I cavalieri del salario viola ovvero La grande abbuffata [=ll salario purpureo / Riders of the Purple Wage - it]
- Автор: Фармер Филип Хосе
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-35083-0
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «I cavalieri del salario viola ovvero La grande abbuffata [=ll salario purpureo / Riders of the Purple Wage - it]». Краткое содержание книги:
Accipiter: — Ecco, come sa, cinquant’anni fa tutte le grandi aziende private erano diventate enti statali. Tutte, eccettuata l’impresa edile, la Compagnia Finnegan dei 53 Stati, il cui presidente era Finn Finnegan. Era il padre dell’uomo che oggi deve venire sepolto… qui o da qualche altra parte.
“Inoltre, tutti i sindacati, tranne il più grande, il sindacato edili, erano stati sciolti o erano diventati sindacati governativi. In effetti, la compagnia e il sindacato erano una cosa sola, perché ai dipendenti andava il novantacinque per cento del guadagno, distribuito tra loro in parti più o meno uguali. Il vecchio Finnegan era contemporaneamente il presidente della compagnia e il segretario esecutivo del sindacato.
“O di riffa o di raffa, e soprattutto di raffa, secondo me, l’azienda-sindacato era riuscita sempre a resistere all’inevitabile assorbimento. Ci furono inchieste sui metodi usati da Finnegan: corruzioni e ricatti nei confronti di senatori degli Stati Uniti e persino di giudici della Corte Suprema. Tuttavia, non si poté mai provare niente.”
Intervistatore: — Per gli spettatori, che forse non ricordano bene la storia, anche cinquant’anni fa il denaro veniva usato solo per l’acquisto di merci non garantite. L’altro suo impiego, come oggi, era come indice di prestigio e di rango sociale. A un certo momento, il governo aveva pensato di liberarsi completamente della moneta, ma uno studio aveva rivelato che possedeva un alto valore psicologico. Era stata anche mantenuta l’imposta sul reddito, benché il governo avesse altri modi di finanziarsi e non avesse bisogno del denaro dei cittadini, poiché l’entità delle tasse che un uomo pagava determinava il suo prestigio, e anche perché permetteva al governo di ritirare dalla circolazione un cospicuo quantitativo di moneta.
Accipiter: — Comunque, quando il vecchio Finnegan morì, il governo federale rinnovò le sue pressioni per incorporare gli operai edili e i funzionari della compagnia, come dipendenti governativi. Ma il giovane Finnegan si dimostrò perfido e astuto quanto il padre. Non intendo insinuare, naturalmente, che il fatto che suo zio fosse a quel tempo presidente degli Stati Uniti influisse in qualche modo sul successo del giovane Finnegan.
Intervistatore: — Il “giovane” Finnegan aveva settant’anni quando morì suo padre.
Accipiter: — Durante questa lotta, che proseguì per molti anni, Finnegan decise di cambiare nome e scelse Winnegan. È un gioco di parole con win again, rivincita. Sembra che avesse un gusto puerile, addirittura idiota, per i giochi di parole, che francamente non capisco. Il gusto per i giochi di parole, voglio dire.
Intervistatore: — Per i nostri spettatori non americani, che forse non conoscono la nostra consuetudine nazionale del giorno della Scelta del Nome. Fu ideata dai panamoriti. Da quando un cittadino diventa maggiorenne, può in qualunque momento assumere il nuovo nome che ritiene più appropriato al suo temperamento o allo scopo della sua vita. Potrei far osservare che lo Zio Sam, ingiustamente accusato di cercare d’imporre ai cittadini il conformismo, incoraggia questa mentalità individualista. E ciò nonostante il lavoro che la cosa comporta per l’anagrafe governativa.
“Potrei anche far osservare un’altra cosa interessante. Il governo dichiarò che Nonno Winnegan era incapace d’intendere e di volere. I miei ascoltatori mi perdoneranno, spero, se perdo qualche istante per spiegare la base dell’accusa dello Zio Sam. Ora, per quanti di voi non conoscono un classico dell’inizio del secolo ventesimo, il Finnegan’s Wake, ‘La veglia di Finnegan’, nonostante gli sforzi del governo per assicurare a tutti l’istruzione nel corso dell’intera vita, vi dirò che l’autore, James Joyce, trasse il titolo da una vecchia canzone di un vaudeville.”
(Parziale dissolvenza, mentre un commentatore spiega brevemente il significato di “vaudeville”.)
