Meduse [Ring of Swords - it]
- Автор: Арнасон Элинор
- Год: 1995
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 1123-329X
- Переводчик: Grazia Alineri
- Жанр: Социально-философская фантастика
Электронная книга - «Meduse [Ring of Swords - it]». Краткое содержание книги:
Dopo che ebbe finito il vino, decise che era troppo presto per lasciarsi prendere dal panico. Non sapeva ancora abbastanza. Il suo consigliere alle scuole superiori le aveva detto che era il suo grande difetto. Formulava teorie e traeva conclusioni prima di avere dati sufficienti.
Aprì il cassettone e trovò una camicia da notte: lunga e di vera flanella, con un grazioso motivo floreale.
Che razza di gente era quella? E cosa significava la camicia da notte? Era possibile uccidere qualcuno dopo avergli procurato una camicia da notte di flanella?
Sì, decise dopo un po’. Era possibile ma non era giusto.
Portò la camicia da notte in bagno e fece una doccia. L’acqua era calda e c’era anche la schiuma da bagno. Doveva essere stata la donna senza nome, il capo… almeno in apparenza… di Campo Libertà. Era da lei: l’ospite perfetta. Quel posto faceva parte di una guida ai Country Inn e ai Campi di concentramento. Usò la schiuma da bagno. Schiumava in modo davvero soddisfacente.
Dopo, si lavò i denti e andò a letto. Rimase a lungo al buio a pensare alla possibilità della morte, poi finalmente scivolò in un sonno agitato e frequentemente interrotto. I suoi sogni furono frammentari e spiacevoli. Cose le davano la caccia. E lei non poteva correre.
Si svegliò un’ultima volta e udì la musica, forte e confusa. La porta della stanza era aperta. Il soldato con le sopracciglia azzurre era fermo sulla soglia. — Spiacente di disturbarla, signora. Me ne andrò tra un minuto. — Mise un vassoio sul tavolo e ritirò quello della cena. — E mi scuso anche per la colazione. Abbiamo qualche problema in cucina. Il dottore vuole vederla quando sarà pronta.
— Chi?
— L’ha conosciuta ieri.
La donna con i capelli ricci.
Il soldato se ne andò e Anna si alzò. Il vassoio conteneva fagioli neri, riso e caffè nero. Niente male, dopotutto. Il caffè era molto meglio della brodaglia sull’aereo. Dopo che ebbe finito di mangiare, indossò i suoi vestiti. Erano stropicciati e rigidi di salsedine ma desiderava avere il meno a che fare con la Military Intelligence.
Sopracciglia azzurre ritornò e la condusse nell’ufficio del dottor Senzanome. Il dottore c’era, seduto dietro la scrivania. Quel giorno indossava una camicetta rosso fiamma e una casacca nera. La cravatta, d’argento, era di maglia. C’era Gislason, appoggiato contro un muro, le braccia incrociate, con un’aria… come? Sardonica? Anna non era neppure sicura di cosa volesse dire "sardonico". Ma c’era qualcosa che non andava; era la sua espressione a non convincere Anna. E c’era il capitano Van, in un angolo, raggomitolato in una sedia, con un’espressione infelice.
— Si sieda, la prego — disse il dottore.
Anna occupò l’ultima sedia.
— Si è sviluppato un problema — disse il dottore.
— Che cosa?
Intervenne Gislason. — Questa notte il nemico ci ha colpiti. Poco dopo che l’abbiamo scortata nella sua stanza.
Anna aprì la bocca ma lui sollevò una mano. — Non qui, signora. Al momento, questo è l’unico luogo di tutto il pianeta che sia controllato da esseri umani. Hanno espugnato il campo d’atterraggio con razzi e hanno paracadutato truppe nella zona diplomatica e alla stazione. Rapidi. Efficienti. I nostri hanno appena avuto il tempo di lanciare un messaggio. E la cosa seguente che abbiamo sentito è stato un annuncio da parte dei hwarhath che avevano preso tutto e tutti. Tengono in ostaggio l’intera popolazione umana del pianeta. I suoi amici, i miei amici, i diplomatici.
No, merda.
— Vogliono due cose: Nicholas Sanders e il tempo sufficiente per andarsene sani e salvi. Se non le ottengono entrambe, uccideranno tutti gli umani del pianeta. Maschi e femmine, hanno detto.
