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Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]

Электронная книга - «Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]». Краткое содержание книги:

Vincitore del John W. Campbell Memorial Award, ambito premio statunitense riservato agli autori più promettenti, Il sogno di Lincoln (1987) è il primo romanzo importante di Conie Willis, un’autrice che si è poi segnalata con opere di tutto rispetto.
Che accadrebbe se una donna dei nostri tempi scoprisse di poter viaggiare nel tempo grazie ai suoi poteri mentali, in particolare a una specie di ponte psichico stabilito con il generale Robert Lee, il grande sconfitto della guerra civile? Da questa premessa parte un romanzo appassionante, una cruda e realistica ricostruzione della guerra civile americana e del suo mondo, ma anche un’avventura ricca di imprevisti: per esempio; che ruolo ha nella vicenda il cavallo di Lee, Traveller? E perché un uomo dei nostri glomi sembra inspiegabilmente identificarsi con lui? Lo scoprirete con Connie Willis.
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— Perché non chiediamo a qualcuno dov’è il nostro reggimento? — fece Ben.

Malachi indicò dietro di loro. oltre il campo di granturco, la strada e una trincea piena di uomini. Laggiù non c’era troppa nebbia e Ben poté vedere il sole brillare sulle baionette. — Ci gioco la testa che sono quelli, ma come diavolo facciamo a raggiungerli? Siamo tagliati fuori ed è meglio restare qui.

Malachi gridò la risposta, che Ben poté capire solo dal movimento delle labbra. Il crepitare dei fucili diventava più forte di minuto in minuto, ogni sparo aveva smesso di essere un rumore separato e tutto si fondeva in un rotolare di tuono. Solo dal fumo Ben capiva quando i fucili stavano sparando.

— Via! — gridò Malachi. Ben non sentì nemmeno quello, però iniziò a correre, tenendo la testa bassa come per evitare il rumore.

Finirono diritti contro un cannone. La canna era esplosa e gli uomini che lo circondavano giacevano sulla schiena. Un uomo con il cappello di paglia e un ragazzo stavano tentando di liberare i cavalli dal carro che lo trasportava. Un tenente arrivò a cavallo e gridò: — Tirate indietro quei cavalli! — e Ben si stupì di udire la sua voce. — Voi due! Aiutatelo! — disse, indicando con la spada il ragazzo, che stava lottando con le redini.

L’uomo con il cappello di paglia aveva sganciato le briglie, ma i cavalli erano rimasti impigliati. Una delle corde era arrotolata attorno alla zampa posteriore del cavallo. E più tentava di liberarsi più rimaneva impigliato.

Ben afferrò le redini del cavallo e tentò di farlo star fermo. Malachi, di lato, cercò di farlo arretrare verso il carro. L’uomo con il cappello di paglia si infilò sotto per tagliare la fune, ma il cavallo nitrì e tentò di impennarsi.

— Sta fermo, dannato scemo — gridò Malachi al cavallo. — Vuoi farti ammazzare?

Ben fece un passo indietro, per sottrarsi agli zoccoli, senza mollare le redini. — Tienilo fermo, dannazione! — gridò Malachi.

Ci fu un tremendo rombo. Ben fu sorpreso di poterlo udire. Terra ed erba e pezzi di metallo volarono davanti al carro e il cavallo piombò sulle zampe anteriori, a corpo morto, e poi si rovesciò di lato addosso a Malachi. Ben si precipitò. Il peso del cavallo era tutto sul petto di Malachi. — Dannato cavallo, sporco cretino — fece Malachi. — Levati!

Ben riuscì a prenderlo per le spalle, ma non a trascinarlo fuori da sotto. Si alzò per chiamare il ragazzo, ma non vide più nessuno intorno. L’uomo con il cappello di paglia pendeva dal fianco del carro, e le sue braccia andavano su e giù come rami al vento.

— Ho sempre odiato i cavalli — disse Malachi con voce chiara e forte che Ben non ebbe difficoltà a udire. — Un dannato stallone grigio mi morsicò alle chiappe quand’ero ragazzo, e da allora non mi sono mai fidato.

Ben stringeva ancora le redini. Fece un passo indietro e tirò con tutta la sua forza, e la testa del cavallo si spostò leggermente. Il collo sembrava essersi allungato in modo innaturale, come un elastico teso. Ben tirò di nuovo.

