Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » L'ultima fase [Blood Music - it]
L'ultima fase [Blood Music - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ultima fase [Blood Music - it]

Электронная книга - «L'ultima fase [Blood Music - it]». Краткое содержание книги:

Vergil Ulam, brillante ricercatore dei Genetron Labs, sta lavorando segretamente ad un esperimento che promette risultati sensazionali, e cioè la produzione di nuclei intelligenti di materia cellulare, capaci di evolversi e di apprendere con straordinaria rapidità. Ma quando Ulam infrange le norme di sicurezza del laboratorio e viene licenziato, si rifiuta di distruggere il frutto delle sue ricerche, come gli è stato ordinato, e decide invece di iniettarsi nel sangue le colonie cellulari, e diventare così egli stesso la cavia di un nuovo straordinario esperimento. Ma sarà il primo di un incredibile processo di mutazione e trasformazione, i cui limiti non sono facilmente immaginabili, perché infatti è subito chiaro che questa forma di intelligenza virale può assorbire e riplasmare qualsiasi materia vivente. Un’epidemia assolutamente inattaccabile, un vero e proprio universo di miliardi di cellule senzienti in frenetica espansione, che lentamente inghiottono l’America del Nord, trasformandola in uno scenario “alieno” che suscita al tempo stesso orrore e meraviglia. Ma si può parlare di catastrofe? O non è piuttosto un nuovo gradino nella scala dell’evoluzione? E che ne sarà dell’umanità, letteralmente trasfigurata da questi microscopici organismi che rappresentano una nuova dimensione di ciò che si può concepire come “vita”?

Nominato per il premio Nebula in 1985.
Nominato per i premi Hugo, Campbell e BSFA in 1976.
1 ... 21 22 23 24 25 26 27 28 29 ... 73
Перейти на страницу:

La lastra nera incisa con rosse lettere romane incorniciava il monticello coltivato a trifoglio coreano. Gli edifici più oltre si accordavano alle stesse linee solide e squadrate, anche se il cubo nero riservato alle ricerche per il Ministero della Difesa aveva un’aria macabra.

Al cancello un uomo robusto e segaligno in divisa blu uscì dal suo cubicolo e si chinò accanto al finestrino della Volkswagen. Esaminò Edward con pacata indifferenza. — Sì, signore?

— Sono qui per vedere il Dr. Bernard.

Il guardiano gli chiese un documento d’identità. Tornò poi nel cubicolo e leggendone gli estremi parlò al telefono con qualcuno per un paio di minuti. Quando ne uscì la sua espressione placida era immutata. — Non abbiamo un parcheggio per i visitatori. Prenda il numero 31 nello spazio riservato agli impiegati. Si trova dietro quella curva, sull’ala ovest dell’edificio, di fronte all’ingresso degli uffici. Deve entrare subito, senza gironzolare altrove.

— Naturalmente! — borbottò Edward, stizzito. — Dietro la curva — ripeté. Il guardiano annuì seccamente e rientrò nel suo cubicolo.

Edward seguì il sentiero in lastre di roccia fino all’ingresso degli uffici. Rossi papiri crescevano intorno a vasche di cemento piene di carpe rosa e dorate. La porta a vetri si aprì da sola davanti a lui, lasciandolo entrare in un’anticamera circolare fornita solo di un divano per i visitatori e di un tavolo con sopra giornali e riviste tecniche.

— Cosa posso fare per lei? — domandò la receptionist, una ragazza snella e attraente coi capelli accuratamente sollevati nella ciambella in quei giorni molto di moda e che Gail non poteva assolutamente soffrire.

— Il Dr. Bernard, per favore.

— Il Dr. Bernard? — si stupì lei. — Noi non abbiamo…

— Dr. Milligan? — disse una voce.

Edward si volse e vide il Dr. Bernard entrare dalla porta automatica. L’uomo sorrise alla receptionist. — Grazie, Janet. — Lei annuì e tornò a occuparsi delle chiamate telefoniche interne. — Prego, venga con me, Dr. Milligan. Avremo una sala-conferenze tutta per noi. — Condusse Edward fuori per la porta posteriore e poi lungo il sentiero in cemento che correva attorno al pianterreno dell’ala ovest.

Bernard indossava un elegante abito grigio che si accordava al colore dei suoi capelli; il suo profilo era magro e attraente, molto simile a quello di Leonard Bernstein, e non era difficile capire perché la stampa gli accordava spesso una copertina. Era un pioniere della scienza, e per di più fotogenico. — Qui teniamo molto alla sicurezza. È un obbligo imposto dal Governo dieci anni fa, come saprà. Una massa di idioti, a mio parere. Costringono i laboratori a circondarsi di reti elettrificate, e poi a ogni conferenza di studiosi circolano valanghe di notizie. Ma cosa c’è da aspettarsi quando i politicanti ignorano la realtà che ci sta intorno? — La domanda sembrava retorica. Edward si limitò ad annuire, poi ubbidì al gesto con cui l’altro lo indirizzava su per una scala d’acciaio verso il secondo piano.