— Penso che sulle donne stiano bluffando — disse il capitano Van. — Ma uccideranno certamente gli uomini, militari e civili. Nella loro cultura, non esiste il concetto di maschio civile. Tutti gli uomini sono soldati; e non hanno alcun problema con l’uccidere dei soldati.
— Che ne è stato del vostro piano? — domandò Anna. — La storia su me e Nicholas?
— Non lo sappiamo — disse il dottore.
— Non devono averci creduto — disse Gislason.
— Perciò adesso dobbiamo decidere come rispondere — disse il dottore.
— Date loro quello che vogliono — disse Anna.
Gislason sorrise senza allegria.
Il capitano Van disse: — C’è una terza cosa che vogliono, signora Perez. Lei. E in buone condizioni, hanno detto. Indenne. Perché, signora?
Il messaggio, naturalmente. Gli alieni lo avevano captato. Ma non poteva dire a quel trio di villani che era lei la persona che aveva mandato all’aria il loro piano. — Non ne ho idea — rispose Anna.
— E invece sì — disse Gislason.
— Pensiamo che lei abbia trovato un modo per tradirci — disse il dottore.
Anna non disse nulla.
— Ma ha importanza? — chiese il capitano Van.
Il dottore annuì. — Certo che ne ha. Se abbiamo ragione, la signora Perez è colpevole di tradimento.
— Non pensate che sarebbe meglio decidere cosa fare sull’ultimatum dei hwarhath? — domandò Anna.
Gislason districò le braccia e si raddrizzò — Sappiamo che cosa fare. Non abbiamo mezzi di trasporto, qui. Questo è stato un errore ma volevamo tenere gli aerei il più lontano possibile nel caso in cui il nemico avesse trovato il modo di individuarli. Perciò siamo bloccati. Non possiamo andare da nessuna parte; e c’è della gente nella zona diplomatica, gente nelle mani del nemico, che sa di Campo Libertà. Qualcuno finirà per parlare. Penso che ci restino soltanto un giorno o due prima che il nemico arrivi.
— Se decidessimo di combattere — disse il capitano Van — centinaia di persone morirebbero.
— Abbiamo pensato di uccidere Nicholas Sanders — disse il dottore. — Perlomeno, non sarebbe più di alcuna utilità al nemico.
Gislason fece una smorfia. — Lei lo ha visto, ieri, dottore. Recitava come se stessimo facendolo a pezzi, e lo avevamo appena toccato.
— Qualche droga — disse il dottore ad Anna. — Niente di più. Per renderlo più malleabile e disposto a collaborare. Invece… — Il dottore aggrottò la fronte. — Dev’essere stato un effetto paradosso. È diventato più agitato. Sembrava in preda alle allucinazioni.
— L’uomo non serve a nessuno, umano o alieno — disse Gislason. — Tutto ciò che hanno potuto cavargli fuori sono state le informazioni, e lui deve aver raccontato tutto già da molti anni. — Guardò Anna. — Non combatteremo, signora. Non c’è modo di portare Sanders fuori dal pianeta, per non dire dal campo. Perciò lo abbiamo perso e abbiamo perso qualsiasi informazione abbia da darci sul nemico. Non vedo alcuna necessità di ucciderlo, e neppure il capitano. — Guardò Van il quale aveva ancora quella sua espressione miserabile. — Oggi chiameremo il nemico e negozieremo uno scambio: lei e Sanders in cambio di tutti gli altri. Però vorremmo tanto sapere che cos’ha fatto.
Il dottore si sporse in avanti. — Possiamo scoprirlo, signora. Le droghe che hanno atterrito Nicholas Sanders funzionano su ogni essere umano.
Era come vivere in un brutto sogno. Da un momento all’altro, uno di quei maniaci avrebbe cominciato a torcersi un baffo inesistente. — Aha, mia fiera bellezza. Sei in mio potere! — Solo che questi facevano sul serio. Questo era l’aspetto peggiore. Avevano davvero intenzione di fare quello che avevano detto parlando di droghe e di assassinio. C’era un detto, che Anna non riusciva a ricordare, sulla banalità del male. Un vecchio detto, forse del ventesimo secolo, un secolo difficile da battere in fatto di male. La mente di Anna esplorava tutte le possibilità. Che cazzo doveva fare?