Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Социально-философская фантастика » Il giorno del perdono [Four Ways to Forgiveness - it]
Il giorno del perdono [Four Ways to Forgiveness - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il giorno del perdono [Four Ways to Forgiveness - it]

Электронная книга - «Il giorno del perdono [Four Ways to Forgiveness - it]». Краткое содержание книги:

Si tratta di quattro romanzi brevi collegati che hanno per sfondo l'universo futuro «hainita». In Tradimenti un'insegnante a riposo nelle remote paludi di Yeowe aiuta il rivoluzionario Abbarkam a venire a patti con la sua coscienza. Ne Il giorno del perdono è la giovane inviata dell'Ekumene nel regno del Gatay su Werel ad aiutare la sua guardia del corpo Teyeo a riprendersi fisicamente dopo una rivolta. La terza e quarta storia sono ancor più collegate e formano una specie di romanzo: Un uomo del popolo narra la vicenda di un nativo del pianeta Stse che diventa l'elemento basilare nella battaglia per l'equità dei diritti tra uomini e donne, mentre La liberazione della donna narra la storia del movimento di liberazione creato su Yeowe.
1 ... 35 36 37 38 39 40 41 42 43 ... 68
Перейти на страницу:

«Sono qui per fare da tramite tra la tua gente e l'Ekumene. Ma ho bisogno di tempo,» disse. «Ho bisogno di imparare.»

«Tutto il tempo che vuole. Sappiamo di non poter cambiare la mentalità da capetto in un giorno o in un anno. Occorre educazione.» Pronunciò quella parola come se fosse sacra. «Ci vorrà molto tempo. Si prenda tutto il tempo che le occorre. Ci basta sapere che ci ascolterà.»

«Vi ascolterò.»

Lei emise un lungo sospiro, e riprese il lavoro a maglia. Poi aggiunse, «Non sarà facile ascoltarci».

Lui era stanco. L'intensità di quel discorso era più di quanto potesse reggere al momento. Non capiva cosa intendesse dire Yeron. Un silenzio educato è il modo in uso tra gli adulti per far capire che non si capisce. Non disse nulla.

Lei lo guardò. «Come faremo per arrivare fino a lei? Vede, è un problema. Come le ho detto, non siamo niente. Possiamo arrivare a lei come infermiere, come domestiche, come donne che le lavano i panni. Siamo separate dai capi. Non partecipiamo ai consigli. A tavola serviamo, non partecipiamo al banchetto.»

«Dimmi…» Esitò. «Dimmi come iniziare. Chiedi di vedermi, se puoi. Vieni come puoi se… se non c'è rischio.» Era sempre stato pronto nell'apprendere qualsiasi lezione. «Io ascolterò. Farò quel che sarà in mio potere.» Non avrebbe mai appreso la diffidenza.

Lei si chinò a sfiorarlo con un lieve bacio sulla bocca. Le sue labbra erano leggere, asciutte, morbide. «Ecco,» disse, «nessun capo le darà mai questo.»

Riprese il lavoro a maglia. Lui s'era quasi addormentato quando gli chiese, «Sua madre è viva, signor Havzhiva?»

«Tutta la mia gente è morta.»

Lei emise un lieve lamento. «Che cosa triste!» disse. «E non ha una moglie?»

«No.»

«Noi saremo per lei madri, sorelle, figlie. Saremo la sua gente. L'ho baciato in pegno dell'amore che sarà fra noi. Vedrà!»

«Ecco l'elenco degli invitati al ricevimento, signor Yehedarhed,» disse Doranden, l'addetto alle relazioni tra il Capo e il Vice-Nunzio.

Havzhiva esaminò attentamente la lista sullo schermo manuale, arrivò in fondo e disse, «E il resto?»

«Scusi, signor Nunzio, ci sono forse delle omissioni? Questo è l'elenco completo.»

«Ma sono tutti uomini!»

Nell'infinitesima frazione di secondo che precedette la risposta di Doranden, Havzhiva sentì oscillare l'ago della bilancia della sua vita.

«Desidera che gli ospiti portino con sé le loro mogli? Ma certo! Se questa è l'usanza dell'Ekumene, saremo ben lieti di invitare le signore!»

C'era una punta di disprezzo nella piega delle labbra quando gli uomini di Yeowe pronunciavano la parola "signore", parola che Havzhiva aveva pensato si riferisse solo alle donne della classe dominante su Werel. L'ago della bilancia precipitò. «Quali signore?» chiese accigliato. «Parlo di donne. Non fanno forse parte di questa società?»

Era molto teso nel parlare, perché si rendeva conto della sua totale ignoranza di ciò che lì poteva costituire un pericolo. Se una passeggiata per una strada tranquilla aveva quasi rischiato di essergli fatale, mettere in imbarazzo l'addetto alle relazioni col Capo poteva esserlo del tutto. Doranden, sicuramente imbarazzato, costernato, aprì la bocca e la richiuse subito.

