L’ombra della maledizione [The Curse of Chalion - it]
- Автор: Буджолд Лоис Макмастер
- Серия: Chalion (it) #1
- Год: 2003
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-1291-3
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L’ombra della maledizione [The Curse of Chalion - it]». Краткое содержание книги:
«Per quel che ne sappiamo, sì.»
Si sentiva troppo stanco per elaborare un piano adeguato. «Per stanotte non possiamo fare altro», decise Cazaril. «Domani, Ferda, Foix e io entreremo a Valenda, a piedi e travestiti, per valutare la situazione… Vi garantisco che non mi è difficile passare per un vagabondo. Se poi non riusciremo a trovare il modo di tirare fuori Iselle da quella trappola, ripiegheremo su Taryoon e studieremo un nuovo piano col Provincar della Baocia.»
«Ma voi siete in grado di camminare, mio signore?» domandò Foix, incerto.
Cazaril, in effètti, non era neppure certo di riuscire ad alzarsi, e si limitò a scoccare un’occhiata afflitta a Foix, che era stanco ma forte, roseo di carnagione e non grigiastro per lo sfinimento di una giornata trascorsa in sella. Beata gioventù… «Domattina ci riuscirò», garantì, accarezzandosi il volto. «Gli uomini di dy Jironal sono consapevoli di non essere protettori ma carcerieri? Che le loro azioni potrebbero costituire un atto di tradimento nei confronti della futura Erede?»
«Attualmente, entrambe le fazioni si stanno scambiando accuse del genere. Corre voce che la Royesse Iselle abbia mandato qualcuno a Fora per negoziare il matrimonio col nuovo Erede di quella nazione», rispose il Devoto-comandante, rivolgendo un cenno di scusa al Royse Bergon.
La segretezza della loro missione si era quindi dissolta. Cazaril si trovò, quasi suo malgrado, a immaginare i possibili schieramenti a Chalion: sarebbe stato un bene se Iselle e Orico si fossero uniti contro dy Jironal… ma se Iselle si fosse opposta a Orico e a dy Jironal, allora lei avrebbe corso un grave pericolo.
«Queste notizie hanno generato le reazioni più diverse», proseguì il comandante. «Le dame guardano a Bergon con approvazione e tingono la cosa di un alone romantico, perché si dice che lui sia molto coraggioso e avvenente. Le menti più posate invece temono che Iselle venda Chalion alla Volpe, perché è… giovane e inesperta.»
Cioè stupida e irresponsabile, tradusse mentalmente Cazaril, con un sorriso amaro. Le nienti più posate hanno davvero ancora molto da imparare… «No», borbottò. «Non abbiamo fatto nulla di tutto ciò.» D’un tratto, si rese conto che stava parlando alle proprie ginocchia, perché, chissà come, teneva la fronte appoggiata al tavolo.
«Caz?» gli mormorò all’orecchio la voce di Bergon. «Sei sveglio?»
«Hmm.»
«Non sarebbe meglio che andaste a letto, mio signore?» suggerì il Devoto-comandante, dopo un’altra pausa.
«Hmm.»
Cazaril si lasciò sfuggire un lieve gemito quando mani forti gli s’insinuarono sotto le braccia e lo sollevarono. Ferda e Foix lo trascinarono da qualche parte… comportandosi in modo piuttosto crudele con lui perché il tavolo gli era sembrato un sostegno abbastanza comodo. Non si accorse neppure di quando lo distesero sul letto.
Qualcuno lo stava scuotendo per una spalla e una voce orribilmente allegra e stentorea gli risuonava all’orecchio.
«Alzati e cavalca, Capitan Sole!» tuonò l’intruso.
Con uno spasmo incontrollato, Cazaril si aggrappò alle coltri per sollevarsi a sedere, poi ci ripensò, limitandosi ad aprire gli occhi impastati e sbattendo le palpebre nella luce della candela. Infine riconobbe la voce che lo aveva svegliato. «Palli! Sei vivo!» riuscì a sussurrare, anche se quella frase era intesa come un grido di gioia. «Che ore sono?» domandò poi, lottando di nuovo per raddrizzarsi e riuscendo a puntellarsi su un gomito. A quanto pareva, si trovava nella camera di qualche Devoto-ufficiale, che era stato costretto a sloggiare per fargli posto.
«Manca circa un’ora all’alba. Abbiamo cavalcato tutta la notte, perché Iselle mi ha incaricato di rintracciarti», spiegò Palli, sollevando la coppia di candele, la cui luce rivelò così anche Bergon e Foix, fermi alle sue spalle con un’espressione ansiosa sul viso. «Per i demoni del Bastardo, Caz!» esclamò. «Sembri un cadavere resuscitato!»
