Scusa ma ti voglio sposare
- Автор: Моччиа Федерико
- Язык: итальянский
- Жанр: Современные любовные романы
Электронная книга - «Scusa ma ti voglio sposare». Краткое содержание книги:
nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l'uomo." Ecco, ora è il momento di vedere semplicemente Niki. Al di là del fastidio.
Proprio in quel momento suonano alla porta. E Olly va ad aprire.
"Ciao…"
Niki l'abbraccia subito, cogliendola quasi di sorpresa. Olly lascia cadere giù le braccia, un po'"spiazzata da quel gesto. Diletta ed Erica si guardano. Erica storce la bocca, come a dire: mmm, c'è qualcosa che non mi convince. Poi anche le altre vanno ad abbracciarla. Diletta le sorride.
"Questo matrimonio ti ha rapito da tutto e tutti…"
Niki si stacca e annuisce. "Sì, è vero. Hai ragione."
Nelle sue parole però non si sente la consueta allegria, e le Onde naturalmente se ne accorgono subito. Niki chiude gli occhi per un attimo, solo un attimo, poi li riapre. Diletta, ancora masticando un po'"di quel biscotto, sorride cercando di alleggerire la situazione.
"Allora… Sai cosa abbiamo scommesso? Che oggi sceglierai le due testimoni… E devo dire che ne abbiamo parlato e che una di noi comunque ci rimarrà malissimo… Quindi scarta me che sono la più forte, oppure… Fai testimoni tutti e tre… Io te lo dico, Niki… Il gruppo delle Onde con questa decisione corre un grosso rischio…"
Niki si appoggia al bancone alle sue spalle, come a sorreggersi, a sentirsi più solida per la notizia che sta per dare. Poi sorride, titubante e imbarazzata.
"Non correte nessun rischio…" E si prende una pausa e le guarda negli occhi decisa e determinata nella sua scelta. Ma cercando comunque il loro amore. E il loro appoggio, del quale ha bisogno. "Non mi sposo più."
"Cosa?" Diletta quasi si strozza con l'ultimo pezzetto di biscotto, Erica malgrado la sua voglia continua di essere trasgressiva, questa volta rimane sinceramente sbalordita. "Ma stai scherzando, vero?"
Olly rimane in silenzio, è spiazzata e non sa cosa dire, cosa pensare, cosa provare, se essere felice o dispiaciuta, bambina o donna. Poi sceglie di essere semplicemente amica.
"Raccontaci."
Centodiciotto
"Ma non è possibile."
Flavio, Enrico e Pietro sono allibiti, esterrefatti. Non credono alle loro orecchie. Anzi ai loro occhi, visto che si stanno passando la lettera di Niki e l'hanno già letta a turno almeno tre volte.
"Cioè, non è possibile." Pietro lo ripete scuotendo la testa.
Flavio lo guarda. "L'hai detto già tre volte."
"E lo ridico, non è possibile."
Alex è seduto, affranto, sul divano del salotto. "Ragazzi, è possibile invece. È così. Sta scritto lì. Mica me lo sono inventato."
Enrico cerca di puntualizzare. "A parte che mi sembra una lettera scritta in maniera molto sbrigativa, c'era anche un errore…"
Flavio allarga le braccia. "Ma che t'importa dell'errore! E poi qual è l'errore, scusa, io non l'ho notato…"
"Ma questo, dai, l'ho visto anch'io." Pietro riprende la lettera in mano. "Eccolo qua: alle tue sorelle è impossibile stargli dietro… Dicevi questo, no?"
"Eh…" Flavio allarga le braccia. "Ma ti pare?! Oggi si dice eccome."
"No, doveva dire "star dietro" e basta."
"Ma dai! Quelle sono le lettere tue, quando scrivi a una società magari! Questa è la lettera di una ragazza… Scusa se lo dico, eh" rivolto ad Alex, "che lascia il suo ragazzo."