— E poi un altro dannato cavallo si ferisce al piede, e io devo alzargli la zampa per guardare lo zoccolo. Ma lui non vuole, e allora io devo piegarmi per vedere — disse. Un rivoletto di sangue e muco gli uscì dal naso. Lui soffiò e proseguì — Mi molla un calcio fra stomaco e pancia, e io devo andare avanti a brodini per due settimane.

Ben lasciò cadere le redini e si chinò vicino a Malachi. Infilò le braccia sotto il ventre del cavallo e tentò di alzarlo. — Non ce la fai a scivolare fuori? — chiese.

— Dopo una cosa così sei sempre a guardarti alle spalle, e non avrei mai pensato che uno scemo di cavallo potesse cadermi addosso di fianco. — Un rivolo più grosso di sangue gli uscì dalla bocca e scese fra la barba.

— Malachi? — chiese Ben, anche se sapeva che Malachi era morto. Si rialzò. I combattimenti si erano spostati verso sud, verso Sharpsburg. Ben adesso poteva distinguere i colpi singoli dei fucili. Guardò Malachi a terra. Uno degli stivali spuntava da sotto la coda del cavallo, l’altro era per metà sotto una zampa. Ben si chinò e tolse lo stivale. Malachi non portava calze, e aveva una vescica bluastra sul calcagno. Ben capovolse lo stivale. Poi lo posò a terra e iniziò a togliere l’altro.

— Ehi tu! — gridò un uomo a cavallo. Era lo stesso tenente che prima aveva ordinato di liberare i cavalli. Mosse la spada verso Ben. — Vieni via da lì! Di che reggimento sei?

Lo stivale si sfilò e Ben si rialzò, tenedolo in mano. — Stavo cercando…

— Stavi cercando di procurarti un paio di stivali. Torna al tuo reggimento prima che ti faccia incriminare per saccheggio! — Mosse la spada minacciosamente.

Ben infilò la mano nello stivale e ne trasse un rettangolo di carta umida. — Non hai il diritto di parlarmi in questo modo — disse. — Stavo solo cercando di essere utile. — Si chinò e infilò il pezzo di carta nella tasca della camicia di Malachi, poi si voltò e discese la collina in direzione degli spari.

Nella versione originale Ben non riusciva a scoprire che cosa fosse accaduto a Malachi. L’aveva semplicemente perso di vista, come era successo a chissà quanti altri soldati ad Antietam a Fredericksburg o a Chancellorsville. — È morto? — avevo chiesto a Broun dopo aver letto la prima stesura.

— Morto? Diavolo, no, un vecchio stalliere come Malachi è troppo furbo per morire. Ha tagliato la corda in California dopo Gettysburg.

Broun aveva riscritto la scena perché era furioso con me, ma che cosa aveva cercato di comunicare? Forse si identificava con Malachi, mentre lottava contro un assistente recalcitrante che non voleva cooperare neppure per il proprio bene, oppure si identificava con Ben, che stava solo cercando di essere utile e si ritrovava minacciato di esecuzione per saccheggio, a dispetto del proprio dolore. Broun era irritato contro di me, quel pomeriggio, ma era anche preoccupato. Mi aveva appena chiesto se non fossi un paziente di Richard, se non stessi prendendo medicine. Forse aveva scritto quel capitolo per mostrarmi che era preoccupato per me, che voleva solo aiutarmi.

Guardai l’orologio. Erano le undici e mezzo, le otto e mezzo in California, e Dio sapeva che ore fossero nel Nord Virginia o in Pennsylvania o dovunque si trovasse Lee quella notte. Annie sospirò nel sonno e si girò. Misi la catena alla porta e spostai la poltrona vicino. Rimasi in piedi per un po’, a guardarla dormire, senza poterla aiutare, poi mi sedetti a leggere.

Ben trasportò soldati feriti per tutto il pomeriggio. Il fratello di Ben, nell’esercito dell’Unione, riuscì ad uscire dal Bosco Orientale e ad attraversare la Sunken Road prima di essere colpito al fianco. Rimase immobile al sole cocente per diverso tempo, poi riuscì a strisciare fin sotto un mucchio di fieno, dove svenne. Alle due e mezzo una palla di mortaio incendiò il fieno e lui fu bruciato vivo.

— Non possono tenere quella postazione — disse Annie. Sedette e gettò giù le gambe dal letto. — Gliel’ho detto… — Si alzò.

Gettai uno sguardo alla porta, anche se avevo appena agganciato la catena, e feci per precauzione un passo in quella direzione; ma lei sedette ancora sul letto e mise le braccia attorno alla testiera di legno. — Colpa mia — disse, in un sussurro.

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