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READ-E-BOOK » Научная фантастика » Il fiume della vita [To Your Scattered Bodies Go - it]
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Il fiume della vita [To Your Scattered Bodies Go - it]

Электронная книга - «Il fiume della vita [To Your Scattered Bodies Go - it]». Краткое содержание книги:

In una valle sconfinata, lungo le sponde di un fiume immenso, si è radunala tutta l’umanità di tutti i tempi, miliardi di persone che hanno gia vissuto e che si sono risvegliate a una nuova vita in attesa di un destino ignoto. Questi uomini e queste donne continuano pero a conservare la propria mentalità e spesso a ripetere gli stessi errori di un tempo, cercando di dominare gli uni sugli altri. Ma la nuova esperienza può anche costituire una possibilità per raggiungere quegli obiettivi che si sono mancati prima: questa almeno e l’opinione di Francis Burton, il celebre esploratore che trascorse gran parte dei suoi anni in una sfortunata ricerca delle sorgenti del Nilo. Ora per Burton può ricominciare una nuova esaltante avventura…
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— È ovvio — replicò Burton. — E neppure infallibili. Altrimenti io non mi sarei mai svegliato in quel posto prima di risorgere. Ma comunque, chi è questa persona che non porta il segno sulla fronte?

Burton parlò con voce tranquilla, ma il cuore gli batteva in fretta. Se Kazz aveva ragione poteva aver scoperto un emissario degli esseri che avevano riportato in vita l’intera umanità. Forse Costoro erano dèi in incognito?

— Robert Spruce! — rispose Frigate.

— Prima di saltare ad una conclusione, non dimenticate che tale mancanza può essere accidentale — osservò Monat.

— Lo scopriremo — disse Burton con aria sinistra. — Ma perché questi segni? Perché dovremmo essere marchiati?

— Probabilmente a scopo di identificazione o di classifica — rispose Monat. — Nessuno lo sa, tranne quelli che ci hanno messi qui.

— Andiamo a parlare a Spruce — disse Burton.

— Prima dobbiamo trovarlo — replicò Frigate. — Kazz ha commesso l’errore di confidare a Spruce che è in grado di vedere i segni. Questo avvenne stamane, a colazione. Io non c’ero, ma quelli che erano presenti dissero che Spruce divenne pallido. Pochi minuti dopo si assentò con una scusa e non fu più visto. Abbiamo mandato delle squadre di ricerca su e giù per il Fiume, e sull’altra riva, e anche sulle colline.

— La sua fuga è un’ammissione di colpevolezza — dichiarò Burton. Si sentiva imbestialire. L’umanità era dunque un gregge marchiato per qualche strano scopo?

Quel pomeriggio i tamburi segnalarono che Spruce era stato catturato. Tre ore dopo si trovava davanti al tavolo del Consiglio, nella sala riunioni ricostruita dopo l’incendio. L’interrogatorio venne condotto a porte chiuse, perché i consiglieri sentivano che la faccenda sarebbe stata sistemata meglio senza pubblico. Però Monat, Kazz, e Frigate, erano presenti.

— Tanto vale che ti dica subito — iniziò Burton — che abbiamo deciso di ricorrere a qualunque mezzo pur di strapparti la verità. Usare la tortura è contrario ai princìpi di tutti coloro che siedono a questo tavolo. Noi proviamo disprezzo e ripugnanza per chi fa ricorso alla tortura. Ma siamo sicuri che questo è un caso in cui i princìpi vanno accantonati.

— I princìpi non vanno mai accantonati — replicò Spruce con voce ferma. — Il fine non giustifica mai i mezzi. Neppure se restar fedeli ai princìpi significa essere sconfitti, morire, o rimanere nell’ignoranza.

— La posta in gioco è troppo alta — disse Targoff. — Io, che sono stato vittima di uomini senza princìpi, e Ruach, che fu torturato parecchie volte, siamo d’accordo con gli altri: se vi saremo costretti useremo su di te il fuoco e il coltello. È necessario che scopriamo la verità. E ora dimmi: sei uno degli autori di questa resurrezione?

— Se mi torturerete non sarete migliori di Goering e di quelli del suo stampo — rispose Spruce. La sua voce andava facendosi meno ferma. — Anzi, sarete peggiori, perché volete costringervi ad imitarlo per ottenere qualcosa che forse neppure esiste. O che, se esiste, può non valere tale prezzo.

— Dicci la verità — replicò Targoff. — Non mentire. Sappiamo che sei un agente, e forse uno dei diretti responsabili della resurrezione.

— Là su quella pietra arde un fuoco — disse Burton. — Se non ti decidi a parlare subito… be’, la cottura che subirai sarà la più piccola delle tue sofferenze. Io sono un’autorità sui sistemi di tortura cinesi e arabi. Ti assicuro che questi popoli conoscevano dei metodi assai raffinati per cavar fuori la verità. E io non ho alcuno scrupolo a mettere in pratica le mie cognizioni.

