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READ-E-BOOK » Фэнтези » L’ombra della maledizione [The Curse of Chalion - it]
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L’ombra della maledizione [The Curse of Chalion - it]

Электронная книга - «L’ombra della maledizione [The Curse of Chalion - it]». Краткое содержание книги:

Da una grande maestra della narrativa fantastica, più volte vincitrice del premio Hugo, un potente racconto di mistero, magia e tradimento. Il destino di un cavaliere, della sua stirpe e di un regno tormentato. Provato nel corpo e nello spirito da una lunghissima prigionia, il comandante Lupe dy Cazaril ritorna nel regno di Chalion, in cui aveva servito come paggio, e viene nominato tutore di Royesse, bella e intelligente sorella dell’erede al trono. Ma quell’occasione di riscatto si trasforma presto in un incubo, poiché Cazaril scopre che a corte proprio quegli uomini che lo hanno tradito ora occupano posti di grande potere. E scopre soprattutto che l’intera stirpe di Chalion è gravata da una terribile maledizione, che non può essere annullata se non con la magia più nera…
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«Per allora io avrò quasi ventotto anni!» gemette ancora Iselle.

Altri dodici anni nell’arco dei quali la maledizione sarebbe stata libera di operare su di lei… No, quell’attesa non era affatto una cosa buona.

«E lui potrebbe licenziarvi immediatamente dal mio servizio!» rincarò Iselle.

Hai un’altra patrona che, per ora, non ha nessuna intenzione di licenziarmi, pensò Cazaril. «Sono pronto ad ammettere che avete una serie di motivi per cui essere preoccupata, Royesse», replicò. «Ma non fasciatevi la testa prima di romperla. Ricordate che nessuna di queste disposizioni ha valore finché Orico è in vita.»

«Secondo Sara, lui non sta bene.»

«Non gode di una salute eccellente, è vero», ammise con cautela Cazaril. «Ma non è assolutamente vecchio. Dopotutto, ha poco più di quarant’anni.»

A giudicare dall’espressione che le apparve sul volto, per Iselle quella era un’età fin troppo avanzata. «Sara afferma che le sue condizioni sono molto più gravi di quanto possano sembrare.»

«Gode della sua confidenza al punto di essere al corrente di cose del genere?» obiettò Cazaril. «Credevo che non avessero più molto in comune.»

«Non li capisco», ammise Iselle, sfregandosi gli occhi. «Sapete, Cazaril, quello che mi ha detto Dondo, era vero! Mi ero quasi convinta che si fosse trattato di un’orribile menzogna intesa a spaventarmi, però Sara me l’ha confermata. Il suo bisogno di avere un figlio era così disperato che ha acconsentito a dy Jironal di fare un tentativo, quando Orico… non è più stato in grado di provvedere. Stando alle sue parole, Martou non è stato poi così sgradevole… se non altro è stato sempre cortese con lei. Quando però anche lui non è riuscito a farla concepire, è intervenuto suo fratello e, a quanto pare, Dondo si è comportato in maniera orribile, traendo piacere dall’umiliazione di Sara. Orico però lo sapeva, Cazaril, e ha contribuito a persuadere Sara a sottoporsi a quell’indegnità. È una cosa che non capisco, perché sono certa che Orico non detesti Teidez così tanto da desiderare di mettere sul trono al suo posto un bastardo generato da uno dei due dy Jironal.»

«Non ha senso», mentì Cazaril. Un figlio di dy Jironal e di Sara non sarebbe stato un discendente di Fonsa l’Abbastanza Saggio. Orico doveva aver pensato che quel bambino, crescendo, avrebbe liberato la royacy di Chalion dalla maledizione del Generale Dorato… Una misura disperata, certo, ma forse efficace.

«Se dy Jironal scopre chi ha assassinato Dondo, la Royina Sara ha intenzione di pagargli il funerale, di assegnare una pensione alla sua famiglia e di far cantare per lui preghiere perenni nel Tempio di Cardegoss», aggiunse Iselle, con un sorriso sarcastico.

