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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Chesmal gemette, inchinandosi ancora di più. «Io sono polvere, o Supremo. Non sono nulla! Noi ti abbiamo deluso. Ti prego, non distruggermi!»

«E perché non dovrei?» sbraitò Elayne. «L’opera del tuo particolare gruppo è stata segnata da fallimento dopo fallimento! Cos’avete fatto da potermi mai persuadere a permettervi di vivere?»

«Abbiamo ucciso molti di questi sciocchi che operano contro il Signore Supremo!» gemette Chesmal.

Elayne trasalì, poi, facendosi forza, creò una frusta di Aria e la sferzò sulla schiena della donna. Non era più di quanto Chesmal meritava. «Voi?» disse Elayne. «Voi non avete avuto nulla a che fare con le loro morti! Mi prendi per stupido? Mi prendi per ignorante?»

«No, Supremo» piagnucolò Chesmal, raggomitolandosi ancora di più. «Ti prego!»

«Allora dammi un motivo per lasciarti vivere.»

«Ho informazioni, o Supremo» si affrettò a dire Chesmal. «Uno di coloro che ci è stato detto di cercare, i due uomini che devono essere uccisi a tutti i costi... uno è qui a Caemlyn!»

E questo cos’è? Elayne esitò. «Dimmi di più.»

«Cavalca con un gruppo di mercenari» disse Chesmal, sembrando sollevata di avere informazioni che erano desiderate. «È l’uomo con gli occhi acuti che indossa il cappello e porta la lancia marchiata dai corvi!»

Mat? Gli Amici delle Tenebre stavano dando la caccia a Mat? Lui era amico di Rand, vero, e ta’veren. Ma cosa aveva fatto Mat per guadagnarsi l’ira dei Reietti stessi? Cosa ancora più inquietante, Chesmal sapeva della presenza di Mat in città. Lui non era arrivato se non dopo che le Sorelle Nere erano state catturate! Questo voleva dire...

Questo voleva dire che Chesmal e le altre erano in contatto con altri Amici delle Tenebre. Ma chi? «E come hai scoperto questo? Perché non è stato riferito prima?»

«Ho avuto la notizia proprio oggi, o Supremo» disse Chesmal, sembrando più sicura di sé ora. «Stiamo progettando un assassinio.»

«E come puoi farlo se sei imprigionata?» domandò Elayne.

Chesmal alzò brevemente lo sguardo, il suo volto squadrato che mostrava confusione. Non disse nulla.

Le ho fatto capire che non so quanto dovrei. Elayne digrignò i denti dietro la sua maschera di ombre.

«Supremo» disse Chesmal. «Ho eseguito i miei ordini con attenzione. Siamo quasi in posizione tale da iniziare l’invasione, come comandato. Presto l’Andor sarà inondato del sangue dei nostri nemici e il Signore Supremo regnerà in fuoco e cenere. Provvederemo affinché accada.»

E questo cos’era? Un’invasione, dell’Andor? Impossibile! Come sarebbe successo? Come sarebbe potuto succedere? Eppure osava porre quelle domande? Chesmal pareva sospettare che qualcosa non andasse.

«Tu non sei il Prescelto che mi ha fatto visita prima, vero, o Supremo?» chiese Chesmal.

«Le nostre azioni non vanno messe in discussione da una come te» ringhiò Elayne, sottolineando il rimprovero con un’altra sferzata di Aria sulla schiena della donna. «Devo sapere quanto ti è stato detto. Così potrò giudicare le mancanze nella tua comprensione. Se ignori... Be’, questo resta da vedere. Prima spiegami quanto sai dell’invasione.»

«So che la scadenza si avvicina, o Supremo» disse Chesmal. «Se avessimo più tempo, forse potremmo pianificare in modo più accurato. Se potessi liberarmi da queste limitazioni, potrei...»

Lasciò morire la frase, lanciando un’occhiata di lato.

Scadenza. Elayne apri la bocca per domandare altro, ma esitò. Cosa? Non riusciva più a percepire la Famiglia lì fuori. Si erano allontanate? E lo schermo su Chesmal?

La porta sbatacchiò, la serratura girò, poi la porta si spalancò, rivelando un gruppo di persone dall’altra parte. E non erano il gruppo di guardie che Elayne stava aspettando. A capeggiarli c’era un uomo con corti capelli neri, più radi ai lati, e grossi baffi. Indossava pantaloni bruni e una camicia nera, la sua giacca lunga quasi come una veste aperta sul davanti.