— Ha visto Vergil di recente? — chiese Bernard, chiudendo dietro di sé la porta della stanza 245.

— Ieri.

Bernard accese le luci. Il locale non era più largo di cinque metri, fornito di un tavolo rotondo con quattro sedie e una lavagna sul muro. — Sediamoci — lo invitò. Edward prese una sedia e l’altro si accomodò di fronte a lui, poggiando i gomiti sul tavolo. — Ulam è brillante. E anche, non esito a dirlo, coraggioso.

— È mio amico. Sono molto preoccupato per lui.

Bernard alzò un dito. — Coraggioso… ma è stato un maledetto sciocco. Quel che gli è accaduto non avrebbe mai dovuto essere consentito. Può aver agito per cause di forza maggiore, però non ha scuse. Comunque, quel che è fatto è fatto. Lei sa tutto, presumo.

— Nelle linee generali — annuì Edward. — Ma non ho ancora capito come sia arrivato a quel punto.

— Neanche noi, Dr. Milligan. Questo è uno dei motivi per cui gli abbiamo offerto di nuovo un laboratorio. E una casa, intanto che cercheremo di capire meglio questa faccenda.

— Non può mostrarsi in pubblico — disse Edward.

— No, infatti. Stiamo costruendo un laboratorio isolato proprio ora. Ma siamo una compagnia privata, e le nostre risorse sono limitate.

— Questo dovrebbe essere riferito alla NIH e alla FDA.

Bernard sospirò. — Sì. Be’, se in questo momento la cosa trapelasse rischieremmo di perdere molto. Non sto parlando di decisioni manageriali… vedremo andare a gambe all’aria l’intera industria dei biochip. Le conseguenze nel mondo degli affari sarebbero clamorose.

— Vergil è molto malato. Fisicamente e mentalmente. Potrebbe morire.

— Non sono affatto certo che rischi la vita — disse Bernard. — Ma ci stiamo allontanando dal nocciolo della questione.

— Quale sarebbe il nocciolo? — sbottò Edward, irritato. — Suppongo che lei stia lavorando a braccetto con la Genetron, adesso… e parla tenendo presenti gli interessi della ditta. Cosa conta di guadagnarci la Genetron?

Bernard si appoggiò allo schienale della sedia. — Posso ipotizzare un gran numero di usi pratici per minuscoli elementi computerizzati a base biologica. Lei no? La Genetron ha già fatto questo passo. Ma il lavoro di Vergil è qualcosa di ancor più evoluto.

— Quali sviluppi prevede?

Il sorriso di Bernard fu luminoso e chiaramente falso. — Non sono veramente autorizzato a parlarne. Sarà qualcosa di rivoluzionario. Dovremo studiarlo in condizioni di laboratorio. Occorreranno esperimenti su animali. Bisognerà ripartire dall’inizio, naturalmente. Vergil è… uh, una colonia che non può essere trasferita. La coltura è basata sulle sue stesse cellule. Dovremo sviluppare organismi che non possano far scattare reazioni immunizzanti in altri animali.

— Come un’infezione? — chiese Edward.

— Suppongo che ci siano dei paralleli. Ma Vergil non è infetto o ammalato nel comune significato del termine.

— Gli esami che ho fatto io dicono che lo è — replicò Edward.

— Non credo che la normale diagnostica sia appropriata, le pare?

— Non lo so.

— Ascolti — disse Bernard, piegandosi in avanti. — Mi piacerebbe che venisse a lavorare con noi, una volta che Vergil sarà sistemato qui. La sua esperienza può esserci utile.

Dietro quell’offerta c’era un’intenzione così scoperta che Edward per poco non si alzò. — Che cosa pensa di trarre da tutto ciò? — chiese. — Intendo lei personalmente.

— Edward, io sono sempre stato un uomo d’avanguardia nella mia professione. Non vedo ragioni per cui non dovrei dare una mano qui. Con la mia esperienza del cervello e delle funzioni nervose, e le ricerche che ho fatto sull’intelligenza artificiale e in neurofisiologia…

— Potrebbe aiutare la Genetron a tenere alla larga un’indagine governativa — terminò Edward.

— Questo è molto poco gentile. È ingiusto e offensivo. — Per un momento Edward captò in Bernard un momento d’incertezza, e perfino di ansia.

— Forse lo sono — rispose. — E forse questa non è la peggiore fra le cose che possono succedere.

— Non la seguo — disse lo scienziato.

— Sogni premonitori, Mr. Bernard.

L’altro strinse le labbra e inarcò un sopracciglio. Quella era un’espressione che il pubblico non gli conosceva, e ben poco adatta alle copertine di Time, Mega o Rolling Stone: una smorfia perplessa e irritata. — Il nostro tempo è troppo prezioso per sprecarne ancora. Le ho fatto un’offerta in buona fede.

1 ... 21 22 23 24 25 26 27 28 29 ... 73
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)