La casa che uccide [Smart House - it]
- Автор: Вильгельм Кейт Л.
- Год: 2004
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «La casa che uccide [Smart House - it]». Краткое содержание книги:
«Non penso che dovremo concentrare molto le ricerche sulla spiaggia» disse Dwight con un tono vagamente trionfale. «Ci ho riflettuto, e poi ho fatto perquisire dai ragazzi le camere da letto, perfino i vestiti negli armadi, per vedere se c’era della sabbia. Si sa, per quanto uno faccia attenzione, è impossibile camminare su una spiaggia senza portarsi dietro della sabbia. Anche se si tolgono le scarpe, la sabbia si insinua comunque tra i vestiti. Molti di loro hanno detto di essere scesi alla spiaggia ma Bruce no, e nemmeno Maddie Elringer, anche se non ce la vedo proprio a commettere un omicidio.»
Constance lo guardava con ammirazione. «È stato estremamente accurato nelle sue indagini, sono davvero impressionata. Se la pistola non salta fuori, forse dovrebbe considerare la possibilità che Bruce l’abbia fatta nascondere sulla spiaggia da qualcun altro. Insomma, se è riuscito a persuadere Rich ad aiutarlo a sbarazzarsi di Gary, avrebbe anche potuto convincere qualcun altro a dargli una mano con la pistola, no?»
«Be’» disse Dwight perplesso «considerata l’opinione che tutti hanno di lui, non penso sia probabile.»
Dwight spiegò perché quella teoria non lo convinceva, e Constance lo stette a guardare con uno sguardo rapito. Charlie abbassò la testa e cominciò ad armeggiare con le carte di credito. Un paio di minuti dopo uscirono dal ristorante, Dwight per primo con un’aria soddisfatta, Constance per seconda e Charlie per ultimo. Charlie diede un pizzicotto alla moglie che sobbalzò, senza voltarsi a guardarlo, e George osservò da lontano la scena.
Tornati a Smart House rimasero sulla veranda finché le luci dell’auto di Dwight divennero un indistinto bagliore rosso, poi una macchia rosa nella nebbia e infine svanirono. «La cena è stata ottima» disse Constance.
«Hai imbrogliato quel ragazzo in una maniera ignobile.»
Constance rise sommessamente.
«Non ridacchiare, è stato ignobile.»
«Charlie, ce la stava mettendo tutta per fare colpo su di te e mi ha intenerito. Almeno uno di noi due doveva rimanere colpito. E poi non sto ridacchiando.»
Charlie aprì la porta di casa ed entrarono. «Stavi chiaramente ridacchiando, ti ho sentita. Scommetti che ai piedi della scogliera non troveranno la pistola?»
«Quanto vuoi scommettere e su che cosa?»
«Scommetto esattamente questo, che non la troveranno. Facciamo dieci verdoni.»
«Se facessi scommesse avrei puntato sulla stessa cosa.»
Si trovavano nell’ampio ingresso e udirono la risata animalesca di Bruce provenire da una delle stanze vicine. Charlie scosse la testa, indicò le scale a Constance e salirono in camera loro.
«Dobbiamo leggere tutte quelle scartoffie» disse Charlie con un’aria corrucciata. «Ho dato giusto un’occhiata ai documenti che Milton ci aveva procurato. Approvi il programma per la serata?»
Constance annuì. «Voglio fare una specie di schema con tutti gli orari prima di dimenticare ogni particolare.»
Sgombrarono il tavolo, avvicinarono le sedie e si accomodarono. Charlie incominciò a leggere il materiale che ormai si era accumulato formando una considerevole pila, Constance invece tentò di decifrare i vari appunti presi delle persone riguardo ai loro spostamenti la sera in cui Gary Elringer e Rich Schoen erano morti.
Quando Charlie alzò di nuovo la testa vide Constance fissare il vuoto con il volto leggermente corrucciato. «Cosa c’è?» le chiese.
Fece scorrere verso di lui il foglio su cui stava lavorando. «L’orario» rispose con un sospiro. Dal mio schema emerge ripetutamente il fatto che sono sempre rimasti in gruppo per tutta la sera, ma anche che almeno quattro di loro hanno cercato di chiamare l’ascensore dopo che Maddie era scesa, trovandolo ogni volta occupato o bloccato a qualche piano.
