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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Rivolse la sua mente al compito che li attendeva. Gli eserciti delle Marche di Confine non avevano mai spiegato perché avevano sfidato le tradizioni e la logica marciando a sud per trovare Rand. C’era disperatamente bisogno di loro. L’intervento di Rand a Maradon aveva salvato ciò che rimaneva della città, ma se quel genere di cose stava accadendo per tutto il confine con la Macchia...

Venti soldati — le lance tenute in alto con stretti stendardi rosso sangue che sventolavano da essi come pennacchi — intercettarono il gruppo di Rand molto prima che raggiungesse l’esercito. Rand si fermò e li lasciò avvicinare.

«Rand al’Thor» annunciò uno degli uomini. «Siamo rappresentanti dell’Unità del Confine. Forniremo una scorta.»

Rand annuì e la processione ricominciò ad avanzare, stavolta con delle guardie.

«Non ti hanno chiamato lord Drago» gli sussurrò Min. Lui annuì pensieroso. Forse gli uomini delle Marche di Confine non credevano che lui fosse il Drago Rinato.

«Non essere arrogante qui, Rand al’Thor» disse Cadsuane, avvicinandosi al trotto per cavalcare accanto a lui. «Ma non tirarti indietro. Molti uomini delle Marche di Confine risponderanno con la forza al vedere questo.»

Dunque. Cadsuane chiamava Rand per nome, invece di definirlo 'ragazzo’. Pareva una vittoria, e questo fece sorridere Min.

«Avrò il tuo passaggio pronto» continuò Cadsuane più piano. «Ma sarà molto piccolo. Il Pozzo mi darà solo quanto basta per farne uno attraverso cui dovremo strisciare. Non dovremmo averne bisogno. Queste persone combatteranno per te. Vorranno combattere per te. Solo delle sconclusionate idiozie potrebbero trattenerli dal farlo.»

«Non si tratta solo di questo, Cadsuane Sedai» replicò Rand, il suo tono sommesso. «Qualcosa li ha indotti a venire a sud. Questa è una sfida, una che non sono certo di come affrontare. Ma il tuo consiglio è apprezzato.»

Cadsuane annuì. Alla fine, Min notò una linea di persone attendere sul davanti dell’esercito. C’erano migliaia di soldati dietro, disposti su file. Saldeani, con le loro gambe piegate. Shienaresi con i loro codini. Arafelliani, ciascun soldato con due spade legate alla schiena. Kandori, con le barbe biforcute.

Il gruppo di testa era per terra, senza cavalli. Indossavano vestiti eleganti. Due uomini e due donne, tutti con al loro fianco quelle che erano evidentemente Aes Sedai, alcuni con un attendente o due alle spalle.

«Quella di fronte è la regina Ethenielle» sussurrò Cadsuane. «È una donna severa, ma giusta. E nota per immischiarsi negli affari delle nazioni meridionali e sospetto che gli altri lasceranno che sia lei a prendere l’iniziativa oggi. L’uomo avvenente accanto a lei è Paitar Nachiman, re di Arafel.»

«Avvenente?» chiese Min, esaminando il vecchio arafelliano dalla calvizie incipiente. «Lui?»

«Dipende dalla prospettiva, bambina» disse Cadsuane senza battere ciglio. «Un tempo era comunemente noto per il suo volto ed è ancora conosciuto per la sua spada. Accanto a lui c’è re Easar Togita di Shienar.»

«Così triste» disse Rand piano. «Chi ha perduto?»

Min si accigliò. A lei Easar non sembrava particolarmente triste. Solenne, forse.

«È un uomo delle Marche di Confine» disse Cadsuane. «Ha combattuto i Trolloc tutta la sua vita; sospetto che abbia perduto molte persone a lui care. Sua moglie è morta alcuni anni fa. Si dice che lui abbia l’anima di un poeta, ma è anche un uomo austero. Se riuscissi a guadagnarti il suo rispetto, significherebbe molto.»

«L’ultima è Tenobia, allora» disse Rand, sfregandosi il mento. «Avrei preferito comunque avere Bashere con noi.» Bashere aveva detto che la sua faccia avrebbe potuto alimentare la rabbia di Tenobia, e Rand pertanto si era comportato di conseguenza.

«Tenobia» disse Cadsuane «è come un incendio. Giovane, impertinente e avventata. Non lasciare che ti trascini in una discussione.»

Rand annuì. «Min?»

