla fanciulla a cui il padre aveva ordinato di non andare nella foresta.

— Lo farò soltanto se ti sdrai — ribatté Kivrin, poi cominciò la storia e la bambina si addormentò dopo le prime due frasi.

Nel tardo pomeriggio Kivrin si ricordò del cucciolo di Agnes. Tutti stavano dormendo, perfino Lady Imeyne che aveva rinunciato ad aspettare il segretario e si era andata a sdraiare in solaio. In un momento imprecisato Maisry era strisciata sotto uno dei tavoli ed ora stava russando sonoramente.

Kivrin sfilò con cautela le ginocchia da sotto la testa di Agnes e uscì per seppellire il cucciolo. Nel cortile non c'era nessuno e la piazza su cui fumavano i resti del grande falò era deserta… evidentemente anche la gente del villaggio si stava concedendo un sonnellino natalizio.

Prelevato il cadavere di Blackie, Kivrin andò nella stalla per prendere una pala di legno. L'unico cavallo rimasto negli stalli era il pony di Agnes, e lei lo fissò con espressione accigliata, chiedendosi in che modo ci si aspettava che il segretario potesse seguire gli altri fino a Courcy. Forse dopo tutto l'inviato non aveva mentito e il segretario era destinato ad essere il nuovo cappellano, che gli piacesse o meno.

Munitasi di pala, portò il corpo già rigido di Blackie oltre la chiesa, aggirando il lato settentrionale dell'edificio prima di posare a terra il cucciolo e di cominciare a picchiare contro la crosta di neve.

La terra era letteralmente dura come la pietra e la pala di legno non riuscì a scalfirla neppure quando lei esercitò pressione su di essa con entrambi i piedi, per cui dopo un po' si decise a risalire la collina fino all'inizio del bosco per poi scavare nella neve alla base di un frassino e seppellire il cucciolo nello strato di terriccio molle e di foglie marce.

— Requiescat in pace — disse, in modo da poter riferire ad Agnes che l'animale aveva avuto una sepoltura cristiana, e ridiscese la collina desiderando che Gawyn scegliesse proprio quel momento per rientrare perché così avrebbe potuto chiedergli di accompagnarla al sito quando tutti stavano ancora dormendo.

Attraversò lentamente la piazza, con l'orecchio teso per sentire l'eventuale rumore prodotto da un cavallo, poi pensò che probabilmente Gawyn sarebbe giunto dalla strada principale e dopo aver appoggiato la pala contro la staccionata del recinto dei maiali raggiunse e oltrepassò le porte del maniero, ma ancora non udì nulla.

La luce pomeridiana stava cominciando a sbiadire e se Gawyn non fosse tornato presto sarebbe diventato troppo buio per andare al sito, senza contare che entro mezz'ora Padre Roche avrebbe suonato i vespri e avrebbe svegliato tutti. Del resto una volta rientrato Gawyn avrebbe dovuto accudire il proprio cavallo indipendentemente dall'ora e lei sarebbe potuta sgusciare nella stalla per chiedergli di portarla al sito l'indomani mattina.

Oppure avrebbe potuto semplicemente spiegarle dove esso si trovava e disegnarle una mappa perché potesse trovarlo senza il suo aiuto. In questo modo non sarebbe dovuta andare nei boschi sola con lui e se anche Lady Imeyne avesse deciso di affidare a Gawyn qualche altro incarico proprio il giorno del recupero lei avrebbe potuto prendere uno dei cavalli e raggiungere comunque il sito.

Rimase vicino alle porte fino a quando cominciò a sentire freddo, poi seguì il muro fino al recinto dei maiali e al cortile. Esso era ancora deserto, ma Rosemund era nell'anticamera del maniero con il mantello addosso.

— Dove sei stata? — le chiese. — Ti ho cercata dappertutto. Il segretario…

Il cuore di Kivrin ebbe un sussulto.

— Cosa succede? Sta partendo? — chiese, pensando che l'uomo si fosse ripreso dall'ubriacatura e stesse per andarsene a sua volta… e che Lady Imeyne fosse riuscita a persuaderlo ad accompagnarla a Godstow.

— No — replicò Rosemund, entrando nella sala, che era vuota, segno che Eliwys e Imeyne dovevano essere nella stanza di sopra con il segretario. La ragazza sfilò la spilla di Sir Bloet e si tolse il mantello, aggiungendo: — È malato, e Padre Roche mi ha incaricata di cercarti.

E si avviò su per le scale.

— Malato? — ripeté Kivrin.

— Sì. La nonna ha mandato Maisry di sopra perché gli portasse qualcosa da mangiare.

In modo da poterlo poi mettere al lavoro, pensò Kivrin, seguendo Rosemund su per i gradini.

— E Maisry lo ha trovato malato? — domandò.

— Sì. Ha la febbre.

Quello che ha sono postumi di sbornia, si disse Kivrin, accigliandosi… ma d'altro canto Padre Roche sarebbe stato capace di riconoscere gli effetti del vino anche se Lady Imeyne non avesse saputo o voluto farlo.

Poi fu assalita da un pensiero orribile: quell'uomo aveva dormito nel suo letto, e aveva contratto il suo virus.

— Che sintomi ha? — chiese.

Invece di rispondere, Rosemund aprì la porta.

Nella stanzetta c'era a stento spazio per tutti loro. Padre Roche era vicino al letto ed Eliwys era un po' più indietro rispetto a lui, con una mano sulla testa di Agnes, mentre Maisry era raggomitolata vicino alla finestra con aria spaventata e Lady Imeyne era inginocchiata ai piedi del letto vicino al suo cofanetto dei medicinali, intenta a preparare uno dei suoi puzzolenti impiastri. Nella stanza aleggiava però un altro odore, nauseante e tanto intenso da sovrastare perfino la puzza di senape e di porro dell'impiastro.

Tutti avevano l'aria spaventata, tranne Agnes che appariva interessata come quando aveva scoperto che Blackie era morto, quindi la prima supposizione di Kivrin fu che il segretario fosse morto.

Ha contratto il mìo virus, pensò, ed è morto.

Si rese però subito conto che era un'idea ridicola. Lei si trovava lì dalla metà di dicembre, il che significava un periodo di incubazione di due settimane, e nessun altro aveva contratto il suo male, neppure Padre Roche ed Eliwys che erano rimasti costantemente con lei quando era malata.

Spostò lo sguardo sul segretario, che giaceva scoperto sul letto, con indosso una camicia ma niente calzoni. Il resto dei suoi abiti era drappeggiato ai piedi del letto, con il mantello purpureo che strisciava sul pavimento. La camicia era di seta gialla e i suoi lacci si erano sciolti in maniera tale che adesso era aperta fino a metà del petto, ma Kivrin non notò neppure la pelle glabra dell'uomo o le strisce di pelo di ermellino che bordavano le maniche della sua camicia perché ciò che più la colpì fu il fatto che il segretario stava veramente male… lei non era mai stata così male, neppure quando era prossima a morire.

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