Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
- Автор: Вазари Джорджо
- Язык: итальянский
- Жанр: Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги
Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:
Venne una volta ad abitare allato a Sandro un tessidore di drappi, e rizzò ben otto telaia, i quali quando lavoravano facevano non solo col romore delle calcole e ribattimento delle casse, assordare il povero Sandro, ma tremare tutta la casa che non era più gagliarda di muraglia che si bisognasse, donde fra per l'una cosa e per l'altra non poteva lavorare o stare in casa; e pregato più volte il vicino che rimediasse a questo fastidio, poi che egli ebbe detto che in casa sua voleva e poteva far quel che più gli piaceva, Sandro sdegnato, in sul suo muro che era più alto di quel del vicino e non molto gagliardo, pose in billico una grossissima pietra, e di più che di carrata, che pareva che ogni poco che 'l muro si movesse fusse per cadere e sfondare i tetti e palchi e tele e telai del vicino; il quale impaurito di questo pericolo e ricorrendo a Sandro, gli fu risposto con le medesime parole, che in casa sua poteva e voleva far quel che gli piaceva, né potendo cavarne altra conclusione, fu necessitato a venir agli accordi ragionevoli, e far a Sandro buona vicinanza. Raccontasi ancora che Sandro accusò per burla un amico suo di eresia al Vicario, e che colui comparendo dimandò chi l'aveva accusato e di che; per che, essendogli detto che Sandro era stato, il quale diceva che egli teneva l'opinione degli epicurei e che l'anima morisse col corpo, volle vedere l'accusatore dinanzi al giudice, onde Sandro, comparso, disse: "E' gli è vero che io ho questa opinione dell'anima di costui che è una bestia, oltre ciò non pare a voi che sia eretico poi che senza avere lettere o a pena saper leggere, comenta Dante e mentova il suo nome invano?". Dicesi ancora che egli amò fuor di modo coloro che egli cognobbe studiosi dell'arte, e che guadagnò assai, ma tutto, per avere poco governo e per trascuratagine, mandò male. Finalmente condottosi vecchio e disutile, e caminando con due mazze, perché non si reggeva ritto, si morì essendo infermo e decrepito d'anni settantotto; et in Ogni Santi di Firenze fu sepolto l'anno 1515.