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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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«È stato troppo simile a un confronto tra noi» disse Rand. «Quello deve accadere a Shayol Ghul, e al momento giusto. Non posso permettermi di lasciare che mi provochi. Bashere ha ragione. Né posso permettere che gli uomini suppongano che sarò sempre in grado di intervenire a salvarli.»

«Forse» disse Bashere. «Ma quello che hai fatto oggi...»

Rand scosse il capo. «Non devo combattere questa guerra, Bashere. La battaglia di oggi mi ha spossato oltre quello che avrei dovuto consentire. Se i miei nemici mi attaccassero ora, sarei finito. Inoltre posso combattere in un solo posto alla volta. Quello che sta arrivando sarà più vasto di questo, più vasto e più terribile di quanto qualunque uomo potrebbe sperare di contenere. Io vi organizzerò, ma devo lasciarvi. La guerra sarà vostra.»

Tacque, e Flinn attraversò il passaggio, lasciando che si richiudesse.

«Devo riposare ora» disse Rand piano. «Domani mi incontrerò con tua nipote e gli altri uomini delle Marche di Confine, Bashere. Non so cosa mi richiederanno, ma devono tornare ai loro posti. Se la Saldea era in un tale stato con uno dei gran capitani a comandare la difesa, posso solo immaginare quello che stanno soffrendo le altre nazioni delle Marche di Confine.»

Min lo aiutò ad alzarsi in piedi. «Rand» disse piano. «Cadsuane è tornata, e aveva qualcuno con sé.»

Lui esitò. «Portami da lei.»

Min trasalì. «Non avrei dovuto menzionarlo. Dovresti riposare.»

«Lo farò» disse lui. «Non preoccuparti.»

Min poteva ancora percepire la sua spossatezza. Ma non obiettò. Uscirono dalla stanza. «Rodel Ituralde» disse Rand, soffermandosi sulla soglia. «Tu vorrai accompagnarmi. Non posso ripagarti per l’onore che hai mostrato, ma ho qualcosa che posso darti.»

Il Domanese brizzolato annuì e lo seguì. Min aiutò Rand lungo il corridoio, preoccupandosi per lui. Doveva proprio sforzarsi tanto?

Purtroppo sì. Rand al’Thor era il Drago Rinato. Sarebbe stato dissanguato, polverizzato, consumato prima che questo fosse finito. Era quasi sufficiente a far smettere a una donna di provare.

«Rand...» disse lei, con Ituralde e diverse Fanciulle che li seguivano. Per fortuna, la stanza di Cadsuane non era lontano.

«Starò bene» disse lui. «Lo prometto. Hai notizie dei tuoi studi?» Stava cercando di distrarla.

Purtroppo, quella domanda la rimandò a un’altra preoccupazione. «Ti sei mai domandato perché Callandor viene chiamata cosi spesso "lama temibile" o "la lama della rovina" nelle profezie?»

«È un sa’angreal tanto potente» disse lui. «Forse è per via della distruzione che può causare?»

«Forse» disse lei.

«Tu pensi che sia qualcos’altro.»

«C’è una frase,» disse Min «nella Profezia Jendai. Vorrei che sapessimo di più su di loro. Comunque, dice 'e la Lama lo legherà alle due’.»

«Due donne» disse Rand. «Devo essere in un circolo con due donne per controllarla.»

Lei fece ma smorfia.

«Cosa?» disse Rand. «Tanto vale che tu me lo dica, Min. Io devo saperlo.»

«C’è un’altra frase, dal Ciclo Karaethon. Comunque, penso che Callandor possa avere un difetto che va oltre. Penso che possa... Rand, io penso che possa renderti debole, vulnerabile a un attacco, se la usi.»

«Forse è come sarò ucciso, allora.»

«Tu non sarai ucciso» disse Min.

«Io...»

«Tu sopravvivrai a questo, pastore» insistette lei. «Mi assicurerò io che tu lo faccia.»

Lui le sorrise. Sembrava così stanco. «Quasi credo che ce la farai, Min. Forse non sono io quello attorno a cui si piega il Disegno, ma tu.» Si voltò, poi bussò a una porta nel corridoio.

Quella si socchiuse e Merise fece capolino. Squadrò Rand dall’alto in basso. «Pare che tu riesca a malapena a stare in piedi, al’Thor.»

«Proprio così» replicò lui. «Cadsuane Sedai è qui?»

