Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » L'ultima fase [Blood Music - it]
L'ultima fase [Blood Music - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ultima fase [Blood Music - it]

Электронная книга - «L'ultima fase [Blood Music - it]». Краткое содержание книги:

Vergil Ulam, brillante ricercatore dei Genetron Labs, sta lavorando segretamente ad un esperimento che promette risultati sensazionali, e cioè la produzione di nuclei intelligenti di materia cellulare, capaci di evolversi e di apprendere con straordinaria rapidità. Ma quando Ulam infrange le norme di sicurezza del laboratorio e viene licenziato, si rifiuta di distruggere il frutto delle sue ricerche, come gli è stato ordinato, e decide invece di iniettarsi nel sangue le colonie cellulari, e diventare così egli stesso la cavia di un nuovo straordinario esperimento. Ma sarà il primo di un incredibile processo di mutazione e trasformazione, i cui limiti non sono facilmente immaginabili, perché infatti è subito chiaro che questa forma di intelligenza virale può assorbire e riplasmare qualsiasi materia vivente. Un’epidemia assolutamente inattaccabile, un vero e proprio universo di miliardi di cellule senzienti in frenetica espansione, che lentamente inghiottono l’America del Nord, trasformandola in uno scenario “alieno” che suscita al tempo stesso orrore e meraviglia. Ma si può parlare di catastrofe? O non è piuttosto un nuovo gradino nella scala dell’evoluzione? E che ne sarà dell’umanità, letteralmente trasfigurata da questi microscopici organismi che rappresentano una nuova dimensione di ciò che si può concepire come “vita”?

Nominato per il premio Nebula in 1985.
Nominato per i premi Hugo, Campbell e BSFA in 1976.
1 ... 47 48 49 50 51 52 53 54 55 ... 73
Перейти на страницу:

Stiamo ora compiendo giri piuttosto stretti e veloci, in cui sperimentiamo una certa forza centrifuga. Passando sopra il sobborgo di Oak Park ho controllato sulla mappa qui davanti a me: nessuna strada può essere identificata. Ora dovremmo essere sul centro di Chicago. E ora a giudicare dalla distanza su Cicero Avenue. Ed eccoci di nuovo sul lago… sì, quello è il Porto di Montrose, e poi la Lake Shore Drive e il Lincoln Park, che però identifico solo grazie alla posizione relativa al lago. Acceleriamo un poco allargando il circolo sulla zona del Museo della Scienza e dell’Industria… o almeno è quello che supponiamo tutti noi. Posso ora scorgere dell’acqua, forse il Canale delle Navi. Ci troviamo ad appena un migliaio di metri da terra, una quota piuttosto pericolosa visto che non abbiamo idea dell’altezza a cui eventuali microrganismi potrebbero giungere. Santo cielo, confesso che ho paura. Tutti quanti l’abbiamo. Adesso stiamo passando sopra… sì…

Gesù! Scusatemi. Quelli dovevano essere i recinti del bestiame, gli Union Stockyards. Ecco cos’erano, una volta. Ho fatto appena in tempo a dare un’occhiata perché il pilota ha cabrato velocemente dirigendo poi a sud. Ma quello che ho visto…

Chiedo scusa. Stento ancora a credere di non aver avuto un’allucinazione. È spaventoso. Non ho mai visto niente di simile in tutto il tempo che abbiamo trascorso sopra questa terra da incubo. Mi passano ora le telefoto appena sviluppate, scattate su dettagli di quelli che una volta erano i famosi recinti del bestiame di Chicago. Quando si pensi all’enorme quantità di animali — vitelli e maiali — concentrate laggiù forse non dovremmo essere sorpresi o sconvolti. Ma le più grosse creature viventi che ho visto in vita mia sono le balene, e ciò che mostrano queste foto è molto più grosso di qualsiasi balena. Enormi ovoidi bianchi e marrone, che sembravano spostarsi a poche spanne d’altezza. O forse strisciavano a livello del suolo. Più grosse di dinosauri, ma senza gambe visibili, né teste, né code. Non prive di… uh, lineamenti, tuttavia: sporgenze, prolungamenti sostenuti o circondati da poliedri, non saprei, icosaedri o dodecaedri… questi con zampe da insetto, non articolate, rigide, zampe spesse direi due o tre metri. Le creature ovoidali, qualunque cosa siano, potrebbero riempire comodamente ciascuna un campo da rugby.

Sì, sì. Ci dicono ora… sono appena stato informato che ci sono forme di vita volanti, esseri viventi, e che per un capello non ne abbiamo investito un paio, simili a gigantesche manta molto piatte, tipo alianti o pipistrelli, anch’essi di colore bianco e marroncino. Stanno fluttuando sulle ali del vento verso sud-ovest, insieme ad altri, come in formazione. Scusatemi. Scusate.

Taglia il sonoro! Chiudi i microfoni, maledizione! E non puntare la telecamera su di me!