«Tenobia ha una lancia che le aleggia sopra la testa» disse Min. «Insanguinata, ma che splende nella luce. Ethenielle presto sarà sposata: lo vedo dalle colombe bianche. Progetta di fare qualcosa di pericoloso oggi, perciò stai attento. Gli altri due hanno varie spade, scudi e frecce che si librano attorno a loro. Entrambi combatteranno presto.»

«Nell’Ultima Battaglia?» chiese Rand.

«Non lo so» ammise lei. «Potrebbe essere qui, oggi.»

La loro scorta li condusse dai quattro monarchi. Rand scivolò giù di sella, dando a Tai’daishar una pacca sul collo quando il cavallo sbuffò. Min fece per smontare, così come Narishma, ma Rand alzò una mano per fermarli.

«Dannato sciocco» borbottò Cadsuane accanto a Min, tanto piano che nessun altro poteva sentire. «Mi chiede di essere pronto a tirarlo fuori, poi si allontana?»

«Probabilmente intendeva che dovresti portare via me» disse Min piano. «Conoscendolo, è più preoccupato per me che per sé stesso.» Fece una pausa. «Dannato sciocco.»

Cadsuane le scoccò un’occhiata, poi sorrise lievemente prima di tornare a osservare Rand.

Lui si avvicinò ai quattro monarchi e si fermò, sollevando le braccia dai lati, come per chiedere: «Cosa volete da me?»

Ethenielle assunse il comando, come Cadsuane aveva ipotizzato. Era una donna grassoccia, i capelli scuri scostati dalla faccia e legati dietro. Si diresse da Rand, con un uomo che le camminava accanto e portava una spada infoderata sottobraccio, l’elsa che puntava verso di lei.

Lì vicino, le Fanciulle si mossero e raggiunsero Rand. Come al solito, ritenevano che gli ordini di stare indietro non includessero loro.

Ethenielle alzò una mano e schiaffeggiò Rand sulla faccia.

Narishma imprecò. Le Fanciulle sollevarono i loro veli ed estrassero le lance. Min spronò avanti il suo cavallo, irrompendo tra la linea di guardie.

«Fermi!» disse Rand, alzando la mano. Si voltò, guardando le Fanciulle.

Min arrestò la sua giumenta, dandole delle pacche sul collo. Era ombrosa, come ci si poteva aspettare. Le Fanciulle indietreggiarono con riluttanza, anche se Cadsuane colse l’opportunità per accostare il suo cavallo a quello di Min.

Rand si voltò di nuovo verso Ethenielle e si sfregò il volto. «Spero che sia qualche saluto tradizionale kandori, maestà.»

Lei sollevò un sopracciglio, poi fece un gesto di lato e re Easar di Shienar si avvicinò a Rand. L’uomo gli affibbiò un manrovescio sulla bocca, tanto forte da farlo barcollare.

Rand si rimise dritto, di nuovo indicando alle Fanciulle di stare indietro. Incontrò gli occhi di Easar. Un rivoletto di sangue scorreva giù dal mento di Rand. Lo Shienarese lo studiò per un momento, poi annuì e indietreggiò.

Fu la volta di Tenobia. Schiaffeggiò Rand con la sinistra, un colpo forte che schioccò nell’aria. Min avvertì un lampo di dolore da Rand. Tenobia dopo agitò la mano.

Per ultimo venne re Paitar. L’attempato Arafelliano con solo una frangia di capelli camminò con le mani dietro la schiena, contemplativo. Si avvicinò a Rand, allungò una mano e tamponò il sangue sulla sua guancia. Poi gli assestò un ceffone di rovescio che lo mandò in ginocchio, facendogli schizzare sangue dalla bocca.

Min non riusciva più a starsene in disparte. «Rand!» disse, balzando giù di sella e correndo da lui. Raggiunse il suo fianco, sorreggendolo mentre guardava torvo i monarchi. «Come osate! E venuto da voi pacificamente.»

«Pacificamente?» disse Paitar. «No, giovane donna, lui non è venuto a questo mondo in pace. Ha consumato la terra con terrore, caos e distruzione.»

«Come le profezie dicevano che avrebbe fatto» disse Cadsuane, avvicinandosi mentre Min aiutava Rand a rimettersi in piedi. «Voi gli mettete davanti i fardelli di un’intera Epoca. Non potete ingaggiare un uomo per ricostruire la vostra casa, poi rimproverarlo quando deve abbattere un muro per fare il lavoro.»

«Questo presuppone che lui sia il Drago Rinato» disse Tenobia incrociando le braccia. «Noi...»

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