— La canzone parlava di Tim Finnegan, un muratore irlandese che cadde da una scala mentre era ubriaco e venne creduto morto. Durante la veglia funebre tenuta secondo la consuetudine irlandese, il cadavere venne spruzzato accidentalmente di whisky. Finnegan, al contatto del whisky, l’“acqua di vita”, si alzò a sedere nella bara e poi ne uscì a bere e a ballare con quelli che lo piangevano.
“Nonno Winnegan aveva sempre sostenuto che la canzone del vaudeville era basata sulla realtà, che è impossibile stendere un uomo in gamba, e che il vero Tim Finnegan era un suo antenato. Questa affermazione assurda venne sfruttata dal governo nella causa che promosse contro Winnegan.
“Winnegan, però, produsse documenti per corroborare la sua affermazione. Più tardi, troppo tardi, si dimostrò che i documenti erano falsi.”
Accipiter: — Il governo era avvantaggiato, nella sua causa contro Winnegan, dal consenso della gente comune e dei dipendenti statali. I cittadini si lamentavano del fatto che l’azienda-sindacato era antidemocratica e praticava discriminazioni. I suoi funzionari e operai ricevevano paghe relativamente elevate, ma in giro c’erano molti cittadini che dovevano accontentarsi del salario garantito. Quindi Winnegan venne citato in giudizio e giustamente accusato di vari reati, tra cui la sovversione dell’ordine democratico.
“Conscio dell’inevitabile, Winnegan coronò con un ultimo atto la sua carriera criminale. Riuscì, non si sa come, a rubare venti miliardi di dollari dai sotterranei del deposito federale. Somma, tra l’altro, corrispondente a metà del denaro allora circolante in tutta la Grande Los Angeles. Winnegan sparì con il denaro, che non solo aveva rubato, ma sul quale non aveva neppure pagato l’imposta sul reddito. Imperdonabile. Non so perché tanta gente abbia idealizzato un reato così atroce. Sì, perché ho visto molti fideodrammi in cui è l’eroe, mimetizzato sotto un altro nome, naturalmente.”
Intervistatore: — Sì, cari ascoltatori, Winnegan commise il Crimine del Secolo. E sebbene sia stato finalmente rintracciato, e debba venire sepolto oggi… da qualche parte… il caso non è completamente chiuso. Il governo federale dice di sì. Ma dov’è il denaro, dove sono i venti miliardi di dollari?
Accipiter: — In realtà, ormai quel denaro non ha più valore, se non per i collezionisti. Poco dopo il furto, il governo ritirò tutto il denaro circolante ed emise banconote nuove che non potevano venire confuse con quelle vecchie. Il governo aveva comunque intenzione di farlo da un pezzo, poiché riteneva che vi fosse in giro troppa liquidità, e rimise in circolazione metà del valore che aveva ritirato.
“Mi piacerebbe moltissimo sapere dov’è finito quel denaro. Non avrò pace finché non lo troverò. Gli darò la caccia, a costo di doverlo fare nel tempo libero’”.
Intervistatore: — E forse il signor Accipiter ne avrà moltissimo a disposizione, se il giovane Winnegan vincerà la causa. Bene, cari telespettatori, come forse molti di voi sanno, Winnegan venne trovato morto in uno dei livelli più bassi di San Francisco, circa un anno dopo la sua scomparsa. La nipote riconobbe il cadavere, e le impronte digitali, le impronte delle orecchie, le impronte della retina, le impronte dei denti, il gruppo sanguigno, il tipo dei capelli e una dozzina di altri segni d’identità corrispondevano.
Chib, che sta ascoltando, pensa che il Nonno doveva aver speso un bel numero di milioni del denaro rubato per combinare il tutto. Non lo sa con certezza, ma sospetta che un laboratorio di ricerche, in qualche angolo del mondo, abbia fatto crescere il duplicato in una biovasca.
Questo era accaduto due anni dopo la nascita di Chib. Quando Chib aveva cinque anni, il nonno era ricomparso. Senza far sapere a Mamma che era tornato, si era insediato in casa. Chib era il suo unico confidente. Naturalmente, era impossibile che il Nonno fosse passato inosservato agli occhi di Mamma, eppure lei adesso sosteneva di non averlo mai visto. Chib pensava che lo facesse per evitare un’accusa di favoreggiamento, ma non ne era sicuro. Forse lei aveva rimosso dalla mente le “apparizioni” del Nonno. Doveva esserle stato facile, dato che non sapeva mai se oggi era martedì o giovedì, e non sapeva mai dirti che anno era.