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La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]

Электронная книга - «La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]». Краткое содержание книги:

2047: l’America soffre le conseguenze di un attacco nucleare portato a termine in maniera insospettabile da esecutori di nazioni diverse. Da quasi sessant’anni la più grande potenza mondiale è regredita a un’economia di pura sussistenza, e le comunità vivono un’esistenza separata, ristretta ognuna ai propri confini. Lo stato subisce una quarantena mantenuta con ferrea disciplina dalle squadre di sorveglianza militare giapponese e avallata dalle Nazioni Unite.
È in questo scenario apocalittico che si svolge la vicenda di Henry Fletcher, un giovane della comunità californiana di San Onofre, che per il suo sostentamento dipende interamente dalla pesca e dai raduni di baratto che si svolgono periodicamente nella valle. Dopo l’arrivo di alcuni viaggiatori di San Diego che hanno osato sfidare la vigilanza dei guardiani giapponesi. Henry viene gradualmente a conoscenza del nuovo mondo e delle sue insidie. La sua guida spirituale è Tom, l’uomo più anziano della valle, sopravvissuto alla catastrofe tristemente nota come II Giorno.
La scoperta di un mondo da cui gli americani vengono ingiustamente esclusi, il contatto con gli “stranieri” che vivono a pochi chilometri di distanza, le testimonianze di chi è riuscito a sfuggire alla prigionia in patria trascinano il giovane in un’avventura che segna la fine dell’adolescenza e la transizione verso la maturità, a cui si accompagna la speranza della redenzione per il popolo americano.
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«Quante storie!» disse Kathryn. «Che divertimento c’è a leggerlo insieme, se non possiamo parlarne?»

«Non lo prendete seriamente.»

«Cosa significa? Forse non lo prendiamo troppo seriamente.»

«Vado a casa» disse Steve, di cattivo umore. «Vieni, Hank?»

«Torno a casa anch’io. Ci vediamo domattina.»

«Tom vuole che domani sera ci sia una riunione pubblica in chiesa» disse Carmen. «Lo sapevate?»

Nessuno di noi ne era informato. Stabilimmo di trovarci prima della riunione per leggere un altro capitolo.

«Cosa riguarda la riunione?» chiese Steve.

«San Diego» rispose Carmen.

Steve si bloccò.

«Tom vorrà discutere la faccenda dell’aiuto a quelli di San Diego per combattere i giapponesi» dissi. «Te ne avevo parlato.»

«Ci sarò» garantì Steve, aspro; e se ne andò. Aiutai Kathryn a staccare dalle teglie le pagnotte. Ne portai una a Pa’; mentre la sbocconcellavo, mi chiedevo quanti giorni occorrevano per volare fin dall’altra parte dell’oceano.

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In genere le riunioni si tenevano nella chiesa di Carmen, ma questa volta lei e Tom avevano infastidito tutte le persone della valle, spingendole a partecipare (Tom era perfino andato nell’interno, a sollecitare Roger lo Strambo), per cui la chiesa, uno stretto edificio simile a un fienile, nel pascolo degli Eggloff, non bastava a contenerci; ci saremmo riuniti nello stabilimento per i bagni. Pa’ e io ci andammo per tempo e aiutammo Tom ad accendere il fuoco. Mentre portavo dentro la legna, dovetti scansare Roger lo Strambo, che ispezionava il pavimento e le pareti in cerca di bruchi, uno dei suoi cibi preferiti. Guardando Roger, Tom scosse la testa. «Non so se valeva la pena trascinarlo fin qui» disse. Sembrava meno entusiasta di quanto m’aspettassi e insolitamente silenzioso. Da parte mia, non stavo nella pelle: quella sera ci saremmo uniti alla resistenza, finalmente saremmo tornati a far parte dell’America.

