Gelsomino nel paese dei bugiardi
- Автор: Родари Джанни
- Язык: итальянский
- Жанр: Детская проза
Электронная книга - «Gelsomino nel paese dei bugiardi». Краткое содержание книги:
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando a casaccio,
capitò nel paese
degli uomini di ghiaccio.
Vivevano in frigorifero
con l'acqua minerale,
con il latte, la carne
e il brodo vegetale.
Se qualcuno per sbaglio
apriva lo sportello
gridavano: — Chiudete!
Ci si disfa il cervello!
Mangiavano soltanto
gelati e cremini,
coi cubetti di ghiaccio
si facevano i cuscini.
— Al sole ci state mai? —
Giovannino domandò.
— Al sole? Tu sei matto…
Ci scioglierebbe. Ohibò!
— E il cuore ce l'avete
in quel petto ghiacciato?
— Il cuore? Scaldava troppo,
lo abbiamo eliminato.
«Che popolo sottozero, —
si disse Giovannino,
— mi si gelano le orecchie
solo a stargli vicino».
GLI UOMINI DI GOMMA
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in cavallo a dondolo,
capitò nel paese
più elastico del mondo.
Era un paese instabile,
acrobatico, insomma
era giusto il paese
degli uomini di gomma.
Per le strade vedevi
simpatiche persone
che saltavano e rotolavano
anche meglio di un pallone.
Se cadevano si rialzavano
senza una sbucciatura:
di picchiare il capo nel muro
non avevano paura.
Avevano di gomma
le mani, i piedi, il naso,
ma il nostro Giovannino
era poco persuaso…
— In testa, che ci avete?
— Aria, naturalmente.
— E come fate a pensare?
— Non pensiamo per niente.
— Ecco, volevo ben dire…
Il paese pareva bello,
ma la testa qui serve solo
per tenerci il cappello.
IL PIANETA NUVOLOSO
Giovannino Perdigiorno,
con tempo piovoso,
sbarcò da un'astronave
sul Pianeta Nuvoloso.
Su quel mondo tutto grigio
non ci sono che nuvole:
sono nuvole i monti,
sono nuvole gli alberi.
Ci sono città di nuvole
e uomini-nuvoloni,
che fanno la faccia scura
e mandano lampi e tuoni.
Corrono per le strade
nuvolette nere che mai:
sono nuvole-automobili
e nuvole-tramvai.
Ci sono nuvole-gatti
sui tetti di nuvolaglia
e cacciano topi-nuvole
schizzando tra la fanghiglia.
Giovannino non resiste
a tanta nuvolosità
e fugge in cerca di sole
tre Galassie più in là.
IL PIANETA MALINCONICO
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in supersonico,
capitò nella capitale
del Pianeta Malinconico.
Era un giorno di sole,
l'aria calda e turchina,
ma la gente per la strada
camminava a testa china
e diceva: — Che peccato,
questo tempo non durerà,
chi sa che nubifragio
domani scoppierà!
Al ristorante il cibo
era buono, a buon mercato,
ma i clienti borbottavano:
— Che peccato, che peccato,
dopo il bello viene il brutto,
dunque purtroppo è chiaro
che domani si mangerà male
e si pagherà caro…
Chi prendeva dieci a scuola
diventava d'umor nero
e piangeva: — Sarà triste,
domani, prendere zero!
Cielo, che pessimisti, —
Giovannino rifletté,
— questo mondo senza speranza
proprio non fa per me.
IL PIANETA FANCIULLO
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando per trastullo
capitò con sorpresa
sul Pianeta Fanciullo.
Ma chiamarlo pianeta
è quasi un'esagerazione:
si tratta di un minimondo,
in una minicostellazione.
Tutto è mini, lassù:
minimonti, mari mini…
nelle città in miniatura
ci stanno mini-cittadini…
Ma guardali un po' meglio
e il mistero scoprirai:
sono tutti bambini
che non crescono mai.
Di diventare grandi
non ne vogliono sapere:
così sono felici,
così vogliono rimanere…
I grandi non hanno giocattoli,
ai giardini non ci vanno,
hanno solo brutti pensieri
tutti i giorni dell'anno…
Noi stiamo bene così,
senza preoccupazioni… —
E Giovannino disse:
Arrivederci, fifoni!
GLI UOMINI PIÙ
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in su e in giù,
capitò nel paese
degli uomini Più.
Ciascuno degli abitanti
di quella strana città
è campione del mondo
in qualche specialità.
Il sindaco, per esempio,
è il più magro del mondo:
poi c'è l'uomo più forte,
il più debole, il più rotondo.
C'è il più ricco, naturalmente,
ed ha come vicino
il più povero, con suo figlio,
che è il più poverino.
C'è l'uomo più duro,
fatto tutto di sasso,
e poi c'è il più veloce,
il più alto, il più basso.
Ma il più buono non c'era.
E chi mai lo troverà?
È tanto buono che
di esserlo non sa.
GLI UOMINI DI CARTA
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando sempre in quarta,
capitò nel paese
degli uomini di carta.
C'erano gli uomini a righe
e gli uomini a quadretti,
perché li avevano fatti
con la carta dei quadernetti.
Il più forte del paese
era un uomo di cartone
e portava una medaglia
con su scritto: Campione.
Poi c'era una ragazza
di carta velina,
leggera come una piuma:
faceva la ballerina.
Le case erano piccole,
di carta colorata
e avevano per tetto
una cartolina illustrata.
Sospirò Giovannino:
— La carta costa poco…
Dare una casa a tutti,
da queste parti, è un gioco…
GLI UOMINI DI TABACCO
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando col suo sacco,
capitò nel paese
degli uomini di tabacco.
Questi uomini in generale
sono fatti cosi:
per naso hanno una pipa
e fumano di lì.
Al posto dei capelli
hanno tante sigarette
che mandano tutto il giorno
azzurre nuvolette.
Mangiano fumo a pranzo,
mangiano fumo a cena:
l'aria di quel paese
di fumo è sempre piena.
Fumano le montagne
senza essere vulcani:
nei giardini niente fiori,
solo sigari toscani.
Giovannino tossiva:
— Diavolo d'un posto!
Qui c'è soltanto fumo
e nemmeno un po' d'arrosto.
GLI UOMINI A VENTO
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in bastimento,
capitò nel paese
degli uomini a vento.
La gente, a prima vista,
pareva tanto normale:
chi col cappello, chi senza,
e niente di speciale.