Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
Il battello del delirio [Fevre Dream - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il battello del delirio [Fevre Dream - it]

Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:

Fiume Mississippi, 1857. Il ghiaccio di un gelido inverno ha appena distrutto la flotta commerciale del Capitano Abner Marsh. Privo di assicurazione, il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato. Ma ecco che, inaspettatamente, un bizzarro straniero di nome Joshua York si offre di rilevare la metà della sua compagnia di navigazione in rovina, mettendo sul piatto una cifra spropositata. Ma non è tutto. York intende investire il proprio denaro nella costruzione del battello più lussuoso, più bello e soprattutto più veloce che abbia mai solcato le torbide acque del Mississippi, e per di più ne offre il comando al Capitano Marsh. L’unica condizione posta da York è semplice: gli ordini da lui impartiti saranno pochi, ma per quanto strani o assurdi possano sembrare, ogni qual volta verranno emanati, Marsh dovrà assicurarsi che essi vengano eseguiti alla lettera, senza fare domande. E così il nuovo gioiello del fiume, battezzato “Fevre Dream”, inizia il suo viaggio. Tuttavia, man mano che il battello discende il tortuoso corso del Mississippi, Marsh prende a insospettirsi sempre più. Perché il misterioso York si fa vedere soltanto di notte? Come mai lui e i suoi amici si dissetano ogni sera col disgustoso vino nerastro della sua riserva privata? Quando la verità sarà finalmente rivelata, il Capitano dovrà scegliere da che parte stare…
1 ... 10 11 12 13 14 15 16 17 18 ... 117
Перейти на страницу:

Tascorso un po’ di tempo si trovarono sul ponte di passeggiata, a passarsi una bottiglia vicendevolmente, passeggiando e conversando sotto la fresca sferza del vento, il loro vento, quel vento che la sola forza del battello faceva levare. Sopra di loro le stelle brillavano come i diamanti di una bella dama, la bandiera del Fevre Dream sventolava su entrambi i pennoni anteriore e posteriore, ed il fiume intorno era più nero dello schiavo più nero che Marsh avesse mai veduto.

Viaggiarono tutta la notte, con Daly di turno nella timoniera che li faceva scivolare sull’acqua ad un’andatura sostenuta — nulla, però, al confronto di ciò che il Fevre Dream avrebbe potuto fare se costretto, e Marsh lo sapeva bene. Scivolavano sulle acque del buio Ohio, circondati dal nulla. La navigazione procedette senza intoppi: nessun tronco, nessuno spuntone roccioso, nessuna secca ad insidiare il loro viaggio. Solo due volte dovettero mandare una iole davanti a loro per scandagliare il fondale, ed in tutte e due le occasioni, calata la sagola, trovarono l’acqua buona, ed il Fevre Dream proseguì indisturbato. Poche case s’intravedevano sulla sponda, per lo più buie e con le imposte chiuse per la notte, ma ne scorsero una in cui la luce brillava intensa ad un’alta finestra. Marsh si domandò chi fosse sveglio lassù, e cosa pensasse nel vedere il battello passare. Doveva essere bello il Fevre Dream visto di lassù, con tutti i ponti illuminati e la musica e le risa che si effondevano dalle finestre, fluttuando sull’acqua, le scintille ed il fumo sulle cime dei fumaioli, ed il suo nome, Fevre Dream, dipinto in enormi lettere blu, riccamente arabescate e incorniciate d’argento. Marsh desiderò quasi di poter essere sulla riva per godersi quella vista.

La grande emozione di quella prima notte a bordo giunse poco prima di mezzanotte, quando avvistarono per la prima volta un altro battello che smuoveva le calme acque dell’Ohio procedendo davanti a loro. Quando Marsh lo vide, prese York per un gomito e lo condusse su alla cabina di pilotaggio, che scoprirono affollata. Daly era ancora al timone e beveva caffè, altri due piloti e tre passeggeri stavano seduti sul divano alle sue spalle. I piloti non erano al servizio di Marsh, ma era costume del fiume che i timonieri viaggiassero gratis se lo desideravano, e di solito prediligevano la cabina di pilotaggio per scambiare qualche chiacchiera con l’uomo al timone e tenersi aggiornati sulle novità che riservava il fiume. Marsh li ignorò. «Mister Daly,» disse al suo pilota, «c’è un battello davanti a noi.»

«Lo vedo, Capitano Marsh,» replicò Daly con un sorriso laconico.

«Mi chiedo quale legno sia. Ne avete un’idea, Daly?»

Quale che fosse, il battello non era gran cosa; un tarchiato vapore con la ruota poppiera ed una timoniera quadrata come un macinino.

«Certo che no,» rispose il pilota.

Abner Marsh si rivolse a Joshua York. «Joshua,» disse, «voi siete il vero comandante, ed io non voglio darvi troppi suggerimenti. Ma la verità è che sono terribilmente curioso di sapere qual è quel battello davanti a noi. Perché non dite a Daly di raggiungerlo, così che possa rilassarmi un pochino, eh?»

