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Universo senza luce [Dark Universe]

Электронная книга - «Universo senza luce [Dark Universe]». Краткое содержание книги:

Anche pubblicato come “Percezione infinita”, tradutto da Antonietta Mazarino.

Dopo una guerra nucleare che ha devastato e reso inabitabile la superficie del pianeta, l’umanità è costretta a vivere in caverne sotterranee dove non arriva nessuna luce: sono generazioni ormai che nessuno l’ha più vista, tanto che su di essa si è formata una vera religione, una leggenda. Solo l’eccezionale sviluppo del senso dell’udito e del tatto permette ai pochi superstiti di sopravvivere ai gravi pericoli che minacciano la loro precaria esistenza e i pochi beni loro rimasti: pipistrelli giganti e altri mostri delle tenebre, i Veggenti, esseri misteriosi dotati di poteri sovrumani, e soprattutto la mancanza d’acqua, l’esaurimento dei pozzi. Iared, uno dei superstiti, non si lascerà tuttavia intimorire e, sfidando i mostri notturni, i demoni della Radioattività, le credenze della comunità e le accuse di blasfemia, si addentrerà nelle regioni ignote che si trovano al di là della Barriera, alla ricerca del mitico e remoto Mondo Originario.

Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1962.
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Il fetore, all’interno della galleria, era ancora più forte, e sembrava aumentare d’intensità nella direzione del Mondo Originario. Mescolato a quello, si sentiva l’odore familiare del Primo Sopravvissuto. Jared ebbe l’impressione che il puzzo si concentrasse in un punto del corridoio a poca distanza. Il giovane seguì le indicazioni del suo naso fino al luogo ricercato, e si chinò a raccogliere qualcosa di soffice e morbido.

Era grande all’incirca due palmi, e sembrava simile a un pezzo di stoffa di fibre di manna. Il tessuto, tuttavia, era eccezionalmente più fine e di qualità superiore. E da ogni angolo pendeva un nastro del medesimo materiale.

Era qualcosa che richiedeva di sicuro uno studio più approfondito. Ma, fintanto che avesse emanato il lezzo del mostro, non avrebbe potuto portarlo nel mondo senza provocare un notevole turbamento. Perciò Jared lo depose a terra e vi ammucchiò sopra un po’ di polvere, per nasconderlo, fissandosene bene in mente l’esatta posizione.

Sulla strada del ritorno per poco non si scontrò con il fratello che camminava a tentoni nella galleria.

— Pare che diventerai Primo Sopravvissuto prima di quanto ti aspettassi — gli disse Romel, con una punta d’invidia nella voce.

CAPITOLO SESTO

— … Invochiamo perciò con umiltà la guida della Luce Onnipotente mentre ci dedichiamo a Lei sotto la nuova direzione.

Il Sopravvissuto Averyman, seguendo il suo dovere di Anziano Senior, concluse il discorso di rito. Si fermò ad ascoltare l’Assemblea.

Immobile alle sue spalle, anche Jared udì il silenzio che era calato sulla grotta, interrotto soltanto dal debole fluire dei molti respiri tesi. Era una calma ansiosa, che non era dovuta al rispetto per le cerimonie dell’investitura.

E neppure lui riusciva a radunare molta attenzione per le parole dell’Anziano. I suoi pensieri erano colmi d’opprimente amarezza. Non si trattava tanto del fatto che la Luce avesse deciso di rompere il patto, quanto della mancanza di ogni pietà nella scelta del mezzo adottato per renderlo chiaro ed evidente.

La scomparsa per sempre dai mondi dell’uomo del Prima Sopravvissuto era, per Jared, una vera tragedia. Molte volte, durante gli ultimi due periodi, gli era venuta la voglia di lanciarsi intrepido nella galleria, ma era sempre stato trattenuto dalla possibilità, remota ma esistente, che la perdita di suo padre fosse soltanto temporanea, una prova per verificare la sincerità del suo pentimento. Ma c’era anche una ragione più pratica che l’aveva spinto a desistere dall’inseguire il mostro, e cioè i Protettori che erano stati messi di guardia all’entrata.

Sternuti e aspirò rumorosamente, provocando una sdegnosa pausa nel discorso del Sopravvissuto Averyman. Dopo un momento, l’Anziano riprese a parlare:

— Dal nostro nuovo Primo Sopravvissuto non dobbiamo aspettarci la saggezza e la prudenza che erano caratteristiche del suo povero padre. Cosa, infatti, si potrebbe paragonare a una preveggenza tanto grande da intuire in anticipo l’imminente necessità di preparare un successore?