«Sono desolato, signor Doranden, voglia scusare la mia scarsa attitudine all'umorismo. So benissimo che le donne occupano posti di responsabilità in ogni settore della vostra società. Intendevo semplicemente dire, con espressione stupidamente inappropriata, che sarei molto felice di invitare al ricevimento alcune di queste signore con i loro mariti, insieme alle mogli degli altri invitati. Sto forse facendo una terribile confusione riguardo alle vostre usanze? Non mi era parso che su Werel ci fosse segregazione sociale dei sessi. La prego, se ho sbagliato, di scusare ancora una volta la mia ignoranza di forestiero.»

L'eloquenza è metà della diplomazia, aveva già deciso Havzhiva, l'altra metà è il silenzio.

Doranden optò per quest'ultimo, e tra le sincere rassicurazioni si accomiatò. Havzhiva rimase sulle spine fino alla mattina seguente, quando Doranden apparve con un elenco aggiornato comprendente undici nomi nuovi, tutti di donne. C'erano una preside di scuola e un paio d'insegnanti, le rimanenti erano tutte designate come "in pensione".

«Ottimo, ottimo,» commentò Havzhiva. «Posso aggiungere un altro nome?»

«Certo, certo, chiunque Sua Eccellenza gradisca…»

«La dottoressa Yeron.»

Di nuovo quella frazione infinitesimale di secondo, il granello di sabbia gettato sul piatto della bilancia. A Doranden era già noto quel nome. «Sì,» disse.

«Vede, la dottoressa Yeron mi ha fatto da infermiera nel vostro eccellente ospedale. Abbiamo fatto amicizia. Un'infermiera qualsiasi sarebbe forse poco adatta in una compagnia così selezionata, ma ho visto che ci sono molti altri medici nella nostra lista.»

«Abbastanza,» ammise Doranden. Era stupefatto. Il Capo e i suoi collaboratori avevano preso l'abitudine di trattare con condiscendenza il Vice-Nunzio, seppur con la dovuta delicatezza e riguardo. Un convalescente, benché ormai ristabilito, una vittima, un uomo di pace, che ignorava l'attacco e perfino l'autodifesa, uno studioso, uno straniero, insomma, un uomo di mondo. Era all'incirca così che lo vedevano, e lui lo sapeva. Per quanto lo tenessero in considerazione come simbolo e come mezzo per il raggiungimento dei loro scopi, lo consideravano un uomo irrilevante. Lui era d'accordo sul dato di fatto, ma non sul grado della sua irrilevanza. Sapeva che quel che faceva poteva essere di qualche rilievo. Lo aveva appena constatato.

«Lei certamente comprende la necessità di avere una scorta, Nunzio!» gli disse il generale con una certa impazienza.

«È una città pericolosa, generale Denkam, sì, lo capisco. Pericolosa per chiunque. Vedo bande di giovani, come quelli che mi hanno aggredito, che spadroneggiano per le strade senza che la polizia possa fare più di tanto. Ogni bambino, ogni donna avrebbe bisogno di una guardia del corpo. Mi turba profondamente l'idea che quel che dovrebbe spettare di diritto a ciascun abitante debba essere un mio privilegio speciale.»

Il generale trasalì, ma non cedette le armi. «Non possiamo permettere che si faccia assassinare,» disse.

A Havzhiva non dispiaceva la brutale franchezza degli Yeowiani. «Non intendo affatto farmi assassinare,» rispose. «Avrei un suggerimento, generale. Ci sono delle donne-poliziotto, una divisione femminile del corpo di polizia cittadino, vero? Potreste scegliere tra di loro le mie guardie del corpo. In fin dei conti, una donna armata è altrettanto temibile di un uomo armato, no? E io sarei felice di rendere onore al grande contributo dato dalle donne alla conquista della libertà di Yeowe, come ha detto così elegantemente il Capo nel suo discorso di ieri.»

Il generale uscì con una faccia impietrita.

Havzhiva non amava particolarmente le sue guardie del corpo. Erano donne dure, rudi, scorbutiche, e parlavano un dialetto che capiva a malapena. Molte di loro avevano dei figli a casa, ma si rifiutavano di parlare della loro prole. Erano truci ed efficienti. Era ben protetto. Notò che, da quando andava in giro con queste guardie dallo sguardo di ghiaccio, la gente della città aveva cominciato a guardarlo con occhio diverso, divertito e amichevole. Sentì un vecchietto al mercato che diceva, «Quello lì è uno che se ne intende!»

Tutti chiamavano "Capo" il Capo, tranne che in sua presenza. «Signor Presidente,» disse Havzhiva, «non è affatto questione di principi dell'Ekumene o di tradizione hainese. Considerazioni del genere non hanno e non dovrebbero avere il minimo valore, la minima importanza qui su Yeowe. È il vostro mondo.»

1 ... 35 36 37 38 39 40 41 42 43 ... 68
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)