L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Che la Luce protegga il nostro viaggio fino all’approdo» sussurrò la Cercavento. Era la prima volta che parlava, ed Elayne la fissò sorpresa. Era accigliata e non guardava nessuno, ma parlò alla Maestra delle Vele. «Possiamo portarle, sorella mia. Dobbiamo.» Coine annuì.
Elayne scambiò occhiate con Nynaeve e vide le sue stesse domande riflesse negli occhi dell’altra donna. Perché era stata la Cercavento a decidere? Perché non la Maestra delle Vele? Era lei il capitano, o qualunque fosse il suo titolo. In fondo alla fine avevano ottenuto il passaggio. Per quanto? si chiese Elayne. Quanto dovrà essere grande il ‘regalo’? Desiderava che Nynaeve non avesse rivelato che avevano più di quanto era menzionato in quella lettera dei diritti. E mi ha accusata di sprecare il denaro! pensò.
La porta si aprì e un uomo dalle spalle ampie con i capelli grigi, brache lente di seta verde e fusciacca entrò, scartabellando dei fasci di carte. Aveva quattro orecchini per lato e tre pesanti catene d’oro appese al collo, inclusa una con la scatola per il profumo. Una lunga cicatrice corrugata gli scendeva sulla guancia e aveva due pugnali infilati nella fusciacca che gli conferivano un’aria in qualche modo pericolosa. Stava fissando una insolita struttura di filo metallico sull’orecchio per mantenere due lenti chiare davanti agli occhi. Il Popolo del Mare costruiva i migliori occhiali e lenti per accendere i fuochi e cose simili, da qualche parte sull’isola, ma Elayne non aveva mai visto nulla di simile a quel congegno. L’uomo osservò le carte attraverso le lenti e iniziò a parlare senza guardare in alto.
«Coine, questo sciocco è disposto a darmi cinquecento pelli di volpe delle nevi di Kandor per quei tre piccoli barili di tabacco dei Fiumi Gemelli che ho preso a Ebou Dar. Cinquecento! Può farcele avere per domani a mezzogiorno.» Sollevò gli occhi e sussultò. «Perdonami, moglie mia. Non sapevo che avessi ospiti. Che la Luce sia con voi tutte.»
«Per mezzogiorno, marito mio,» rispose Coine «starò discendendo il fiume. Per la notte sarò in mare.»
L’uomo s’irrigidì. «Sono ancora il Mastro del Cargo, moglie mia, o il mio posto è stato preso da altri mentre non vedevo?»
«Sei sempre Mastro del Cargo, marito mio, ma gli scambi adesso devono essere interrotti e dobbiamo iniziare i preparativi per partire. Veleggeremo verso Tanchico.»
«Tanchico!» Stropicciò le carte che aveva in mano, e riprese il controllo di sé. «Moglie mia... no! Maestra delle Vele, mi hai detto che il prossimo porto era Mayene, quindi a est verso Shara. Ho commerciato con questo piano in mente. Shara, Maestra delle Vele, non Tarabon. Ciò che ho nella stiva mi farà guadagnare poco a Tanchico. Forse nulla! Posso chiedere perché il mio commercio dovrebbe essere rovinato e il Danzatore delle onde impoverito?»
Coine esitò, ma quando parlò la voce era ancora formale. «Io sono la Maestra delle Vele, marito mio. Il Danzatore delle onde veleggia quando e dove decido io. Per adesso dovrebbe essere abbastanza.»
«Come dici tu, Maestra delle Vele» rispose alterato. «Così sia.» Si toccò il cuore — Elayne pensò che Coine avesse un sussulto — e uscì con la schiena rigida come uno degli alberi della nave.
«Dovrò farmi perdonare per questo» mormorò Coine, fissando la porta. «Naturalmente, è piacevole fare pace con lui. Come al solito. Mi ha salutata come un mozzo, sorella mia.»
«Ci dispiace essere la causa dei problemi, Maestra delle Vele» intervenne Elayne con cautela. «E ci dispiace aver assistito a questa discussione. Se abbiamo causato imbarazzo a chiunque, ti prego di accettare le nostre scuse.»