"Eh! Grazie…"
"Oh, sta scritto qui, eh."
Pietro annuisce. "E che quindi presa dalla foga non va tanto per il sottile."
"Appunto!"
Alex li guarda sconsolato. "A parte l'errore voi come la giudicate?"
Enrico interviene. "Bè, io non una scelta giusta."
"Quale?"
"Quella di far leggere questa lettera a tutti noi!"
"Ma che dici! Non ti chiedevo questo, ma che mi frega, voi siete i miei amici da sempre, se non ne parlo con voi con chi lo faccio! Con quelli di lavoro, con Andrea Soldini, con Leonardo?"
Pietro interviene. "Bè, io sono passato l'altro giorno dal tuo ufficio a cercarti e ti devo dire la verità, con Raffaella affronterei volentieri qualunque tipo di problema…"
"Già, ma in questo momento per me è Raffaello, un uomo."
"Allora sei messo proprio male."
"Malissimo. È la seconda volta che chiedo a una donna di sposarmi…"
"E ti ritrovi con gli armadi di casa tua svuotati e una lettera che ti aspetta."
Pietro si siede di fronte ad Alex. "Cioè, è inevitabile ammettere che c'è qualcosa che non va…"
Alex lo guarda preoccupato. "Tipo?"
"Bè, quando tu chiedi loro di sposarti, con la preparazione del matrimonio e tutto il resto, innesti in loro un tale nervosismo e una paura, anzi parlerei di vero e proprio terrore, che alla fine le porta inevitabilmente a scappare…"
"A parte che con Elena non c'è stata neanche la preparazione…"
Flavio si rivolge a Pietro. "Quindi questa tua teoria non ha valore!"
"Già, io credo però che con la prossima…"
Alex lo guarda allibito. "Con la prossima? Quale prossima? Nooo… Non se ne parla. Io voglio Niki!"
Pietro cerca di calmarlo. "E sicuramente la riavrai. Però con lei ormai la storia del matrimonio è andata in un certo modo. Se mai invece non dovesse più andare con lei…" Alex solo a questo pensiero si sente svenire, ma Pietro continua come se nulla fosse.
"Credo che la cosa migliore sarebbe che d'ora in poi le donne tu facessi finta di invitarle a una festa importante, molto elegante, così loro si preparano ed escono all'altezza e poi… Tà. Le fai arrivare lì dove hai già preparato tutto, ricevimento, testimoni, bomboniere, fiori, fedi… E te le sposi al volo! Senza possibilità di svuotamento armadi… solita lettera e tutto questo dramma già ampiamente vissuto, giusto? E non credo che avresti la capacità di sopportare una terza lettera…"
Alex li guarda uno per uno. "Forse voi non vi rendete conto, cioè, io capisco la vostra situazione personale, il fatto che tutti e tre in un modo o nell'altro, chi più chi meno, abbiate visto in diffìcoltà il vostro matrimonio, e che tutto quello che vi è successo non vi faccia credere più nell'amore… Ma non è il mio caso. Non è la mia storia. Non è la mia favola."
Pietro rimane un po'"sorpreso. "Favola? Che favola?"
"La favola tra me e Niki. Io amo Niki."
Flavio, Enrico e Pietro fanno un sospiro e si lasciano cadere sul divano di fronte ad Alex.
Pietro è il primo a riprendere la parola. "Se a quarantanni credi ancora nelle favole, il problema è più grave del previsto."
Alex lo guarda, poi sorride. "Forse non crederci più è un problema ancora più grande." Pietro annuisce. "Ok ok, sei testardo e vuoi avere ragione. Allora andiamo ad analizzare bene questa lettera. In un passaggio Niki dice addirittura che avrebbe voluto che tu la rapissi da tutto e tutti e con una moto la portassi via… Classica moderna rivisitazione del principe azzurro in chiave terzo millennio con motocicletta al posto del cavallo."