Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги » Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition) - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)

Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:

Nel 1550 presso l'editore Torrentino a Firenze uscì la prima edizione delle Vite de' più eccellenti architetti, pittori e scultori italiani da Cimabue insino a' tempi nostri di Giorgio Vasari. Quest'opera, di vastissime dimensioni, costituisce ancora oggi un documento di fondamentale importanza per la storia dell'arte italiana dal Tre al Cinquecento. Servendosi del modello umanistico delle vite degli uomini illustri, Vasari si propone di mantenere viva la memoria delle opere d'arte, rimediando con la parola scritta alla loro inevitabile deperibilità fisica inventando un nuovo genere letterario, quello delle biografie di artisti. Le Vite costituiscono un ricchissimo catalogo di notizie, descrizioni, documenti degli artisti italiani, all'interno di una storia delle arti figurative ricostruita dall'autore con notevole coscienza critica.
1 ... 181 182 183 184 185 186 187 188 189 ... 531
Перейти на страницу:

Aveva Pietro tanto lavorato e tanto gli abondava sempre da lavorare, che e' metteva in opera bene spesso le medesime cose; et era talmente la dottrina dell'arte sua ridotta a maniera, ch'e' faceva a tutte le figure un'aria medesima. Per che essendo venuto già Michele Agnolo Buonarroti al suo tempo, desiderava grandemente Pietro vedere le figure di quello, per lo grido che gli davano gli artefici. E vedendosi occultare la grandezza di quel nome, che con sì gran principio per tutto aveva acquistato, cercava molto con mordaci parole, offendere quelli che operavano. E per questo meritò, oltre alcune brutture fattegli dagl'artefici, che Michele Agnolo in publico gli dicesse ch'egli era goffo nell'arte. Ma non potendo Pietro comportare tanta infamia, ne furono al magistrato degl'Otto tutti due, dove ne rimase Pietro con assai poco onore. Intanto i frati de' Servi di Fiorenza avendo volontà di avere la tavola dello altar maggiore che fusse fatta da persona famosa, et avendola, mediante la partita di Lionardo da Vinci, che se ne era ito in Francia, renduta a Filippino, egli quando ebbe fatto la metà d'una di due tavole che v'andavano, passò di questa all'altra vita. Onde i frati, per la fede che avevano in Pietro, gli feciono allogazione di tutto il lavoro. Aveva Filippino finito in quella tavola dove egli faceva Cristo deposto di croce, i Niccodemi che lo depongono; e Pietro seguitò di sotto lo svenimento della Nostra Donna et alcune altre figure. E perché andavano in questa opera due tavole, ché l'una voltava inverso il coro de' frati e l'altra inverso il corpo della chiesa, dietro al coro si aveva a porre il Diposto di croce e dinanzi l'assunzione di Nostra Donna; ma Pietro la fece tanto ordinaria, che fu messo il Cristo deposto dinanzi, e l'Assunzione dalla banda del coro. E queste oggi, per mettervi il tabernacolo del Sacramento, sono state l'una e l'altra levate via; e per la chiesa, messe sopra certi altri altari, è rimaso in quell'opera solamente sei quadri, dove sono alcuni Santi dipinti da Pietro in certe nicchie. Dicesi che quando detta opera si scoperse, fu da tutti i nuovi artefici assai biasimata, e particolarmente perché si era Pietro servito di quelle figure, che altre volte era usato mettere in opera, dove tentandolo gl'amici suoi, dicevano che affaticato non s'era e che aveva tralasciato il buon modo dell'operare, o per avarizia o per non perder tempo. Ai quali Pietro rispondeva: "Io ho messo in opera le figure altre volte lodate da voi e che vi sono infinitamente piaciute. Se ora vi dispiacciono e non le lodate, che ne posso io?". Ma coloro aspramente con sonetti e pubbliche villanie lo saettavano. Onde egli già vecchio partitosi da Fiorenza e tornatosi a Perugia, condusse alcuni lavori a fresco nella chiesa di S. Severo, monastero dell'Ordine di Camaldoli, nel qual luogo aveva Raffaello da Urbino giovanetto, e suo discepolo, fatto alcune figure, come nella sua vita si dirà. Lavorò similmente al Montone, alla Fratta et in molti altri luoghi del contado di Perugia, e particolarmente in Ascesi a S. Maria degl'Angeli, dove a fresco fece nel muro, dietro alla cappella della Madonna che risponde nel coro de' frati, un Cristo in croce con molte figure. E nella chiesa di S. Piero, Badia de' monaci neri in Perugia, dipinse all'altare maggiore in una tavola grande l'Ascensione con gl'Apostoli abbasso, che guardano verso il cielo. Nella predella della quale tavola sono tre storie, con molta diligenza lavorate, cioè i Magi, il battesimo e la Ressurezione di Cristo; la quale tutta opera si vede piena di belle fatiche, intanto ch'ell'è la migliore di quelle che sono in Perugia di man di Pietro lavorate a olio. Cominciò il medesimo un lavoro a fresco di non poca importanza a Castello della Pieve, ma non lo finì. Soleva Pietro, sì come quello che di nessuno si fidava, nell'andare e tornare dal detto castello a Perugia, portare quanti danari aveva, sempre addosso; perché alcuni aspettandolo a un passo, lo rubarono, ma raccomandandosi egli molto, gli lasciarono la vita per Dio. E dopo, adoperando mezzi et amici, che pur n'aveva assai, riebbe anco gran parte de' detti denari che gli erano stati tolti. Ma nondimeno fu per dolore vicino a morirsi.