Jared ascoltò con impazienza in direzione dell’entrata controllata dalle sentinelle. C’era anche un altro motivo per cui non poteva gettarsi aldilà della barriera alla ricerca di suo padre: ciò avrebbe soltanto causato la collera degli Anziani contro di lui e li avrebbe spinti a nominare Romel Primo Sopravvissuto al posto suo: un evolversi della situazione che avrebbe portato soltanto caos nel mondo.

Qualcuno lo spinse in avanti, e Jared si ritrovò di fronte al Guardiano della Via.

— Ripeti dopo di me — esordì solennemente Philar. — «Io giuro di dedicare tutti i miei sforzi alla Sfida per la Sopravvivenza, non solo per me, ma per tutti gli individui del Livello Inferiore».

Avanzando a fatica nel giuramento, il giovane interruppe il flusso delle sue parole inspirando profondamente.

— «Io consacro la mia esistenza» — continuò il Guardiano, — «alle necessità di tutti coloro che dipendono da me e farò tutto il possibile per lacerare la cortina del Buio… in nome della Luce!»

Jared enfatizzò l’ultima parola con un violento sternuto.

Terminata la cerimonia dell’investitura, si trattenne davanti alla grotta comune, per ricevere le strette di mano rituali.

Romel si avvicinò per ultimo. — Adesso comincia il divertimento — dichiarò in tono faceto. Tuttavia, le parole non erano rilassate e serene come potevano sembrare in apparenza, e non offrivano accenni che rivelassero l’espressione del volto del giovane, nascosta dal folto velo dei capelli.

— Avrò bisogno di molto aiuto — ammise Jared. — Non sarà affatto facile.

— Non immaginavo che lo sarebbe stato. — Romel non riusciva a nascondere molto bene la sua invidia. — Naturalmente, la prima cosa da fare sarà terminare l’udienza.

L’udienza, che era stata interrotta dalla cerimonia dell’investitura, non era però la principale preoccupazione di Jared. Era condotta dagli Anziani, che anche adesso stavano sfilando all’interno della grotta comune. E non v’erano dubbi che il fatto che fosse stata menzionata intendesse condurre a qualcos’altro. Per un attimo Jared sentì quasi il sibilo familiare della sferza.

— Credi — continuò Romel, a voce molto alta, anche se non ce n’era nessun bisogno, — che il mostro che ha catturato il Primo Sopravvissuto fosse simile a quello da te sentito nel Mondo Originario?

Eccolo… lo stringersi improvviso delle spire attorno alle sue caviglie. Romel non avrebbe permesso che nessuno dimenticasse che Jared aveva violato il tabù della Barriera. Per ora aveva lasciato un certo gioco alla corda. Lo strattone violento sarebbe venuto dopo.

— Non saprei — balbettò, seguendo l’ultimo dei testimoni nella grotta comune. Un generatore portatile di echi era stato messo in funzione, e Jared, prendendo posto al lastrone delle riunioni, si concentrò sui click modificati dai presenti nella caverna. Tutti gli Anziani erano ai loro posti, mentre i testimoni erano raggruppati da una parte.

— Mi pare che stessimo ascoltando il Sopravvissuto Metcalf — disse l’Anziano Averyman. — Ci stava raccontando quanto ha sentito.

Un individuo magro e nervoso avanzò e si pose a fianco del lastrone di pietra. Lo si udiva nitidamente intrecciare le dita, contorcersele, liberarle per poi avvilupparle di nuovo.

— Non sono riuscito ad afferrare con molta chiarezza il suo suono — si scusò subito. — Stavo proprio tornando dal frutteto quando ho sentito urlare lei ed il Primo Sopravvissuto. Ho avuto un’impressione del mostro dagli echi delle vostre voci.

— E che suono aveva?

— Non saprei. Qualcosa delle dimensioni di un uomo, suppongo.

Era sconcertante il modo in cui il testimone continuava a muovere la testa da un lato e dall’altro. Era un volto-peloso e il movimento ondulatorio dei suoi capelli sciolti sulla faccia ricordò a Jared il fluttuare delle carni del mostro del Mondo Originario.

— Hai sentito il suo volto? — chiese Averyman.

— No. Ero troppo lontano.

— E che cosa mi sai dire a proposito di un suono… strano e misterioso?

— Non ricordo di aver sentito nulla di simile a un suono silenzioso, come è accaduto invece ad alcuni degli altri.

Metcalf era un volto-peloso, come Averyman e come altri due che avevano testimoniato prima dell’investitura. E nessuno di questi quattro aveva ricevuto l’impressione psichica del magico silenzio ruggente. Jared ricordò che, anche al Livello Superiore, nessuno dei volti-pelosi aveva sentito il rumore incredibile e inaudibile prodotto dai mostri.

Jared si schiarì la gola, e deglutì penosamente; poi tossì varie volte e si portò le mani al collo. Non si era mai sentito a quel modo.

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