«È una delle domande che mi sono posto anch’io» disse Charlie esaminando lo schema di Constance. «Perché l’ascensore non arrivava quando veniva chiamato?»
«Chissà, forse c’era un fantasma tra loro» mormorò Constance.
Charlie emise un mugolio. «Avrebbe potuto esserci Rich, vivo o morto, o impegnato in una conversazione con il suo assassino. Una sedia o un’anomalia nel computer avrebbero potuto bloccare le porte tenendole aperte. L’ultima ipotesi è che stiano mentendo tutti come pazzi, fornendosi alibi a vicenda.»
«Se però non stanno mentendo, e se sia Gary che Rich sono davvero stati uccisi dopo le undici e un quarto, rimangono solo due veri sospetti nel gruppo. A meno che uno sconosciuto sia riuscito a entrare in casa in qualche modo…» aggiunse lentamente Constance.
«Giusto. Cosa ne pensi del fatto che Harry affermi di aver gettato nell’oceano la pistola ad acqua e Laura asserisca che quella sera Milton ha trovato una pistola ad acqua sul tetto? Cosa diavolo significa? Sta cercando di gettare dei sospetti su Harry?»
Constance parve turbata, poi scosse la testa lentamente. «No, non credo proprio sia così. Quella tra Laura e Harry è una relazione che molte persone non approverebbero, ma in un certo qual modo dipendono l’uno dall’altra. Ognuno dei due cerca di proteggere il compagno, e il loro rapporto è fondato su una reale necessità. Che differenza fa il fatto che Milton abbia trovato la pistola ad acqua di Harry? Oh, be’, in questo caso Harry avrebbe mentito omettendo di essere andato sul tetto quella sera.» Tacque un istante poi domandò nuovamente: «Ma anche se fosse, nella sostanza che differenza fa?»
Charlie si strinse nelle spalle. «Vorrei tanto saperlo. Andiamo a dormire. All’improvviso il fuso della West Coast ha cominciato a farsi sentire, e l’orologio mi dice che è ora di andare a letto.» Si ripresentava continuamente lo stesso problema, pensò con irritazione. Almeno due di loro avevano avuto l’opportunità di commettere un delitto, e probabilmente tutti avevano un movente. Ma come diavolo era riuscito l’assassino a uccidere due uomini forti e vigorosi senza la minima colluttazione?
Constance cominciò a ordinare i fogli, Charlie si alzò e si stirò, tolse il copriletto e lo buttò su una sedia. Stava sbottonandosi la camicia quando Constance sussurrò: «Ecco cos’è!»
«Cos’è cosa?»
Constance scrutava attentamente il letto. «Sapevo che c’era qualcosa di strano nella camera di Milton, oltre a tutti quei soprammobili di rame troppo lucidi. Guarda cos’hai appena fatto.» Constance indicò il copriletto. «È così che si prepara normalmente il letto per la notte. Si toglie il copriletto oppure, se si è particolarmente precisi, lo si piega e poi lo si toglie. Il copriletto di Milton invece era ancora sul letto, abbassato insieme alla coperta e al lenzuolo. Ti ricordi come risaltava il pigiama bianco sul copriletto? Tu come ti prepari per andare a letto?»
Charlie sgranò gli occhi. «Ci rinuncio.»
«La tua vestaglia è ancora nell’armadio, e anche se l’avessi tirata fuori non l’avresti appoggiata ordinatamente sul copriletto perché deve essere tolto per la notte. Forse in inverno, in una casa particolarmente fredda avresti lasciato il copriletto, ma non in questa casa, non in estate, non con una coperta sul letto, altrimenti saresti morto di caldo. E Milton era troppo preciso, troppo ordinato per lasciare il copriletto e la vestaglia sul letto per tutto il giorno. Penso che li avrebbe tirati fuori solo poco prima di indossarli, e non dimenticare che non ha messo la sedia sotto la maniglia né ha tentato di chiudere la porta in qualche maniera. Non deve averne avuto il tempo. L’assassino dev’essere entrato nella sua stanza, oppure Milton dev’essere uscito immediatamente. Non credo che avrebbe preparato il letto per la notte senza togliere il copriletto. Sono convinta che se ne avesse avuto il tempo lo avrebbe piegato accuratamente e lo avrebbe appoggiato sulla sedia. Charlie, è stato qualcun altro a preparare il letto, non Milton.»