Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне

Электронная книга - «Scusa ma ti voglio sposare». Краткое содержание книги:

Scusa ma ti voglio sposare
1 ... 96 97 98 99 100 101 102 103 104 ... 133
Перейти на страницу:

Corso Trieste, via Nomentana e ancora avanti, viale XXI Aprile e poi XXIV Maggio fino ai Fori Imperiali e poi dritto per il Campidoglio e il teatro Marcello e ancora più avanti fino ad arrivare a via Locri.

"Shhh…"

"Che c'è?"

"Piano, fai piano…" Guido apre lentamente la grande porta in ferro battuto.

Niki gli stringe un po'"il braccio. "Ma ho paura…"

Guido sorride. "Non ti succede niente, ma te lo voglio far vedere assolutamente…" Ed entrano così, qualche passo silenzioso nell'erba alta, tra piante lussureggianti e grossi fusti e poi quelle fredde lastre.

"Ma Guido… Siamo in un cimitero…"

"Sì, acattolico." La prende per mano e procedono così, silenziosi nel buio della notte tra antiche croci e foto sbiadite e scritte in inglese e brevi epitaffi. "Eccola…" Si fermano stupiti e Guido è emozionato nel mostrargliela. "Quando stavo al liceo, e magari avevo litigato con mio padre per l'ennesima volta, prendevo il motorino e mi fermavo qui con il mio libro e una birra magari… al sole… sulla tomba di Keats."

Niki guarda meglio quella lapide.

"Vedi, cosa ha voluto scritto? "Qui giace uno il cui nome fu scritto sull'acqua." Pensa…" Le sorride Guido. "Era amareggiato nei confronti dei suoi nemici… E guarda qui però come qualcuno ha risposto…" E si sposta poco più in là, davanti a una lastra marmorea, e legge. ""Keats! Se il tuo caro nome fu scritto sull'acqua, ogni goccia è caduta dal volto di chi ti piange…" Bella, vero? Qualcuno ha voluto farlo sentire amato. Forse uno sconosciuto… Chissà. La cosa più strana è che a volte uno non si rende conto di

quanto sia amato da chi gli sta intorno e magari l'artefice di questa scritta non gli aveva detto mai niente, magari si erano conosciuti per caso o incontrati di sfuggita o non si salutavano neanche…" E continuano così a camminare tra cipressi centenari, su quel fresco prato verde mentre alle loro spalle la piramide Cestia in stile egizio svetta bianca dietro le mura romane. E gatti si muovono veloci nella penombra tra lapidi piene di scritte in tutte le lingue del mondo. Niki e Guido oltrepassano Shelley, il poeta inglese che affondò con il suo vascello al largo della costa Tirrenica, e il cui corpo arrivò spinto dalle onde sulla spiaggia vicino a Viareggio. E poi ancora lo scrittore Carlo Emilio Gadda e William Story, sepolto sotto la sua scultura, l'Angelo del Dolore, che finì poco prima di morire.

"Questo posto è magico… protestanti, ebrei e ortodossi, suicidi e attori non potevano essere sepolti in terra consacrata e allora venivano seppelliti fuori dalle mura. E succedeva di notte. Si dice che il primo a essere sepolto qui fu uno studente di Oxford nel 1738. Un sacco di non cattolici morivano in città. Ho letto che è stato anche aggiunto alla World Monument Fund Watch List, che comprende i cento siti più a rischio. Oggi è gestito da una commissione volontaria di ambasciatori stranieri a Roma. Ma mancano i soldi. E rischia di chiudere… Assurdo, no? Guarda che bella questa statua…"

"Sì, è vero."

"Pensa, Niki, che una band metal finlandese, i Nightwish, l'ha messa sulla copertina di un loro disco…"

"Ma dai, che strano, chissà come gli è venuta un'idea del genere. Più che altro chissà come mai tu sai tutto questo…"

Guido sorride. "A volte le cose più diverse riescono a rapirci, ad attirare la nostra curiosità, e il bello secondo me è quando questo avviene senza un secondo fine…"

Niki rimane molto colpita da questa frase, dalla serenità con la quale Guido l'ha detta, senza enfasi, senza importanza eccessiva, con naturalezza, senza un secondo fine appunto. E lo guarda per la prima volta con occhi diversi, cammina davanti a lei ma riesce a vederne il sorriso ricamato dalla luna sul suo profilo, i ricci un po'"ribelli e le labbra carnose già sul punto di dire qualcos'altro. "Qui c'è anche quel famoso attore, Renato Salvatori, quello di Poveri ma belli., troppo carino quel film. E troppo bravo lui. C'è una scena dove fanno addirittura il bagno nel Tevere… Pensa quant'era pulito e com'erano diversi i tempi."

