I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Spronò il cavallo, Viaggiatore, al piccolo trotto. Il castrone baio dal grande muso non era in carne, ma resistente e coraggioso. Gli altri due lo raggiunsero subito e rimasero a bocca chiusa, vedendo di che umore era il lord.
A circa tre chilometri da Lugard si diresse verso un boschetto di querce ed ericacee. Il resto dei suoi uomini si era accampato lì, in una radura nel bosco, sotto i folti rami degli alberi. Dei piccoli fuochi da campo bruciavano, avrebbero sfruttato ogni momento per prepararsi del tè.
Alcuni sonnecchiavano. Dormire era un’altra di quelle cose che un vecchio soldato non perdeva mai occasione di fare.
Quelli desti svegliarono gli altri; tutti rivolsero lo sguardo verso di lui. Per un po’ Bryne rimase in sella a studiarli. Capelli grigi, teste calve e volti rugosi. Ancora in forma, ma anche così... Era stato uno sciocco a far correre loro il rischio di attraversare il Murandy solo per scoprire per quale motivo una donna aveva rotto un giuramento. E forse era inseguita dai Manti Bianchi. Non c’era modo di dire quanto sarebbero andati lontano o per quanto tempo prima che la faccenda si concludesse. Se tornava indietro adesso, sarebbero stati via per più di un mese prima di tornare alle Sorgenti di Kore. Se avessero proseguito, l’inseguimento poteva anche continuare fino all’oceano Aryth. Doveva riportare questi uomini, e se stesso, a casa. Avrebbe dovuto. Non aveva il diritto di chiedere loro di sottrarre quelle ragazze ai Manti Bianchi. Avrebbe potuto lasciare Mara alla loro giustizia.
«Ci dirigeremo a ovest» annunciò, e immediatamente si precipitarono tutti a spegnere i fuochi su cui bolliva il tè e a legare le pentole alle selle. «Dovremo cavalcare a ritmo serrato. Voglio prenderle in Altara, se possibile, ma se così non fosse non c’è modo di sapere dove ci condurranno. Potreste vedere Jehannah, Amador o Ebou Dar prima che riusciamo a catturarle.» Si sforzò di ridere. «Scoprirete quanto siete forti se raggiungeremo Ebou Dar. Nelle loro taverne le inservienti scuoiano gli Illianesi per cena e sputano Manti Bianchi per passatempo.»
Risero più di quanto non meritasse la battuta.
«Non ci preoccuperemo se tu sei con noi, mio signore» rispose Thad, riponendo la tazza di latta nelle bisacce da sella. «Ho sentito dire che in passato hai avuto uno scambio di opinioni con l’Amyrlin e...» Jar Silvin gli diede un calcio su una caviglia e quello si girò verso il più giovane — con i capelli grigi, ma pur sempre più giovane — con il pugno serrato. «Perché l’hai fatto, Silvia? Vuoi che ti rompa la testa o vuoi solo... cosa?» Le occhiate cariche di significato che Silvin e altri gli lanciarono finalmente lo fecero desistere. «Oh, sì.» Si concentrò a controllare le cinghie del sottopancia della sella, ma adesso non rideva più nessuno.
Bryne si sforzò di rilassare i muscoli del viso irrigiditi. Era giunto il momento di voltare le spalle al passato. Il solo fatto che una donna con la quale aveva condiviso il letto — e qualcosa di più, pensava — lo guardava come se non lo avesse mai visto non era un motivo sufficiente per non pronunciare più il suo nome. Solo perché lo aveva esiliato da Caemlyn, pena la morte, per averle dato i consigli che aveva giurato di offrire... Se si era impelagata con questo lord Gaebril improvvisamente apparso a Caemlyn, questo non lo riguardava più. La donna gli aveva detto, con voce atona e fredda come il ghiaccio, che il suo nome non sarebbe più stato pronunciato nel palazzo e che solo i lunghi anni di servizio prestato la trattenevano dal mandarlo dritto dal boia con l’accusa di tradimento. Tradimento! Doveva tenere alto il morale, specialmente se si fosse trattato di un lungo inseguimento.
Agganciando un ginocchio all’alto pomello della sella, prese la pipa e la caricò attingendo al sacchetto di tabacco. Il fornello aveva la forma di una testa di toro selvatico con la corona di rose di Andor. Era stato il simbolo della casata Bryne per migliaia di anni, emblema di forza e coraggio al servizio della regina. Aveva bisogno di una nuova pipa. Quella era vecchia.
