Scusa ma ti voglio sposare
- Автор: Моччиа Федерико
- Язык: итальянский
- Жанр: Современные любовные романы
Электронная книга - «Scusa ma ti voglio sposare». Краткое содержание книги:
"Ah…" Alex fa un sorriso, continua il suo giro e versa del rum a Roberto.
Olly. Era Olly. Ma come ho fatto, perché ho detto questa bugia? Avrei dovuto dare troppe spiegazioni, sarebbe stata troppo lunga e poi ora, con tutta questa gente… Sarebbe stato fuori luogo. Sì, è solo per questo. E torna al suo posto di nuovo tranquilla. Sì, è stato solo per questo. Adesso ne è del tutto convinta e per essere ancora più sicura spegne il telefonino.
Ottantadue
"La cena è stata fantastica."
"Sì, tutto veramente perfetto."
"Allora ci vediamo domani mattina…"
Le donne si salutano e vanno verso le loro camere. Luigi si avvicina a Roberto. "Domani abbiamo una bella sorpresa, solo per noi uomini. Caccia al cinghiale! Con il mio fidato cane Edmond nella nostra riserva. Sarà molto divertente. Ne ha mai fatte, Roberto?"
"Oh… Sì, qualche volta!"
"Bene! Abbiamo tutta l'attrezzatura anche per lei. Ci vediamo alle sei in punto." Roberto deglutisce. "Alle sei… Certo…"
"A proposito, Roberto, è ora di darci del tu…"
"Sì… Certo. Luigi, tu sei convinto che ci vediamo alle sei?"
"Certissimo! Quindi, subito a nanna!"
Dopo i convenevoli e i saluti, tutti si ritirano nelle loro camere. Simona prende sottobraccio Roberto. "Amore… Ma perché non gli hai detto la verità? Tu non hai mai cacciato…"
"Ma che ci vuole!"
"Come che ci vuole? Devi usare il fucile…"
"Ho capito, ma ho visto Balla coi lupi dieci volte. Al massimo non prendo il cinghiale…"
"Basta che non prendi qualcun altro… Dopo il volo di Celeste… Ci manca solo che abbattiamo qualcuno!"
Ed entrano nella loro camera. "Buonanotte, ragazzi."
"Notte, mamma."
"Notte, papà."
Niki fa finta di entrare in camera, invece sgattaiola in corridoio e aspetta Alex fino a quando non lo vede arrivare. "Senti, ma che è questa storia? Dobbiamo dormire separati! Ma neanche alle medie facevo così…"
"Che vuoi dire?"
"Bè, no…" Niki si riprende, "che alle medie avevo più libertà."
"Ah, ecco…"
Proprio in quel momento passa Eleonora. "Ciao Alex, buonanotte Niki, speriamo che non arrivi un temporale! Ti ricordi quando eravamo piccoli che per la paura dei tuoni dormivamo tutti insieme io, te e le tue sorelle?"
"Sì…"
Niki sorride. "Ma è una notte stellata! Non c'è pericolo."
"Già… Bè, buonanotte." E si infila nella sua camera.
"Dormivate insieme, eh…"
"Con le mie sorelle!"
"Anche se ci fosse l'uragano dovrebbe solo provarci… Altro che Matteo con Celeste, la faccio volare dalla finestra!"
"Mi piaci quando sei così gelosa… Vieni…" e la rapisce nel corridoio, la prende per mano e si infila nella sua camera. "Siamo di nuovo al liceo… Tutti e due…" E nella penombra della stanza, con la luce della luna che soffusa entra dalla finestra, Alex comincia a spogliarla. "Mi piaci Niki, mi piaci da impazzire… Mi piaci così tanto… che, guarda… ti sposerei…"
"Anche tu…"
E l'idea di essere in quella casa, con i genitori dell'uno e dell'altra nelle stanze vicine, li eccita così tanto che in un attimo sono nudi sotto le lenzuola. E si perdono tra baci confusi, tra sospiri ribelli, tra carezze proibite. Nella penombra un sorriso, una bocca aperta, quel dolce piacere, quella voglia perfetta e quelle due lingue che parlano d'amore.
Ottantatré
Dopo una leggera ma sana colazione a base di uova, toast e un caffè scuro, i nostri cacciatori sono alle porte della riserva. Su una grande collina si inerpica un sentiero più chiaro, perdendosi tra i cespugli e la macchia come una lunga serpe. Luigi sorride al gruppo.
"Alex non è venuto… Aveva sonno."
