I cavalieri del salario viola ovvero La grande abbuffata [=ll salario purpureo / Riders of the Purple Wage - it]
- Автор: Фармер Филип Хосе
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-35083-0
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «I cavalieri del salario viola ovvero La grande abbuffata [=ll salario purpureo / Riders of the Purple Wage - it]». Краткое содержание книги:
Chib viene ridotto a una massa fremente dalla scarica del manganello elettrico di un poliziotto. Poi, nel tornare in sé, sente la voce del nonno, dalla ricetrasmittente sistemata nel suo cappello.
«Chib, vieni, presto! Accipiter ha fatto irruzione e sta cercando di entrare nella mia stanza!»
Chib si alza e, a pugni e spintoni, guadagna l’uscita. Quando arriva ansimando a casa, scopre che la porta della stanza del Nonno è già stata forzata e che gli uomini dell’UID e i tecnici elettronici sono fermi nel corridoio. Chib irrompe nella stanza del Nonno. Accipiter sta ritto al centro, è pallido e trema. Una statua nervosa. Vede Chib e indietreggia, dicendo: — Non è stata colpa mia. Sono dovuto entrare con la forza. Era l’unico modo per ispezionare. Non è stata colpa mia: non l’ho neppure toccato.
Chib ha un nodo alla gola. Non riesce a parlare. S’inginocchia e prende la mano del Nonno. Il vecchio ha un lieve sorriso sulle labbra bluastre. Una volta per tutte, è riuscito a sfuggire ad Accipiter. In mano ha l’ultimo foglio del suo manoscritto:
ATTRAVERSO BALAKLAVE DI ODIO,
SI LANCIANO ALLA CARICA VERSO DIO
In quasi tutta la mia vita, ho visto poche persone veramente devote e una stragrande maggioranza di individui del tutto indifferenti. Ma oggi aleggia uno spirito nuovo. In tanti giovani, maschi e femmine, è rinato, non l’amore per Dio, ma una violenta antipatia per Lui. Questo mi stimola e mi tranquillizza. Giovani come mio nipote e Runic gridano bestemmie e perciò Lo adorano. Se non credessero, non penserebbero mai a Lui. Ora ho una certa fiducia nel futuro.
DALLA TOMBA ALLA BOMBA
Vestiti di nero, Chib e sua madre scendono fino all’entrata della sotterranea che porta al livello 13B. Ha pareti luminose, è larga e il biglietto è gratuito, Chib dice la sua destinazione al fideo dei biglietti. Dietro la parete, il computer a proteine, non più grande d’un cervello umano, calcola. Un biglietto cifrato esce da una fenditura. Chib lo prende, e vanno all’ingresso, una grande curva concava, dove lui infila il biglietto in una fenditura. Spunta un altro biglietto, e una voce meccanica ripete l’informazione stampata sul biglietto in lingua mondiale e in inglese di Los Angeles, nel caso che loro non sapessero leggere.
Le cabine entrano sfrecciando nella stazione e decelerano, si arrestano. Prive di ruote, galleggiano su un campo gravitazionale che si riequilibra continuamente. Sezioni della stazione si schiudono, formando passaggi per accedere ai veicoli. I passeggeri entrano nelle gabbie loro destinate. Le gabbie avanzano, le porte si aprono automaticamente. I passeggeri salgono nelle cabine. Siedono e attendono che la rete di sicurezza si chiuda su di loro. Dai recessi della carrozzeria, lastre curve di plastica trasparente si alzano e si congiungono formando una cupola.
Regolate automaticamente, sorvegliate da un sistema ridondante di computer a proteine, le cabine attendono che venga data via libera. Quando ricevono il via, si staccano lentamente e si muovono verso la galleria. Si soffermano, prima di ricevere un’altra conferma, controllata tre volte in pochi microsecondi. Poi procedono veloci entro la galleria.
Whoosh! Whoosh! Altre cabine li superano. La galleria risplende di giallo, come se fosse satura di gas elettrizzato. La cabina accelera. Qualche altra cabina la supera ancora, ma Chib accelera di nuovo, e ben presto nessuno può raggiungerla. La parte posteriore arrotondata della cabina che li precede è una preda che non potrà essere catturata finché non rallenterà per fermarsi alla sua destinazione. Non ci sono molte cabine nella galleria. Sebbene la popolazione ammonti a cento milioni di abitanti, c’è poco traffico sul percorso nord-sud. Quasi tutti gli abitanti di Los Angeles preferiscono restare tra le pareti autosufficienti delle loro case. C’è più traffico nelle gallerie est-ovest, poiché una piccola percentuale preferisce le spiagge pubbliche dell’oceano alle piscine comunali.
Il veicolo procede fischiando verso sud. Dopo pochi minuti, la galleria comincia a inclinarsi verso il basso, e all’improvviso è a 45 gradi sull’orizzontale. Passano lampeggiando da un livello all’altro.
Attraverso le pareti trasparenti, Chib intravede la gente e l’architettura di altre città. Il Livello 8, Long Beach, è interessante. Le sue case sembrano fatte da due piatti da torta, di quarzo molato, uno sull’altro, e l’unità è montata su una colonna di figure scolpite, e la via d’entrata e d’uscita è un arco rampante.
Al livello 3A, la galleria ridiventa pianeggiante. Ora la cabina passa davanti a stabilimenti che inducono Mamma a chiudere gli occhi. Chib le stringe la mano e pensa al fratellastro e al cugino che stanno laggiù, dietro la plastica giallognola. Quel livello ospita il quindici per cento della popolazione, i ritardati mentali, i pazzi inguaribili, i troppo brutti, i mostruosi, i vecchi rimbambiti. Sciamano qui, con le facce vacue o sfigurate premute contro la parete della galleria per vedere le belle macchine che sfrecciano.
La medicina “umanitaria” tiene in vita anche i bambini che dovevano morire, secondo l’imperativo della natura. Fin dal secolo ventesimo, gli esseri umani con difetti genetici sono stati sempre salvati dalla morte. Così, i geni difettosi hanno continuato a diffondersi. La tragedia è che adesso la scienza può scoprire e correggere i difetti genetici nell’uovo e nello sperma. In teoria, tutti gli esseri umani dovrebbero avere corpi totalmente sani e cervelli fisicamente perfetti. Ma il guaio è che non abbiamo abbastanza medici né strutture per star dietro a tutte le nascite, nonostante il tasso di natalità in continuo declino.
La scienza medica tiene in vita la gente così a lungo, che la demenza senile finisce per colpirla. Quindi gli individui decrepiti, mentecatti e bavosi, aumentano sempre più. E c’è anche un aumento percentuale del numero dei dementi. Ci sarebbero terapie e farmaci capaci di riportarli quasi tutti alla “normalità”, ma non ci sono abbastanza dottori e ospedali. Forse un giorno ne avremo a sufficienza, ma questo non serve certo di consolazione agli sverturati contemporanei.