«Ha fatto come hai chiesto» ribatté Merise. «E potrei dire che è stata molto accomodante, considerando come...»

«Fallo entrare, Merise» disse la voce di Cadsuane dall’interno.

Merise esitò, poi scoccò a Rand un’occhiataccia mentre apriva del tutto la porta. Cadsuane sedeva su una sedia, parlando con un uomo più anziano i cui lunghi capelli grigi gli cadevano sciolti sulle spalle. Aveva un grosso naso aquilino e abiti regali.

Rand si fece da parte. Dietro di lui, qualcuno annaspò. Rodel Ituralde raggiunse la porta con aria sbalordita mentre l’uomo nella stanza si girava. Aveva occhi cordiali e pelle ramata.

«Mio sovrano» urlò Ituralde affrettandosi avanti per poi mettersi su un ginocchio. «Sei vivo!»

Min avvertì un soverchiante senso di felicità da Rand. Pareva che Ituralde stesse piangendo. Rand fece un passo indietro. «Venite, andiamo nelle mie stanze e riposiamoci.»

«Il Re dell’Arad Doman. Dove l’ha trovato lei?» disse Min. «Come lo sapevi?»

«Una mia amica mi ha lasciato un segreto» disse Rand. «La Torre Bianca aveva ghermito Mattin Stepaneos per 'proteggerlo’. Be’, da lì non c’era poi voluto molto a immaginare che avessero potuto far questo con altri monarchi. E se avevano mandato Sorelle nell’Arad Doman per catturarlo mesi fa, prima che chiunque sapesse dei passaggi, potrebbero essere state intrappolate nelle nevi sul loro viaggio di ritorno.» Parve così sollevato. «Non era mai stato in balìa di Graendal. Non l’ho ucciso, Min. Un innocente che presumevo di aver ucciso vive ancora. Questo è qualcosa. Un piccolo qualcosa, ma è d’aiuto.»

Min lo aiutò a camminare fino alle sue stanze, contenta — per il momento — di condividere il senso di gioia e di sollievo di Rand.

33

Una buona zuppa

La zuppa di Siuan era sorprendentemente buona.

Ne prese un altro sorso, sollevando un sopracciglio. Era semplice — brodo e verdure, pezzi di pollo — ma quando buona parte del cibo sapeva di raffermo nella migliore delle ipotesi, questo pareva un miracolo. Provò il biscotto. Niente larve? Delizioso!

Nynaeve aveva appena finito di parlare, la sua stessa scodella fumante davanti a lei. Appena innalzata, aveva contratto i giuramenti quello stesso giorno. Si trovavano nello studio dell’Amyrlin, le imposte aperte e che lasciavano entrare una luce dorata, nuovi tappeti verdi e oro sul pavimento.

In silenzio, Siuan si rimproverò per essersi fatta distrarre dalla zuppa. Il resoconto di Nynaeve richiedeva considerazione. Aveva parlato del tempo trascorso con al’Thor e, nello specifico, di eventi come la purificazione. Naturalmente Siuan aveva sentito i rapporti secondo cui saidin era stato ripulito: un Asha’man aveva visitato l’accampamento durante la divisione. Lei era rimasta scettica, ma non si poteva negarlo ora.

«Bene,» disse l’Amyrlin «sono molto lieta per questa spiegazione più esauriente, Nynaeve. Anche se il fatto che saidin sia stato ripulito rende davvero meno inquietante pensare ad Asha’man e Aes Sedai che si vincolano a vicenda. Vorrei che Rand fosse stato disposto a parlarmene durante il nostro incontro.» Lo disse pacatamente, anche se Siuan sapeva che lei vedeva con favore uomini che vincolavano donne quanto un capitano guardava un incendio nella sua stiva.

«Suppongo» disse Nynaeve, incurvando le labbra all’ingiù. «Se ha importanza, Rand non approvava che gli uomini vincolassero delle donne.»

«Non importa se approvava o meno» disse Egwene. «Gli Asha’man sono una sua responsabilità.»

«Come le Aes Sedai che lo hanno incatenato e picchiato sono una tua responsabilità, Madre?» chiese Nynaeve.

«Ereditata da Elaida, forse» disse Egwene, gli occhi che si stringevano giusto un poco.

Ha fatto bene a riportare indietro Nynaeve, pensò Siuan, prendendo un sorso di zuppa. Prende le parti di al’Thor troppo spesso per stare tranquilli.

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