Fuori il cielo della sera era striato di nubi sfilacciate che riflettevano ancora un po’ di luce; un vento sostenuto soffiava dal mare. La gente chiacchierava e rideva, mentre si avvicinava allo stabilimento; qua e là delle lanterne brillavano fra gli alberi. In fondo al campo di patate dei Simpson, i cani imploravano con ululati patetici di unirsi a noi. Giunse Steve, con fratelli e sorelle. Ci sedemmo sui teloni impermeabili. «Così vidi che il pescecane aveva spalancato la bocca enorme ed era sul punto di ingoiarmi» diceva Steve ai fratelli. «Gli infilai il remo fra le fauci per impedirgli di mordermi. Ma dovevo mantenere la presa sul remo, per non farmi risucchiare sotto, e non avevo più aria nei polmoni. Dovevo escogitare subito qualcosa.»

Poi, dalla curva del sentiero del fiume, spuntarono John e la signora Nicolin e i loro figli s’affrettarono a entrare. Marvin e Jo Hamish attraversarono il ponte; per nascondere il ventre sempre più grosso, Jo indossava un camicione bianco che si gonfiava al vento. Ricordando la conversazione ai forni, mi domandai che cosa le crescesse dentro, questa volta. E poi veniva gente da ogni parte, scendeva allo stabilimento da tutte le direzioni. Un branco di bambini dei Simpson e dei Mendez comparve da dietro l’angolo delle alture a grano, precedendo i padri che si consultavano sottovoce. Rafael, Mando e Doc scesero dalla montagna al di là del fiume; dietro di loro c’erano Add e Melissa Shanks. Agitai il braccio per salutare Melissa e lei mi rispose: i suoi capelli neri fluttuavano nel vento. Poco dopo Carmen e Nat Eggloff uscirono dai boschi, portando insieme una grossa lanterna e discutendo, mentre Manuel Reyes e famiglia si affrettavano dietro di loro per approfittare della luce. Sembrava un raduno di scambio infilato a forza nello stabilimento: quando vennero i Mariani, pensai che la capienza massima fosse ormai superata. Ma fuori faceva freddo. Rafael prese il comando e disse a tutti di sedersi: gli uomini contro le pareti; i bambini piccoli in braccio alle madri; la nostra banda in una delle vasche vuote. Alla fine tutta la popolazione della valle era stipata come pesce in una cassetta pronta per il mercato. Lanterne furono appese alle pareti e grossi ceppi furono accesi nel focolare: la stanza risplendeva come mai durante i bagni. Il chiacchiericcio era così forte che i bambini più piccoli cominciarono a strillare e a piangere; il resto di noi era quasi altrettanto emozionato, perché non ci riunivamo mai a quel modo, tranne a Natale e nelle rare riunioni della valle.

Tom gironzolò un poco, parlando con gente che non vedeva da parecchio. Intanto richiamò tutti all’ordine, ma lo scambio di convenevoli continuò nonostante i suoi annunci e anche altri si misero a girare e a discutere, imitandolo. Tuttavia la maggior parte aveva solo domande; e quando Marvin chiese a Tom: «Allora, qual è lo scopo di questa riunione?», la domanda fu ripresa da molti e il locale divenne più silenzioso.

«Benissimo» disse Tom, rauco. Iniziò a parlare del nostro viaggio a San Diego. Seduto sul bordo della vasca, guardai gli altri. Avevo l’impressione che fosse trascorso un mucchio di tempo da quando Lee e Jennings erano entrati in quella stanza dicendo che avevano rimesso in funzione la ferrovia. E mi pareva impossibile che solo alcune settimane racchiudessero tutti gli avvenimenti accaduti da allora… e mi avessero cambiato a quel modo. Mi sentivo una persona diversa, ma non sapevo esattamente fino a che punto, né che cosa significava per me il cambiamento. Era solo una sensazione, un disagio, un’incertezza, un’ignoranza… come se dovessi imparare tutto da capo. Non mi piaceva.