«Mi fa piacere saperlo», replicò Cazaril, con voce fievole, anche se non aveva una famiglia bisognosa di una pensione, poi s’incurvò leggermente in avanti, con un accenno di sorriso che camuffava una smorfia di dolore, riflettendo. Sara aveva riversato nell’orecchio virginale di Iselle dettagli di un’intimità sconvolgente, eppure non aveva fatto cenno alla maledizione, sebbene ne fosse al corrente, Cazaril ne era certo. Orico, Sara, dy Jironal, Umegat, Ista, forse addirittura la Provincara stessa… Tutti sapevano, eppure nessuno aveva informato quei ragazzi della nube nera che gravava su di loro. Chi era lui, dunque, per tradire quell’omertà? Nessuno lo ha detto neppure a me. Dovrei forse essere grato per tanta considerazione? pensò, chiedendosi quando i tutori di Teidez e di Iselle avrebbero parlato. Orico aveva forse intenzione di rivelarlo al suo Erede in punto di morte, come aveva fatto suo padre Ias? E lui, Cazaril, aveva il diritto di nascondere a Iselle cose che i suoi naturali guardiani avevano scelto di non spiegarle? Ed era disposto a dirle esattamente in che modo era venuto a conoscenza di quelle informazioni così riservate? Il suo sguardo si spostò su Lady Berriz, che, seduta su uno sgabello, stava fissando con espressione ansiosa la sua preoccupata signora… Ecco, persino Betriz sapeva benissimo che lui aveva tentato la magia di morte, però non era al corrente che quel tentativo era perfettamente riuscito!

«Non so che altro fare», gemette Iselle. «Orico è inutile

Cazaril sospirò, chiedendosi se Iselle poteva sottrarsi alla maledizione senza neanche sapere della sua esistenza. Poi, ben consapevole che stava per suggerire qualcosa di assolutamente poco razionale, disse: «Potreste organizzare da sola il vostro matrimonio…»

Riscuotendosi, Betriz sollevò la testa di scatto, fissandolo con occhi sgranati.

«Dovrei farlo in segreto?» esclamò Iselle. «Nascondendo ogni cosa al mio regale fratello?»

«Senza dubbio tenendo all’oscuro il suo Cancelliere.»

«Sarebbe legale?»

«Un matrimonio, celebrato e consumato, non può essere annullato facilmente neppure da un Roya», dichiarò Cazaril. «Inoltre, si potrebbe persuadere una buona parte dei nobili di Chalion a sostenere la vostra iniziativa, soprattutto tenendo presente che già esiste una solida fazione avversa a dy Jironal. Così annullare il matrimonio sarebbe ancora più difficile.» Se poi Iselle fosse riuscita ad andarsene da Ibra, affidandosi alla protezione di un suocero astuto — quale la Volpe di Ibra, per esempio — si sarebbe lasciata alle spalle sia le fazioni sia la maledizione. Bisognava però evitare a ogni costo che Iselle, ostaggio impotente presso la corte del Roya Orico, finisse per rivestire quello stesso ruolo presso una corte differente. Se non altro, comunque, sarebbe stata un ostaggio libero dalla maledizione.

«Capisco», annuì Iselle, con una luce di approvazione nello sguardo. «Cazaril, è una cosa fattibile?»

«Esistono alcune difficoltà pratiche, e per tutte esiste una soluzione altrettanto pratica», replicò lui. «La cosa più importante è trovare un uomo di cui vi possiate fidare e che funga da vostro ambasciatore. Dovrà essere intelligente e astuto, in modo da garantirvi la posizione più forte possibile nell’ambito dei negoziati con Ibra, ma anche abbastanza diplomatico da evitare di offendere Chalion. Dovendo attraversare, sotto mentite spoglie, i nostri inquieti confini, bisognerà anche che sia coraggioso, forte nel fisico, devoto alla vostra causa e deciso a non venirvi meno. Scegliere la persona sbagliata potrebbe risultare fatale… forse anche nel senso più letterale del termine.»

«Potete trovarmi un uomo del genere?» domandò Iselle, congiungendo le mani.

«Ci rifletterò sopra e mi guarderò intorno», promise Cazaril.

«Fatelo, Lord Cazaril, fatelo», sussurrò Iselle.

«Non avete bisogno di cercare molto lontano», commentò Lady Betriz, in tono stranamente distaccato.

«Non si può trattare di me», si schermì Cazaril, deglutendo a fatica. Stava per dire: «Potrei cadere morto ai vostri piedi da un momento all’altro…» ma riuscì a correggersi, mormorando: «Non oso lasciarvi qui sole, senza protezione».

«In tal caso, rifletteremo tutti sul problema», concluse Iselle, decisa.

Le feste per il Giorno del Padre si svolsero in modo tranquillo, anche perché furono caratterizzate da una pioggia gelida, che scoraggiò molti nobili del castello dal partecipare alla processione. In qualità di Roya, però, Orico non poté esimersi da quel dovere e contrasse così un raffreddore, adducendo poi quel malanno come scusa per mettersi a letto ed evitare di vedere chiunque. Per gli altri abitanti del castello, ancora in lutto per Lord Dondo, la Festa del Padre venne celebrata soltanto con musica sacra e niente danze.

La pioggia gelida durò per tutta la settimana. In un pomeriggio particolarmente uggioso, Cazaril si trovava con Iselle e Betriz, intento a spiegare loro — prima in teoria e poi in pratica — come tenere una contabilità, quando la lezione fu interrotta da un colpo deciso battuto contro lo stipite e dalla voce di un paggio.

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