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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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«È questa la chiave, Nynaeve. Ora lo capisco. Non sopravvivrò a questo, perciò non devo preoccuparmi di quello che potrebbe succedermi dopo l’Ultima Battaglia. Non ho bisogno di trattenermi, non mi serve recuperare nulla di questa mia anima malandata. So che devo morire. Coloro che desiderano che io sia più malleabile, disposto a piegarmi, sono quelli che non riescono ad accettare quello che mi accadrà.» Abbassò di nuovo lo sguardo su Min. Molte volte in precedenza Nynaeve aveva visto affetto nei suoi occhi quando la osservava, ma stavolta erano vuoti. Collocati in quello stesso volto privo di emozioni.

«Possiamo trovare un modo, Rand» disse Nynaeve. «Di sicuro esiste un modo per vincere ma anche permetterti di vivere.»

«No» borbottò lui piano. «Non mi tentare di nuovo per quella strada. Conduce solo al dolore, Nynaeve. Io… io ero solito pensare a lasciarmi alle spalle qualcosa per aiutare il mondo a sopravvivere una volta che fossi morto, ma quella era una lotta per continuare a vivere. Non posso illudermi. Scalerò questa dannata montagna e fronteggerò il sole. Voi tutti affronterete quello che verrà dopo. È così che dev’essere.»

Lei aprì la bocca per obiettare di nuovo, ma Rand le rivolse un’occhiata penetrante. «È così che dev’essere, Nynaeve.» Lei chiuse la bocca.

«Hai agito bene stanotte» disse Rand. «Hai risparmiato a tutti noi parecchi problemi.»

«L’ho fatto perché voglio che tu ti fidi di me» disse Nynaeve,, e un attimo dopo si maledisse. Perche l’aveva detto? Era davvero tanto stanca da farfugliare la prima cosa che le passava per la testa?

Rand si limitò ad annuire. «Io mi fido di te, Nynaeve. Quanto mi fido di chiunque; più di quanto mi fidi di molti. Tu pensi di sapere cos’è meglio per me, perfino contro i miei desideri, ma è qualcosa che non posso accettare. La differenza fra te e Cadsuane è che tu tieni davvero a me. A lei importa solo del mio posto nei suoi piani. Vuole che io sia parte dell’Ultima Battaglia. Tu vuoi che io viva. Per questo, hai la mia riconoscenza. Sogna per me, Nynaeve. Sogna cose che io non posso più sognare.»

Si chinò a sollevare Min; ci riuscì malgrado la mano mancante, facendo serpeggiare un braccio sotto di lei e afferrandola con la mano mentre la tirava su. Lei si agitò, poi si accoccolò vicino a lui, svegliandosi e lamentandosi che poteva camminare. Lui non la mise giu’; forse per via della spossatezza nella sua voce. Nynaeve sapeva che molte notti lei restava alzata con i suoi libri, lavorando sodo quasi quanto Rand.

Con Min in braccio, lui si diresse verso la porta. «Per prima cosa tratteremo con i Seanchan» disse. «Sii ben preparata per quell’incontro. Mi occuperò di Graendal subito dopo.»

Quindi la lasciò sola. La lampada tremolante infine si estinse e rimase solo quella sul tavolo. Rand l’aveva sorpresa di nuovo. Era ancora uno sciocco zuccone, ma era uno sciocco sorprendentemente consapevole. Come poteva un uomo comprendere così tanto eppure essere così ignorante?

E perché a lei non riusciva a venire in mente un’obiezione contro quello che aveva detto? Perche non riusciva a indursi a urlargli che si sbagliava? C’era sempre speranza. Abbandonando quell’emozione così importante, lui poteva rendersi forte — ma rischiava di perdere tutti i motivi che poteva avere per tenere all’esito delle sue battaglie.

Per qualche motivo, Nynaeve non riuscì a trovare le parole per quell’argomentazione.

34

Leggende

«D’accordo» disse Mat, srotolando sul tavolo una delle migliori mappe di Roidelle. Talmanes, Thom, Noal, Juilin e Mandevwin avevano disposto le loro sedie attorno al tavolo. Accanto alla mappa della zona, Mat srotolò uno schizzo della disposizione di una cittadina di medie dimensioni. C’era voluto un po’ per trovare un mercante disposto ad abbozzare per loro una mappa di Trustair, ma dopo Hinderstap, a Mat non piaceva andare in una cittadina senza sapere cosa si sarebbero trovati di fronte.