Davide e Gregorio, rimasti più indietro, sorridono tra loro. "E ti credo… con una di vent'anni di meno anch'io avrei sempre sonno…"
Gregorio lo riprende. "Shhh… E dai, non ti far sentire dal padre… Oh, comunque c'hai ragione: secondo me Alex ha fatto proprio bene… La differenza d'età potrebbe essere un buon rimedio alla durata di un matrimonio…"
Davide solleva le spalle. "Boh, non so… Per me un mito è sempre stato Bruce Springsteen. Si è sposato con la modella Julianne Philipps, una fica da paura, e poi dopo qualche anno si è messo con la sua corista, Patti Scialfa, nulla di che… Sai cosa ti insegna questa storia?"
"Cosa?"
"Che l'amore è il vero segreto del matrimonio."
"Ammazza come sei filosofo stamattina. Bè, invece di sparare cavolate… spara a un cinghiale, và!"
E così ridendo raggiungono gli altri. Luigi sta scegliendo uno tra i suoi bracchi.
"Tieni, Roberto, te lo affido, lui è Edmond, il più amato tra i miei cani… Ma soprattutto il più bravo. Per me è come un figlio, ci sono attaccatissimo, mi ha sempre dato grandi soddisfazioni. Se c'è un cinghiale lui lo stanerà! Forza, miei prodi… A caccia!"
E così i quattro avanzano nel bosco. Roberto è leggermente in difficoltà perché i pantaloni e il giubbotto gli stanno un po'"stretti, mentre gli stivali che gli hanno prestato gli vanno larghi. Tiene il fucile come gli altri e cerca di imitarli in tutto e per tutto. A un certo punto gli si avvicina Davide.
"Ehi…"
"Eh?"
"Se non lo lasci andare, penso che Edmond abbia difficoltà a stanarti qualsiasi cosa…"
Solo adesso si accorge che gli altri hanno liberato i loro bracchi. "Ah sì, certo… Ma la mia è una tecnica inglese…"
"Cioè?"
"Lo si innervosisce, lo si tiene, gli si fa desiderare la caccia da morire per motivarlo ancora di più… E poi… Lo si molla!" E così libera dal collare Edmond e lo fa partire come una saetta nella macchia più vicina.
"È vero, però… Ma anche per la sicura c'è una nuova tecnica?"
Solo ora Roberto si accorge di non averla tolta dal fucile e capisce anche che non è il caso di esagerare. "No… no… Ancora non era iniziata la caccia per me…" Poi fa l'occhietto. "Mi muovevo in sicurezza…" e lentamente si allontanano dal centro di partenza, i cacciatori si perdono lungo diversi sentieri, cercano tra i cespugli, nelle frasche che si spandono su per la collina come una grande macchia d'olio verde, ognuno dietro al proprio cane che fugge come impazzito, annusa nervoso il terreno, corre di qua e di là seguendo chissà quale traccia. Roberto, fuori forma, arranca dietro Edmond che sale su per il sentiero e infine stana un enorme cinghiale nascosto dietro una macchia scura. Roberto arriva appena in tempo, vede Edmond poi il cinghiale poi Edmond poi di nuovo il cinghiale… e alla fine spara.
"L'ho preso! L'ho preso!"
Subito Davide, Gregorio e per ultimo Luigi accorrono da punti diversi, attraversano veloci la sterpaglia fino ad arrivare dove si trova Roberto.
"L'hai preso? Dov'è?"
"Sì, dov'è?"
"Lì!"
E tutti guardano quel grosso cespuglio che si muove. Da lì dietro lentamente appare Edmond, fa due o tre passi e poi stramazza a terra, ferito. "L'hai preso, sì che l'hai preso… Ma il mio cane!"
Ottantaquattro
La porta si apre. Alex e Niki rientrano a casa di lui. Dove tutti e due, piuttosto nervosi, si muovono velocemente. Si capisce che hanno già discusso in macchina. Niki posa la sua borsa sul divano. Alex si gira.
"Niki… Mettila per terra. Chissà dove l'hanno posata Said e Kalim mentre la spostavano."
"Mamma mia! Ti sta prendendo il virus… Se si sporca qualcosa, si lava! Ma uno deve vivere, capito, vivere… Non può stare imbalsamato come in quella casa…"
Alex si gira scocciato. "Ah, certo… Grazie a tuo padre ci è mancato poco che venisse imbalsamato anche Edmond!"
"Meglio, così faceva pendant con Eleonora…"