Mendicanti di Spagna [Beggars in Spain - it]
- Автор: Кресс Нэнси
- Серия: Mendicanti #1
- Год: 1997
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 1120-5288
- Переводчик: Antonella Pieretti
- Жанр: Социально-философская фантастика
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Leisha si accorse che Susan si stava divertendo: non solo a causa della ricerca, ma anche della pseudosegretezza, delle teatrali parole codificate. La sua voce danzava: se Leisha avesse chiuso gli occhi, sarebbe stata era in grado di scorgere la Susan di quarant’anni prima, con le ciocche di capelli che sobbalzavano di inesauribile energia mentre guidava due bambinette in "giochi" testanti controllati. Un’improvvisa tenerezza soffocò Leisha.
Per dire qualcosa, buttò lì: — Iniziando dalla fine? Sembra quasi come applicare il verdetto al posto di una prova, in un processo.
— Non è un’analogia corretta — ribatté allegramente Susan. Quindi addolcì la voce: — Come stai, Leisha?
— Il processo inizia la prossima settimana — rispose Leisha, come se fosse una risposta. E lo era.
— Richard è ancora…
— Nessun cambiamento — replicò Leisha.
— E Kevin…
— Non tornerà.
— Che sia maledetto — commentò Susan. Leisha, tuttavia, non aveva alcuna intenzione di discutere su Kevin. Quello che più l’addolorava della sua defezione, aveva compreso successivamente, era stato che Kevin aveva tradito gli Insonni come gruppo, non solamente lei. Questo significava che lei non aveva più amori personali ma solamente politici? La domanda era inquietante.
— Susan, sai che cosa mi è venuto in mente ieri? Che in tutto il mondo esistono solamente tre persone che capiscono perché sto testimoniando contro una Insonne, contro quello che la stampa definisce "il mio stesso genere". Solamente tre. Tu, Richard e… Papà.
— Già — commentò Susan. — Roger non ha mai ritenuto che la solidarietà di classe pesasse più della verità. A dire il vero, non ha mai provato solidarietà di classe, punto e basta. Si riteneva parte di una classe formata da un solo individuo. Ma esistono indubbiamente più di tre persone, Leisha. Nel mondo intero.
Leisha si guardò attorno nella stanza, fissò la pila di stampe da chiosco ammassate sulla scrivania, sul pavimento, sulla poltrona. Dall’essere incapace di leggerle aveva finito con l’essere incapace di non leggerle.
— La sensazione è che non ce ne siano più di tre.
— Oh — fece Susan. Era un’espressione tipica anche di Alice. Leisha non aveva mai notato il collegamento prima di allora. — Sapevi che negli Stati Uniti, da un anno a questa parte, il numero ufficiale registrato di modificazioni genetiche in vitro per ottenere bambini Insonni è stato di centoquarantadue unità?
— Tutto qui?
— Dalle migliaia di dieci anni fa. Perfino persone oneste e riflessive non vogliono che i loro figli vengano sottoposti al pericolo e alla discriminazione. Ma se la ricerca del tuo dottor Walcott… — Lasciò la frase a metà.
— Non è il mio — rispose Leisha. — Decisamente no.
— Oh — ripeté ancora una volta Susan, quella singola parola, un sospiro a più strati.
13
— Il Popolo contro Jennifer Fatima Sharifi. In piedi.
Leisha, seduta nel lato riservato ai testimoni, si alzò. Centosessantadue persone, spettatori, giuria, stampa, testimoni, avvocati, si alzarono con lei, un solo corpo con centosessantadue cervelli in lotta. Campi energetici di sicurezza avvolgevano l’aula del tribunale, il tribunale stesso, la città di Conewango, come guanti stratificati. Nessuna linea di comunicazione era in grado di funzionare attraverso i due strati più interni. Quindici anni prima, in un’altra delle periodiche oscillazioni del sistema giuridico fra il diritto del pubblico a sapere e il diritto dell’individuo alla riservatezza, lo stato di New York aveva bandito nuovamente i dispositivi di registrazione dai processi penali. I giornalisti erano tutti accreditati e potenziati con memorie eidetiche, con bioimpianti auricolo-neurali o con tutt’e due le cose; Leisha si chiese, cinicamente, quanti altri possedevano casualmente anche modificazioni genetiche non menzionate.
