Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
- Автор: Бенфорд Грегори, Брин Дэвид
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0182-2
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:
— Riempi lo spazio della data. E scegli la procedura più comunemente usata per la colombarizzazione relativa ai casi di danni neurali — disse al mech.
SÌ, DOTTORE. — La macchina avrebbe consultato il mainframe della missione a bordo della Edmund Halley, e si sarebbe presa cura dei particolari.
C'erano assai poche probabilità che la scienza medica imparasse a capovolgere un trauma così massiccio fra ottant'anni, oltre alla capacità di scongelare corpi ridotti a solido ghiaccio. Comunque, doveva a Nick quella possibilità.
In ogni caso la colombarizzazione terminale non richiedeva la supervisione umana. Che lo facciano pure i mech. Se, quando andremo a casa, sarebbe meglio che le procedure usate per raffreddare e immagazzinare i corpi siano state il più standardizzate possibile.
Saul si girò per lasciare la sala del trattamento, allontanandosi dal ronzio del procedimento automatico. Quando la porta si richiuse con un sibilo, appoggiò la spalla contro la parete di fibratessuto. Si sentiva le braccia pesanti, perfino in quella sottile gravità. I seni nasali gli palpitavano.
E allora? si chiese fra sé. Cos'hai in mente di fare? Diventare una vera malattia e ammazzarmi? Oppure piantarla di rompermi le scatole e andartene via?
Quel dannato raffreddore continuava già da otto settimane! Durante tutta una vita infestata da piccoli gocciolanti attacchi causati da un virus dopo l'altro, non aveva mai, ma mai sofferto di qualcosa di veramente serio. Ma adesso quel sordo dolore continuo cominciava davvero a fare effetto.
Scosse la testa per schiarirsela. Decidetevi, dannazione! disse ai batteri, non importandogli al momento se erano pestilenze cometarie o più banali importazioni della calda e feconda Terra. In quel momento Saul non trovava niente di contrario alla scienza in questa personificazione dei suoi parassiti. Li odiava.
Povero Nick Malenkov, l'uomo che era stato quasi sul punto di colombarizzare gli è sopravvissuto. Cercò di ricordare quel grosso, brillante orso di un russo, così come l'aveva conosciuto in vita, ma non gli riuscì. Tutto quello che riuscì a vedere fu la pallida mollezza delle guance non animate dalle emozioni… il vuoto di quegli occhi dietro i quali non c'era più una mente.
Oh, Signore pregò, non lasciare che niente di simile accada a Virginia.
Due giorni prima, dopo essere riuscita a scavalcare ogni divieto in codice, era riuscita a penetrare nella sua stanza e, a voler definire la cosa con precisione, aveva commesso spudoratamente un vero e proprio stupro. Le deboli proteste di Saul erano state soffocate sotto il corpo caldo di lei, la sua bocca avvampante, mentre condivideva con lui, in un solo attimo, qualunque microfauna lui avesse posseduto, mettendo in tal modo fine a qualunque altra disquisizione sulla necessità di proteggerla dal contagio.
Una donna decisa. Da allora, non aveva praticamente più lasciato il suo fianco, salvo per i turni di quattordici ore, naturalmente. E nonostante qualche preoccupazione, Saul non poteva nascondere la sua felicità.
È stata lei a scegliere, pensò. E Carl Osborn prima o poi dovrà accettarlo.
Ricevette un segnale dai Mech nella camera di recupero. Finì di vestirsi ed entrò nel compartimento. Qualcuno era stato davvero risvegliato. Si trattava di Bethany Oakes.
— Saul…? — La sua voce si udiva appena.
— Sì, Bethany. Sono io, Saul Lintz. — Si chinò su di lei.
— Abbiamo… — inghiottì e sorrise debolmente. — Abbiamo già raggiunto l'afelio?
Saul esitò. Naturale. Il comandante in seconda della spedizione avrebbe dovuto essere decolombarizzato solo fra trentatré anni, e cioè quando la cometa avesse quasi raggiunto il punto più lontano dal Sole, e sarebbero allora iniziate le manovre per il successivo avvicinamento a Giove.
Ma come trovare il modo per dirle che erano passati solo trentatré giorni!
Saul cercò di sorridere in modo rassicurante. — No, Betty, non ancora…
PARTE TERZA
QUANDO L'ESTATE ARRIVÒ L'ULTIMA VOLTA IN GEHENNA
Gennaio 2062
Nessuno ha mai fatto niente di molto stupido se non per qualche importante ragione di principio.