«Imbarazzo?» Coine sembrava stupita. «Aes Sedai, io sono la Maestra delle Vele. Dubito che la vostra presenza abbia imbarazzato Toram, e non mi scuserei con lui per quello anche se fosse vero. Il commercio è suo, ma io sono Maestra delle Vele. Devo farmi perdonare — e non sarà facile, visto che devo mantenere segreta la ragione ancora per un po’ — perché ha ragione, e non ho potuto pensare abbastanza in fretta per trovare un motivo e quindi mi sono comportata duramente. Quella cicatrice sul viso se l’è guadagnata cacciando via i Seanchan dal ponte del Danzatore delle onde. Ha cicatrici più vecchie, ottenute difendendo la mia nave, e grazie ai suoi commerci a me basta allungare la mano per ricevere oro. Sono le cose che non posso dirgli che mi spingono a volere che mi perdoni, perché merita di sapere.»
«Non capisco,» osservò Nynaeve «noi ti chiederemmo di tenere segreta l’informazione sull’Ajah Nera...» lanciò un’occhiata severa a Elayne, una che prometteva parole dure una volta da sole; anche Elayne intendeva rivolgergliene alcune, sul significato della parola tatto «... ma di certo tremila corone sono una ragione più che sufficiente per portarci a Tanchico.»
«Devo mantenere segreta la vostra identità, Aes Sedai. Ciò che siete e il motivo per cui viaggiate. Molti fra la ciurma considerano le Aes Sedai sinonimo di sfortuna. Se sapessero che non solo trasportiamo due Aes Sedai, ma verso un porto dove altre Aes Sedai potrebbero essere al servizio del Padre delle Tempeste... la grazia della Luce risplenda su noi, che nessuno sia abbastanza vicino da sentire che mi rivolgo a voi con quell’appellativo. Lo riterreste offensivo se vi chiedessi di stare il più possibile sottocoperta e di non indossare gli anelli quando salite sul ponte?»
In risposta Nynaeve si tolse l’anello con il Gran Serpente e lo lasciò cadere nel sacchetto. Elayne fece lo stesso, con un po’ più di riluttanza; le piaceva che la gente vedesse l’anello. Non fidandosi a questo punto che Nynaeve rimanesse in carica per la parte diplomatica, parlò prima che l’altra donna potesse farlo. «Maestra delle Vele, ti abbiamo offerto un dono per il passaggio, se ti aggrada. Se non è così, potrei chiedere cosa vorresti?»
Coine tornò al tavolo per guardare nuovamente la lettera dei diritti, quindi la restituì a Nynaeve. «Lo faccio per il Coramoor. Farò in modo che giungiate sane e salve a terra, se la Luce vuole. Sarà fatto.» Si portò le dita della mano destra alle labbra. «Siamo d’accordo, per la Luce.»
Jorin emise un verso soffocato. «Sorella mia, è mai successo che un Mastro del Cargo si sia ammutinato contro la volontà della sua Maestra delle Vele?»
Coine le rivolse un’occhiata uniforme. «Ci penserò io a offrire il regalo dalla mia riserva personale. E se mai Toram dovesse venirlo a sapere, sorella mia, ti manderò in sentina con Dorele. Forse come zavorra.»
Fu chiaro che le due donne del Popolo del Mare avessero abbandonato le formalità quando la Cercavento scoppiò a ridere di cuore. «Allora il prossimo porto sarebbe Chachin, sorella mia, o Caemlyn, perché non riusciresti a trovare le acque senza di me.»
La Maestra delle Vele si rivolse a Elayne e Nynaeve con rammarico. «Per trattarvi in modo decoroso, Aes Sedai, visto che servite il Coramoor, dovrei onorarvi come farei con un’altra Maestra delle Vele o Cercavento di un’altra imbarcazione. Dovremmo fare il bagno insieme e bere vino al miele, raccontandoci storie per ridere e piangere. Ma devo avviare i preparativi per salpare e...»
Il Danzatore delle onde si sollevò a onorare il proprio nome, saltando, rimbalzando contro il bacino. Elayne balzava avanti e indietro nella sua sedia, chiedendosi mentre procedevano se questo fosse davvero meglio che essere gettate sul ponte.
Quindi a un certo punto tutto finì, i salti rallentarono diventando sempre più piccoli.
Coine si alzò in piedi e corse verso la scala, con Jorin alle calcagna, gridando già gli ordini per controllare eventuali danni alla carena.
20
I venti si alzano
Elayne si affaticò per aprire il chiavistello sul bracciolo della sedia e scattò appresso a loro, quasi collidendo con Nynaeve, verso la scala. La barca ancora ondeggiava, anche se non violentemente come prima. Non sicura se stessero affondando, spinse avanti Nynaeve, spronandola a salire più velocemente.