Da come la raccontò Tom, quelli di San Diego sembravano sciocchi o buoni a nulla, allo stesso livello degli sciacalli. Per cui di tanto in tanto mi sentii in dovere d’intervenire per esprimere anche la mia opinione… per parlare a tutti delle batterie e dei generatori elettrici, della radio guasta, del fabbricante di libri, del sindaco Danforth. Non era bello discutere davanti a tutti, ma secondo me era giusto che gli altri conoscessero anche il mio punto di vista, perché Tom era contro quelli del sud. Dissentì con forza, quando continuai a parlare del Sindaco.

«Henry» disse «lui vive in grande stile perché ha un gruppo di uomini che pensano solo ad aiutarlo a mandare avanti le cose, tutto qui. Solo questo gli dà il potere di mandare emissari a est, per contattare le altre città.»

«Può darsi» replicai. «Ma tu racconta a tutti quel che hanno trovato a est.»

Tom annuì e si rivolse agli altri. «Secondo lui, i suoi uomini sono arrivati fino all’Utah e tutti i villaggi dell’interno si sono uniti in un movimento chiamato resistenza americana. La resistenza, dicono, vuole unificare di nuovo l’America.»

Quelle parole zittirono tutti. Dalla parete accanto alla porta, John Nicolin ruppe il silenzio. «E allora?»

«Allora» continuò Tom «vuole che ci uniamo anche noi a questo grandioso progetto, aiutando quelli di San Diego a combattere i giapponesi a Catalina.» Riferì la lunga discussione con il Sindaco. «Ora sappiamo perché il mare getta sulla nostra spiaggia cadaveri di orientali. Ma è chiaro che non hanno smesso di scendere a terra; e ora quelli di San Diego vogliono il nostro aiuto per liberarsene per sempre.»

«Cosa intendono esattamente per aiuto?» chiese la signora Mariani.

«Be’…» Tom esitò. Intervenne Doc.

«Il permesso di usare la foce del nostro fiume come base per i loro attacchi.»

Nello stesso momento Recovery Simpson, padre di Del e di Rebel, disse: «Significa che finalmente avremmo fucili e potenziale umano per fare qualcosa contro la sorveglianza continua a cui siamo sottoposti.»

Entrambe le opinioni suscitarono reazioni e la discussione si frammentò in un mucchio di piccoli battibecchi. Non intervenni, ma ascoltai e cercai di scoprire come ciascuno la pensava. Anche un gruppo piccolo come il nostro poteva essere diviso in gruppi ancora più piccoli. Recovery Simpson e il vecchio Mendez erano a capo delle famiglie che svolgevano gran parte del lavoro nell’entroterra, ossia andavano a caccia, piazzavano le trappole e curavano le greggi; Nat, Manuel e i pastori erano pronti a seguire in genere l’imbeccata di Simpson. Poi c’erano i contadini. Ognuno coltivava un pezzo di terra, ma Kathryn dirigeva tutte le donne che curavano i raccolti importanti. I pescatori di Nicolin erano il terzo gruppo principale, che comprendeva tutti i Nicolin, gli Hamish, Rafael e me; infine c’erano coloro che non rientravano in alcun gruppo, come Tom, Doc, mio padre, Addison, Roger lo Strambo. In un certo senso si trattava di falsi raggruppamenti, perché ciascuno faceva un po’ di tutto. Ma per un po’ credetti d’avere notato qualcosa; i cacciatori, il cui lavoro somigliava già al combattimento, sembravano a favore della resistenza, mentre i contadini, per i quali era necessario che le cose fossero sempre le stesse anno dopo anno (e che comunque erano per la maggior parte donne) si sarebbero dichiarati contro. Aveva senso, per me: ed ero sicuro che la presa di posizione dei Nicolin avrebbe determinato l’esito. Ma poi notai che c’erano tante eccezioni quanti erano gli esempi a conferma; non fui più sicuro di capire che cosa succedeva.

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