Spruce, pallido e sudato, replicò: — Facendo così potresti privarti della vita eterna. O almeno, questo ti riporterebbe molto indietro nel tuo viaggio e allontanerebbe da te la meta finale.

— Cosa vuoi dire? — esclamò Burton.

Spruce non gli rispose, e invece mormorò: — Non possiamo sopportare il dolore. Siamo troppo sensibili.

— Allora hai intenzione di parlare? — chiese Targoff.

— Perfino il pensiero dell’autodistruzione è doloroso, e ad essa non bisogna mai fare ricorso se non in caso di necessità assoluta — bofonchiò Spruce. — Anche sapendo che dopo si rivivrà ancora.

— Mettetelo sul fuoco — ordinò Targoff ai due uomini che tenevano Spruce.

Monat s’intromise. — Un momento solo. Spruce, la scienza del mio popolo era molto più avanzata di quella dei terrestri, per cui io sono più adatto a formulare un’ipotesi probabile. Forse possiamo risparmiarti il dolore del fuoco, e il dolore di tradire la tua missione: basta che tu confermi quello che dirò. In questo modo non ci sarà da parte tua un vero e proprio tradimento.

— Ti ascolto — replicò Spruce.

— Secondo la mia ipotesi tu sei un terrestre, e appartieni a un’epoca situata in un lontano futuro rispetto all’anno 2008. Devi essere il discendente di uno dei pochi che sopravvissero alla morte data dal mio proiettore. A giudicare dalla tecnologia e dall’energia necessarie per rimodellare la superficie di questo pianeta in un unico enorme Fiume, la tua epoca dovrebbe essere collocata ben più in là del ventunesimo secolo. Diciamo nel cinquantesimo?

Spruce diede un’occhiata al fuoco, poi rispose: — Aggiungi altri duemila anni.

— Se le dimensioni di questo pianeta sono all’incirca quelle della Terra, il numero di abitanti non può essere di molto maggiore. Dove sono allora gli altri? I nati morti, i bambini morti prima del quinto anno, i dementi e gli idioti, e quelli che vissero dopo il ventesimo secolo?

— Sono in un altro luogo — rispose Spruce. Diede ancora un’occhiata al fuoco e serrò le labbra.

— Il mio popolo — continuò Monat — era convinto che prima o poi avrebbe potuto esplorare il passato. Senza entrare nei dettagli, questa teoria sosteneva la possibilità di vedere, e quindi registrare, i fatti già avvenuti. I viaggi nel tempo, naturalmente, sono pura fantasia. Ma se la tua civiltà fosse in grado di realizzare quello che per noi era solo una teoria? Se voi aveste registrato ogni essere umano mai vissuto? E scovato questo pianeta e costruito questa valle? Da qualche parte, forse sotto la vera superficie del pianeta stesso, ci sarebbero dei convertitori energia-materia, alimentati ad esempio dal calore del nucleo allo stato di plasma, nonché le registrazioni occorrenti per ricreare i corpi. Mediante tecniche biologiche i corpi verrebbero ringiovaniti, occhi, arti e così via ripristinati, e gli eventuali difetti fisici corretti.

«Dopo di che — continuò Monat — avete fatto le registrazioni dei corpi testé creati, immagazzinandole tutte in un archivio, e avete distrutto i corpi ricreandoli poi mediante lo stesso metallo conduttore che serve a riempire i graal. Questo potrebbe essere sepolto sotto terra. Secondo tale ipotesi, dunque, la resurrezione si spiega senza dover ricorrere al soprannaturale. Ma la questione fondamentale è: perché?

— Se fosse in tuo potere fare questo, non pensi che sarebbe anche un dovere etico? — ribatté Spruce.

— Sì, ma farei risorgere solo chi ne fosse degno.

— E se gli altri non accertassero i tuoi criteri? — obiettò Spruce. — Ritieni davvero di essere abbastanza saggio e buono da poter giudicare? Vorresti innalzarti al livello di Dio? No, tutti devono avere una seconda possibilità, per quanto bestiali o egoisti o meschini o stupidi siano stati. Dopo di che dipenderà da loro…

Spruce s’interruppe, come se si fosse pentito del suo sfogo e avesse deciso di non aggiungere altro.

— Inoltre — disse Monat — voi volevate studiare l’umanità del passato, e registrare tutte le lingue usate nel corso dei tempi, le usanze, i sistemi filosofici, la vita degli uomini importanti. Per far questo avevate bisogno di agenti, che si fingessero dei risorti e si mescolassero al Popolo del Fiume effettuando indagini, osservando, esaminando. Quanto tempo richiederà questo studio? Mille anni? Due? Dieci? Un milione? E per quanto riguarda la nostra collocazione? Dobbiamo stare qui per sempre?

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