Il padiglione di Mat era ombreggiato dalla foresta di conifere all’esterno, e la giornata era fresca. Di tanto in tanto soffiava il vento e una piccola spruzzata di aghi di pino si staccava dai rami sovrastanti e cadeva a terra, con alcuni che raschiavano la sommità della tenda nel farlo. Fuori, i soldati si chiamavano a vicenda e le pentole sferragliavano mentre il pasto di mezzodì veniva distribuito.

Mat studiò la mappa della cittadina. Era il momento di smettere di essere uno sciocco. Il mondo intero aveva deciso di rivoltarsi contro di lui… Perfino i borghi rurali di montagna erano trappole mortali, di questi tempi. Ci mancava solo che le margherite ai lati della strada si coalizzassero per cercare di mangiarlo.

Quel pensiero lo fece soffermare nel ricordarsi il povero ambulante, che affondava nella cittadina fantasma di Shiota. Quando quel posto spettrale era scomparso, si era lasciato dietro un prato con farfalle e fiori. Incluse delle margherite. Che io sia folgorato, pensò.

Ebbene, Matrim Cauthon non aveva intenzione di finire morto su una qualche strada fuori mano. La prossima volta avrebbe pianificato e sarebbe stato pronto. Annuì fra se soddisfatto.

«La locanda è qui» disse Mat, indicando la mappa. «Il Pugno Agitato. Due diversi viaggiatori hanno convenuto che si trattava di una buona locanda, la migliore delle tre in città. La donna che mi sta cercando non ha fatto alcuno sforzo per nascondere la sua ubicazione, dunque questo significa che si ritiene ben protetta. Possiamo aspettarci delle guardie.»

Mat tirò fuori un’altra delle mappe di Roidelle, una che mostrava meglio la geografia attorno a Trustair. La cittadina era situata in una piccola vallata, circondata da colline ondulate accanto a un laghetto alimentato da sorgenti montane. Si diceva che in quel lago si pescassero delle ottime trote, la cui salatura era la principale attività commerciale della cittadina.

«Voglio tre squadre di cavalleria leggera qui» disse Mat, indicando un pendio superiore.

«Saranno nascoste dagli alberi, ma avremo una visuale completa dei cieli. Se vedranno un fiore notturno rosso, dovranno giungere direttamente lungo la strada per un salvataggio. Avremo cento balestrieri appartati da ciascun lato della cittadina come rinforzo per la cavalleria. Invece, se il fiore notturno sarà verde, la cavalleria dovrà mettersi in marcia e tenere sotto controllo le strade principali per la città , qui, qui e qui.»

Mat alzò gli occhi, indicando Thom. «Thom, tu prenderai Harnan, Fergin e Mandevwin come ‘apprendisti’ e Noal può essere il tuo cameriere.»

«Cameriere?» chiese Noal. Era un uomo nodoso, a cui mancavano diversi denti e con un naso a becco. Ma era duro come una vecchia spada scalfita dalle battaglie e tramandata di padre in figlio. «Perche mai a un menestrello servirebbe un maggiordomo?»

«D’accordo» disse Mat. «Puoi essere suo fratello, allora, che riveste anche il ruolo di domestico. Juilin, tu…»

«Aspetta, Mat» disse Mandevwin, grattandosi la faccia vicino alla benda dell’occhio. «Io devo essere un apprendista menestrello? Non sono certo che la mia voce sia adatta per cantare. Mi hai sentito, scommetto. E con un solo occhio, dubito che saprei essere un bravo giocoliere.»

«Tu sei un nuovo apprendista» disse Mat. «Thom sa che non hai alcun talento, ma si è mosso a compassione per te perché la tua prozia — con cui hai vissuto fin dalla morte dei tuoi genitori in un tragico fuggi fuggì di buoi — si è ammalata di sifilide del trifoglio ed è impazzita. Ha iniziato a darti da mangiare trucioli di legno e ti trattava come il cane di famiglia, Marks, scappato quando tu avevi appena sette anni.»

Mandevwin si grattò la testa. I suoi capelli erano striati di grigio. «Non sono un po’ troppo vecchio per essere un apprendista, pero’?»

«Sciocchezze» disse Mat «Tu sei giovane dentro, e dal momento che non ti sei mai sposato — l’unica donna che tu abbia mai amato è scappata col figlio del conciatore — l’arrivo di Thom ti ha offerto un’opportunità per ricominciare da capo.»

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