«Sì, me lo hanno fatto notare…» annaspò Cazaril, riadagiandosi all’indietro. Palli era lì, era arrivato, e tutto andava bene. Avrebbe potuto affidare a lui Bergon e ogni altro suo fardello e restarsene lì, sdraiato, per morire in pace, portando Dondo con sé. «Accompagna il Royse Bergon e la sua scorta da Iselle», sussurrò. «Lasciami…»
«Come? Dovrei lasciarti dove le pattuglie di dy Jironal ti possono trovare? Mai. Ciò metterebbe a rischio la mia vita futura da cortigiano! Iselle ti vuole sano e salvo al suo fianco, a Taryoon.»
«A Taryoon? Non a Valenda?» domandò Cazaril, interdetto. «Al sicuro?» E riuscì a sollevarsi, prima di svenire.
Quando la nebbia nera che lo aveva avvolto infine si dissipò, la prima cosa che vide fu Bergon che, con occhi sgranati per la preoccupazione, sosteneva la sua forma accasciata sul bordo del letto.
«Resta seduto per un momento, tenendo bassa la testa», gli consigliò Palli.
Obbediente, Cazaril si ripiegò in avanti sul ventre dolorante. Se era venuto a trovarlo, la notte precedente, Dondo non lo aveva trovato in casa, ma, a giudicare dai dolori, doveva comunque avergli assestato qualche calcio nel sonno.
«La notte scorsa, quando siamo arrivati, non ha mangiato nulla, perché è crollato subito e abbiamo dovuto metterlo a letto», spiegò Bergon, a bassa voce.
«Ho capito», annuì Palli, facendo un cenno a Foix, che assentì e sgusciò fuori della stanza.
«A Taryoon?» borbottò Cazaril, con la testa vicina alle ginocchia.
«Sì. È riuscita a prendersi gioco di tutti i duemila soldati di dy Jironal. Per prima cosa, suo zio dy Baocia è tornato a casa coi suoi uomini, e quegli stolti lo hanno lasciato andare, convinti che si sarebbe trattato di un pericolo in meno. Poi Iselle è uscita a cavallo per cinque giorni di fila, sempre scortata da un contingente delle truppe di dy Jironal, e li ha fatti correre a perdifiato, convincendo tutti che sarebbe fuggita durante una di quelle cavalcate. Di conseguenza, un giorno, quando lei e Lady Betriz sono uscite a passeggio a piedi, insieme con l’anziana Lady dy Hueltar, le guardie le hanno lasciate passare. Io ero in attesa con due cavalli sellati e due donne. Queste ultime hanno indossato i mantelli delle dame e sono tornate indietro con Lady dy Hueltar; effettuato lo scambio, abbiamo disceso quel burrone alla velocità del lampo… Nel frattempo, la vecchia Provincara si è assunta il compito di nascondere il più a lungo possibile la fuga di Iselle, facendo credere che fosse ammalata e che si trovasse nelle camere della madre. Ormai l’inganno sarà stato scoperto, ma sono pronto a scommettere che Iselle è arrivata sana e salva a Taryoon, da suo zio, prima che a Valenda si accorgessero della sua scomparsa. Per i cinque Dei, quelle ragazze sanno davvero cavalcare! Abbiamo percorso più di cinquanta miglia tra il crepuscolo e l’alba sotto una luna piena a metà, passando per le campagne, e con un solo cambio di cavalli.»
«Ragazze, hai detto?» chiese Cazaril. «Allora anche Lady Betriz è al sicuro?»
«Oh, sì. Tutte e due erano più allegre di due canarini, quando le lo lasciate. Mi hanno fatto sentire un vecchio.»
Scoccando un’occhiata in tralice all’amico, che era di cinque anni più giovane di lui, Cazaril scelse d’ignorare quel commento. «E Ser dy Ferrej? La Provincara? Lady Ista?» volle sapere.
«Si trovano ancora a Valenda, prigionieri», rispose Palli, tornando serio in volto. «Sono stati tutti concordi nell’insistere perché le ragazze tentassero la fuga da sole.»
«Ah.»
Foix rientrò nella stanza, reggendo un vassoio su cui era posata una ciotola di porridge di fagioli, caldo e aromatico. Bergon provvide ad assestare i cuscini e ad aiutare Cazaril a sedersi per mangiare, ma, pur avendo l’impressione di essere affamato, dopo qualche boccone fu costretto a spingere via la ciotola. Dal momento che Palli era impaziente di mettersi in viaggio col favore del buio, si sforzò di assecondarlo e permise a Foix di dargli una mano per vestirsi, anche se paventava l’idea di salire di nuovo a cavallo.