Il segretario di Sylvase! Dietro di lui c’erano due donne. Temaile ed Eldrith. Entrambe dell’Ajah Nera. Entrambe che trattenevano la Fonte. Luce!

Elayne represse la sua sorpresa, incontrando il loro sguardo e non cedendo terreno. Se poteva convincere una Sorella Nera di essere uno dei Reietti, forse poteva convincerne tre. Temaile sgranò gli occhi e si gettò in ginocchio, così come fece il segretario. Eldrith, però, esitò. Elayne non poteva essere certa se fosse la sua postura, il suo travestimento o la sua reazione nel vedere i tre nuovi arrivati. Forse era qualcosa di completamente diverso. A ogni modo, Eldrith non si lasciò ingannare. La donna dal volto tondo cominciò a incanalare.

Elayne imprecò fra sé, formando dei propri flussi. Schiantò uno schermo contro Eldrith proprio mentre ne percepiva uno arrivare verso di lei. Per fortuna teneva in mano il ter’angreal di Mat. Il flusso si sfilacciò e il medaglione divenne freddo in mano sua. Il flusso di Elayne invece scivolò senza problemi tra Eldrith e la Fonte, tagliandola fuori. Il bagliore del Potere si spense attorno a lei.

«Cosa stai facendo, idiota!» squittì Chesmal. «Cerchi di sopraffare uno dei Reietti? Ci farai uccidere tutti.»

«Quello non è uno dei Reietti» le urlò Eldrith di rimando. Elayne pensò tardivamente a intessere un bavaglio di Aria. «Sei stata ingannata! È...»

Elayne le infilò il bavaglio nella bocca, ma era troppo tardi. Temaile — che era sempre sembrata troppo delicata per essere una Sorella Nera — abbracciò la Fonte e alzò lo sguardo. L’espressione di Chesmal mutò da orrore a rabbia.

Elayne legò rapidamente lo schermo di Eldrith e iniziò a intesserne un altro. Un flusso di Aria la colpì. Il medaglione a testa di volpe divenne freddo e — benedicendo Mat per il suo tempestivo prestito — Elayne piazzò uno schermo tra Chesmal e la Fonte.

Temaile guardò Elayne a bocca aperta, evidentemente stupita di vedere i suoi flussi fallire. Il segretario di Sylvase non fu così lento, però. Si gettò in avanti inaspettatamente, mandando a sbattere Elayne contro il muro con parecchia forza.

Del dolore si diffuse dalla sua spalla e avvertì qualcosa incrinarsi. La sua scapola? I bambini!, pensò immediatamente. Fu un primordiale lampo di orrore e di istantanea paura che sfidò tutti i pensieri su Min e le sue visioni. Nella sorpresa, lasciò andare il passaggio che riconduceva alla sua stanza di sopra. Quello si richiuse.

«Ha un ter’angreal di qualche tipo» urlò Temaile. «I flussi rimbalzano via.»

Elayne si mosse in fretta, spingendo contro il segretario e iniziando un flusso d’Aria per scagliarlo all’indietro. Mentre lo faceva, però, lui le artigliò la mano, forse avendo notato un guizzo di metallo argenteo lì. Il segretario riuscì a mettere le sue lunghe dita attorno al medaglione proprio mentre lo scoppio di Aria di Elayne lo colpiva.

Il segretario volò all’indietro, tenendo stretto il medaglione. Elayne ringhiò, ancora furiosa. Temaile sogghignò maligna e dei flussi di Aria balzarono su attorno a lei. Li scagliò in avanti, ma Elayne li intercettò con i propri.

I due flussi di Aria andarono a sbattere l’uno contro l’altro, rimestando l’aria nella stanzetta. Pezzi di paglia furono soffiati all’insù in un turbine. Le orecchie di Elayne protestarono per l’improvvisa pressione. Il segretario dai capelli scuri indietreggiò dalla battaglia, tenendo stretto il ter’angreal. Elayne protese un flusso verso di lui... ma si sfilacciò.

Elayne urlò di rabbia, il dolore che pulsava nella sua spalla dove aveva colpito il muro. La stanzetta era angusta con così tante persone dentro, e Temaile si trovava sulla soglia, impedendo involontariamente al segretario di uscire fuori. O forse era intenzionale: probabilmente voleva quel medaglione. Le altre due Sorelle Nere si accovacciarono, con dell’aria che soffiava attorno a loro, ancora schermate.

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