"E certo, c'era solo il bianco e nero…"

Guido sorride. "Già…" E si ritrovano davanti a quella lapide. ""Uno straccetto rosso, come quello arrotolato al collo ai partigiani e, presso l'urna, sul terreno cereo, diversamente rossi, due gerani. Lì tu stai, bandito e con dura eleganza non cattolica, elencato tra estranei morti…" Le ceneri di Gramsci. È stato Pasolini a scrivere questi versi. Pensa che Gramsci è stato sepolto in questo cimitero acattolico perché allora la sua cultura veniva ritenuta "straniera" rispetto a quella dominante… Assurdo, no?" Guido la guarda con particolare intensità. "E la cosa alla quale non saprei mai rinunciare. La mia libertà…"

E rimangono per un attimo così, nel silenzio della notte. Ora la luna si è liberata da quelle nuvole e domina la città con il suo occhio vigile, anche se chiuso quasi per metà. Si guardano sorridendo e c'è come una nuova intesa tra loro, come se avessero finalmente deciso di smettere il loro sciocco conflitto, l'abbandono delle armi, un silenzioso patto sigillato con un semplice sguardo. E improvvisamente sul fondo del cimitero, tra l'erba alta e canne mosse da un leggero vento notturno, una luce fioca. Da dietro un grande cipresso compare una donna dal passo lento con un vestito lungo e i capelli sciolti bianchi che selvaggi le scendono giù, coprendole il viso. Protegge con una mano la debole fiamma di una candela, mentre ai suoi piedi uno stuolo di gatti affamati la segue speranzoso. Guido ferma Niki che subito, spaventata, gli stringe il braccio.

"Che succede?"

"Shhh… Guarda, guarda laggiù."

"Dove?" chiede Niki a bassa voce.

"Tra quegli alberi. La vedi quella donna?"

"Sì. È una barbona?"

"No, è una donna ancora innamorata. La prima volta l'ho vista che avevo forse sedici anni, ha deciso di venire qui a vivere malgrado fosse ricca e avesse un sacco di proprietà. Tradita dal marito ha perso la ragione, è impazzita, ama l'amore più di ogni altra cosa e così è diventata colei che si occupa di Keats, l'unico che non l'ha mai delusa…"

"Non ci credo, te la stai inventando, è una leggenda…"

"Te lo giuro! "Non posso esistere senza di te. Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti: la mia vita sembra che si arresti lì, non vedo più avanti. Mi hai assorbito." E ancora: "Sposa ancora inviolata del silenzio, figlia del lento tempo e della quiete, narratrice silvana che più dolce della rima sai favole narrare…". È Keats. Non credi che una donna impazzita per amore possa aver scelto di dedicare tutta la sua vita a un poeta come lui? Cosa c'è di più bello? Lei ha rinunciato alle cose pratiche, alla moda, alle sue inutili proprietà, per ritrovare qui il sentimento, essere devota alla poesia e all'amore… Guarda…" La donna finisce di versare in alcuni piattini il cibo per i gatti, poi si avvicina alla tomba di Keats, ai suoi piedi mette un piccolo fiore ancora fresco e subito dopo una candela. Lo fa con cura e rimane lì, sognante, ricordando chissà quale verso, fedele al ricordo di quell'uomo che ha saputo amare l'amore. E lentamente i gatti la circondano, le girano intorno, si strusciano alle sue gambe, fanno le fusa, alzano la coda. E il cibo, più che l'amore, a renderli fedeli, e quella semplice donna ormai anziana li accarezza, poi prende una sedia pieghevole e si mette lì, davanti a quella candela, avvolta in uno scialle e senza nessuna fretta.

1 ... 96 97 98 99 100 101 102 103 104 ... 133
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)