Gelsomino nel paese dei bugiardi
- Автор: Родари Джанни
- Язык: итальянский
- Жанр: Детская проза
Электронная книга - «Gelsomino nel paese dei bugiardi». Краткое содержание книги:
cresciuto nei suoi banchi.
Quanti capelli bianchi
stanno in testa al nonnino?
Uno per ogni fiaba
che incanta il nipotino.
IL PANE
Dedicata a Benvenuto-Mai seduto
S'io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.
Un pane più grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.
Un pane così
verrebbero a mangiarlo
dall'India e dal Chilì
poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data
da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia.
PROVERBI DI GELSOMINO
Chi non ama le querce
al bosco non deve andare.
A pascolar le bisce
un pazzo non mandare.
Non ha due cervelli
chi non ha due teste.
Non accendere i lampi
se non vuoi le tempeste.
Chi ride tutti i mesi
sta allegro tutto l'anno.
Non rifiutare la luna
se te la danno.
LE TASCHE DI GELSOMINO
Prima tasca il fazzoletto,
seconda tasca il portafortuna,
terza tasca il portamonete,
ma di monete non ce n'è una.
STORIA DEL PESCE-MARTELLO
Il pesce-martello è disperato:
un pesce incudine non ha trovato;
non ha trovato in alcun modo
ne un pesce-muro ne un pesce-chiodo;
non una volta gli succede
di schiacciare un pesce-piede
e nemmeno si è mai sentito
che abbia ammaccato un pesce-dito.
Perciò si lamenta: «Che ci sto a fare
se non ho niente da martellare?
Avevo una scarpa, proprio una sola
mi divertivo a batter la suola.
Uri pescatore me la pescò.
Che dovrei dirgli? Buon pranzo, buon prò».
CANZONCINA INGLESE
— Dove sei stata, micia micina?
— A Londra a vedere la regina.
— Cos'hai trovato a Londra di buono?
— Un topo che stava sotto il trono!
UN'ALTRA CANZONCINA INGLESE
Tre dottori di Salamanca
si misero in mare su una panca,
e se non andavano subito a fondo
facevano certo il giro del mondo.
Tre dottori di Saragozza
si misero in mare in una tinozza,
e se la tinozza a galla restava
qui la storiella non terminava.
TERZA CANZONCINA INGLESE
Una volta c'era un vecchietto
che andava nel Canadà.
E questa è la metà.
Portava un cartoccetto
di pane col prosciutto.
E questo è tutto.
IL GIOCO DEI «SE»
Se comandasse Arlecchino
il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.
CANZONETTA DI NATALE
Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
«Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d'oro e d'argento!»
Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
«Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso!»
Se comandasse il pastore
del presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
«Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino!»
Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente:
se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l'anno!
I VIAGGI DI GIOVANNINO PERDIGIORNO
GLI UOMINI DI ZUCCHERO
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in elicottero,
arrivò nel paese
degli uomini di zucchero.
Dolcissimo paese!
E che uomini carini!
Sono bianchi, sono dolci,
si misurano a cucchiaini.
Portano nomi soavi:
Zolletta, Dolcecuore,
e il loro rè si chiama
Glucosio il Dolcificatore.
Anche la geografia
laggiù è una dolce cosa:
c'è il monte San Dolcino,
la città di Vanigliosa.
Ci si mangia pan di miele,
si beve acqua caramellata,
si mette la saccarina
perfino nell'insalata.
— Ma almeno ce l'avete
un po' di sale in zucca?
No? Allora me la batto:
questo paese mi stucca.
IL PIANETA DI CIOCCOLATO
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in accelerato,
capitò senza sospetto
sul pianeta di cioccolato.
Di cioccolato le strade,
le case, le vetture,
le piante, foglia per foglia,
e i fiori, invece, pure.
Di cioccolato i monti:
gli alpinisti li scalavano,
ma non fin sulla cima,
perché se la mangiavano.
Di cioccolato i banchi
della scuola e s'intende
che i ragazzi ci studiavano
magnifiche merende.
Insomma, per farla corta,
in quel paese raro
era dolce perfino
il cioccolato amaro.
Giovannino, dopo un mese
di fondente sopraffino,
pensò: «Se resto ancora
divento un cioccolatino…
Magari divento un uovo
con dentro la sorpresa…
Signori, me ne vado,
vi saluto, senza offesa».
GLI UOMINI DI SAPONE
Giovannino Perdigiorno,
viaggiando in carrozzone,
capitò nel paese
degli uomini di sapone.
Gli uomini di sapone
e le loro signore
sono sempre puliti
e mandano buon odore.
Sono bolle di sapone
le loro parole,
escono dalla bocca
e danzano al sole.
Fa le bolle il papà
quando sgrida il bambino,
fa le bolle il professore
mentre spiega il latino.
Nelle case, per le strade,
dappertutto, in ogni momento,
milioni di bolle
volano via col vento.
Il vento le fa scoppiare
silenziosamente…
e di tante belle parole
non rimane più niente.
GLI UOMINI DI GHIACCIO