«Non ne sono uscito bene come puoi aver sentito.» Si inchinò a prendere da uno degli uomini un ramoscello acceso dal fuoco, quindi si raddrizzò per accendere la pipa. «È stato circa tre anni fa. L’Amyrlin stava procedendo in un certo ordine. Cairhien, Tear, Illian per finire a Caemlyn prima di tornare a Tar Valon. In quel momento avevamo problemi con i lord ai confini con il Murandy — come sempre.»
Esplosero le risate. In un certo momento della loro vita avevano tutti prestato servizio ai confini con il Murandy. «Avevo inviato alcuni soldati della guardia a sedare le controversie con il Murandy riguardo a chi fosse il proprietario delle pecore e delle mucche da un lato e l’altro del confine.» Adesso aveva la loro attenzione, i preparativi per la partenza procedevano ancora, ma lentamente.
«Siuan Sanche ed Elaida si erano chiuse con Morgase...» Ecco, aveva di nuovo pronunciato il suo nome e non aveva nemmeno provato dolore, «...e quando uscirono di nuovo Morgase era livida, lanciava fulmini con gli occhi, sembrava una ragazzina di dieci anni colta a rubare i biscotti e tirata per le orecchie dalla madre. Morgase è molto dura, ma presa fra Elaida e l’Amyrlin Seat..» Bryne scosse il capo e gli uomini risero. Le attenzioni delle Aes Sedai erano qualcosa che nessuno di loro invidiava ai lord e i governanti. «Mi ordinò di rimuovere immediatamente tutte le truppe dal confine con il Murandy. Le chiesi di discutere la faccenda in privato con me e Siuan Sanche mi saltò addosso. Davanti a metà della corte, mi fece a pezzettini come una giovane recluta. Disse che se non eseguivo gli ordini mi avrebbe usato come esca.» Bryne dovette chiederle scusa, davanti a tutti, per aver cercato di fare quello che aveva giurato, ma non c’era bisogno. Anche alla fine non era sicuro che non avrebbe convinto Morgase a farlo decapitare, o che ci avrebbe pensato lei in persona.
«Forse intendeva dire che avrebbe pescato un bel pesce grosso» rise qualcuno e gli altri si unirono.
«Il risultato fu» proseguì Bryne, «che quest’umiliazione mi bruciò e alle guardie fu ordinato di ritirarsi dal confine. Per cui se vi aspettate che vi protegga in Ebou Dar, ricordatevi che a parer mio quelle inservienti appenderebbero l’Amyrlin a essiccare al sole assieme a tutti noi.» Gli uomini risero divertiti.
«Hai mai scoperto di cosa si trattasse, mio signore?» chiese Joni.
Bryne scosse il capo. «Qualche affare delle Aes Sedai, immagino. Non dicono ai tipi come me o voi che cosa stanno facendo.» Anche a questa frase risuonarono in risposta delle risate.
Gli uomini montarono a cavallo con un’alacrità che tradiva i loro anni. Alcuni di loro non sono più vecchi di me, pensò Bryne amareggiato. Troppo vecchi per correre appresso al grazioso paio d’occhi di una donna abbastanza giovane da poter essere la figlia se non la nipote. Voglio solo sapere perché ha infranto il giuramento, si disse con fermezza. Solo quello.
Sollevando una mano fece segno di procedere e il gruppo si diresse a ovest, lasciandosi alle spalle una nuvola di polvere. Avrebbero dovuto cavalcare duramente per raggiungerle. Ma voleva farlo. A Ebou Dar o nel Pozzo del Destino, le avrebbe trovate.
13
Una piccola stanza a Sienda
Mentre la carrozza ondeggiava sulle molle di cuoio, Elayne si sorreggeva cercando di ignorare il volto torvo di Nynaeve di fronte a lei. Le tendine erano aperte malgrado la polvere che a momenti entrava dai finestrini. La brezza allontanava il caldo della tarda serata. Le colline piene di alberi sfrecciavano al loro fianco, le foreste di tanto in tanto erano interrotte da brevi tratti di zone coltivate e fattorie. La residenza di un lord, alla moda di Amadicia, sorgeva in cima ai rilievi ad alcuni chilometri di distanza dalla strada, le fondamenta enormi di pietra alte quindici metri sormontate da elaborate strutture di legno, in cui si distinguevano balconi intarsiati e tetti di tegole rosse. Un tempo sarebbero state interamente di pietra, ma erano trascorsi molti anni da quando un lord aveva avuto bisogno di una fortezza in Amadicia e le leggi del re adesso imponevano una costruzione di legno. Nessun lord ribelle si sarebbe opposto al re a lungo. Naturalmente i Figli della Luce erano esenti da quelle prescrizioni; in realtà, lo erano da un discreto numero di leggi dell’Amadicia. Aveva dovuto imparare qualcosa sulle norme e le usanze di altre nazioni da quando era piccola.