Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it]
La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it]

Электронная книга - «La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it]». Краткое содержание книги:

Ormai non ci sono dubbi: sotto le spoglie umane di John O’Ryan si nasconde una figura mitica, il leggendario cacciatore Orion. A crearlo è stato l’essere di un lontanissimo futuro che ha scelto di farsi chiamare Ormazd, e che con il suo aiuto intende condurre nel tempo e nello spazio una guerra spietata contro il più acerrimo nemico dell’umanità, Ahriman. Il primo scontro (in Orion, Urania 1038) sembra essersi concluso vittoriosamente, ma in realtà l’intervento di Orion ha causato una frattura nel continuum spazio-temporale, concedendo ad Ahriman e ai suoi neandertaliani un cosmo tutto per loro. Ormazd non ha affatto gradito la cosa e ha deciso di punire Orion strappandogli ciò che ha di più caro, per costringere il cacciatore a riprendere la sua battuta. Questa volta lo scenario-sarà il passato e la posta in gioco il salvataggio di Troia… perché Ormazd è deciso a cambiare addirittura la trama del tempo pur di distruggere definitivamente il suo nemico.
1 ... 67 68 69 70 71 72 73 74 75 ... 86
Перейти на страницу:

Il capo nominale della nostra spedizione, il grasso, zoppicante generale Raseth, si inchinò profondamente al principe e poi mi presentò.

— Massacreremo i barbari — annunciò Aramset ridendo. — Mio padre vuole che impari le arti della guerra, per farne tesoro quando prenderò il governo.

Sembrava abbastanza simpatico. Ma dentro di me sapevo che era stato Nekoptah ad aggiungere quella chicca. Se il principe fosse rimasto ucciso, in assenza di altri eredi legittimi lui avrebbe rafforzato la sua posizione.

Ancora una volta dovevo ammirare l’astuzia del sacerdote.

Avevo lasciato Elena quella mattina, affidandola alle cure di Nefertu. Lei capiva pienamente tutte le macchinazioni che ci giravano intorno, ma percepiva che un vortice di intrighi mi stavano trascinando lontano da lei.

— Menelao mi sta ancora cercando — disse, mentre la tenevo tra le braccia.

— È lontano centinaia di miglia — risposi. Posò la testa dorata sul mio petto. — Orion, qualche volta penso che il mio destino sia di tornare da lui. Qualsiasi cosa io faccia, lui mi tallona come un segugio del fato.

Io non risposi.

— Ti ucciderà, se andrai davvero in battaglia contro di lui.

— No, non credo. E nemmeno io voglio davvero ucciderlo.

Si scostò leggermente e mi fissò negli occhi. — Ti rivedrò mai più, mio protettore?

— Certamente.

Ma lei scosse la testa. — No. Non credo. Penso che questo sia il nostro ultimo incontro, Orion.

Aveva le lacrime agli occhi.

— Tornerò — dissi.

— Ma non da me. Cercherai la tua dea e ti dimenticherai di me.

Io rimasi in silenzio per un momento, sapendo bene che aveva ragione. Poi dissi: — Nessuno potrebbe mai dimenticarti, Elena. La tua bellezza vivrà attraverso i tempi.

Si sforzò di sorridere. La baciai un’ultima volta, pur sapendo che qualcuno ci stava spiando, poi le dissi addio.

Nefertu mi accompagnò alle banchine e io gli chiesi di vegliare su Elena e di proteggerla dagli intrighi di palazzo.

— Lo farò, amico mio — disse. — Custodirò il suo onore e la sua vita.

Così, mentre il battello si allontanava dalla banchina con il sole del primo mattino che occhieggiava tra gli obelischi e le statue monumentali, io feci un ultimo gesto di saluto a Nefertu, sapendo in cuor mio che quel piccolo funzionario dai capelli grigi non sarebbe mai stato in grado di proteggere nessuno, nemmeno se stesso, dal potere di Nekoptah. La mia sola speranza era di portare a termine quello che dovevo fare il più in fretta possibile, e di tornare alla capitale per occuparmi del grasso primo ministro prima che potesse nuocere a Elena o al mio amico egiziano.

Passai in rassegna gli edifici del palazzo mentre la nostra nave scivolava sulla corrente, cercando una terrazza dove una donna dai capelli d’oro avrebbe potuto salutarmi con la mano. Ma non vidi nessuno.

— Così cominciamo a guadagnarci la paga.

Mi voltai di scatto e vidi Lukka in piedi vicino a me, il viso severo atteggiato a un sorriso composto. Era felice di allontanarsi dalla corte per andare in battaglia, dove un uomo sapeva chi erano i suoi nemici e come affrontarli.

Aramset si rivelò un compagno piacevole anche se rideva per nascondere il nervosismo. Il generale Raseth andava su e giù per la nave, asfissiando il giovane principe finché questi non chiarì che preferiva essere trattato come un ufficiale qualsiasi.