Vicino ai reporter, gli oloartisti degli ologiornali tenevano appoggiati i CAD sulle ginocchia serrate e, con minute flessioni delle dita, scolpivano gli ologrammi per i notiziari pomeridiani. Non era stato identificato alcun sito genetico per l’abilità artistica.
— Udite, udite. La Corte Suprema della Contea di Cattaraugus, stato di New York è riunita, l’onorevole Daniel J. Deepford, giudice, la presiede. Avvicinatevi, date tutta la vostra attenzione e sarete uditi. Dio salvi gli Stati Uniti e questa onorevole corte!
Leisha si chiese se solamente lei avesse sentito il febbrile punto esclamativo.
Era il primo giorno riservato alle testimonianze. Due settimane e mezzo di implacabili colloqui erano state necessarie per comporre una giuria: Signora Wright, ritiene di poter prendere una decisione imparziale rispetto all’imputata? Signor Aratina, ha già visto qualcosa sui notiziari riguardo al caso? Signorina Moranis, è membro della Noi-Dormiamo? Di Sveglia-America! Di Madri per la Parità Biologica? Trecentoottantanove destituzioni per questioni di ideali, un numero impensabile per qualsiasi altro voir dire. La giuria era composta da otto uomini e quattro donne. Sette bianchi, tre neri, un asiatico e un latino-americano. Cinque con istruzione da college, sette con diploma di scuola media superiore o anche meno. Nove più giovani di cinquant’anni, tre più anziani. Otto genitori biologici, tre senza figli, uno con un legale attestato per donare ovuli. Sei lavoranti, sei a carico dell’assistenza sociale. Nessun Insonne.
"Un cittadino dovrà essere giudicato da una giuria di suoi pari."
— Può cominciare, signor Hossack — disse il giudice al pubblico ministero, un uomo pesante dai folti capelli grigi e dalla considerevole capacità, in un processo, di attirare l’attenzione con il silenzio. Come chiunque altro negli Stati Uniti che avesse accesso a un nutrito data-base, Leisha sapeva tutto su Geoffrey Hossack. Aveva cinquantaquattro anni, un rapporto tra cause vinte e perse di ventitré a nove, non aveva mai subito accertamenti da parte del fisco e non aveva avuto reprimende da parte dell’Associazione Magistrati Americani. Sua moglie comperava solamente pane di vero grano, tre pagnotte alla settimana. Hossack era abbonato a due olocanali e a un canale privato per appassionati della Guerra Civile. La figlia maggiore era stata rimandata in trigonometria.
Lui e il giudice Deepford avevano tutti e due una carriera da corretti, onesti e abili professionisti della legge.
Alcune settimane prima Leisha, seduta davanti al terminale dopo avere meticolosamente dragato la documentazione processuale di Deepford, aveva riflettuto sui dossier riguardanti Deepford e Hossack. Non si era aspettata che il Rifugio fosse in grado di manipolare la scelta del giudice o del pubblico ministero: il potere degli Insonni era principalmente economico, non politico. Non erano abbastanza per poter costituire un blocco di voto ed erano troppo poco amati per poter guadagnare cariche elettorali. Il Rifugio era ovviamente in grado di comperare giudici, avvocati o singoli uomini del congresso e probabilmente lo faceva, ma non c’era nulla a indicare che Hossack o Deepford fossero in vendita.
Cosa ancora più importante, Deepford non era un fanatico Dormiente. Qualsiasi fossero i suoi personali sentimenti, aveva presieduto oltre nove cause civili con parti in causa Insonni, c’erano pochissimi procedimenti penali contro Insonni, e in ognuno dei casi la prestazione di Deepford era stata giusta e ragionevole. Tendeva ad attenersi rigidamente a interpretazioni ristrette sia delle regole riguardanti l’ammissione delle prove, sia della legge stessa, ma quello era l’unico punto su cui Leisha lo avrebbe contestato.