(Una pausa di cinque minuti)

Siamo sulla rotta di ritorno. Scusate l’interruzione. Io sono soltanto un essere umano e… be’, a volte il panico ha un brutto effetto. Spero che chi mi ascolta capisca. In quanto a me, sono stupefatto dalla calma e dalla padronanza di cui stanno dando prova gli… uh, gli ufficiali e l’equipaggio di questo velivolo. Tutti professionisti, e ragazzi dannatamente in gamba. Abbiamo appena oltrepassato Danville, nell’Illinois, e fra breve… fra pochi secondi saremo sopra Indianapolis. Abbiamo visto dei cambiamenti nelle caratteristiche fisiche, o forse dovrei dire biologiche, del territorio. Forme e colori che siamo lungi dal poter interpretare. E come se sorvolassimo un pianeta del tutto nuovo. E i nostri due scienziati sono troppo occupati a prendere appunti e ad annotare dati strumentali per dare voce alle ipotesi e teorie che potrebbero avere.

Indianapolis è sotto di noi, tanto indecifrabile e misteriosa quanto… affascinante e aliena come gli altri megaplexis. Molte delle strutture qui si direbbero alte quanto gli edifici di cui hanno preso il posto, altre sono cento o duecento metri più alte, e col sole basso proiettano immense ombre. Presto il tempo sembrerà accelerarsi per noi, mentre faremo rotta a est, anzi a sud-est, e vedremo il sole tramontare più in fretta. Le ombre già coprono questo panorama biologico, l’atmosfera è piuttosto limpida: niente industrie né automobili… tuttavia chi può dire quale specie d’inquinamento può emettere questa biologia aliena? All’apparenza tuttavia esso non riguarda l’atmosfera.

Sì? Cosa…

Sì, questo è confermato anche dai nostri scienziati. Quando abbiamo sorvolato Chicago gli strumenti indicavano un’aria molto pura, senza tracce di fumo o sostanze chimiche, e ciò si nota nella limpidezza dell’orizzonte. C’è però molta umidità, e per questa stagione dell’anno una temperatura inspiegabilmente alta. Sembra che quest’anno il Nord America godrà di un inverno assai mite, visto che a Chicago e in altre zone settentrionali non abbiamo notato neve. Niente neve. Ci sono piogge, calde e con grosse gocce… abbiamo oltrepassato densi banchi di nuvole, ma niente neve, né ghiaccio.

Sì, sì, l’ho visto anch’io. Stiamo osservando una palla di fuoco, forse una meteora di qualche genere; notevole… e ce ne sono altre. Sembra che…

(Voci in sottofondo, in tono alto e indecifrabile, grida di sorpresa)

Mio Dio! Questo era evidentemente un veicolo in rientro, o un gruppo di moduli in rientro dall’alta atmosfera, ad appena una dozzina di chilometri da noi. Gli strumenti di bordo hanno indicato la presenza di forti radiazioni. I piloti e gli ufficiali hanno attivato tutti i sistemi d’emergenza e stiamo salendo di quota per allontanarci dalla zona con… sì, con una… no! Siamo in planata rapida. Scendiamo, credo, presentando la poppa all’oggetto che… qualunque cosa sia…

Qui mi dicono che il velivolo esploso poco fa era un satellite sovietico, e che gli oggetti in rientro dall’alta atmosfera erano missili balistici a lungo raggio. Ripeto, missili balistici a lungo raggio. Ma non siamo stati raggiunti dall’onda d’urto, e non dovremmo precipitare. Non dovremmo precipitare adesso…

(Altre voci, imprecazioni stupite, rumori e grida d’allarme)

Credo che non ce la faremo a risalire dalla caduta a vite. Abbiamo grossi danni alla strumentazione. I motori sono spenti, e stiamo precipitando. Vedo che la radio funziona ancora, ma…

(Termine della trasmissione dell’RB-IH. Fine della cronaca diretta di Lloyd Upton. Interruzione nell’arrivo dei dati telemetrici.)

XXXIV

Bernard era disteso sul letto, con una gamba di fuori e l’altra ripiegata, il piede bloccato contro il materasso. Da una settimana non si radeva né faceva la doccia. La sua pelle era pesantemente segnata da creste bianche, e sulle gambe gli erano cresciute alcune prominenze dalle ginocchia in giù, anche sotto la pianta dei piedi. Benché nudo, sembrava che indossasse strani stivali alti fino ai fianchi.

Non gliene importava. A parte l’ora di colloquio con Paulsen-Fuchs e i dieci minuti giornalieri di esami fisici, non faceva altro che stare sul letto a occhi chiusi e comunicare con i noociti. A tratti si alzava e cercava di analizzare il linguaggio chimico. In questo i noociti non gli davano molto aiuto. L’ultima conversazione sull’argomento era avvenuta tre giorni prima.

La tua idea non è completa, non è corretta.

— Ancora non ho finito.

Perché non lasci che siano i tuoi compagni a lavorare su questo? Ci sono altre cose che potrebbero essere portate a termine se dedicassi la tua attenzione all’interno.

— Sarebbe più semplice se voi ci diceste come comunicate…

1 ... 47 48 49 50 51 52 53 54 55 ... 73
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)