Stranamente, Lukka e il ragazzo sembravano andare d’accordo. Il giovane ammirava sinceramente il valoroso soldato e tutte le sue cicatrici di battaglia, e sembrava ansioso di imparare da lui tutto quello che poteva.

Un caldo pomeriggio, mentre passavamo davanti alle rovine di Akhetaten, sentii Lukka dire al principe: — Tutto quello che ti ho detto nei giorni scorsi non è niente a confronto con l’esperienza della battaglia. Quando il nemico arriva caricandoti, lanciando le sue grida di guerra e puntando la lancia contro il tuo petto, allora scopri se davvero hai abbastanza sangue freddo per la guerra. Solo allora.

Aramset lo fissò con gli occhi sgranati, e seguì il mercenario ittita per tutta la nave come un cucciolo fiducioso.

Il nostro battello portava cinquanta soldati, e poteva contare su sessanta rematori, tutti schiavi, molti dei quali nubiani. Dal momento che navigavamo verso la foce del fiume, la corrente del Nilo faceva la parte più pesante del lavoro.

Dozzine di altre imbarcazioni si accodarono a noi nel lungo viaggio verso il delta.

In ogni porto in cui attraccavamo per la notte, trovavamo navi intere di soldati che aspettavano di unirsi alla nostra spedizione. Cominciai a capire la vera potenza dell’Egitto, un’organizzazione in grado di mettere insieme una flotta tale da costituire un potente esercito capace di coprire centinaia di miglia.

Ma quali degli uomini sulla nostra nave erano spie di Nekoptah? Chi erano gli assassini? A quanti dei soldati delle altre imbarcazioni era stato ordinato di ripiegare, una volta cominciata la battaglia, e di lasciare che io e i miei Ittiti fossimo fatti a pezzi dai predoni? Sapevo di non potermi fidare di nessuno tranne che di Lukka e, di conseguenza, delle sue due dozzine di soldati.

In quei lunghi giorni caldi, in quelle notti buie e clementi, imparai a conoscere il principe Aramset. Era molto più che un ragazzo nervoso che rideva.

— Voglio che Lukka e i suoi Ittiti siano la mia guardia personale, una volta tornati a Wast — mi disse una sera, mentre ci attardavamo sui resti della cena. Eravamo ormeggiati al molo di una delle tante città disseminate sulla riva del fiume, cullati dallo sciacquio della corrente. Era una notte tranquilla, fin troppo calda, e avevamo mangiato all’aperto cercando disperatamente di cogliere qualunque brezza vagante potesse soffiare. Uno schiavo agitava ritmicamente sulle nostre teste un ventaglio di foglie di palma, per tenere lontane le zanzare. Il generale Raseth si era addormentato a tavola, sulla coppa di vino vuota. Il principe non prendeva mai vino; beveva soltanto acqua.

— Non avresti potuto scegliere un uomo più leale, Altezza — dissi.

— Ti pagherò bene per loro.

Io risposi: — Mio principe, permettimi di rifiutare. So che Lukka sarebbe contento di servirti e rendervi felici entrambi farebbe contento me.

Lui annuì leggermente, come se non si fosse aspettato niente di meno. — Però, Orion, non dovrei accettare un dono così prezioso senza offrire qualcosa in cambio.

— L’amicizia del principe ereditario delle Due Terre è un dono che non ha prezzo — dissi.

Lui sorrise. Volutamente, versai una coppa di vino da quel poco che Raseth aveva lasciato e gliela porsi.

Lui rifiutò con un misurato gesto delta mano.

— Per sancire il nostro accordo — suggerii.

— Non bevo mai vino.

— Non ti piace il sapore?

Il suo viso si fece serio. — Ho visto cosa il vino ha fatto a mio padre. Il vino e altre cose.

— Allora non è malato.

— Solo nell’anima. Da quando mia madre è morta, mio padre si distrugge nello spirito.

Colsi una grande amarezza nella sua voce. Era lì per dimostrare a suo padre che era degno di ereditare il suo trono.

Con la maggior delicatezza possibile, chiesi di Nekoptah.

Aramset mi guardò attentamente.

— Il Sommo Sacerdote di Ptah e primo ministro del re è un uomo molto potente, Orion. Persino io devo parlargli con rispetto.

— Conosco il suo potere — dissi. — Lo terrai come tuo primo ministro, quando diventerai re?

— Mio padre è vivo — rispose secco il principe. Non c’era nessuna traccia d’ira per la mia supposizione. Né di rancore nei confronti di Nekoptah. Aveva imparato a nascondere bene le sue emozioni, quel ragazzo.

1 ... 67 68 69 70 71 72 73 74 75 ... 86
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)