I cavalieri del salario viola ovvero La grande abbuffata [=ll salario purpureo / Riders of the Purple Wage - it]
- Автор: Фармер Филип Хосе
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-35083-0
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «I cavalieri del salario viola ovvero La grande abbuffata [=ll salario purpureo / Riders of the Purple Wage - it]». Краткое содержание книги:
L’UNICO CRITICO BUONO È QUELLO MORTO
Omar Runic ha lasciato il palco e adesso sta davanti ai quadri di Chib. Si posa una mano sul petto nudo, a sinistra, dove è tatuato il volto di Herman Melville, mentre Omero occupa il posto d’onore, a destra. Grida forte, e i suoi occhi neri sono come sportelli di fornaci fatti esplodere da una bomba. Come è accaduto altre volte, viene colto dall’ispirazione nel vedere i quadri di Chib.
— Fermate quel figlio di puttana! — grida il direttore del Festival. — Causerà disordini come l’anno scorso!
I poliziotti cominciano ad avvicinarsi. Chib guarda Luscus, che sta parlando con l’intervistatore del fideo. Non sente le parole del critico, ma è sicuro che non si tratta di complimenti.
Il Direttore si sbraccia per indicare ai poliziotti di portare via Runic. Ruskinson continua a strillare, sebbene le telecamere puntino esclusivamente su Runic e Luscus. Una dei Giovani Radicchi, Huga Wells-Erb Heinsturbury, la scrittrice di fantascienza, è scossa dall’isteria generata dalla voce di Runic e dalla bramosia di vendetta. Senza farsi vedere, si avvicina furtivamente a un fideocronista di Time. Time ha smesso da molto tempo di essere una rivista, poiché le riviste da edicola non esistono più, ma è diventato un’agenzia per le comunicazioni sussidiata dallo stato. Il Time è un esempio della politica della mano destra, mano sinistra e teniamo lontano le mani praticata dallo Zio Sam, che fornisce alle agenzie di comunicazione tutto il necessario, e nel contempo lascia ai loro dirigenti la scelta della politica da seguire. In tal modo, si riesce a conciliare il finanziamento statale con la libertà di parola. Una cosa bellissima, almeno in teoria.
Il Time ha conservato molti dei suoi princìpi originali, cioè che una battuta di spirito è meglio della verità e dell’obiettività, e che la fantascienza va sempre trattata male. Il Time si è fatto beffe di tutte le opere della Heinsturbury, e perciò lei adesso è decisa a prendersi qualche soddisfazione personale per il dolore causatole dalle recensioni ingiuste.
Huga Wells-Erb Heinsturbury spara un calcione nelle balle all’uomo del Time. Questi alza le mani, e la telecamera, che ha la forma e le dimensioni di un pallone da rugby, gli schizza via e colpisce un ragazzo alla testa.
Il ragazzo è un Giovane Radicchio, Ludwig Euterpe Mahlzart. Arde già di rabbia perché hanno rifiutato il suo poema sinfonico Scagliamo via la materia prima di cui sono fatti i futuri inferni, e la telecamera è l’olio sul fuoco che mancava per farlo divampare incontrollabilmente. Molla un pugno nel ventre grasso del critico musicale più importante.
Intanto, è Huga, non l’uomo del Time, a ululare di dolore. Il suo piede nudo ha colpito la “conchiglia” di dura plastica con cui il cronista, ammaestrato da analoghi calci pregressi, si protegge ora i genitali.
Huga saltella qua e là su un piede solo, e si stringe l’altro fra le mani. Va a sbattere contro una ragazza, e ne nasce una reazione a catena. Un uomo cade addosso al cronista del Time, chinatosi a raccogliere la telecamera.
— Ahaaa! — urla Huga, e strappa via il casco all’uomo del Time, gli balza sulla schiena e lo percuote sulla testa con la parte anteriore della telecamera. Poiché la telecamera a circuiti integrati funziona ancora, miliardi di spettatori hanno occasione di vedere immagini affascinanti e vertiginose. Il sangue oscura un angolo dell’inquadratura, ma non tanto da defraudare completamente il pubblico. E poi questi gode di altre riprese mai viste in precedenza quando la telecamera vola di nuovo in aria e rotea su se stessa.
Infatti, un poliziotto ha cacciato nella schiena di Huga il manganello elettrico, e lei si è irrigidita e ha lanciato la telecamera in un arco altissimo, all’indietro. L’attuale fidanzato di Huga si lancia sul poliziotto; si rotolano sul pavimento; un giovane della banda venuta da Westwood raccatta il manganello e si diverte a terrorizzare gli adulti che gli stanno intorno, fino a quando un giovane del luogo non gli balza addosso.
— Le risse sono l’oppio dei popoli — geme il capo della polizia. Chiama in soccorso tutte le unità, e poi si mette in comunicazione con il capo della polizia di Westwood, che però ha anche lui i suoi guai.
Runic si batte il petto e urla:
Ruskinson, nel vedere Chib che avanza verso di lui, strilla come un maiale scannato e tenta di fuggire. Chib afferra la tela dei Canoni di un Cane, e la sbatte in testa a Ruskinson. Luscus protesta inorridito, non perché tema per Ruskinson, ma perché il quadro si potrebbe rovinare. Chib si volta e colpisce Luscus allo stomaco con il bordo dell’ovale.