York sorrise. «Certamente,» disse. «Mister Daly, avete sentito il Capitano Marsh. Pensate che il Fevre Dream sia in grado di raggiungere quel battello davanti a noi?»

«Il Fevre Dream può raggiungere qualsiasi battello,» disse il pilota. Domandò al macchinista, giù sul ponte di manovra, che aumentasse il vapore e tirò nuovamente la sirena. Il lamento selvaggio, cupo come l’urlo spettrale di uno spirito presago di morte, echeggiò sul fiume, quasi volesse avvertire il battello lì davanti che il Fevre Dream stava arrivando dietro di lui.

Il clamore della sirena bastò ad evacuare il salone dei passeggeri che si riversarono in massa sul ponte. Persino i passeggeri da un dollaro si levarono dai loro giacigli di sacchi di farina. Un paio salirono sul ponte di comando e tentarono di entrare nella cabina di pilotaggio, ma Marsh li rispedì di sotto, insieme agli altri tre che vi aveva trovato. Com’era prevedibile, tutti gli spettatori si precipitarono verso la parte anteriore del battello, per sciamare successivamente verso babordo, quando fu palese che quello sarebbe stato il lato col quale avrebbero affiancato e superato il battello. «Maledetti passeggeri,» mugugnò Marsh rivolgendosi a York. «Riescono sempre a sbilanciare un battello. Uno di questi giorni correranno tutti sullo stesso lato e faranno capovolgere qualche povero battello, ci giurerei.»

Malgrado le lamentele, Marsh era all’apice della felicità. Whitey, dabbasso, gettava più legno nelle bocche dei forni ed essi ruggivano, e le grandi ruote si muovevano più veloci, sempre più veloci. Tutto avvenne in un lampo. Il Fevre Dream parve divorare le miglia che lo separavano dall’altro battello, e mentre lo sorpassava una clamorosa acclamazione esplose dai ponti sottostanti: dolce musica per le orecchie di Marsh.

Nel passare accanto alla murata del piccolo battello, York lesse il suo nome sulla timoniera. «Sembra si tratti del Mary Kaye,» disse.

«Ah! Tant’acqua per bollirci un uovo!» esclamò Marsh.

«È un battello famoso?» chiese York.

«No, figuriamoci,» disse Marsh. «Mai sentito nominare. L’avreste mai detto?» Al che proruppe in una risata fragorosa e diede a York poderose pacche sulla spalla. Di lì a poco tutti nella cabina di pilotaggio scoppiarono a ridere.

Prima dell’alba, il Fevre Dream aveva raggiungo e superato mezza dozzina di battelli, compreso un vapore con le ruote laterali grande quasi quanto lui, ma non fu mai così emozionante come lo era stato la prima volta, quando avevano sorpassato il Mary Kaye. «Volevate sapere come avremmo cominciato,» disse Marsh a York mentre si allontanavano dalla cabina di pilotaggio. «Ebbene, Joshua, è cominciato.»

«Sì,» disse York, lanciando un’occhiata dietro di loro, dove il Mary Kaye stava diventando un punto lontano. «È cominciato davvero.»

CAPITOLO QUINTO

A bordo del Fevre Dream
FIUME OHIO
Luglio 1857

Mal di testa o no, Abner Marsh era un marinaio troppo attaccato al suo mestiere per passare l’intera giornata a dormire, specie una giornata importante come quella. Si drizzò a sedere nel letto verso le undici, dopo aver dormito sì e no poche ore, si sciacquò la faccia con un po’ d’acqua tiepida che prese dalla bacinella poggiata sul comodino, e si vestì. C’era del lavoro da sbrigare, e York non si sarebbe visto in giro se non dopo il tramonto. Il Capitano si piazzò il berretto in testa, aggrottò le ciglia nel guardare la propria immagine riflessa nello specchio e si scarmigliò un poco la barba, poi raccolse il bastone da passeggio e si avviò a passi pesanti verso il ponte di controcoperta. Visitò dapprima i bagni, poi tornò sui suoi passi per dirigersi in cucina. «Ho saltato la colazione, Toby,» disse al cuoco, che stava già cucinando per il pranzo. «Di’ ai tuoi ragazzi che mi preparino sei uova e qualche fetta di prosciutto, e fammeli portare su alla mia cabina, va bene? E anche del caffè. A litri.»

Nel salone Marsh bevve un paio di bicchierini che lo aiutarono a sentirsi un po’ meglio. Borbottò qualche convenevole ai passeggeri ed ai camerieri, poi si affrettò sul ponte superiore in attesa della colazione. Dopo che ebbe mangiato, Abner Marsh si sentì di nuovo lui. Salì subito sul ponte di comando, ed entrò nella cabina di pilotaggio. Il turno era cambiato, ed ora c’era l’altro pilota al timone, e soltanto uno dei due colleghi, ospiti senza biglietto, a tenergli compagnia. «Buongiorno, Mister Kitch,» disse Marsh al timoniere. «Come si sta comportando, il nostro Fevre Dream?»

1 ... 10 11 12 13 14 15 16 17 18 ... 117
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)