Fu Pietro persona di assai poca religione e non se gli poté mai far credere l'immortalità dell'anima; anzi con parole accomodate al suo cervello di porfido, ostinatissimamente ricusò ogni buona via. Aveva ogni sua speranza ne' beni della fortuna, e per danari arebbe fatto ogni male contratto. Guadagnò molte ricchezze, et in Fiorenza murò e comprò case, et in Perugia et a Castello della Pieve acquistò molti beni stabili. Tolse per moglie una bellissima giovane e n'ebbe figliuoli; e si dilettò tanto che ella portasse leggiadre acconciature, e fuori et in casa, che si dice che egli spesse volte l'acconciava di sua mano. Finalmente venuto Pietro in vecchiezza, d'anni LXXVIII finì il corso della vita sua nel Castello della Pieve, dove fu onoratamente sepolto l'anno 1524.

Fece Pietro molti maestri di quella maniera, et uno fra gl'altri che fu veramente eccellentissimo, il quale datosi tutto agl'onorati studi della pittura, passò di gran lunga il maestro: e questo fu il miracoloso Raffaello Sanzio da Urbino, il quale molti anni lavorò con Pietro in compagnia di Giovanni de' Santi suo padre. Fu anco discepolo di costui il Pinturicchio pittor perugino il quale, come si è detto nella vita sua, tenne sempre la maniera di Pietro. Fu similmente suo discepolo Rocco Zoppo, pittor fiorentino, di mano del quale ha in un tondo una Nostra Donna molto bella, Filippo Salviati; ma è ben vero ch'ella fu finita del tutto da esso Pietro. Lavorò il medesimo Rocco molti quadri di Madonne e fece molti ritratti, de' quali non fa bisogno ragionare. Dirò bene che ritrasse in Roma nella cappella di Sisto, Girolamo Riario e Francesco Piero cardinale di San Sisto. Fu anco discepolo di Pietro il Montevarchi, che in San Giovanni di Valdarno dipinse molte opere, e particolarmente nella Madonna l'istorie del miracolo del latte. Lasciò ancora molte opere in Montevarchi sua patria. Imparò parimente da Pietro e stette assai tempo seco, Gerino da Pistoia, del quale si è ragionato nella vita del Pinturicchio, e così anco Baccio Ubertino fiorentino, il quale fu diligentissimo così nel colorito come nel disegno, onde molto se ne servì Pietro. Di mano di costui è nel nostro libro un disegno d'un Cristo battuto alla colonna, fatto di penna, che è cosa molto vaga.

1 ... 181 182 183 184 185 186 187 188 189 ... 531
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)